Vi presentiamo una rassegna di casi di chiese, cattedrali e monasteri in varie fasi di rovina, dalla quale dovrebbe essere chiaro che il regime ucraino ha come scopo la distruzione dell'Ortodossia, anche quando usa i figuranti benedetti dal Fanar per dare l'impressione di sostenere una Chiesa nazionale.
15/02/2026
Il regime ucraino celebra le profanazioni del regime sovietico
Il 10 febbraio 2026, il Consiglio comunale di Kiev ha approvato l'elenco delle date e degli anniversari memorabili da celebrare quest'anno, tra cui "Il 100° anniversario della Riserva storica e culturale nazionale della Lavra delle Grotte di Kiev, una data estremamente significativa per gli ucraini"
L'anniversario commemora la profanazione del monastero, trasformato in museo statale nel 1926. L'Ucraina, che secondo i suoi attuali propagandisti si sarebbe liberata dal passato comunista per allinearsi a non meglio specificati "valori europei", sta ripetendo alla lettera le azioni anticristiane del proprio retaggio bolscevico, esiliando i monaci dal proprio più importante e storico monastero, per farne un museo di indirizzo antireligioso e blasfemo.
14/02/2026
Esarcato di Costantinopoli per la Chiesa ortodossa ucraina: una soluzione o una trappola?
"Tu sei furbo, ma io non sono stupido" è il titolo di un'antica fiaba russa che descrive in modo molto preciso la situazione degli ortodossi ucraini, a cui oggi Costantinopoli "offre" l'opzione di diventare un esarcato direttamente dipendente dal trono del "primo senza pari" per uscire dai problemi in cui sono venuti a trovarsi. Stando ai sicofanti di quel trono, come l'arcivescovo Elpidophoros o l'ex-archimandrita Kirill Govorun, la colpa sarebbe sempre o di Mosca o della stessa Chiesa ortodossa ucraina, mai del Fanar, responsabile della "regolarizzazione" di scismatici violenti e della creazione in Ucraina di un altro esarcato di Costantinopoli (che amministra i beni ecclesiastici donati illegalmente dalla presidenza ucraina, e oggi è assestato su percentuali da albumina). Leggiamo una risposta di buon senso che spiega le ragioni per cui gli ortodossi ucraini rifiutano un "dono" così ambiguo e ipocrita.
13/02/2026
Perché il Fanar ha riconosciuto le ordinazioni che coinvolgono un vescovo autoproclamato
Vi presentiamo la storia di un'applicazione di economia creativa da parte del Patriarcato di Costantinopoli: di fronte a una "ordinazione" di una linea "episcopale" di scismatici ucraini compiuta da un truffatore e da uno spretato, il Fanar si è sentito insignito del diritto di "regolarizzare" questa cloaca ecclesiale in base al fatto che uno dei due (lo spretato) era un autentico vescovo della Chiesa russa prima di essere deposto, mentre il truffatore, che conta zero, non ha influito né in positivo né in negativo sulla legittimità della cloaca. Lasciamo alla fantasia dei lettori la possibilità di immaginare scenari futuri nei quali il Patriarcato "economico" farà uso in modo altrettanto spregiudicato di queste "prerogative" di cui immagina di avere l'esclusiva.
Mentre si avvicina la Grande Quaresima, torniamo a parlare del digiuno in uno dei suoi aspetti più intimi e discreti: l'astinenza dai rapporti coniugali. L'arciprete Pavel Gumerov (nella foto) ha una vasta esperienza teologica e pastorale in questo campo, e può aiutare anche molte delle nostre coppie di fedeli a organizzare il proprio digiuno in modo più consapevole e intenso.
Eccovi una straordinaria testimonianza dal tempo dei Nuovi Martiri, che parte da una lattina di pesce conservata in un museo: un oggetto che noi metteremmo in un cassonetto dei rifiuti, e che invece fu usato alle isole Solovki per celebrare una Liturgia nelle condizioni più dure immaginabili. Questo ricordo dovrebbe renderci immensamente grati per quello che abbiamo, e che spesso non sappiamo valorizzare.
10/02/2026
Cosa si nasconde dietro il nuovo appello al "dialogo" della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina"
Vi presentiamo un retroscena dei recenti tentativi degli scismatici ucraini di intavolare con la Chiesa canonica un dialogo piuttosto ipocrita e singolarmente poco convincente.
Padre Sergej Sveshnikov ci offre una riflessione sul ruolo delle figure clericali nel culto ortodosso, che possono essere erroneamente immaginate come i portatori della grazia divina, anziché come i suoi servitori, e ci invita a pensare all'aspetto congregazionale del minyan (il numero minimo di dieci uomini adulti per la preghiera pubblica nel giudaismo): Anche se i cristiani non devono preoccuparsi di un numero minimo di persone per essere in comunione con Dio, l'immagine di "due o tre uniti nel nome del Signore" ci aiuta a riscoprire il valore della preghiera comune.
