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  La santa grande martire regina Ketevan (†1624)

dell'arciprete Zakaria Machitadze

Pravoslavie.ru, 26 settembre 2011

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santa grande martire regina Ketevan (†1624)

commemorata il 13/26 settembre

La santa regina Ketevan era la figlia di Ashotan Mukhran-Batoni, un prominente governatore della famiglia reale dei Bagrationi. L'intelligente e pia Ketevan era sposata con il principe Davit, erede al trono di Kakheti. Il padre di Davit, re Alexandre II (1574-1605), aveva altri due figli, Giorgi e Constantine, ma secondo la legge il trono apparteneva a Davit. Constantine fu convertito all'islam e cresciuto alla corte dello scià persiano Abbas I.

Diversi anni dopo che Davit e Ketevan si erano sposati, il re Alexandre abdicò al trono e fu tonsurato monaco ad Alaverdi. Ma dopo quattro mesi, nel 1602, il giovane re Davit morì improvvisamente. Gli sopravvisse la moglie Ketevan e due figli - il figlio Teimuraz e la figlia Elene - e suo padre salì al trono ancora una volta.

Dopo aver udito della morte di Davit e del ritorno di Alexandre al trono regale, lo scià Abbas comandò al figlio più piccolo di Alexandre, Constantine-Mirza, di andare a Kakheti, di uccidere suo padre e il fratello di mezzo, Giorgi, e di prendere il trono di Kakheti.

Come gli era stato ordinato, Constantine-Mirza decapitò il padre e il fratello, poi mandò le loro teste, come un prezioso dono, allo scià Abbas. Inviò i loro corpi senza testa ad Alaverdi. [1] La regina vedova Ketevan fu lasciata a seppellire suocero e cognato.

Ma Constantine-Mirza era ancora insoddisfatto, e propose di prendere la regina Ketevan come sua moglie. Indignati dalla sua proposta, i nobili di Kakheti si sollevarono e uccisero il giovane che aveva commesso un patricidio e profanato la sua fede e il trono. Dopo aver sepolto il malvagio Constantine-Mirza con l'onore che corrispondeva alla sua eredità regale, Ketevan inviò doni generosi allo scià Abbas e chiese di proclamare suo figlio, Teimuraz, come erede al trono. Mentre stava aspettando la sua risposta, Ketevan assunse la reggenza di Kakheti.

Preoccupato che, se avesse negato questa richiesta, Kakheti si sarebbe separata forzatamente da lui e si sarebbe unita a Kartli, lo scià Abbas inviò in fretta il principe Teimuraz in Georgia, carico di grandi ricchezze.

Nel 1614 lo scià Abbas informò il re Teimuraz che suo figlio sarebbe stato preso in ostaggio, e Teimuraz fu costretto a mandare il figlio Alexandre e sua madre Ketevan a Persia. Come tentativo finale di dividere la famiglia reale di Kakheti, lo scià Abbas chiese che il principe più anziano, Levan, venisse portato davanti a lui e finalmente convocò il re Teimuraz stesso.

Le intenzioni dello scià erano chiare: tenere tutta la famiglia reale in Persia e mandare i propri viceré a governare a Kakheti. Cercò di eliminare anche il re Luarsab II di Kartli, ma Teimuraz e Luarsab accettarono di attaccare l'esercito persiano con forze congiunte e di scacciare il nemico dalla Georgia.

Lo scià Abbas inviò i suoi ostaggi, la regina Ketevan e i suoi nipoti, all'interno della Persia, mentre lui stesso lanciava un attacco contro Kakheti. Con fuoco e spada il governante senza dio saccheggiò tutta la Georgia.

Il palazzo reale fu raso, chiese e monasteri furono distrutti, e interi villaggi furono abbandonati. Per ordine dello scià, più di trecentomila georgiani furono esiliati in Persia e le loro case furono occupate da tribù turche dell'Asia centrale. La fame e la violenza regnarono sulla Georgia.

I re georgiani sconfitti Teimuraz e Luarsab si rifugiarono presso il re Giorgi III di Imereti.

