Il bel tomo in giacca e cravatta che vedete nella foto è il vescovo Mikhail (Anishchenko) di Comana, "esarca del Patriarcato ecumenico in Ucraina". Questa comparsata da burocrate statale (che nella Turchia laicista è comprensibile, visto il divieto di indossare abiti religiosi in pubblico, ma in Ucraina è ai limiti della farsa) non è tanto deprecabile per il disprezzo della tonaca, quanto perché il vescovo è in tribunale a testimoniare a favore di Oleksij Chernyshov, un ex vice primo ministro implicato dei giri di corruzione del "caso Mindich", e peraltro neppure uno che abbia mai frequentato una chiesa. Ecco un altro caso di schifosi doppi standard di un fanariota, che accorre in difesa di un non credente corrotto accusato di essersi intascato mazzette per oltre un milione di dollari, ma si guarda bene dal presentarsi a difendere i vescovi ucraini (formalmente ancora suoi confratelli) maltrattati in tribunale con ogni sorta di accuse inventate.
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