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  Padre Seraphim Rose nei ricordi del suo biografo padre Damascene

dell'abate Damascene, del monastero di sant'Herman di Alaska, Platina, California

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Ho incontrato padre Seraphim Rose nel 1981. A quel tempo ero in ricerca spirituale e avevo saputo dell'Ortodossia solo pochi mesi prima. La stavo esplorando ed ero sul sentiero per diventare ortodosso, ma non avevo davvero preso la decisione di diventare ortodosso. Frequentavo l'Università della California a Santa Cruz, e la nostra fraternità universitaria ortodossa aveva invitato padre Seraphim all'università per tenere una conferenza. Arrivò all'università una sera di maggio, il 14 per essere esatti, e scese dal suo vecchio camioncino; indossava la sua vecchia rjassa, e mi salutò con un saluto pasquale; con i suoi stivali consumati e la sua tonaca lunga si avviò con me e con gli altri studenti per il campus universitario, e mi dava l'impressione che camminassimo con un uomo appena uscito dal deserto egiziano del IV secolo. Ma l'impressione che ebbi quella sera da padre Seraphim, quando teneva tra noi la conferenza, era che fosse la persona più saggia che avessi incontrato in vita mia. Aveva una sapienza spirituale, e sentivo in lui la grazia di Dio. Anche se a quel tempo non sapevo esprimerlo a parole, perché avevo sentito parlare dell'Ortodossia solo da poco, sentivo che era uno che era davvero morto a se stesso: non aveva più niente di personale, aveva dato tutto a Cristo ed era morto al mondo. Aveva dato tutto al servizio della Chiesa. Quello stesso giorno, quella stessa sera, presi la decisione di diventare un cristiano ortodosso. Così, padre Seraphim ha influenzato la mia vita più di ogni altra persona che io abbia mai incontrato. Questo mi mise sul sentiero per diventare ortodosso, e quella sera egli mi invitò al nostro monastero di sant'Herman d'Alaska a Platina, nella California settentrionale. Ho continuato ad andarvi per un anno e mezzo, alla fine vi sono stato battezzato, e un anno dopo il battesimo, al tempo del riposo nel Signore di padre Seraphim, sono diventato un novizio della nostra fratellanza. Da allora sono sempre stato nella fratellanza monastica.

Padre Seraphim è stato la mia guida e il mio padre spirituale mentre mi preparavo a diventare ortodosso. Sono divenuto un catecumeno alla mia prima visita al monastero, e in seguito andavo al monastero quanto più frequentemente possibile. vi ero chiamato come studente: andavo alla sua cella dove discutevamo, oppure parlavamo al monastero facendo una passeggiata. Sentivo sempre questa grande compassione da parte sua, una grande cura e amore, ma era un uomo di poche parole: mi ascoltava, poi aspettava e diceva esattamente ciò di cui c'era bisogno, poche parole che mi entravano nel profondo del cuore e che avrei ricordato e portato con me.

Dopo averlo conosciuto per un anno e mezzo, sono andato al monastero a essere battezzato da lui, che avrebbe dovuto essere mio padrino; ma a quel tempo si era ammalato ed era stato portato in ospedale, così quando era in ospedale sono stato battezzato; quando sono arrivato in ospedale, ero nella mia veste bianca battesimale, e padre Seraphim non poteva parlare a causa delle sue sofferenze; aveva una maschera d'ossigeno sul volto e di fatto era legato al letto, a causa dei suoi forti dolori; ma mi ha riconosciuto, con la veste battesimale, e anche nel mezzo del suo dolore e sofferenza, anche se non poteva parlare, mi ha sorriso e mi ha stretto la mano, ed è stato molto significativo per me che fosse in grado di accogliermi come cristiano ortodosso appena illuminato. È morto poco dopo, ma io sono stato lì durante tutti quei momenti della sua sofferenza, e ho potuto vedere la grande fede con cui sopportava quella sofferenza: mentre giaceva senza poter parlare, con tubi nelle braccia, guardava verso il cielo e pregava con lacrime che gli colavano sulle guance; quando sono venuti a portargli la santa comunione tenendo su di lui il libro dei Vangeli, con ogni residuo di forza che gli rimaneva si è alzato sul letto per baciare il Vangelo; e quelli che erano con noi i quel momento portano testimonianza della grande fede che aveva in mezzo alle sofferenze; molti piangevano assieme a padre Seraphim, e così è stata un'esperienza molto forte e commovente essere assieme a lui in quegli ultimi giorni proprio attorno al mio battesimo. Quando si è addormentato nel Signore, il suo volto, che non era stato imbalsamato come spesso fanno in America, ha formato naturalmente un'espressione sorridente, bella e pacifica; noi non abbiamo fatto nulla al suo volto, che si è composto naturalmente in quel modo, ed era come radioso, di una tonalità dorata. Normalmente si copre il volto dei monaci con una cocolla (velo) dopo il loro riposo nel Signore, ma il vosto di padre Seraphim era tanto bello che non abbiamo voluto coprirlo; lo abbiamo riportato alla chiesa del monastero, deponendolo nella bara, ed è rimasto a giacere con quell'espressione pacifica; la gente percepiva la grazia che veniva dalla bara: bambini piccoli che non avevano mai visto prima il corpo di un morto, non solo non erano impauriti, ma non volevano allontanarsi dalla bara, e volevano solo stare lì accanto a padre Seraphim; così potete vedere che la santità della sua vita si è manifestata nel suo riposo. Il suo corpo è rimasto così per tutti i tre giorni fino alla sua sepoltura.

