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  Dalla mia modesta esperienza di catechesi battesimale

dello ieromonaco Petru (Pruteanu)

dal blog teologie.net

30 ottobre 2014

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Più volte mi è stato chiesto un piano concreto di catechesi battesimale, che i sacerdoti (o coloro che li aiutano nel lavoro del catechismo) possano applicare nelle loro parrocchie. Ad alcuni ho risposto in privato, per altri il momento è venuto solo ora, in pubblico. Purtroppo, la risposta alla domanda sulla catechesi per il matrimonio dovrà aspettare un po' di tempo. Qui [in Portogallo, ndt] celebro pochi matrimoni, e non mi sono ancora deciso per un particolare modello di catechesi, perché ciò che vi propongo non è una serie di speculazioni teoriche, ma un'esperienza ha confermata da un certo feedback da parte degli ascoltatori.

La preoccupazione di un numero crescente di sacerdoti e missionari per la catechesi battesimale mi rende molto felice, ma la mancanza di una guida alla catechesi o anche di alcuni testi con modelli di catechesi mi rattrista. Personalmente, penso da un po' di tempo allo sviluppo di un libro del genere, ma non mi ci sono ancora applicato sul serio, tanto più che non mi sono mai considerato uno specialista di catechetica o di missiologia. Ho fatto alcune ricerche solo perché non ho trovato nulla da parte di altri, in particolare in lingua romena...

Prima di dare un elenco di argomenti di catechesi, vorrei fare alcune precisazioni. Almeno qui in Portogallo (e in Occidente in generale), dobbiamo tenere a mente che non tutti i parrocchiani vivono nella stessa città, da qualche parte nei pressi della chiesa, ma spesso vengono da una distanza di decine o addirittura centinaia di chilometri. E ci sono molti casi in cui il numero di riunioni e, di conseguenza, il numero di argomenti trattati, è minore a causa della reale impossibilità di incontrarci più spesso. Ma in questi casi si cerca di colmare il vuoto raccomandando libri o materiali in formato elettronico. Inoltre, se i genitori del bambino e i padrini sono membri attivi della Chiesa, che leggono regolarmente la Bibbia e cercano di vivere secondo essa, tutto si riduce a un incontro di "sensibilizzazione", senza altre lezioni. Si può fare una certa riduzione del numero di lezioni quando genitori e padrini hanno già partecipato a questi insegnamenti, quando i bambini sono battezzati in età più avanzata e hanno solo bisogno di un aggiornamento di idee o di un grave rimprovero nel caso che le lezioni fatte 2-3 anni prima non sono state messe in pratica.

Così come mi hanno chiesto, passo a descrivervi come faccio queste lezioni di catechismo battesimale, riconoscendo fin dall'inizio l'imperfezione e forse l'incoerenza di questo piano. Ho già detto che le nostre lezioni si svolgono presso la chiesa, alla sera, alle ore 19:00, e prendono all'incirca da un'ora a un'ora e un quarto (gli ultimi 5-10 minuti sono per le domande). In realtà la prima lezione (breve e improvvisata) si svolge all'ottavo giorno dopo la nascita, quando il sacerdote va a casa a leggere le prime preghiere alla madre e al bambino, ma la catechesi vera e propria inizia normalmente 40 giorni dopo la nascita, quando il bambino viene fatto catecumeno e può entrare nella Chiesa insieme con la madre. Naturalmente, è importante non solo effettuare queste lezioni extra-liturgiche, ma anche chiedere una maggiore partecipazione dei genitori e dei padrini a tutte le funzioni della chiesa, e, se possibile, la loro confessione e comunione.

Ecco il mio piano di catechesi in 5 lezioni:

1. Una breve introduzione in cui cerco di rendermi conto della conoscenza religiosa di genitori e padrini. Poi parlo loro del bisogno della loro catechesi, quali responsabili per l'educazione cristiana dei figli. Per questo fine, fondamentalmente, utilizzo il mio articolo "Quando e come possiamo battezzare i bambini", che stampo e lascio loro da rileggere casa. Per motivarli ad ascoltare e prendere sul serio queste lezioni, è necessario, in primo luogo, dire loro che si tratta di una cosa necessaria e naturale, e che la catechesi è un'antica pratica della Chiesa, abbandonata a causa di regimi di occupazione (turchi, comunisti ecc.), anche se noi sappiamo che hanno prevalso le cause soggettive e non quelle oggettive. (Alla prima lezione lascio anche il Credo da imparare, se non lo sanno, perché abbiano abbastanza tempo per impararlo).

2. Parlo dell'importanza della preghiera e dello studio della Sacra Scrittura come modo per raggiungere un dialogo personale con Dio. Inoltre, spiego la necessità di un rapporto vivo con Dio nella Chiesa e attraverso la Chiesa, sviluppando l'idea che Dio non ha stretto un patto personale con il popolo, ma un patto con la Chiesa Una, nel seno della quale possiamo essere salvati. Insisto sul principio: "Fuori della Chiesa non c'è salvezza". Scuse come "Ho sempre ho Dio nella mia anima ..." / "La cosa importante è di essere un uomo buono, non necessariamente andare in chiesa", ecc, devono essere estirpate.

