
In un intervallo di meno di una settimana, il Sinodo della Chiesa ortodossa russa fori della Russia ha reagito allo scandaloso viaggio a Kiev della propria monaca rassofora Vassa (Larina) vietandole di indossare abiti monastici (per i rassofori, questo provvedimento equivale all'esclusione dallo stato monastico), di usare il nome assegnatole alla tonsura, nonché di presentarsi come monaca della ROCOR nelle sue dichiarazioni.
Chi sia tentato di ritenere questo provvedimento troppo severo o repentino, può riflettere sul fatto che è stato implementato sulla base di una lunga corrispondenza tra l'ex monaca Vassa (da ora in poi Varvara Georgievna Larina) e il vescovo Luka (Murjanka), abate del monastero della Trinità a Jordanville, che deve aver fatto notevoli fatiche a cercare di far tornare la rassofora ribelle sul sentiero dell'obbedienza monastica. Tutto il comportamento dell'ex monaca negli scorsi anni lasciava comunque presagire un simile risultato, e bisogna notare che se davvero non si sentiva in linea con la sua stessa tradizione ecclesiale, nulla le avrebbe vietato di chiedere la benedizione per il passaggio a un'altra giurisdizione quando ancora aveva un minimo di credibilità.
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