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  Come sfatare i miti sulla data della Pasqua

di John Sanidopoulos

dal blog Mystagogy, 9 maggio 2013

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Purtroppo, le definizioni su come si arriva alla data della Pasqua sono per la maggior parte sbagliate. La più tipica definizione sbagliata è questa:

"La domenica di Pasqua è la domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera".

Nei paesi del Sud del mondo ci sono stagioni opposte a quelle dell'emisfero settentrionale. Naturalmente, la Pasqua non si celebra in primavera (ovvero nel mese di settembre) nel Sud del mondo!

Che rapporto hanno i pleniluni con la Pasqua?

Inoltre, quasi tutti danno per scontato che la "luna piena" si riferisce a una singola data di plenilunio astronomico. Un plenilunio astronomico (PA) si verifica in un medesimo istante nel tempo, e si verifica quindi in 2 date in giro per il mondo (in ogni istante è mezzanotte da qualche parte nel mondo, con date diverse per i fusi orari locali su entrambi i "lati" della mezzanotte). Ancora una volta, i paesi non celebrano diverse date di Pasqua basate sulle proprie date del plenilunio!

Le date dei pleniluni astronomici non sono direttamente correlate alle date della Pasqua. La Pasqua è basata sulla data del plenilunio pasquale (PP). Questa "luna piena" di fatto non corrisponde direttamente a un evento astronomico, ma è invece il 14° giorno del mese lunare, determinato dalle tabelle. Essa può differire fino a due giorni dalla data del plenilunio effettivo. La data della Pasqua varia quindi tra il 22 marzo e il 25 aprile per coloro che seguono il calendario giuliano. Il cristianesimo orientale basa i suoi calcoli sul calendario giuliano, il cui 21 marzo corrisponde, nel corso del XXI secolo, al 3 aprile nel calendario gregoriano, nel quale la celebrazione della Pasqua varia quindi tra il 4 aprile e l'8 maggio. L'uso delle tabelle invece delle osservazioni reali della luna piena è utile e necessario in quanto il plenilunio può verificarsi in date diverse a seconda di dove ci si trova nel mondo.

La Pasqua cade da uno a sette giorni dopo il plenilunio pasquale, in modo che se il plenilunio pasquale è di domenica, la Pasqua è la domenica successiva. Così la prima data possibile della Pasqua è 22 marzo/4 aprile, mentre l'ultima data possibile è 25 aprile/8 maggio.

L'equinozio è correlato alla Pasqua?

L'equinozio non è legato alla Pasqua! Il 20 marzo/2 aprile è la data critica per determinare tutte le Pasque: il 20 marzo/2 aprile era la data dell'equinozio nell'anno 325 d.C., quando è stata concordata la definizione di una data della Pasqua.

Particolari con il calendario giuliano

Anche se questo aspetto è stato corretto nel calendario gregoriano, nel calendario giuliano il plenilunio ecclesiastico si allontana dalla vera luna piena per più di tre giorni ogni millennio. Ora è già slittato qualche giorno dopo. Come risultato, le chiese ortodosse celebrano la Pasqua una settimana dopo rispetto alle chiese occidentali circa il 50% delle volte. (La Pasqua ortodossa è spesso quattro o cinque settimane più tardi, perché il 20 marzo giuliano è di 13 giorni in ritardo rispetto alla data gregoriana del 20 marzo negli anni 1900-2099.)

Che cosa ha fatto il Concilio di Nicea nel 325 per regolare la data della Pasqua?

La pretesa da parte della Chiesa cattolica romana nella bolla papale Inter gravissimas del 1582 (che ha promulgato il calendario gregoriano) di avere ripristinato "la celebrazione della Pasqua secondo le regole fissate dal... il grande concilio ecumenico di Nicea" era basata su una falsa affermazione di Dionigi il Piccolo (525), che "noi determiniamo la data del giorno di Pasqua... in conformità con la proposta concordata dai 318 Padri della Chiesa al Concilio di Nicea". Il primo Concilio di Nicea (325) ha dichiarato solo che la Pasqua doveva essere celebrata da tutti i cristiani nella stessa domenica - non ha fissato le regole per determinare quale domenica. In realtà, non vi è alcun canone di questo Concilio che parla della data della Pasqua, ma secondo la tradizione se ne è discusso nel verbale del Concilio, che non ci è pervenuto e non può essere esaminato. Il computo medievale si è basato sul computo alessandrino, che è stato sviluppato dalla Chiesa di Alessandria nel corso del primo decennio del IV secolo utilizzando il calendario alessandrino. L'Impero romano d'Oriente lo accettò subito dopo l'anno 380, dopo la conversione del computo al calendario giuliano. Roma lo accettò in qualche punto tra il sesto e il nono secolo. Le isole britanniche lo accettarono durante il VII secolo, con l'eccezione di alcuni monasteri. La Francia (ovvero tutta l'Europa occidentale, tranne la Scandinavia pagana, le isole britanniche, la penisola iberica e l'Italia meridionale) lo accettò durante l'ultimo quarto del secolo VIII. L'ultimo monastero celtico ad accettarlo, Iona, lo fece nel 716, mentre l'ultimo monastero inglese ad accettarlo lo fece nel 931. Prima di queste date erano stati utilizzati altri metodi che risultavano in date della domenica di Pasqua che a volte differivano tra loro di un massimo di cinque settimane.

Qual è la definizione giusta?

La domenica di Pasqua è la domenica dopo la data del plenilunio pasquale (PP) dell'anno. Nel giugno del 325 d.C. gli astronomi hanno approssimato le date dei pleniluni astronomici per la Chiesa cristiana, chiamandole date dei pleniluni ecclesiastici (PE). Dal 326 d.C. la data del PP è sempre stata la data del PE dopo il 20 marzo/2 aprile (che era la data dell'equinozio nell'anno 325 d.C.).

Per riassumere ...

- La domenica di Pasqua è la domenica dopo la data del plenilunio pasquale (PP).

- il PP è la data del primo plenilunio ecclesiastico (PE) dopo il 20 marzo/2 aprile.

- i PP sono date predefinite.

- i PE sono date astronomiche approssimate di plenilunio, non date astronomiche effettive di plenilunio.

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