Dopo aver trascorso cinque anni in esilio a Shiraz (Persia), i principi Alexandre e Levan furono separati da Ketevan e castrati a Isfahan. Alexandre non sopportò la sofferenza e morì, mentre Levan impazzì.

Nel frattempo, santa Ketevan rimase prigioniera del governatore della Persia sudorientale, l'imam georgiano Quli-Khan Undiladze, che trattò con grande rispetto la regina vedova di Kakheti. Secondo il suo comando, Ketevan non doveva scoprire il destino dei suoi nipoti.

La regina Ketevan trascorse dieci anni in prigione, pregando per la sua patria e i suoi cari con tutta la sua forza e aderendo a un rigoroso regime ascetico. Il digiuno costante, la preghiera e un letto di pietra esaurirono il suo corpo in precedenza viziato, ma in spirito era coraggiosa e piena di vitalità. Si occupava di coloro che erano stati assegnati alle sue cure e li istruiva nella vita spirituale.

Dopo qualche tempo Abbas decise di convertire Ketevan all'islam e annunciò la sua intenzione di sposarla. Chiese che la sua proposta venisse trasmessa nella stessa data in cui veniva informata del destino dei nipoti. Come condizione del loro matrimonio, Abbas insistette che Ketevan rinunciasse alla fede cristiana e si convertisse all'islam. Nel caso di una sua approvazione, l'imam Quli-Khan doveva rispettarla e onorarla come regina, e nel caso di un suo rifiuto, sottoporla a torture pubbliche. L'imam allarmato pregò la regina di sottomettersi alla volontà dello scià e di salvarsi, ma la regina si rifiutò fermamente e cominciò a prepararsi per il suo martirio. [2]

La regina Ketevan si vestì in abito festivo e si diresse verso una piazza affollata. I suoi persecutori la sottoposero a tormenti indescrivibili: le posero sul capo un calderone di rame arroventato, le squarciarono il petto con pinze roventi, le trafissero il corpo con una lancia incandescente, le strapparono le unghie, inchiodarono una tavola alla sua spina dorsale, e infine le spezzarono la fronte con una vanga arroventata.

L'anima di santa Ketevan si allontanò dal suo corpo e i carcerieri diedero il corpo mutilato alle bestie. Ma il Signore Iddio mandò un miracolo: le sue sante reliquie si illuminarono di una luce radiante.

Alcuni padri missionari agostiniani francesi, che avevano assistito alle torture disumane, avvolsero il corpo della regina Ketevan in lini profumati di mirra e incenso e lo seppellirono in un monastero cattolico.

Qualche tempo dopo le sacre reliquie della grande martire Ketevan furono consegnate al figlio Teimuraz, re di Kakheti.

Teimuraz pianse amaramente per sua madre e i suoi figli e seppellì le reliquie con grande onore nella Cattedrale di San Giorgio ad Alaverdi.

Assetata di santo desiderio hai subito molte ferite, hai sopportato innumerevoli torture e hai rinunciato alla maestà terrena per avvicinarti al regno celeste. O tre volte benedetta Ketevan, prega Cristo Dio di avere misericordia delle nostre anime!

Note

[1] Dall'inizio dellXI secolo, Alaverdi era stato il luogo di riposo dei re di Kakheti.

[2] Secondo un osservatore straniero, la sua fermezza ritardò l'islamizzazione dei georgiani in Persia: "Nel corso di una conversazione alla corte dello scià Abbas, dove era presente un giovane georgiano recentemente convertito, fu chiesto perché, mentre tutti i giovani georgiani erano costretti ad abbracciare l'islam, le loro madri non lo erano. La spiegazione data da uno dei presenti fu che, poiché la regina non aveva cambiato fede, anche le madri georgiane avevano rifiutato ugualmente" (Z. Avalishvili, "Teimuraz I e la sua poesia 'il martirio della regina Ketevan'," Georgica [vol. I, n. 4/5, 1937] p. 22.)

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