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  Fine dell’Esarcato russo di Costantinopoli
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Alla sua sessione del 27 novembre, il Santo Sinodo del patriarcato di Costantinopoli ha deciso di abolire lo stato di esarcato dell'Arcidiocesi di Rue Daru.

Con un comunicato che è un vero capolavoro di diplomazia, da leggere attentamente tra le righe, è stato annullato un processo pluridecennale di creazione di una “diocesi russa non russa”, della quale, peraltro, non ci siamo mai stancati di sottolineare la sostanziale incongruenza ecclesiologica: anzi, vi invitiamo a leggere la traduzione italiana dei commenti di padre Andrew Phillips, che è ancor più categorico in materia di quanto noi non lo siamo mai stati.

Il colpo di spugna del Fanar non è stato, com’era da prevedersi, accolto con benevolenza a Rue Daru, il cui arcivescovo Giovanni di Charioupolis dichiara in un suo comunicato di non essere stato neppure preventivamente informato della dissoluzione dell’Esarcato.

Ecco alcuni nostri commenti agrodolci alla lettura del comunicato del 27 novembre, per i quali chiediamo venia ai lettori che potrebbero sentirsene offesi, e a nostra parziale discolpa, sottolineiamo come il comunicato in sé sia molto più offensivo di quanto noi non potremmo mai essere.

- La decisione del Santo Sinodo dovrebbe rispondere "ai bisogni pastorali e spirituali della nostra epoca" (ci farà piacere sapere quali bisogni, e magari in cosa i bisogni del 2017 differiscano da quelli del 2019);

- La decisione avrebbe per scopo di "rinforzare ancora di più il legame delle parrocchie di tradizione russa con la Chiesa madre del Patriarcato di Costantinopoli" (ci facciano sapere se la nostra traduzione in italiano "non provate a ripetere lo scenario di Firenze" corrisponda a realtà, o se magari sia più corretta la traduzione "preparatevi a pagare la decima per mantenere aperte le chiese vuote a Istanbul").

- La frase "È per sollecitudine pastorale che il Patriarcato Ecumenico ha deciso l'integrazione e l'attaccamento delle parrocchie alle varie sante metropolie del Patriarcato Ecumenico nei paesi in cui si trovano", dovrebbe significare, se non ci inganniamo, la fusione automatica di tutte le chiese di Rue Daru nelle rispettive diocesi greche. Ora avremo quindi in una metropolia greca – quella di Francia – un arcivescovo sottoposto a un metropolita, che nella prassi greca è più o meno equivalente all'immagine di un generale sottoposto a un capitano. Non abbiamo dubbi che la cosa sarà presto risolta, ma notiamo che il comunicato del Santo Sinodo, nella sua sollecitudine pastorale, non dice nulla a riguardo.

- I membri del disciolto Esarcato sono invitati a "saper rimanere fedeli al Patriarcato Ecumenico, così come la Chiesa Madre di Costantinopoli è loro devota". Ci manca il coraggio di immaginare come potrebbero ripagare con la STESSA devozione il Patriarcato che li ha appena privati di ogni loro speranza di autonomia.

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