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  Una minaccia di scisma consuma la Chiesa scismatica ucraina: Filaret vuole rinnovare il "patriarcato di Kiev"

Orthochristian.com, 13 maggio 2019

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photo: spzh.news

I media ucraini hanno riferito di problemi che covano sotto la superficie della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" scismatica da diverse settimane. Si sono formate fazioni tra coloro che sostengono il primate ufficiale, il "metropolita" Epifanij Dumenko, e coloro che rimangono fedeli e solidali al "patriarca" Filaret Denisenko e si indignano per il suo ruolo minimale nella nuova struttura.

Denisenko è stato il leader senza rivali del movimento scismatico autocefalista in Ucraina per 30 anni, ma è stato relegato nel ruolo di "patriarca onorario" nella "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", a cui è stato proibito di mettere il suo nome come primate dal Patriarcato di Costantinopoli che ha creato la nuova chiesa in cooperazione con il presidente Petro Poroshenko dell'Ucraina. Il primo incontro del Sinodo della nuova "chiesa" gli ha dato il controllo delle chiese di Kiev - ben lontano dalla leadership primaziale che aveva immaginato per se stesso.

Ora il problema è tornato alla ribalta e Filaret ha apertamente dichiarato che intende ripristinare il "patriarcato di Kiev" scismatico e prendere i vescovi a lui fedeli. Cioè, la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" scismatica, formata da due corpi scismatici, ora affronta la grave minaccia di scindersi nuovamente in due gruppi scismatici.

Nonostante le promesse a Costantinopoli che il "patriarcato di Kiev" sarebbe stato liquidato poco prima del "concilio d'unificazione" del 15 dicembre, che ha unito il "patriarcato di Kiev" con la "Chiesa ortodossa autocefala ucraina" per creare la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", Filaret da allora ha continuamente dichiarato che il "patriarcato di Kiev" esiste ancora. Ha consegnato premi per conto del "patriarcato di Kiev" e le parrocchie della Chiesa canonica che hanno deciso di andare in scisma sono state registrate nel "patriarcato di Kiev", non nella "Chiesa ortodossa dell'Ucraina".

Ha anche dichiarato che il "concilio d'unificazione" non è stato in alcun modo un concilio ucraino, ma è stato una funzione della chiesa di Costantinopoli.

È diventato chiaro che Philaret ha mantenuto vivo il "patriarcato di Kiev" come piano B nel caso non fosse soddisfatto della nuova "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", e chiaramente non lo è.

"Il patriarcato di Kiev esiste, non ha bisogno di essere ricreato", ha detto in una recente intervista a 1+1. "C'è un patriarca, e se c'è un patriarca, c'è un patriarcato, il patriarcato di Kiev. Esiste e dovrebbe esistere. E verrà il momento in cui sarà riconosciuto. Ne sono sicuro al 100%", ha aggiunto.

Ha continuato a riconoscere che esiste una divisione nella "Chiesa ucraina", ma ha detto: "Stiamo creando un'unica chiesa, il patriarcato di Kiev. Necessariamente".

Il Ministero della Cultura dell'Ucraina, d'altro canto, ha dichiarato ufficialmente il 10 maggio che il "patriarcato di Kiev" non esiste più legalmente in Ucraina dal 30 gennaio. Tuttavia, le prove dimostrano il contrario, poiché il "patriarcato di Kiev" (assieme alla "Chiesa ortodossa autocefala ucraina") rimane attivo nel registro statale delle persone giuridiche, dei singoli imprenditori e delle formazioni pubbliche. Come accennato in precedenza, il "patriarcato di Kiev" ha continuato a ricevere nuove parrocchie dal 30 gennaio. Filaret ha anche dichiarato che solo chi ha creato il "patriarcato di Kiev" può liquidarlo.

Epifanij Dumenko era il protetto di Filaret Denisenko nel "patriarcato di Kiev". Denisenko ha costretto un altro "vescovo" del "patriarcato di Kiev", Mikhail Zinkevich, a rimuovere il suo nome dalla candidatura a primate, così che il suo fedele protégé Dumenko potesse essere eletto. Denisenko ha presunto fedeltà continua da parte di Dumenko e ha anche dichiarato che avrebbe continuato a governare la chiesa in tandem con il molto più giovane Dumenko.

