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  I 10 più comuni argomenti degli atei, e perché falliscono

dal blog di Eric Hyde

riportato in Pravmir. com

31 Marzo 2014

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Io scrivo molto poco di apologetica cristiana contro quella atea, e per buoni motivi.

È stato in chat-room e blog atei che mi sono fatto le ossa in teologia molti anni fa. Da quei giorni non ho sentito nulla di nuovo da parte degli atei.

Sembra che molti atei di oggi (ad alcuni piace usare il titolo di 'nuovi atei' per distinguerli dai più profondi atei filosofici del passato) abbiano ben poco da aggiungere alla discussione. Per essere onesti, lo stesso vale per la maggior parte degli apologeti cristiani.

Tuttavia, ho pensato che sarebbe stato divertente commentare i dieci argomenti che sento di più. La mia speranza è che possa aiutare a smascherare alcuni dei loro problemi più evidenti e magari ad aiutare entrambe le parti, atei e cristiani, a passare a materiale di dibattito più interessante.

Una nota aggiuntiva: un altro motivo per non entrare più nel mondo del dibattito ateo-cristiano tanto è la pura scortesia che entrambe le parti tendono a riservare l'una all'altra. Non voglio eliminare eventuali commenti, non importa quanto incivili o puerili diventino, perché, per me, sono una parte importante di questo articolo. Le risposte (se ce ne sono) dimostreranno lo stato attuale del dibattito ateo / cristiano. Inoltre, non voglio rispondere a post maleducati. Questo è un avvertimento preventivo, quindi per favore non pensate che sia pure io maleducato se li ignoro.

Ok, partiamo pure:

1. Non ci sono prove dell'esistenza di Dio.

Ci sono un paio di problemi con questa linea di ragionamento. Partendo dall'idea di 'prove', che cosa si intende esattamente per prove? Ciò che è una prova sufficiente per una persona spesso non è una prova sufficiente per un'altra. Un tribunale prevede innumerevoli esempi di come due parti possono possedere la stessa raccolta di dati, la stessa potenza di logica e ragionamento, e tuttavia argomentare interpretazioni dei dati completamente diverse. Il vecchio detto è vero: non sono i fatti a determinare l'argomento, è l'argomento a determinare i fatti.

Quando ci si confronta con l'accusa che non ci sono prove per Dio il cristiano spesso non sa da dove cominciare con una confutazione. Come disse una volta G. K. Chesterton, chiedere a un cristiano di dimostrare l'esistenza di Dio è come chiedere a qualcuno di dimostrare l'esistenza della civiltà. Che cosa si deve fare, se non indicare un oggetto e dire: "Guarda, là c'è una sedia, e là c'è un edificio", e così via? Come si può dimostrare la civiltà semplicemente selezionando un pezzo qui e un pezzo là come prove sufficienti, piuttosto che avere una esperienza della civiltà nel suo complesso?

Quasi tutto ciò su cui il cristiano pone gli occhi è la prova dell'esistenza di Dio perché vede 'l'opera delle sue mani' intorno a lui nella creazione. Ma questa non è una prova nel tribunale dell'opinione atea, un tribunale che presuppone che solo ciò che può essere compreso dai sensi si qualifica correttamente come prova. Il cristiano che crede in un Dio trascendente non può offrire tale prova; produrre prove materiali per Dio, per ironia della sorte, equivale a smentire un Dio trascendente e a eliminare la fede.

La seconda parte della frase è altrettanto miope. Che cosa si intende per 'esistenza' ? Se uno vuol dire, 'ciò che è venuto alla luce', allora sicuramente Dio non esiste perché Dio non è mai venuto alla luce. È sempre stato, è eterno. Questa era una famosa valutazione della questione da parte di Soren Kierkegaard (che trattava dell'incarnazione di Cristo). L'argomento è un po' complesso, così per farla breve mi limiterò a citarlo e a passare oltre.

2. Se Dio ha creato l'universo, chi ha creato Dio?

Questo è uno degli argomenti più strani che abbia mai incontrato. Coloro che utilizzano quest'accusa come una sorta di scacco matto intellettuale non sono semplicemente riusciti a capire ciò che i cristiani comprendono come 'eterno'. Si tratta di un argomento a cui di solito si ricore non appena un teista presuppone che sia necessaria una 'causa prima' o un 'motore immobile' per l'esistenza dell'universo (un essere 'necessario' grazie al quale esistono tutte le altre cose per contingenza). Alcuni atei poi ribattono al teista dicendo: "Bene, allora chi ha creato Dio?" Che cosa deve fare un cristiano, se non sorridere a una simile domanda? Dio è l'antecedente di tutte le cose nella creazione ed è eterno. Se Dio avesse un Creatore, allora il suo Creatore sarebbe Dio. Dio è Dio proprio perché non ha un creatore.

