Il recente intervento dell'economista americano Jeffrey Sachs al Parlamento europeo sul rispetto dei diritti e della libertà religiosa offre l'occasione di trattare il caso dell'Estonia come paradigma di violazioni multiple di quegli stessi valori che l'Unione Europea si illude di incarnare. La sfacciata discriminazione dei cristiani ortodossi (che – giova dirlo – rappresentano un quarto della popolazione del paese e la maggioranza relativa dei credenti impegnati) porta l'Estonia in diretta opposizione all'impegno europeo per la libertà religiosa.
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