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La parrocchia ha la cura pastorale dei cristiani ortodossi del Patriarcato di Mosca nella città di Torino e in Piemonte / Valle d'Aosta

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Il Blog del Parroco


 27/07/2017    

Una fede a pieno impatto: un'intervista con padre Turbo Qualls

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

Ringraziamo ancora Tudor Petcu per averci segnalato la sua intervista al padre diacono Turbo Qualls (nella foto), chierico della chiesa di santa Maria Egiziaca a Kansas City, nonché uno dei più attivi ortodossi afro-americani negli Stati Uniti. Presentiamo la nostra traduzione italiana dell’intervista nella sezione “Figure dell’Ortodossia contemporanea” dei documenti.

 
 26/07/2017    

Il mio cammino verso l’Ortodossia

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

Presentiamo nella sezione “Figure dell’Ortodossia contemporanea” un breve racconto biografico del nostro confratello, lo ieromonaco Serafim (Valeriani, nella foto), parroco della chiesa di san Basilio il Grande a Bologna. Il racconto farà parte delle testimonianze che Tudor Petcu sta raccogliendo per la sua ricerca incentrata sulle storie di conversione all'Ortodossia in Italia. Ringraziamo Tudor e padre Serafim per il cortese permesso di presentare questa storia.

 
 25/07/2017    

Dichiarazione ufficiale della Federazione della Malorossija

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

Presentiamo nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti la traduzione italiana del testo annunciato dal presidente della Repubblica Popolare di Donetsk, Aleksandr Zakharchenko (nella foto), in cui i rappresentanti di 19 regioni dell’ex Ucraina annunciano di voler rifondare il proprio stato al collasso con il suo nome storico di Malorossija.

Per la prima volta vengono esplicitati principi statali che vanno al di là dell’indipendenza di regioni in dissenso, e che vogliono far ritornare le terre martoriate dell’Ucraina al proprio posto storico della “Piccola Russia”, la madre del mondo russo moderno.

 
 24/07/2017    

La chiesa "pan-ortodossa" di Porto Rico passa all'uniatismo

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

Apprendiamo da fonti spagnole, inglesi e francesi in rete che la “comunità pan-ortodossa di san Spiridione” di Trujillo Alto (Puerto Rico, nella foto) ha lasciato la giurisdizione del Patriarcato Ecumenico ed è stata ricevuta il 10 giugno 2017 nella comunione romana come comunità greco-cattolica sotto la giurisdizione dell’arcivescovo latino Roberto Gonzales.

L’iniziatore del passaggio di comunione ecclesiale sembra essere stato l’archimandrita Andrej (al secolo Zoran Vujisić, nella foto), ex chierico dell’arcidiocesi del Messico, che nel 2009 era stato eletto vescovo dal Santo Sinodo del Patriarcato Ecumenico con il titolo di vescovo di Tralles, ma aveva richiesto di rimandare la sua consacrazione. Padre Andrej era stato anche il tramite per il quale il numeroso gruppo degli ortodossi del Guatemala era stato ricevuto nel Patriarcato Ecumenico.

Passaggi di chiesa come questo sono estremamente rari, e suscitano comprensibili perplessità, ancor più quando sono guidati da un personaggio che avrebbe potuto in ogni momento prendere il suo posto nell’episcopato ortodosso di Costantinopoli. In particolare, fanno scendere un’ombra sul concetto stesso di “pan-ortodosso” secondo il Patriarcato Ecumenico. Solo il 9 luglio scorso padre Andrew Phillips intitolava uno dei post del suo blog 'Pan-ortodosso' = non ortodosso?, e queste parole, che in sé potevano sembrare un po’ estremiste, acquistano un nuovo e inquietante senso alla luce dell’evento di Porto Rico. Se l’idea di una comunità “pan-ortodossa” riesce a essere così facilmente intercambiabile con l’uniatismo, forse è ora di rivedere urgentemente ciò che significa “pan-ortodosso” per tutti noi.

 
 23/07/2017    

Dio chiama in modi interessanti

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Padre Ernesto Obregon analizza le diverse attitudini verso gli uomini che si sentono chiamati a un servizio ministeriale, notando le differenze (e spesso le differenze ingiuste) di attitudine verso chi sente una vocazione da giovane e chi la sente da adulto, e soprattutto tra i fedeli da tutta una vita e i convertiti. Presentiamo la traduzione italiana dell’articolo di padre Ernesto nella sezione “Pastrorale” dei documenti.

 
 22/07/2017    

Il settimo Concilio ecumenico, il Concilio di Francoforte e la pratica della pittura

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Il blog Orthodox Arts Journal ci presenta un articolo estremamente istruttivo che vede la controversia iconoclasta nell’Occidente carolingio non solo come una disputa tra la liceità delle immagini in sé, ma come una sottile diatriba tra due tipi di arte, quella classica e quella insulare, improntate rispettivamente a criteri di somiglianza e di ritmicità. Presentiamo la traduzione italiana dell’articolo nella sezione “Confronti” dei documenti.

