Con una delle sue ultime fotografie, e con il cuore gonfio di troppi sentimenti, salutiamo la nascita alla vita eterna del nostro confratello, lo ierodiacono Ioan.
Padre Giovanni ci ha lasciati nel pomeriggio di domenica 13 novembre, dopo una lotta nobile e serena contro le complicazioni insorte dopo il suo trapianto di fegato (eseguito peraltro ottimamente dalla straordinaria equipe del professor Salizzoni).
Vi faremo sapere ulteriori notizie quanto prima; per ora, ricordatelo nelle vostre preghiere: che Dio lo riposi nella sua pace e gli doni una gloriosa risurrezione.
13/11/2016
Un'immagine dello tsar Nicola II trovata sotto il ritratto di Vladimir Lenin
Vi raccontiamo nella sezione “Testimoni dell’Ortodossia” dei documenti una curiosa storia da San Pietroburgo: al momento di restaurare un quadro di Lenin in una scuola, ci si è resi conto che il quadro di Lenin era stato dipinto sul retro di un ritratto dell’imperatore Nicola II: finito il restauro, ci si è ritrovati un ritratto double-face unico al mondo, testimone di due epoche diverse e di due mondi in conflitto.
Il marchese Astolphe de Custine aveva scritto, tra le sue celebri critiche alla Russia, la frase "grattez le Russe, et vous verrez un Tartare" (grattate il russo, e ci troverete sotto un mongolo): ora possiamo dire, in un senso molto reale, "grattate il comunista, e ci troverete sotto un ortodosso".
Nel pomeriggio di giovedì 10 novembre abbiamo avuto il piacere di accogliere in chiesa due ospiti di una certa fama: l’arciprete Maksim Volynets e lo ierodiacono Feofil (Bogoljubov), che stanno compiendo una visita in Italia che combina il pellegrinaggio e la tournée di concerti.
Padre Feofil è uno stimato musicista e cantore (lo era ancor prima di prendere i voti monastici, con il suo nome al secolo di Andrej Bogoljubov), e ci ha offerto un saggio della sua arte con un canto di pellegrinaggio, in uno stile musicale reminiscente dell’antico salterio.
I padri sono stati contenti della visita alla nostra chiesa, di cui hanno ammirato l’acustica, e ci hanno proposto di essere tra noi domenica 18 dicembre, quando verranno ancora nel nord Italia per alcuni concerti. Chi ha apprezzato questo canto del pellegrino potrà gradire di fermarsi il 18 dicembre dopo la nostra Liturgia domenicale per ascoltare il repertorio di questo artista monastico davvero unico.
In questi ultimi giorni ci sono arrivate due notizie che si situano agli estremi opposti di un’attitudine ecclesiale ortodossa, o anche semplicemente cristiana o umana. Mentre a Mosca il patriarca Kirill inaugurava assieme al presidente Putin e alle autorità civili e culturali della Russia un monumento al santo principe Vladimir, a Kiev lo pseudo-patriarca Filarete dichiarava che gli abitanti del Donbass dovranno espiare col sangue il loro peccato di… federalizzazione.
Offriamo alla vostra considerazione la traduzione italiana delle parole del patriarca e dei deliri dell’anti-patriarca. A noi sembra abbastanza chiaro chi dei due rappresenti lo spirito della santa Rus’ kievana e chi rappresenti l’inferno, ma forse non tutti ne sono ancora convinti... repetita iuvant.
10/11/2016
Padre Andrew Phillips su Trump e sulla Russia rossa e bianca
Presentiamo nella sezione “Geopolitica ortodossa” le traduzioni italiane di due recenti saggi dell’arciprete Andrew Phillips: un commento sulla vittoria elettorale di Donald Trump e sulle sue conseguenze in un mondo che dimostra sempre meno di amare la tirannia del ‘globalismo’, e un’analisi del conflitto tra la Russia ‘rossa’ e la Russia ‘bianca’ del XX secolo, ormai morte, ma i cui veri eredi si trovano gli uni con gli altri più spesso in accordo che in disaccordo sul progetto della ricostruzione della santa Rus’.
Ci siamo già soffermati alcune volte sul tema iconografico di san Giorgio e del drago, sia per fare un’analisi dell’icona, sia per offrire alcune ipotesi sulla nascita di questo singolare soggetto dell’arte sacra. Jonathan Pageau procede da questi assunti per approfondire il tema del drago come una categoria non interpretabile con criteri di mera esistenza fisica, e per offrire un interessante paragone: anche le nostre categorie di “amico” o “straniero” non possono essere verificate con criteri di mera esistenza fisica, e se ci fossero richieste le stesse “prove” usate per dichiarare che i draghi non esistono, saremmo costretti a dire che non esistono neppure gli amici, o gli stranieri. Osservando invece i draghi come categoria di impegno umano, Jonathan Pageau giunge ad alcune interessanti conclusioni che presentiamo in traduzione italiana nella sezione “Santi” dei documenti.
Il nostro caro amico e fratello Francesco è stato tonsurato al monachesimo con il nome di Benedetto, per mano del vescovo Teodosije di Raška e Prizren, dopo la Liturgia di domenica 6 novembre al monastero di Visoki Dečani. Il suo padrino di mantja è stato l'archimandrita Ilarion, già membro della fratellanza del monastero.
