All'inizio di gennaio 2026 (la data esatta non è stata rivelata) è morto all'età di 90 anni in una casa di cura Heber Jentzsch (nella foto), presidente della Chiesa di Scientology Internazionale e suo portavoce principale negli anni '80 e '90, scomparso dalla scena pubblica all'inizio degli anni 2000.
Può sembrare strano un suo ricordo nel contesto di una parrocchia ortodossa, ma dobbiamo ricordare un suo atto di cortesia verso di noi nel suo ultimo decennio di attività pubblica. In una nostra ricerca di una fonte storica (niente che avesse a che fare direttamente con Scientology o con la nostra Chiesa), Heber si adoperò per farci avere copia del documento. Il suo garbo e la sua apertura al dialogo rispecchiavano la figura dell'ideale comunicatore americano, pronto a discutere con chiunque, anche nel corso di lunghi dibattiti e interviste pubbliche (cosa che oggi è un lontano ricordo in Scientology). Fu a quest'uomo proveniente da una vasta famiglia di mormoni che Ron Hubbard, fondatore di Scientology, aveva passato la responsabilità del movimento: in tutti gli anni in cui poté farlo, si adoperò per dialogare in un modo che non fece mai dubitare della sua personale correttezza e umanità. Purtroppo, nella linea delle rivoluzioni che divorano i propri stessi figli, anche Heber Jentzsch è stato vittima di un'epurazione da parte dell'attuale leadership del movimento, che non ha mai osato rimpiazzarlo nella sua carica, ma lo ha praticamente forzato a vivere da recluso. Oggi gli stessi membri del movimento sono stati condotti a dimenticarsi della sua stessa esistenza: per questo riteniamo importante mantenere vivo almeno il suo ricordo.
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