 
 21/07/2017    

Preti ortodossi russi su YouTube

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

Un articolo della redazione francese di Russia Today annuncia l’imminente lancio, nel mese d’agosto, del progetto “Batjushka-blogger”. Si tratta di un progetto correlato alla rete “Batjushka-online”, che dal 2011 cerca di coinvolgere i sacerdoti ad avere una presenza più attiva in Internet. Con il nuovo progetto, saranno presentati attraverso video di YouTube diversi sacerdoti dalla vita che può suscitare interesse tra i giovani: si parlerà di coppie di gemelli che sono stati ordinati sacerdoti, di preti che si impegnano in diversi sport, di preti programmatori, di preti motociclisti e perfino di un prete rapper. Il compito è di comunicare ai giovani che ci sono sacerdoti molto aperti e disposti a comunicare con loro a partire da una vasta gamma di esperienze comuni.

 
 20/07/2017    

Il Sinodo della ROCOR sul caso Internet dei consigli di suor Vassa Larina

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In queste ultime settimane si è scatenata una notevole buriana in rete tra i cristiani ortodossi a causa di un consiglio pastorale dato via Facebook da suor Vassa Larina (nella foto) a una madre di un adolescente con tendenze omosessuali. Il consiglio, che la stessa suor Vassa definisce una propria "opinione personale non in linea con alcuni pronunciamenti ufficiali della sua Chiesa", a sommi capi si può ridurre a non opporsi alle tendenze omosessuali del ragazzo, per non scatenare in lui comportamenti ancor più ribelli e devianti.

Purtroppo, come molte argomentazioni a favore della "scelta del male minore", questa risposta ha fatto esplodere una polveriera di commenti contrastanti. La comunità gay – sempre alla ricerca di sostegni, anche involontari, da parte delle Chiese tradizionali – si è appropriata di tale consiglio come di una pietra miliare di lungimiranza pastorale, mentre al contrario i cristiani ortodossi che cercano davvero di lottare contro le proprie passioni (o che hanno l'umiltà di dire di non essere abbastanza forti e chiedono l'aiuto di Dio) si sono sentiti piuttosto traditi da quello che hanno percepito come un atto di indifferentismo spirituale.

Se è vero che nessuno si aspetta che una religiosa ortodossa attiva in rete sia una tuttologa (il campo di studi di suor Vassa è la storia liturgica, non la psicologia pastorale), il dibattito è divenuto tanto serio che il sinodo della ROCOR – la chiesa a cui appartiene suor Vassa – ha ritenuto opportuno pubblicare un comunicato, che abbiamo tradotto in italiano nella sezione "Etica" dei documenti, per definire la posizione della Chiesa in materia.

 
 19/07/2017    

Sulla conversione di Hank Hanegraaff: dove Christianity Today si sbaglia sulle conversioni all'Ortodossia

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Dopo la conversione all’Ortodossia di Hank Hanegraaff (nella foto), il popolare “uomo delle risposte della Bibbia” (di cui abbiamo parlato tre mesi fa), molte voci nel mondo evangelico americano hanno cercato di spiegare le motivazioni (o più prosaicamente, di contenere il danno) della perdita di un loro rappresentante così noto e stimato. Sul popolare periodico evangelico Christianity Today c’è stato uno degli articoli più letti in tal senso, a cui ha replicato l’arciprete Andrew Stephen Damick nel suo blog Orthodoxy and Heterodoxy. Abbiamo tradotto in italiano la risposta di padre Andrew, e la presentiamo nella sezione “Confronti” dei documenti.

 
 18/07/2017    

Quando si fa un buon lavoro, i demoni attaccano...

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Presentiamo nella sezione “Figure dell’Ortodossia contemporanea” la traduzione italiana dell’intervista a matushka Anya Marshall (nella foto, insieme al marito padre Daniel, parroco a Cincinnati), che offre una testimonianza di prim’ordine sulla vita di una famiglia sacerdotale.

 
 17/07/2017    

Il reliquiario di san Nicola lascia Mosca

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Il reliquiario con la costola di san Nicola prelevata a Bari e offerta per un pellegrinaggio di venerazione alla Chiesa russa è stato a Mosca dal 21 maggio al 12 luglio, dove oltre 1.800.000 fedeli hanno potuto venerare la reliquia.

Ora il reliquario rimarrà a San Pietroburgo fino al 28 luglio, prima di rientrare in Italia: indubbiamente, molti altri fedeli potranno venerare la reliquia anche in queste settimane.

Questo è stato uno dei risultati positivi dell’incontro tra il patriarca Kirill e papa Francesco all’Avana nel febbraio del 2016. Da una parte, siamo felici che molti fedeli russi che non avrebbero potuto visitare Bari abbiano avuto nella loro patria l’opportunità di una venerazione diretta delle reliquie di san Nicola; d’altra parte, pensiamo a quanti invece sarebbero venuti davvero in Italia, portandoci le loro storie, le loro esperienze e un mare di contatti tra i nostri due paesi, e invece non hanno potuto farci visita a causa delle restrizioni dovute alla dissennata politica antirussa a cui l’Italia si è accodata. Questa è solo una delle sciagurate conseguenze di tale politica, di cui presto o tardi tutte le chiese ortodosse in Italia patiranno i colpi.