Tutto in questa tonsura è un augurio buono e profondo: il santo patrono del nuovo monaco che ci lega alle radici ortodosse dell'Italia, il fatto che gli ortodossi italiani sanno di avere ora un intercessore speciale a fianco del santo re Stefano di Dečani, la sicurezza che padre Benedetto ha un posto speciale nel suo cuore per gli ortodossi in Italia e in modo sentito per i fedeli della nostra parrocchia. Ci sentiamo più fiduciosi della misericordia di Dio.
Caro fratello nostro Benedetto, possa tu essere salvato nell'ordine angelico!
Il fenomeno della russofobia non è nuovo, nemmeno per i lettori di questo sito. Ne abbiamo parlato diverse volte, abbiamo pubblicato un’intervista a Guy Mettan, il giornalista svizzero autore di un libro sulla russofobia che sta avendo un certo successo anche in lingua italiana.
Approfittando del fatto che Mettan identifica le radici della russofobia in fenomeni religiosi, il nostro amico Saker aggiunge diverse considerazioni personali sul tema, andando al cuore delle differenti visioni del moderno giudaismo, cattolicesimo romano, protestantesimo, massoneria e islam: vi presentiamo le conclusioni di Saker in traduzione italiana nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti.
06/11/2016
La Chiesa ortodossa russa contro la globalizzazione liberale, l'usura, l'egemonia del dollaro e il neocolonialismo
È in corso di preparazione un documento del patriarcato di Mosca sul tema dell'economia. Già dalla bozza recentemente pubblicata si può vedere una forte presa di posizione contro la globalizzazione egemonica e capitalista che ha prodotto tanti disastri nel mondo contemporaneo. Possiamo leggere il testo di commento a questa bozza pubblicato dal sito Katehon, in russo e in italiano, nella sezione “Etica” dei documenti.
05/11/2016
Come dovrebbe un cristiano ortodosso celebrare il suo compleanno e il suo onomastico?
Presentiamo in russo e in italiano nella sezione “Ortoprassi” dei documenti una serie di considerazioni del sacerdote Andrej Chizhenko su compleanni e onomastici. Ben lungi dall’essere solo un’occasione di festeggiamenti mondani, celebrare questi giorni è un grande modo di onorare Dio, per ringraziarlo della vita che ci ha donato, e dei santi e degli angeli che ha posto a nostra guida e protezione.
04/11/2016
I pittori di Mosca finanziano la costruzione di una chiesa
Via Verkhnija Maslovka si trova nella zona settentrionale di Mosca, in un quartiere abitato da molti pittori e artisti (è soprannominato “il Montmartre di Mosca”). Sono proprio questi artisti che si stanno tassando per costruire nella via una chiesa di legno, che sarà terminata entro un anno, e che sarà dedicata a sant’Andrej Rublev, in linea con la sensibilità e le aspettative dei finanziatori.
Il nostro caro amico Sergej Mudrov, autore di una delle prime interviste sulla nostra parrocchia riportate sul nostro sito, ci racconta nel suo stile semplice ma straordinariamente ricco di dettagli significativi la storia di una chiesa con la quale possiamo sentirci affini sotto tanti aspetti. La chiesa in questione è la chiesa di san Nicola-Tabacu (nella foto) a Bucarest, dove per due volte al mese la comunità dei russi della capitale romena ha ottenuto la possibilità di celebrare offici in slavonico. Possiamo leggere le vicissitudini (e le non poche contraddizioni) di questa chiesa in russo e in italiano nella sezione “Figure dell’Ortodossia contemporanea” dei documenti.
03/11/2016
Eterna Memoria: arcivescovo Justinian di Maramureș e Sătmar
Domenica 30 ottobre 2016, all’età di 95 anni, si è addormentato nel Signore l’arcivescovo Justinian (Chira) di Maramureș e Sătmar, uno dei più anziani rappresentanti della Chiesa ortodossa romena, non solo in termini di età, ma anche di vita monastica (aveva compiuto 75 anni dall’ingresso in monastero). Non gli sono state risparmiate difficoltà, tra cui l’arruolamento forzato nell’esercito ungherese nella seconda guerra mondiale e la lunga odissea del regime comunista, ma queste non gli hanno impedito di rimanere una delle figure più amate nel suo paese.
Eterna memoria! Veşnica pomenire!
02/11/2016
Un’altra intervista di Tudor Petcu a un ortodosso italiano
Tudor Petcu (nella foto) ci ha fatto gentilmente avere un’altra delle sue interviste a ortodossi italiani, questa volta a M. G., che è diventato ortodosso nella Chiesa romena. Mentre ringraziamo il nostro amico ricercatore e anche il protagonista di questa storia, possiamo leggere in quest’intervista la storia di un italiano profondamente cattolico (anche se con un interesse collaterale per la filosofia buddista) che ha trovato nell’Ortodossia la pienezza della sua dimensione di fede.
02/11/2016
La Georgia abbandona l’ossessione anti-russa dell'Ucraina
Segnaliamo una significativa inversione di tendenza della Georgia, che abbandona in sede dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa il sostegno all’isteria anti-russa promossa dall’Ucraina. Un articolo di Archil Sikharulidze, che abbiamo tradotto in italiano nella sezione “Geopolitica ortodossa” dei documenti, cerca di approfondire le complesse relazioni ucraino-georgiane dell’ultimo decennio.