I problemi non risolti, ma solo congelati (anche con le migliori intenzioni), hanno una tendenza a ripetersi appena se ne presenta l'occasione. Ecco perché i dialoghi di riconciliazione e riunificazione (di qualsiasi genere, anche quelli ecclesiastici) DEVONO affrontare le questioni più profonde di divergenze e conflitti: altrimenti il veleno rimane nell'organismo. Il conflitto tra i patriarcati ortodossi di Antiochia e di Gerusalemme era iniziato a causa di una vera e propria invasione: non vediamo in quale altro modo possiamo definire una Chiesa autocefala che prende la decisione unilaterale di stabilire una diocesi nel territorio di una Chiesa autocefala sorella. La decisione di Antiochia di venire incontro ai propri fratelli sofferenti di Gerusalemme dopo i bombardamenti sugli edifici circostanti alla cattedrale di Gaza, e di ristabilire la comunione interrotta dopo il sopruso canonico in Qatar, è stata senza dubbio un gesto nobile, ma non ha ricevuto una risposta di gratitudine in senso inverso. Il 16 maggio 2025 il patriarca Giovanni X (Yazigi, nella foto) ha dovuto esprimere per lettera la profonda delusione della Chiesa di Antiochia per il recente rinnovo della cattedra anti-canonica fondata da Gerusalemme all'interno dei propri confini millenari.
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