3. Leggiamo e spieghiamo ogni elemento nel Simbolo della fede. Le idee principali sono scritte su un foglio assieme al testo e possono essere rilette a casa. Ovviamente sarebbe meglio fare una lezione per ogni elemento nel Credo (cioè 12 lezioni sul solo Credo), ma non avendone la possibilità, spieghiamo tutto in una lezione. (Sarebbe bene registrare almeno questa lezione per poterla ripetere, perché è la più complicata).

4. Leggiamo insieme e commentiamo brevemente il "Discorso della montagna" del Salvatore (Matteo, cap. 5-7), mettendo in evidenza i principali insegnamenti morali del Vangelo. Parliamo brevemente dell'importanza della confessione nella lotta spirituale dell'uomo. (È una lezione più lunga ma semplice e interessante).

5. Spiego brevemente ogni elemento del servizio del battesimo, poi parlo dell'importanza della partecipazione sistematica alla comunione (sia per i bambini sia per i genitori e i padrini). Quindi questa è una catechesi liturgica.

Infine faccio loro un breve esame, abbastanza semplice, e se osservo che le lezioni non hanno aiutato abbastanza, li invito a un incontro supplementare per spiegare ulteriormente ciò che li interessa o ciò non hanno capito. È interessante notare che, per due volte, anche genitori, padrini e madrine mi hanno chiesto una lezione supplementare, perché avevano molte domande alle quali cercavano risposte. (Forse era una semplice coincidenza, ma in entrambi i casi i genitori e i padrini erano russi; romeni e moldavi sono più difficili a portare a un buon insegnamento. Si sentono sempre come se sapessero tutto.)

Se non c'è il tempo o l'opportunità per tutti questi incontri, unisco la prima lezione alla seconda (fatta in forma breve) e assegno la numero 4 come compito a casa. Ma richiedo comunque le lezioni al punto 1 (e 2), 3 e 5. Cerco di essere il più possibile sistematico con le idee, perché le persone vengono dopo una dura giornata di lavoro e non posso permettermi di stancarle troppo, per non creare antipatie personali e soprattutto ecclesiali. Ma questo non significa che dobbiamo arrenderci e soddisfare i loro capricci...

Per esempio, con chi vive sull'isola di Madeira o in altri angoli remoti del Portogallo, capita che facciamo un incontro faccia a faccia, e gli altri 2-3 attraverso Skype o e-mail. Negli altri casi, rispetto questo piano di lezioni, e le persone si sono abituate al pensiero di doverle seguire, perché altrimenti non battezzo il loro bambino. Ci sono alcuni che "cercano oltremare" preti che battezzino immediatamente i loro figli senza lezioni, e ci sono genitori e padrini che non vedono l'ora che io finisca i miei discorsi, perché non sono affatto interessati. Ovviamente cerco di svegliarli da questo torpore e indifferenza, ma se non va loro bene, mi faccio guidare dalla parola del Signore: "Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno giustificazione per il loro peccato" (Giovanni 3:22). Se non avessi fatto le catechesi, avrei risposto io per il bambino, ma ora rispondono loro!

Ma sappiate che molti capiscono e cambiano. Ed è una grande gioia quando vedi dei genitori giovani che andavano raramente in chiesa, e che dopo queste lezioni vengono ogni domenica e si comunicano relativamente spesso. E anche se solo una famiglia su dieci riesce a capirlo, lo sforzo di catechesi è già giustificato e vale la pena continuarlo, soprattutto dal momento che queste cose non sono un capriccio dei sacerdoti, ma un comandamento di Dio, che ci ha detto prima di insegnare e poi di battezzare (Matteo 28:19)!

Naturalmente, il successo dell'attuazione del programma di catechesi è strettamente legato alla solidarietà dei preti delle parrocchie vicine, ma anche dal sostegno del vescovo locale (perché spesso la gente va a lamentarsi al vescovo, e quest'ultimo prende le difese dei piantagrane laici, senza nemmeno chiedere al sacerdote qual è la situazione). Qui dove servo, non solo ho il sostegno del vescovo, ma anche i sacerdoti dei dintorni (inclusi quelli di altre giurisdizioni canoniche) praticano un programma di catechesi e, da questo punto di vista, tutto è più facile.

Un altro aspetto degno di nota è il fatto che la pratica della catechesi battesimale nella parrocchia in cui servo non è stata avviata da me, ma da un sacerdote che per anni ha lavorato per spiegare alla gente il giusto approccio al battesimo. Io non ho fatto che andare avanti e magari dare una nuova vita a quest'antica pratica. Se la mia esperienza può aiutare gli altri, mi farà un gran piacere. Ma sarei ancor più contento se altri sacerdoti condividessero la loro esperienza, perché io sono pienamente consapevole che ho ancora molto da imparare e da correggere in questo lavoro così importante e difficile.

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