Per la prima volta in molti anni di persecuzione, il patriarca Bartolomeo sembra aver rimproverato i suoi sgherri ucraini dopo la Liturgia concelebrata con Dumenko il 6 gennaio 2016. Tuttavia, la tipica doppiezza diplomatica traspare anche da questo documento, di cui vi offriamo l'analisi di Nazar Golovko. Da una parte, accanto al riconoscimento che "c'è del marcio in ucraina", il patriarca ecumenico ribadisce che non farà nulla per cancellare le proprie decisioni e azioni; d'altra parte invita la Chiesa ucraina canonica ad aprire un "dialogo" con gli scismatici (in pratica, la vittima di una violenza è invitata a trovare un accordo con il colpevole della violenza sotto la supervisione del mandante di quest'ultimo).
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