 
 17/07/2017    

Una nuova icona per la nostra chiesa

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Il nostro iconografo Iurie Braşoveanu, dopo aver dovuto tornare in Moldova per alcuni mesi, è rientrato in Italia portandoci l’icona che gli avevamo commissionato, intitolata О Тебе радуется, in romeno De tine se bucură, ovvero "In te gioisce": è la versione iconografica del megalinario della Madre di Dio nella Liturgia di san Basilio il Grande, un inno alla santa Vergine attribuito a san Giovanni Damasceno.

Mentre siamo contenti di ricevere questo suo contributo, ricordiamo che Iurie rimane in Italia, a disposizione di chi vuole mettersi in contatto con lui, e richiedergli icone di diversi soggetti, anche inediti.

 
 16/07/2017    

Aleppo e Mosul: un racconto di due città liberate

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Un altro disgustoso episodio dei doppi standard con cui i politici e i media ci raccontano le tragedie umane si può vedere nella recente liberazione di Mosul da parte delle truppe irachene appoggiate dagli americani. Chi si ricorda il coro di indignazione mondiale quando l’anno scorso la parte orientale di Aleppo è stata liberata da parte delle truppe siriane appoggiate dai russi? Le due liberazioni hanno seguito un percorso pratico pressoché analogo, ma mentre intorno ad Aleppo si è scatenata ogni sorta di proteste politiche e denunce mediatiche, nessuno si è preoccupato dei danni subiti a Mosul (che pure ci sono stati), delle vittime civili (che pure hanno sofferto), e così via. Chi ha visto le “coraggiose” ONG umanitarie proteggere i cittadini inermi di Mosul? Approfondiamo quest'altro schifoso esempio di duplicità nella traduzione italiana dell’articolo di Neil Clark che presentiamo nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.

 
 15/07/2017    

La Russia di fronte alla "sindrome di Pilban"

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Vi segnaliamo un brillante articolo del nostro amico Saker sull'ossessione anti-russa di cui soffre l'establishment della Polonia e dell'Ucraina: un'ossessione che Saker ha chiamato "sindrome di Pilban" dai nomi delle due figure iconiche del nazionalismo polacco (Józef Piłsudski) e ucraino (Stepan Bandera).

La prognosi di Saker è tanto diretta quanto semplice: data l'incurabilità della sindrome, la Russia non dovrebbe fare niente. Al contrario, ogni problema legato a questa sindrome e affrontato attivamente non farà altro che crearne di nuovi. Le parole di Saker meritano di essere meditate attentamente.

 
 14/07/2017    

Una conversione molto sospetta

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Quando due giurisdizioni ortodosse non sono in comunione l'una con l'altra, può capitare qualche strano passaggio di chierici, senza che siano richieste o compiute le rigorose procedure canoniche per il passaggio dall'una all'altra chiesa.

Questo da una parte getta dei legittimi dubbi sulla serietà della "conversione" dei chierici che fanno tali passaggi, e dall'altra può servire ai malcapitati per rifarsi una "verginità" ecclesiale anche di fronte alle accuse più serie.

Oggi è il caso di Cyril Amer Shahzad (nell'immagine), che era stato uno dei preti della ROCOR in Pakistan, e che era stato deposto il 25 aprile 2017 dal metropolita Hilarion (Kapral) della ROCOR, in seguito ad accuse di coinvolgimento in "diverse attività criminali, incluso il traffico di esseri umani". Il decreto di deposizione è venuto dopo un periodo di sospensione cautelativa, che il sacerdote non aveva accettato, continuando a servire in violazione delle sanzioni episcopali.

Ora, appena a giugno del 2017 (neppure due mesi dopo il decreto di deposizione) è apparsa in rete una lunga intervista al "sacerdote di Vecchio Rito" Cyril Amer Shahzad del Pakistan. Escludendo casi di strana omonimia, abbiamo qui una repentina conversione ai Vecchi Credenti di un neofita che non parla neppure il russo (durante tutta l'intervista parla in inglese) e che convenientemente ha scoperto l'Antico Rito russo proprio dopo una deposizione dal sacerdozio per motivazioni criminali.

Se è vero che il "traffico di esseri umani" è un'accusa molto generica che spesso copre casi ben più complessi (come i traffici per far espatriare persone oggetto di persecuzioni religiose o di altro tipo), è altresì vero che il metropolita Hilarion della ROCOR è noto come un vescovo di enorme condiscendenza pastorale, e per lui arrivare a una sospensione e alla conseguente deposizione di un prete è il segno di una situazione divenuta ormai insostenibile.

Da parte dei Vecchi Credenti della Concordia di Belokrinitsa, d’altra parte, improvvisarsi esperti della situazione degli ortodossi in Pakistan appare quanto meno piuttosto imprudente. I credenti ortodossi del paese hanno già abbastanza difficoltà per essere obbligati a una scelta tra due diverse forme rituali dell’Ortodossia russa, e questa improvvisa scelta di campo non sembra fatta nel loro migliore interesse.

 
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