3. Dio non è onnipotente, se c'è qualcosa che non può fare. Dio non può mentire, quindi Dio non è onnipotente.

Bang! Partita persa.

Non così in fretta... Questo argomento sarebbe fantastico – devastante, forse, se Dio fosse come gli dèi degli antichi greci, dove gli dèi stessi erano soggetti al destino e limitati ai loro specifici ruoli nel cosmo. La dottrina ortodossa di Dio è molto diversa. I cristiani (almeno i cristiani ortodossi) vedono l'ontologia di Dio come soggetta al suo perfetto libero arbitrio. Perché Dio è buono? Perché vuole essere buono. Perché non mente? Perché vuole essere onesto. Perché Dio esiste come Trinità? Perché lo vuole. Avrebbe potuto altrettanto facilmente non voler esistere come tale. E sì, poteva altrettanto facilmente voler mentire. Il fatto che egli non menta non è un commentario al fatto che non possa farlo.

(Nota: a causa della immensa quantità di discussioni che questo punto ha sollevato, vale la pena fare una dichiarazione di chiarimento.  Un argomento fondato su rigorosi giochi di parole logiche può distruggere l'idea stessa di 'onnipotente'. Quando si considera la domanda puerile, "Dio può creare una pietra così grande che egli stesso non la può sollevare?" questo punto diventa chiaro. Ma in realtà, un argomento del genere non fa che consolidare ulteriormente ciò che il cristianesimo vuole dire quando chiama Dio onnipotente. Per il cristiano significa semplicemente che tutto il potere e l'autorità sono in Dio. Un gioco di parole logico come quello appena menzionato obbliga il credente a fare un proclama ridondante per rimanere coerente: "Dio non può sopraffare se stesso". Ma questo fatto è tutt'altro che confuso, si limita a sottolineare il punto che non c'è potere più grande di Dio, tanto che si è costretti a paragonare Dio a se stesso al fine di trovare un suo pari.)

4. Credere in Dio è lo stesso che credere nella fatina dei dentini, in Babbo Natale e negli elefanti che volano.

Quello che mi piace di questo logoro 'argomento' ateo è che serve in realtà per dimostrare come la fede in Dio sia molto diversa da questi miti e immaginazioni. Quando si valuta onestamente la dottrina giudaico-cristiana di Dio si trovano migliaia di anni di testimonianza di sviluppo umano e religioso; si troveranno martiri che sopportano i traumi più orribili in difesa della fede, si troveranno resoconti in testi religiosi con conferme storiche e geografiche (in realtà, queste non sono naturalmente 'prove', ma piuttosto fatti che suscitano forte considerazione), e così via. Confrontiamo questo con i racconti sulla la fatina dei dentini, su Babbo Natale e sugli elefanti che volano, e troveremo l'esatto contrario: nessuna testimonianza o perfezionamento religioso, niente martiri, niente conferme storiche e geografiche, e così via. Invece, troveremo miti creati intenzionalmente per i bambini, per spiegare qualche punto, o per qualsiasi altra cosa. Si tratta di un'argomentazione da specchietto per le allodole al suo peggio.

5. Il cristianesimo nasce da gente antica e ignorante priva di scienza.

Di fatto la gente antica e ignorante che credeva nella nascita verginale di Cristo doveva crederci perché non possedeva la conoscenza di come nascono i bambini. Oddio. La nascita verginale di Cristo fu profonda e di estrema importanza per gli antichi proprio perché sapevano che il concepimento era impossibile senza rapporti carnali. Gli antichi consideravano la nascita verginale miracolosa, cioè, impossibile senza l'azione divina (e a quel tempo la maggior parte delle persone ne disprezzava l'idea), e lo stesso si può dire di ogni storia miracolosa nella Scrittura.

Magari gli antichi non avevano il telescopio Hubble, ma erano in grado di vedere il cielo notturno nella sua piena gloria, cosa che quasi nessuna persona moderna può fare (grazie al moderno inquinamento luminoso che distorce la nostra capacità di vedere il cielo notturno). In media, gli antichi vivevano molto più vicino alla natura e alla realtà della vita e della morte rispetto a molti di noi moderni.

In termini di un rapporto vivo con queste cose gli antichi erano molto più avanzati di noi oggi, e questa relazione è essenzialmente la natura dell'indagine religiosa. Se le persone oggi sono prive di speculazione religiosa, forse è perché passano più tempo con i loro iPhone e PC che con la natura. Forse.

