Vi riportiamo uno degli innumerevoli episodi del martirio dei serbi sotto lo Stato Indipendente di Croazia nella seconda guerra mondiale. Qui si parla specificamente di martirio, perché le stragi dei seimila abitanti ortodossi di Stari Brod furono motivate (perfino nei resoconti ufficiali fatti dagli assassini) esclusivamente dalla loro appartenenza ecclesiale.
15/01/2026
Parte XI della serie occidentale: Paradiso e Inferno – Il fuoco divino dell'amore di Dio
Eccoci giunti alla parte finale della serie sulle deviazioni occidentali dal messaggio originale del Vangelo. "Finale", non solo perché con questa parte si chiude la serie, ma perché si tratta delle realtà ultime del destino umano: tali realtà sono viste dalla Chiesa ortodossa in modo molto distante da quello in cui sono viste in Occidente, e determinano un approccio differente all'intero cammino spirituale dei cristiani.
14/01/2026
Rivolta nelle grotte: come i santi di Kiev sconfissero i principi senza usare armi
La resistenza dei monaci della Lavra delle Grotte di Kiev al regime nazionalista ucraino non è solo una storia di oggi. Fin dalla fondazione del monastero, i suoi monaci hanno dovuto combattere contro le imposizioni dei potenti di turno: vediamo questa storia in un articolo di Konstantin Demidov.
13/01/2026
Due Natali: come le autorità ucraine dividono la popolazione in base al calendario
Degradare il Natale del Vecchio Calendario come arma propagandistica per la propria russofobia estrema è qualcosa che ci si può aspettare dal regime ucraino, ma le vittime principali sono gli stessi cittadini ucraini. Vediamo come i propagandisti di Kiev squalificano anche in questo campo il loro stesso paese in un'analisi di Nazar Golovko.
12/01/2026
Una replica ai commenti sul mio ricordo di Silvano Livi
Dopo aver reagito pubblicamente al mio ricordo di padre Silvano Livi definendolo "articolo di sciacallaggio", e accusandomi di ipocrisia, vigliaccheria e altre carinerie assortite (in linea con tutto ciò che ha detto nelle – per fortuna rare – volte in cui si è riferito a me nell'ultimo quarto di secolo), Daniele Marletta, nel suo blog Anastasis, ha fatto una valutazione un po' più sobria del ricordo di padre Silvano da me scritto all'inizio di gennaio. Riporto integralmente questa valutazione con i miei commenti e lascio a chi vorrà giudicare i relativi eventi la possibilità di formarsi ogni conclusione personale preferita.
igumeno Ambrogio
11/01/2026
Un nuovo libro sostiene la glorificazione di padre Seraphim Rose
Voice in the Wilderness ("Voce nel deserto") è il titolo del nuovo libro del documentarista ortodosso americano Robert John Hammond, che testimonia la vita e l'influenza dello ieromonaco Seraphim (Rose) di Platina, e appoggia il suo processo di canonizzazione tra i santi.
All'inizio di gennaio 2026 (la data esatta non è stata rivelata) è morto all'età di 90 anni in una casa di cura Heber Jentzsch (nella foto), presidente della Chiesa di Scientology Internazionale e suo portavoce principale negli anni '80 e '90, scomparso dalla scena pubblica all'inizio degli anni 2000.
Può sembrare strano un suo ricordo nel contesto di una parrocchia ortodossa, ma dobbiamo ricordare un suo atto di cortesia verso di noi nel suo ultimo decennio di attività pubblica. In una nostra ricerca di una fonte storica (niente che avesse a che fare direttamente con Scientology o con la nostra Chiesa), Heber si adoperò per farci avere copia del documento. Il suo garbo e la sua apertura al dialogo rispecchiavano la figura dell'ideale comunicatore americano, pronto a discutere con chiunque, anche nel corso di lunghi dibattiti e interviste pubbliche (cosa che oggi è un lontano ricordo in Scientology). Fu a quest'uomo proveniente da una vasta famiglia di mormoni che Ron Hubbard, fondatore di Scientology, aveva passato la responsabilità del movimento: in tutti gli anni in cui poté farlo, si adoperò per dialogare in un modo che non fece mai dubitare della sua personale correttezza e umanità. Purtroppo, nella linea delle rivoluzioni che divorano i propri stessi figli, anche Heber Jentzsch è stato vittima di un'epurazione da parte dell'attuale leadership del movimento, che non ha mai osato rimpiazzarlo nella sua carica, ma lo ha praticamente forzato a vivere da recluso. Oggi gli stessi membri del movimento sono stati condotti a dimenticarsi della sua stessa esistenza: per questo riteniamo importante mantenere vivo almeno il suo ricordo.