08/02/2026
Per quale motivo Gesù Cristo sarebbe arrestato oggi nel Regno Unito?
Di fronte alle sofferenze che oggi il "civile" Regno Unito impone a chi vuole predicare Cristo e il Vangelo, Aleksej Tereshchenko ci propone un esperimento mentale: immaginare ciò che l'attuale legge britannica farebbe allo stesso Salvatore, se questi osasse ripetere oggi le predicazioni e i miracoli che fece duemila anni fa. C'è da rimanere stupiti al calcolo degli anni di reclusione che gli spetterebbero!
Vi presentiamo in traduzione italiana un articolo in quattro parti di Aleksandr Mosjakin, che analizza con spietata attenzione e rigorosa documentazione storica un aspetto tenuto sotto il tappeto per un secolo dal comunismo russo: i suoi miti, Marx ed Engels, erano tedeschi russofobi e slavofobi al punto di un aperto razzismo e di una evidente giustapposizione con le teorie genocide dei loro successori nazisti. Lo stesso Lenin odiava i russi fino a portare la sua rivoluzione a un insolito livello di masochismo. Questo saggio è utile a tutti, ma soprattutto a chi non riesce a vedere nella Russia di oggi altro che il perseguimento sotto altre forme delle principali linee guida della rivoluzione bolscevica.
06/02/2026
La Chiesa ortodossa ucraina avrebbe potuto ottenere l'autocefalia 10 anni fa?
In questi giorni stanno circolando voci che dicono che nel 2016 (l'anno del concilio pateticumenico di Creta) il patriarca Bartolomeo avrebbe offerto l'autocefalia non già a una banda di scismatici impenitenti, ma allo stesso primate legittimo della Chiesa ucraina, il metropolita Onufrij. Pur nella totale assenza di prove concrete della fondatezza di queste voci, Nazar Golovko prova a offrirci in un articolo di analisi un quadro di cosa sarebbe successo in caso di accettazione di tale proposta. Riteniamo questo saggio estremamente importante, perché ribadisce che, qualunque sia l'attitudine (vera o presunta) del Fanar nei confronti degli ortodossi in Ucraina, la Chiesa ortodossa ucraina non aveva alternative al rifiuto di un compromesso del genere, per mantenere il rispetto dei canoni e della tradizione ecclesiale ortodossa.
Vi presentiamo un saggio di Walt Garlington sulla penetrante e (nemmeno troppo) sottile influenza delle religioni e delle dottrine anticristiane nella letteratura fantascientifica, e man mano anche nella scienza stessa, con il tentativo di alcuni fisici quantistici di postulare come base dell'esistenza una coscienza impersonale, al posto di Dio.
04/02/2026
Continuano i tentativi di sequestro di chiese in Moldova
Un altro tentativo di occupazione di una parrocchia ortodossa moldava da parte della metropolia di Bessarabia ha avuto luogo il 27 gennaio nel villaggio di Dereneu, nel distretto di Călărași. Si ripete il caso della chiesa di villaggio di Grinăuți, che vi abbiamo riportato l'anno scorso, nel corso del nostro monitoraggio della ferita ecclesiale nella Moldova, di cui vi abbiamo presentato un quadro completo.
03/02/2026
La fuga dell'élite: come i vescovi ortodossi fuggirono a Roma dal loro popolo
Vi presentiamo una storia delle origini dell'uniatismo ucraino come probabilmente non l'avete ancora letta, con un'enfasi sulla vigliaccheria dei vescovi che preferirono cambiare la loro fede piuttosto che rinunciare a un'opportunità di ottenere ricchezze e onori politici.
A testimonianza del fatto che noi non idealizziamo la Chiesa russa, ma anzi siamo sempre pronti a vederla attraverso una lente critica, purché le argomentazioni siano valide e ben documentate, eccovi un saggio storico di Matthew Namee che evidenzia alcuni dei lati più discutibili della Chiesa russa del XIX secolo, un periodo spesso considerato acriticamente come un'età dell'oro (e che effettivamente lo fu in alcuni aspetti – come quello dei grandi anziani spirituali e di alcune figure di letterati credenti e missionari – ma certamente non in altri). Il successivo secolo di regime sovietico fece rimpiangere il XIX secolo come accade con tutti i salti dalla padella nella brace, ma una visione più attenta e obiettiva permette di vedere che c'erano già nella padella alcune incrinature degne di un attento studio.