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  L'ortodossia ucraina e il revisionismo dell'olocausto

dal blog di Joseph Zheng, 4 dicembre 2018

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La foto sopra è tratta da una notizia sul sito ufficiale della Chiesa ortodossa ucraina degli Stati Uniti, datata 15 ottobre 2017. Mostra il loro arcivescovo Daniel (Zelinskij) presso la sede della giurisdizione a South Bound Brook, nel New Jersey, di fronte a un monumento all'esercito insurrezionale ucraino (UPA). L'UPA era un'organizzazione paramilitare nazionalista ucraina, intrisa di un'ideologia antisemita e xenofoba, che aiutò volentieri i nazisti nello sterminio degli ebrei ucraini e intraprese una campagna di genocidio contro i polacchi in Volinia e nella Galizia orientale. Il fatto che vescovi ortodossi celebrino tale organizzazione dovrebbe essere deplorato ovunque dai cristiani ortodossi.

Com'è possibile questa celebrazione dell'odio genocida? Potrebbe essere che l'arcivescovo Daniel e coloro che lo circondano non si considerino affatto sostgenitori dell'odio genocida, o che addirittura a condividano la vera ideologia dell'UPA. Grazie a un'intensa campagna di distorsione storica durata decenni, da parte dei nazionalisti ucraini, la UPA sanguinaria è stata riciclata in una coraggiosa banda di combattenti per la libertà, ugualmente contraria alla tirannia nazista e sovietica. Antisemita? Ma no! Questa è propaganda sovietica/russa. C'è persino un tentativo di fabbricare militanti ebrei dell'UPA e dimostrare così che l'organizzazione non nutriva forti sentimenti antisemiti. In breve, è attraverso il revisionismo dell'olocausto che i nazionalisti ucraini sono in grado di camuffare il loro antisemitismo storico - e forse in alcuni casi credono persino alla loro stessa propaganda.

Nella stessa Ucraina l'UPA e il suo leader Stepan Bandera sono stati iscritti nei libri di testo e nei monumenti pubblici come eroi e, di fatto, come le principali fiaccole del nazionalismo ucraino della metà del XX secolo. Non sarebbe esagerato affermare che il nazionalismo ucraino oggi è inseparabile dall'adulazione dell'UPA. Per questo motivo, il governo ucraino ha approvato una legge che criminalizza le critiche dell'UPA e dell'oganizzazione a esso associata, l'OUN (Organizzazione dei nazionalisti ucraini). Il revisionismo dell'Olocausto è promosso ferocemente e ufficialmente dall'Istituto ucraino della memoria nazionale, promosso dal governo ucraino.

Grazie alla geopolitica prevalente, gli Stati Uniti sono disposti a trascurare la crescente forza degli elementi neonazisti nella politica ucraina e persino a fornire armi al famigerato battaglione neo-nazista Azov. A livello ecclesiastico, l'attuale intervento del Patriarcato ecumenico in Ucraina dà legittimità e forza al Patriarcato di Kiev e alla Chiesa ortodossa autocefala ucraina, corpi scismatici i cui leader sono sostenitori impenitenti dell'eredità dell'OUN-UPA. L'arcivescovo Daniel (Zelinskij) è in buona compagnia con loro e il banderismo e il revisionismo dell'olocausto sono diffusi nella Chiesa ortodossa ucraina degli USA (che appartiene al Patriarcato ecumenico). In una newsletter che descrive un evento con l'arcivescovo Daniel presente, si trova Stepan Bandera incluso in una lista di celebri eroi ucraini.

Nonostante le abbondanti prove dell'antisemitismo e del fascismo in Ucraina, i nazionalisti ucraini e i loro simpatizzanti occidentali continuano a respingerne l'esistenza come se fosse un'elaborata bufala russa. Per quanto diverse e credibili siano le loro fonti, attaccheranno ogni critico come consumatore di propaganda russa. Come ha detto Jean-Paul Sartre, "Non crediate mai che gli antisemiti siano completamente inconsapevoli dell'assurdità delle loro risposte. Sanno che le loro osservazioni sono frivole, aperte alla sfida. Ma si divertono, perché è il loro avversario che è obbligato a usare le parole in modo responsabile, poiché crede nelle parole. Gli antisemiti hanno il diritto di giocare. A loro piace perfino giocare con i discorsi perché, dando ragioni ridicole, screditano la serietà dei loro interlocutori. Si dilettano a comportarsi in malafede, dal momento che cercano di non persuadere con argomentazioni sane ma di intimidire e sconcertare. Se li si pressa troppo, improvvisamente si zittiscono, indicando con una frase che il tempo per la discussione è finito".

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