Così io ho vissuto tutta quell'esperienza attorno al suo riposo nel Signore e poi, un anno dopo, sono entrato a far parte della fraternità.

I pellegrini che vengono oggi al monastero, per la maggior parte, se non tutti considerano padre Seraphim come un giusto, un santo. La maggior parte viene a chiedere le intercessioni di padre Seraphim; ci sono molti resoconti di intercessioni dal cielo di padre Seraphim dal tempo del suo riposo, resoconti di miracoli compiuti attraverso le sue preghiere; alcuni lo hanno visto nei sogni e alcuni in stato di veglia, alcuni sono stati guariti da malattie attraverso le sue preghiere, e così ci sono molti indizi che ha trovato grazia presso il Signore e che ha raggiunto il regno celeste che desiderava così profondamente. Così la gente viene alla sua tomba da tutto il mondo e lo venera. ci sono diversi miracoli che posso narrare. Uno è stato pubblicato in una delle ultime edizioni di Father Seraphim Rose: His Life and Works. C'era un pentecostale che viveva nell'isola di Kodiak, in Alaska, dove era giunta la prima missione russa in America. Viveva lì circa 10 anni fa con sua moglie e i suoi figli, e aveva lavorato con un gruppo di giovani nativi, aleutini, in un campo sull'isola di sant'Herman. Ha avuto un'esperienza miracolosa di sant'Herman, e da pentecostale, non sapeva in realtà cosa farsene: non vi ha fatto molta attenzione, ritenendo che Dio possa mostrarsi in molti modi, e poi quando viveva a Kodiak ha fatto un sogno; in quel sogno notturno, è apparso un monaco: sapeva che era un monaco ortodosso, perché nei dintorni sull'isola di Kodiak vivevano alcuni ortodossi, e questo monaco aveva quello che noi ortodossi conosciamo come un epitrachilio; il pentecostale lo scambiò per uno scialle ebraico da preghiera: il monaco vanne dunque a mettere il cosiddetto scialle ebraico da preghiera su di lui; a questo tocco Aaron (questo era il suo nome a quel tempo) fu così commosso dalla grazia, dall'amore e dalla compassione che emanavano da questo monaco che iniziò a piangere. Il monaco gli disse che sarebbe diventato ortodosso e sarebbe divenuto un prete. Aaron rispose al monaco: "ebbene, dovrei indossare uno di quei buffi copricapo?"; poi chiese al monaco il suo nome, e il monaco rispose di chiamarsi padre Seraphim Rose. L'uomo non aveva mai udito questo nome in vita sua. Risvegliatosi da questo sogno, ovviamente molto profondo e per lui molto reale, ha deciso di recarsi in una chiesa ortodossa, sapendo che ce n'erano in quell'area. Senza dire niente del suo sogno, ha chiesto al prete se aveva mai udito di un certo padre Seraphim Rose. Il prete ha detto che lo conosceva, e gli ha dato un libro su di lui. questo è stato l'inizio del cammino che ha portato quest'uomo a diventare ortodosso: non è stato facile, perché era un membro molto devoto della chiesa pentecostale, e i pentecostali sono stati molto sconvolti di vederlo andare via, ma ha lasciato la chiesa pentecostale ed è divenuto ortodosso. Poi ha iniziato a studiare a un corso di seminario online, quindi ha frequentato un seminario ortodosso, e poi è andato a vivere in Grecia con la sua famiglia. Si è laureato in teologia ed è stato ordinato prete, e ora è padre Athanasius, rettore della chiesa dell'icona mirovlita delle Hawaii. E così questa è la storia di padre Seraphim che chiama un uomo all'Ortodossia e al sacerdozio, ed è un miracolo, perché l'uomo non aveva mai udito prima il nome di padre Saeraphim Rose, e lo ha udito nel sogno.

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