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  Sulle tracce delle radici della Chiesa ortodossa in Uganda

Di Frederic Musisi, Monitor.co.ug, 8 agosto 2013

dal blog Mystagogy

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La moderna struttura della chiesa ortodossa a Namungoona. La struttura è stata costruita tra il 1956 e il 1957, dopo che l'ente della chiesa era stato registrato in conformità con l'Atto di incorporazione. Foto di Abubaker Lubowa.

Nel polveroso sobborgo di Namungoona alla periferia di Kampala, sorge la cattedrale ortodossa di san Nicola. Il luogo di culto vecchio di 57 anni è la Metropolia (chiesa principale) della fede ortodossa in Uganda. Questo santuario che ospita anche un ospedale e una scuola ha trasformato il villaggio collinare guadagnando l'ammirazione dei residenti.

Il rapporto del 2002 dell'Ufficio Nazionale di Statistica dell'Uganda elenca i cristiani ortodossi come un gruppo religioso maggioritario. I fedeli della chiesa sono l'uno per cento della popolazione di 24 milioni registrati al momento.

Theodore Kato, segretario generale della Chiesa, stima i fedeli a 1,4 milioni. Dice anche la Chiesa ha tratti comuni con le altre denominazioni cristiane, come la convinzione che Dio si è rivelato per mezzo di Gesù Cristo, l'incarnazione di Cristo, la sua crocifissione e risurrezione - ed è diversa solo per lo stile di vita, il culto e per aspetti della spiritualità.

La parola "ortodossa" deriva dalle parole greche orthos (retto) e doxa (credenza). Quindi ortodossa significa letteralmente retta fede o pensiero giusto.

In Uganda la fede sta compiendo 81 anni di esistenza, e ai fini della commemorazione la sua fondazione è attribuita agli sforzi incessanti del vescovo Christophoros Reuben Spartas Mukasa Ssebanja, ex fedele anglican.

L'uomo dietro la fede in Uganda

Spartas, al secolo Reuben Sebbanja, nacque da genitori anglicani nel 1899, nel villaggio di Mulawa, nell'odierno distretto di Luweero. In virtù di questa appartenenza, fu battezzato nella Chiesa anglicana e all'età di otto anni fu iscritto a una scuola anglicana a Nakanyonyi nel distretto di Mukono. In seguito ha ricevuto una borsa di studio per frequentare il Kings College di Budo, al tempo una scuola anglicana.

Mentre era a Budo, si offrì volontario per servire presso la biblioteca del collegio teologico anglicano. Durante questo tempo, considerò di farsi ordinare nella Chiesa anglicana. Rinunciò questa ambizione dopo aver scoperto che la Chiesa anglicana era in realtà una scissione dalla Chiesa cattolica e un ramo della "Vera Chiesa".

"Questo ha lasciato nella sua mente un grande anelito a scoprire la vera Chiesa", ha scritto il vescovo Makarios, un chierico ortodosso keniota, nelle sue Memorie gli ortodossi del 2010.

Negli anni '20, si arruolò nei Kings African Rifles, dove si formò come impiegato e fu inviato a Bombo. Adottò il nome di Spartas, incuriosito dalle azioni degli spartani di cui aveva letto molto durante i suoi primi anni di scuola, e in seguito questo lo avrebbe aiutato a prendere contatto con i greci.

Il numero del 1966 dell'African Orthodox Journal afferma: "Durante la sua educazione, Spartas lesse un articolo in uno dei libri in inglese, intitolato Ortodossia, che spiegava gli insegnamenti della fede e in cui scoprì che vi è una 'vera Chiesa' - la Chiesa ortodossa. Questo ha segnato l'inizio di tutto".

Mons. Makarios osserva: "Era davvero un triste commento sullo sforzo missionario ortodosso nel XX secolo che gli africani avessero difficoltà ad affiliarsi canonicamente. Ricercando ogni prospettiva in Uganda e in Kenya, il suo sembrava un viaggio lungo e duro, fino a quando (Spartas) si è imbattuto nel libro The Negro World, edito da Marcus Garvey".

La nascita della Chiesa ortodossa in Uganda

Spartas lesse molto sul movimento di Garvey e la Chiesa ortodossa africana in America. Nel 1925, scrisse all'arcivescovo Alexander McGuire, che guidava la Chiesa Ortodossa africana in America, chiedendo istruzioni su come leggere e predicare la Bibbia.

