Vi presentiamo in traduzione italiana un articolo in quattro parti di Aleksandr Mosjakin, che analizza con spietata attenzione e rigorosa documentazione storica un aspetto tenuto sotto il tappeto per un secolo dal comunismo russo: i suoi miti, Marx ed Engels, erano tedeschi russofobi e slavofobi al punto di un aperto razzismo e di una evidente giustapposizione con le teorie genocide dei loro successori nazisti. Lo stesso Lenin odiava i russi fino a portare la sua rivoluzione a un insolito livello di masochismo. Questo saggio è utile a tutti, ma soprattutto a chi non riesce a vedere nella Russia di oggi altro che il perseguimento sotto altre forme delle principali linee guida della rivoluzione bolscevica.
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