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  Sentieri nativi americani all'Ortodossia

di Marianne Poulos

articolo dal sito della Native American Orthodox Christian Fellowship (NAOCF)

http://www.naocf.org/

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Marianne Poulos ha vissuto tra gli indiani Pueblo del New Mexico per due anni, compreso un anno nel villaggio nativo di Ok'Ay Oh Ween Geh. La signora Poulos ha anche trascorso tre settimane lungo il fiume Yukon come parte dell'Alaska Team 2001 del Centro Missionario Cristiano ortodosso (OCMC).

Ho sentito per la prima volta le parole di Cristo prendere vita in una riserva indiana Pueblo nel Nuovo Messico, a "Ok'Ay Oh Ween Geh" (luogo del popolo forte). La prima volta che ho messo piede nella casa del mio amico Pueblo, Pat Montoya (Fulmine di Nube), mi è stato detto: "Questa non è solo la mia casa; è anche tua. Hai sempre un posto dove tornare a casa - non importa quanto ti ci vuole a ritornare". Questo era simile a Cristo questo anziano indiano, davvero. Quanto più la nostra amicizia è cresciuta, tanto più ho potuto ammirare la sua bontà in molti casi. Una volta, l'ho visto persino dare l'ultimo dei suoi soldi a un nemico. Ma ha dato soldi a tutti. Diceva di non avere bisogno del "denaro dell'uomo bianco".

Proverbi 19,17: "Chi ha misericordia del povero presta a Dio, ed egli lo ripagherà secondo il suo dono".

Pat Montoya (Fulmine di Nube)

Pat mi ha insegnato la storia che aveva appreso dagli anziani del villaggio quando era giovane. Quando i primi spagnoli vennero dai Pueblos li chiamarono pagani, e con la forza i coloni li convertirono al cattolicesimo. Picchiarono gravemente e impiccarono molti leader tribali che non accettavano di essere immediatamente battezzati. Furono fatti schiavi e furono dati loro nomi spagnoli. Una giovane donna nativa una volta mi ha detto : "I nostri antenati sono cresciuti temendo la croce. Per loro era diventata un simbolo di violenza e di morte, paragonabile alla svastica".

"Pueblo", come nome, non esisteva ancora. Essi stessi si conoscevano semplicemente come "il popolo". È triste che proprio in questa atmosfera di malvagità il popolo sia stato introdotto a Gesù Cristo per la prima volta. Il Verbo è venuto a loro in questo modo terribile, ma alcuni sono stati in grado di accettarlo. Questo è ciò che fa di molti nativi americani dei così grandi cristiani - hanno perdonato i loro nemici.

Per molti anziani nativi americani, la parola e la via di Cristo sembravano così tanto agli insegnamenti che il Grande Spirito aveva dato loro. Quando hanno sentito le Scritture erano convinti da Gesù, ma si chiedevano perché questi portatori della sua parola erano così diversi da lui - in giro per il Sud-ovest alla ricerca delle mitiche "sette città d'oro". Pat mi ha detto: "Noi sapevamo dove era l'oro, ma al modo indiano quello era visto come un male per il popolo. Avrebbe potuto renderci avidi o farci iniziare a combattere, così lo abbiamo lasciato sepolto". Nel modo indiano di vedere le cose, il valore di una persona non è determinato da ciò che può accumulare, ma da quanto può dare.

Ci si chiede cosa sarebbe accaduto se gli indiani Pueblo fossero stati introdotti a Cristo attraverso la Chiesa cristiana ortodossa come i popoli aleutini dell'Alaska. Agli aleuti, che non erano monoteisti, il Vangelo cristiano è stato insegnato nel corso di un periodo di dieci anni, e non tanto per mezzo di lezioni e di predicazione, ma con l'esempio personale. La vita del santo ortodosso Herman dell'Alaska è stata una vita di umile servizio al popolo Kodiak. I suoi miracoli di guarigione e le profezie concernenti il futuro confermarono la fede dei Sugpiaq nel cristianesimo ortodosso.