Ma l'affermazione che il cristianesimo fosse praticabile nel mondo antico perché era sostenuto da un'ignoranza ampiamente diffusa è di per sé un'idea profondamente ignorante. Il cristianesimo è sorto in una delle civiltà più altamente avanzate nella storia umana. L'impero romano non era noto per la sua stupidità. Era l'epicentro di innovazioni e di giganti della filosofia. Sono disposto a scommettere che se una persona comune di oggi si trovasse in un dibattito filosofico con una persona comune di Alessandria d'Egitto del primo secolo, il moderno sarebbe completamente umiliato nello scambio.

6. I cristiani credono nel cristianesimo solo perché sono nati in una cultura cristiana. Se fossero nati in India sarebbero stati hindu.

Questo argomento è interessante perché pretende di respingere totalmente la capacità di ragionamento delle persone in base alle loro influenze ambientali nell'infanzia. L'idea è che la gente in generale è così intellettualmente miope che non può vedere oltre la propria educazione, e di conseguenza, questo sarebbe un commento altrettanto stroncante sull'ateismo. Ma questa è una affermazione falsa.

Prendete la storia del popolo ebraico, per esempio. Diciamo che 'essere' ebrei, in senso religioso, è molto più che una questione di aderenza culturale. Essere un ebreo credente vuol dire far permeare di ebraismo il proprio pensiero e le proprie credenze e la propria interazione con il mondo. Ma è così con la maggioranza del popolo ebraico, in America, in Europa, in Israele, o dovunque? Bisogna essere seriamente deviati per crederlo. Lo stesso fenomeno si trova all'interno delle cosiddette comunità cristiane. Di fatto, nascere in una famiglia ebrea o cristiana oggi è più spesso un indizio che il bambino crescerà fino ad abbandonare la fede della sua famiglia.

7. Il Vangelo non ha senso: Dio era arrabbiato con l'umanità a causa del peccato, così ha deciso di torturare e uccidere il proprio Figlio in modo da placare la sua rabbia patologica. È Dio che è strano, non io.

Questo è in realtà un buon argomento contro alcune sette protestanti (l'ho usato io stesso in numerose occasioni), ma non ha presa sulla fede cristiana ortodossa. Gli ortodossi non hanno il concetto di un Dio che ha bisogno di un sacrificio di pacificazione per amare la sua creazione. Il Padre ha sacrificato il proprio Figlio per distruggere la morte con la sua vita; non per placare la sua ira, ma per guarire; non per proteggere l'umanità dalla sua furia, ma per unire l'umanità al suo amore. Se il lettore è interessato a saperne di più su questo argomento, può seguire questo link per una discussione più ampia.

8. La storia è piena di culti di madre e figlio messia, di divinità trinitarie, e cose simili. Così la storia cristiana è un mito come le altre.

Questo argomento sembra insormontabile in superficie, ma è davvero un lancio lento a tutto campo (se permettete un'analogia dal baseball). Non c'è da obiettare al fatto che la storia è piena di storie simili a quelle della Bibbia, e non voglio perdere tempo a raccontarle qui. Ma questo fatto non dovrebbe sorprendere affatto, anzi se la storia non avesse avuto storie simili sarebbe motivo di preoccupazione. Tutto ciò che è bello ha sempre repliche. Una moneta contraffatta non dimostra la non esistenza della moneta autentica, dimostra l'esatto contrario. Un migliaio di band musicali che si ispirano agli  U2 non è una prova che gli U2 siano un mito.

Ah, ma questo non tiene in considerazione il fatto che alcune di queste storie sono state raccontate prima dei racconti biblici. Vero. Ma immaginate se l'unica storia di una nascita messianica da una vergine seguita da una morte e resurrezione fosse contenuta nel Nuovo Testamento. Questo, per me, sarebbe strano. Sarebbe strano, perché se i popoli di tutto il mondo avessero avuto Dio come Creatore, ma non fosse mai apparso a loro l'evento centrale della manifestazione nella storia umana – quello che cambia il gioco di tutte le ere – ovvero l'incarnazione, morte e risurrezione di Cristo, almeno in qualche forma confusa, essi sarebbero stati completamente tagliati fuori dai misteri principali dell'esistenza umana. Sembra naturale che se l'avvento di Cristo è stato reale, allora ha permeato la coscienza del genere umano a un certo livello, indipendentemente dal loro posto nella storia. Ci si dovrebbe aspettare di trovare l'umanità che replicare queste storie, nelle loro visioni e sogni, più e più volte nel corso della storia. E in effetti, questo è ciò che troviamo.

9. Il Dio della Bibbia è malvagio. Un Dio che permette tanta sofferenza e la morte non può essere altro che malvagio.

Questa critica ha il suo fondamento in molti modi diversi. Per me, questo è uno degli argomenti più legittimi contro l'esistenza di un Dio buono. Il fatto che ci siano la sofferenza e la morte è l'argomento più forte contro la credenza in un Dio onnipotente, onnisciente, che ama tutti. Se esistono la sofferenza e la morte questo sembra suggerire una delle due cose: (1) o Dio è amore, ma non è onnipotente e non può fermare la sofferenza e la morte, o (2) Dio è onnipotente, ma non si cura di noi.

