agli arcipastori, pastori, diaconi, monaci e tutti i fedeli figli della Chiesa ortodossa russa
2026
Beneamati nel Signore, arcipastori, reverendi presbiteri e diaconi, monaci e monache amati da Dio, cari fratelli e sorelle!
Mi congratulo di cuore con tutti voi per la radiosa festa della Natività del nostro Signore Dio e Salvatore Gesù Cristo, e mi rivolgo a voi con le parole di un antico inno della Chiesa: "Cristo è nato – glorificatelo! Cristo dal cielo – andategli incontro! Cristo sulla terra: esultate!" (irmo della prima ode del canone della Natività).
L'apostolo Paolo definì l'evento compiuto dell'Incarnazione di Dio un grande mistero di pietà (1 Tim 3:16). Di fronte a questo mistero, ogni sapienza terrena ammutolisce in ammirazione. Di fronte ad esso, la vana conoscenza umana impallidisce. Essa ha il potere di disarmare e intenerire anche il cuore più duro e indurito. In mezzo alla crudeltà e alla malizia di questo mondo, è nato colui che solo può sanare ogni disunione, donarci la vera pace e la vera felicità. Da quando il peccato è entrato nella vita umana, una tragica divisione ha regnato sulla terra e il mondo, separato dal Creatore, la vera Fonte della luce, ha inevitabilmente iniziato a sprofondare nell'oscurità e nel caos. Ma Dio non ha abbandonato la sua creazione né l'ha lasciata senza cure. Preparando pazientemente la nostra salvezza, il Signore si è incarnato, è entrato nella storia terrena ed è diventato uno di noi. Il Figlio di Dio è diventato il Figlio dell'uomo, simile a noi in tutto tranne che nel peccato. La dolorosa domanda: "Adamo, dove sei?", pronunciata un tempo nel Giardino dell'Eden, ha finalmente trovato risposta in una misera grotta vicino a Betlemme. "Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo" (1 Cor 15:47), come scrisse l'apostolo Paolo. In Cristo, come nel nuovo Adamo, Dio ha riconciliato il mondo a sé (2 Cor 5:19), ha rinnovato la natura umana, guarendola dalle ferite del peccato.
La vita dell'uomo e la vita del mondo intero sono guarite solo in Dio: questa è la verità semplice, ma profondamente importante, di cui la festa odierna è testimonianza. Come non ricordare le parole ispirate di sant'Agostino, che con sacro timore glorificava la saggia Provvidenza dell'Onnipotente! "Ci hai creati per te, e il nostro cuore è sempre inquieto finché non trova riposo in te" (Le confessioni). Solo in Cristo Gesù si trova l'unità con Dio e il vero significato della vita umana, chiamata dalla creazione del mondo all'eternità. La venuta del Salvatore nel mondo è, soprattutto, una rivelazione dell'amore divino per gli uomini: un amore che è, da un lato, sconfinato e onnipotente, e dall'altro mite, che tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta (1 Cor 13:7). Come possiamo dunque rispondere degnamente al grande amore del nostro Creatore e avvicinarci a lui? Questa vicinanza si raggiunge e si conferma seguendo i comandamenti del Vangelo, attraverso la pazienza e l'amore sincero reciproco e, soprattutto, attraverso il costante rinnovamento della nostra unità con Cristo nel Mistero della Santa Eucaristia.
Oggi è una celebrazione di speranza. Una celebrazione di pace. Una celebrazione di gioia silenziosa. Mentre glorifichiamo il Salvatore che è nato e lo salutiamo con splendidi inni e canti religiosi, ricordiamo la nobile vocazione cristiana a essere la luce del mondo e il sale della terra (Mt 5:13-14) e, finché ne abbiamo l'opportunità, facciamo del bene a tutti, soprattutto ai fratelli nella fede (Gal 6:10). Diamo speranza a chi è nel dolore, consoliamo chi è scoraggiato, condividiamo gioia con chi è vicino e lontano, e aiuto a chi è nel bisogno: così facendo, diventeremo veramente il profumo di Cristo dinanzi a Dio (2 Cor 2:15) e offriremo doni graditi al Signore che è nato. A quelli che, per varie circostanze, si trovano ancora fuori dall'ovile salvifico della Chiesa e non partecipano alla vita della comunità di Cristo, rivolgo questo appello: aprite i vostri cuori a colui che ci ha tanto amati da dare il suo Figlio unigenito, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Gv 3:16). Glorifichiamo il Signore e Salvatore per la sua ineffabile misericordia e il suo amore per il genere umano.
Congratulandomi con tutti per la festa della Natività, vi auguro, miei cari, forza e gioia inesauribile nella nascita del Salvatore. Grazia e pace a voi da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo (Ef 1:2). Amen.
+KIRILL
PATRIARCA DI MOSCA E DI TUTTA LA RUS'
Natività di Cristo
2025/2026
Mosca
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