Oggi l'Alaska è diventata casa di quattro santi ortodossi, tutti canonizzati dalla Chiesa. Questo include il martire di Kodiak, Pietro l'Aleuta, che morì sotto tortura in California per aver rifiutato di rinunciare all'Ortodossia, dopo essere stato catturato dagli spagnoli. (Alaskan Missionary Spirituality, a cura di Michael Oleska).

Forse ci sono molte vie percorse dal datore di vita, che è ovunque presente, e tutto ricolma. Ma la domanda rimane, si può rifiutare Cristo e raggiungere lo stesso la pienezza spirituale? Il famoso uomo di medicina Alce Nero credeva che la tradizione indiana fosse stata data da Dio per preparare gli indiani alla rivelazione di Cristo. (Michael Streltenkamp: Black Elk, Holy Man of the Oglala, University of Oklahoma Press).

Nel confronto tra le diverse tradizioni dei nativi americani e il cuore mistico dell'antica tradizione cristiana ortodossa, possiamo trovare diversi collegamenti a sostegno di questa idea. In entrambe le tradizioni, cominciamo le preghiere offrendo profumi al nostro Padre in cielo, o nella tradizione dei nativi americani, al "Padre Cielo". I nativi americani onorano il Grande Mistero in tutte le direzioni, e pregano rivolti verso est, proprio come noi ortodossi c rivolgiamo a est in preghiera, e abbiamo i nostri altari rivolti verso est. I Vescovi della Chiesa ortodossa si rivolgono a est, sud, ovest e nord - per onorare il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che sorge in tutte le direzioni. L'idea tradizionale indiana americana del Creatore è espressa come il Grande Mistero.

La Chiesa ortodossa condivide anche la nozione di Dio come Mistero, espressa magnificamente dal vescovo Kallistos Ware nel suo libro The Orthodox Way (tradotto in italiano con il titolo Dire Dio oggi. Il cammino del cristiano). Egli scrive che i Padri greci "paragonano l'incontro dell'uomo con Dio, con l'esperienza di qualcuno che cammina sulle montagne nella nebbia: Fa un passo in avanti e improvvisamente scopre di essere sul bordo di un precipizio, senza un terreno solido sotto i piedi ma solo un abisso senza fondo... le nostre assunzioni normali sono in frantumi...

Così é per chiunque segue la Via spirituale. Usciamo dal noto all'ignoto; avanziamo dalla luce nelle tenebre. Non ci limitiamo a procedere dal buio dell'ignoranza alla luce della conoscenza, ma procediamo verso una maggiore conoscenza, che è molto più profonda".

Se lo Spirito Santo, come aspetto dinamico di Dio nell'Ortodossia, può essere equiparato al concetto nativo americano del Grande Spirito, allora forse abbiamo raggiunto il punto in cui Cristo diventa il compimento della tradizione nativa americana - in un nuovo aspetto di Dio - Dio come persona. Un Dio che è venuto a noi per mostrare il suo umile amore per noi". Un Dio che ha sperimentato l'umanità per profonda simpatia. Nel suo amore estatico, Dio si unisce alla sua creazione, nella più vicina di tutte le possibili unioni, diventando egli stesso ciò che ha creato". (Vescovo Kallistos Ware). Ciò non significa che sostituiamo o distruggiamo completamente il vecchio, né dovremmo compromettere l'Ortodossia, gli insegnamenti del nostro Salvatore. La tradizione ortodossa corrisponde alle antiche credenze dei nativi americani, e la tradizione dei nativi fornisce una finestra nel cielo, nel cuore di Cristo. Come il vecchio santo uomo Lakota, Charmaine White Face Oglala Lakota, ha detto: "Ogni passo che fai sulla terra dovrebbe essere una preghiera. Il potere di un'anima pura e buona è nel cuore di ogni persona e crescerà come un seme, mentre cammini nel modo sacro. E se ogni passo è una preghiera, allora si camminerà sempre nel modo sacro".

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