Ho dedicato a questo problema un articolo separato, ma lasciatemi occupare qui del problema inerente alla critica stessa. L'argomento assume come presupposto che il bene e il male siano reali; che ci sia uno standard definitivo del bene e del male che sostituisce semplici "idee" fantasiose su ciò che è bene e male in un determinato momento della nostra evoluzione etica, per così dire. Se non c'è una vera e propria esistenza – una realtà ontologica – del bene e del male, allora l'accusa che Dio è malvagio a causa di questo o quello non è davvero niente di più che dire "personalmente non mi piace quello che vedo nel mondo e quindi un Dio buono non può esistere". Mi piace quello che disse C. S. Lewis in una circostanza simile: "non ha senso parlare di 'diventare migliore' se migliore significa semplicemente 'ciò che stiamo diventando' – è come congratularmi con te per aver raggiunto la tua destinazione e poi definire 'destinazione' come 'il posto che hai raggiunto'."

Ciò che è difficile per l'ateo in questo tipo di dibattiti è evitare di parole cariche di sfumature religiose. È strano per uno che non crede nel bene ultimo e nel male ultimo si metta a condannare Dio come se fosse il male perché non si adegua alla sua personale visione del bene. Così, la critica iniziale è seria, ma è sovversiva per lo scenario dell'ateo. Se uno sta per accettare il bene e il male come realtà, non è in grado di respingere pienamente Dio. Invece, si sente più in grado di lottare con l'idea che Dio sia buono. Questa lotta è applaudita nella Chiesa ortodossa. Dopo tutto, la parola stessa usata Dio per il suo popolo nel Vecchio Testamento, "Israele", significa lotta con Dio.

10. L'evoluzione ha risposto alla domanda "da dove veniamo". Non c'è più bisogno di ignoranti miti antichi.

Questo oggi potrebbe essere in generale il più popolare tentativo di schiacciare a terra la religione. Ha molte varianti, ma il concetto è abbastanza coerente e suona più o meno così: la scienza ci ha portato al punto in cui non abbiamo più bisogno della mitologia per capire il mondo, e tutte le domande che rimangono saranno risolte alla fine attraverso future scoperte scientifiche. Il principale campo di battaglia in cui oggi si vede questa critica sono i dibattiti su evoluzione contro creazionismo.

Lasciatemi dire in anticipo che non vi è forse un altro argomento che mi annoia più dei dibattiti su evoluzione contro creazionismo. Trovo più interessante stare a guardare la vernice che asciuga. E quando non mi addormento in questi dibattiti mi sento frustrato perché di solito entrambe le parti in dibattito utilizzano grandi quantità di disonestà, al fine di guadagnare punti, piuttosto che di ottenere la verità. L'evoluzionista non ha alcun commento sull'esistenza di Dio, e il creazionista di solito soffre di profonda confusione nella sua comprensione dei primi capitoli della Genesi.

Quindi, senza entrare nel dibattito più patetico di tutti i secoli, privo di ogni profondità intellettuale, commento solo l'idea sottolineando che la scienza ha buttato il cristianesimo fuori dal business delle risposte. La scienza è fantastica se volete sapere quale calibro di filo è compatibile con una carica di elettrica di 20 ampere, come funziona l'agricoltura, cosa provoca una malattia e come curarla, e un milione di altre cose. Ma il luogo dove le scienze fisiche sono completamente inutili sono quelle questioni più importanti per gli esseri umani, questioni veramente esistenziali: che cosa significa essere umani, perché siamo qui, che cosa ha valore, cosa vuol dire amare oppure odiare, cosa devo fare con il senso di colpa, il dolore, tristezza, cosa significa avere successo, c'è qualche significato e cosa significa 'significato', e, naturalmente, c'è un Dio? E così via, all'infinito.

Per quanto riguarda da dove veniamo, l'evoluzione ha appena scalfito la superficie puramente scientifica della questione. Anche se l'intero progetto di evoluzione come resoconto della nostra storia fosse privo di serie obiezioni, ancora non risponderebbe al problema dell'origine della vita, dal momento che l'opzione della selezione naturale come spiegazione non è disponibile quando si considera come la materia morta o inorganica possa diventare organica. Ancora più complessa è la questione da dove sia venuta la materia. Il 'Big Bang' non è una risposta alle origini, ma piuttosto una descrizione dell'evento da cui tutto è venuto alla luce, cioè è la descrizione di una pistola fumante, non del tiratore.

Questo è tutto... la mia top ten. Grazie per la lettura. Saluti.

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