Che l'arcivescovo Elpidophoros (Lambriniadis, nella foto) stesse cominciando a discostarsi dalla fede ortodossa lo avevamo già detto dodici anni fa, agli inizi del 2014. La nostra diffidenza verso questo personaggio non è cambiata, e purtroppo non sono cambiate le sue posizioni, facendosi anzi ancora più radicalizzate... e ridicolizzate. Ora proclama che la massima autorità nella Chiesa ortodossa risiede nel Patriarcato ecumenico in virtù dello stesso nome "ecumenico", che nella sua visione distorta sarebbe la garanzia che permette a Costantinopoli di fare quel che ritiene opportuno quando lo ritiene opportuno. Chiunque sappia anche un poco di storia dell'Impero Romano d'Oriente sa che "ecumenico" era un titolo dato a diversi funzionari imperiali che risedevano nella capitale dell'Impero, in virtù del fatto stesso di risiedervi. Il capo della biblioteca imperiale era per esempio chiamato "bibliotecario ecumenico", senza che questo gli garantisse autorità su qualsiasi altra biblioteca dell'Impero, né il diritto di conferire alcun grado di indipendenza alle biblioteche di un dato paese. Quando pensiamo che a una persona come Elpidophoros possa toccare in sorte di ereditare il trono patriarcale di Costantinopoli, dal quale continuare a propagare teorie deliranti sull'autocefalia, la decisione della Chiesa ortodossa russa di sospendere la comunione con il Fanar nel 2018 ci sembra sempre più sensata.
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