Tuttavia, il gelo nella loro relazione è diventato evidente quando Denisenko ha recentemente invitato un certo numero di "vescovi" della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" a unirsi a lui alla Cattedrale di Vladimir di Kiev il 14 maggio per celebrare la memoria di san Macario di Kiev, le cui reliquie sono conservate nella cattedrale. Gli inviti sono stati inviati per conto del "patriarcato di Kiev", e Dumenko non era tra gli invitati. È ampiamente previsto che vi sarà discussa la rinascita del "patriarcato di Kiev".

La diocesi di Ternopil della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", in precedenza la diocesi di Ternopil della "Chiesa ortodossa autocefala ucraina", ha offerto l'astuta risposta di esprimere il proprio sostegno a Epifanij Dumenko in una lettera pubblicata su carta intestata della "Chiesa ortodossa autocefala ucraina".

Denisenko alla fine ha invitato Dumenko, commentandogli che inizialmente non lo aveva invitato perché "non una volta dopo la tua elezione come primate, per cinque mesi, hai celebrato con me la Divina Liturgia. Ho pensato, forse è sbagliato dire che consideri umiliante servire con il patriarca Filaret?"

Il fatto che Dumenko non abbia servito per cinque mesi con il suo mentore e "Patriarca onorario" indica il sentimento crescente tra i membri più giovani del KP che il futuro non è con Denisekno: è ora di andare avanti.

E i sostenitori di Dumenko stanno colpendo di nuovo. Un appello ai sostenitori di Filaret , "10 tesi per la Chiesa ortodossa dell'Ucraina", è circolato online, implorandoli di non provocare un nuovo scisma. Inoltre, l'amministrazione dell'Accademia teologica scismatica di Kiev ha proibito ai suoi studenti di frequentare il servizio di Filaret del 14 maggio a san Makarij.

L'appello online afferma: "Subito dopo il Concilio d'unificazione, sono iniziati strani processi incomprensibili per noi, che colleghiamo con l'inaccettabile brama di potere e ambizione di alcuni vescovi... Prima di tutto, parliamo di diverse interviste del primo patriarca del "patriarcato di Kiev", Filaret".

Il mondo ortodosso ha da tempo saputo che Filaret Denisenko è andato in scisma, in primo luogo 30 anni fa, dopo che gli fu rifiutato il trono patriarcale russo. Come metropolita di Kiev e Locum Tenens dopo il riposo del patriarca Pimen, Denisenko si aspettava di salire sul trono, ma all'indomani dell'elezione e dell'incoronazione di Alessio II, tradì Cristo nella sua Chiesa e divenne un ideologo del nazionalismo scismatico. Fu deposto, scomunicato e alla fine anatematizzato per aver persistito nello scisma.

L'11 ottobre , il Santo Sinodo di Costantinopoli ha dichiarato nullo l'anatema contro di lui. I suoi portavoce hanno giustificato il rovesciamento dell'anatema sostenendo che non è mai stato giustificato in primo luogo. Mosca si era semplicemente vendicata su Filaret per aver cercato l'autocefalia ucraina, affermavano: non aveva nulla a che fare con la brama di potere di Filaret.

Tuttavia, ora che la chiesa scismatica ucraina ha un'autocefalia da parte di Costantinopoli (anche se è riconosciuta solo da Costantinopoli), non sembra esserci alcuna giustificazione per le provocazioni in corso di Filaret, oltre al suo egocentrismo e brama di potere di cui ha parlato l'arcivescovo di Albania, sua Beatitudine Anastasios, in un'intervista del 2015 .

Da parte sua, Epifanij Dumenko, che non parteciperà al raduno di Filaret, ha risposto che un ritorno al "patriarcato di Kiev" significherebbe la perdita del Tomos d'autocefalia da Costantinopoli e l'isolamento della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". La "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", di fatto, è attualmente isolata dal resto del mondo ortodosso, sebbene Dumenko abbia recentemente espresso la speranza e la convinzione che questo cambierà.

Lo stato attuale della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" è solo una continuazione di ciò che è sempre stato. Prima del "concilio d'unificazione" a dicembre, i "vescovi" del "patriarcato di Kiev" e della "Chiesa ortodossa autocefala ucraina" non potevano lavorare insieme e il Santo Sinodo di Costantinopoli è stato costretto a scrivere gli statuti per la chiesa scismatica e a convocare il "concilio", forzando un'unificazione di gruppi incompatibili.

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