Nel 1928 fu nominato capo gruppo scout per la Sub-contea di Bulemezi, un ufficio che utilizzò per diffondere le idee ortodosse africane in Buganda. In quello stesso anno, ottenne la risposta da parte dell'arcivescovo.

Con zelo rinnovato, Spartas chiese un'udienza con il Katikiro [consigliere regale, ndt] del Buganda, Martin Luther Nsibirwa, per spiegare la sua ideologia della "Vera Chiesa".

Gennaio, 6, 1932, dopo un servizio in una chiesa anglicana a Degeya, un villaggio nell'odierno distretto di Luweero, Spartas annunciò che stava rompendo con la Chiesa anglicana per formare la Chiesa cattolica ortodossa. Affermò che la chiesa era "per tutti i gli uomini africani di retta coscienza che volevano essere liberi in casa propria e non essere trattati sempre come ragazzi".

Questa affermazione portò feroci critiche e polemiche, ma queste non lo scoraggiarono. Poco dopo questa dichiarazione, scrisse al Commissario Provinciale Coloniale britannico, informandolo che la Chiesa africana ortodossa in Uganda non aveva intenzione di interferire con le questioni politiche. Richiese anche il permesso di diffondere la dottrina. Quando fu concesso il permesso, Spartas insieme ai suoi amici, Obadia Bassaja Kitalo, Irenaeus Magimbi e Theodoros Nankyama, si mise a lanciare la chiesa.

Secondo gli archivi della chiesa, la prima chiesa ortodossa era una modesta struttura dal tetto di paglia a Degeya, e ospitava anche una scuola di formazione per i giovani. Giovane ma zelante per la nuova fede, Spartas ha scritto alla direzione della Chiesa di Grecia, chiedendo che archimandrita Nicodemo Sarikas visitasse l'Uganda. Questi onorò la richiesta e ha visitato la nascente chiesa nel 1933.

L'African Orthodox Journal dice che questa visita fu determinante perché Sarikas spianò la strada per la crescita della chiesa, insegnando tra l'altro ai nuovi convertiti i sette sacramenti e l'opera della Liturgia. La chiesa poi ha preso il nome di "Chiesa ortodossa orientale africana dell'Uganda e dell'Africa orientale".

Punto di svolta

Il vescovo Makarios dice della visita: "Questa visita fu un punto di svolta nella vita di Spartas". Il 5 ottobre 1933, lasciò Degeya andando a piedi a Namungoona per avviare il convento di santa Sofia. Là, gli era stata donata della terra da re Daudi Chwa per migliorare le sue opere di evangelizzazione. Egli procedette quindio a creare il liceo Chwa II come sede educativa della Chiesa, insieme a un convento e una scuola elementare. Il Covent è stato finanziato da sua Beatitudine Meletios, papa e patriarca della Chiesa di Alessandria (Egitto), che donò gran parte dei libri, che Spartas fu incaricato di tradurre in lingua luganda. Nel 1935 fu pubblicato il primo libro in luganda.

Nel 1937, La Chiesa ortodossa in Uganda fu pienamente riconosciuta dal Consiglio della Chiesa ortodossa. Ed entro la fine del 1938, la Chiesa vantava quasi 5.000 seguaci nella regione centrale con consistenti piani di espansione verso altre regioni.

Spartas intraprese una serie di viaggi in diversi paesi filo-ortodossi cercando un sostegno supplementare per la Chiesa in Uganda. I suoi sforzi non furono vani, perché, secondo l'African Orthodox Journal, negli anni '40, Spartas fu ordinato come vicario patriarcale generale della Chiesa ortodossa africana.

Negli anni '50, la chiesa fu registrata in conformità con l'Atto di incorporazione del 1953. Kato dice che questo spianò la via perché fosse costruita una nuova moderna struttura ecclesiastica nel 1956-57. La nuova struttura fu rinominata cattedrale ortodossa di san Nicola e fu consacrata nel 1959 dal metropolita Nicola.

Il vescovo Spartas è morto nel 1989 all'età di 90 anni ed è stato sepolto accanto alla Cattedrale. Gli è successo l'arcivescovo Theodoros Nankyama, morto nel 1995. L'arcivescovo Jonah Lwanga ne ha assunto la carica e la detiene tuttora.

 

L'arcivescovo Jonah Lwanga.

In tutto il paese, la chiesa ha 90 comunità coordinate da 27 sacerdoti.

Kato, segretario generale della chiesa, aggiunge che la Chiesa si trova ad affrontare una serie di sfide come la diminuzione del numero di credenti, la mancanza di leader della chiesa, e crisi finanziarie.

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