10/01/2026
Immigrazione di massa e confusione spirituale vanno di pari passo
Vi presentiamo un articolo di Walt Garlington che esplora come l'immigrazione di massa contribuisca alla confusione spirituale in America da una prospettiva cristiana ortodossa. Questo articolo esamina l'ascesa del pluralismo religioso, le influenze pagane e le incoerenze politiche che diluiscono la fede cristiana tradizionale, sollecitando un ritorno alla purezza dell'Ortodossia in un contesto di cambiamenti culturali. Scopriamo spunti essenziali su come preservare la chiarezza spirituale in una nazione in cambiamento.
09/01/2026
Argento insanguinato: come un furto a Betlemme ha innescato la guerra di Crimea
Quanti di noi sanno che la sanguinosa guerra di Crimea (che costò a noi piemontesi oltre 3000 vittime, quasi tutte per malattie infettive) scoppiò a causa del furto di una stella d'argento e delle dispute sulla proprietà del mazzo di chiavi di una basilica? Seguiamo un'indagine storica sulle cause di questo conflitto, riflettendo sul valore degli oggetti e dei luoghi santi quando per questi si perdono vite umane.
08/01/2026
Parte X della serie occidentale: Sacrificio e Redenzione
Eccoci alla penultima parte della rassegna sui cambiamenti al messaggio originale del Vangelo i cui effetti si possono riscontrare nelle confessioni di fede occidentali. Scopriamo come, sul tema del sacrificio e della redenzione, la teologia occidentale si è allontanata così tanto dall'autenticità dell'antica Chiesa ortodossa fondata da Cristo e dai suoi apostoli, che oggi il cristianesimo ortodosso ha, per certi versi, più in comune con il giudaismo ortodosso che con le sue controparti occidentali.
07/01/2026
MESSAGGIO DI NATALE DEL PATRIARCA KIRILL DI MOSCA E DI TUTTA LA RUS'
agli arcipastori, pastori, diaconi, monaci e tutti i fedeli figli della Chiesa ortodossa russa
2026
Beneamati nel Signore, arcipastori, reverendi presbiteri e diaconi, monaci e monache amati da Dio, cari fratelli e sorelle!
Mi congratulo di cuore con tutti voi per la radiosa festa della Natività del nostro Signore Dio e Salvatore Gesù Cristo, e mi rivolgo a voi con le parole di un antico inno della Chiesa: "Cristo è nato – glorificatelo! Cristo dal cielo – andategli incontro! Cristo sulla terra: esultate!" (irmo della prima ode del canone della Natività).
L'apostolo Paolo definì l'evento compiuto dell'Incarnazione di Dio un grande mistero di pietà (1 Tim 3:16). Di fronte a questo mistero, ogni sapienza terrena ammutolisce in ammirazione. Di fronte ad esso, la vana conoscenza umana impallidisce. Essa ha il potere di disarmare e intenerire anche il cuore più duro e indurito. In mezzo alla crudeltà e alla malizia di questo mondo, è nato colui che solo può sanare ogni disunione, donarci la vera pace e la vera felicità. Da quando il peccato è entrato nella vita umana, una tragica divisione ha regnato sulla terra e il mondo, separato dal Creatore, la vera Fonte della luce, ha inevitabilmente iniziato a sprofondare nell'oscurità e nel caos. Ma Dio non ha abbandonato la sua creazione né l'ha lasciata senza cure. Preparando pazientemente la nostra salvezza, il Signore si è incarnato, è entrato nella storia terrena ed è diventato uno di noi. Il Figlio di Dio è diventato il Figlio dell'uomo, simile a noi in tutto tranne che nel peccato. La dolorosa domanda: "Adamo, dove sei?", pronunciata un tempo nel Giardino dell'Eden, ha finalmente trovato risposta in una misera grotta vicino a Betlemme. "Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo" (1 Cor 15:47), come scrisse l'apostolo Paolo. In Cristo, come nel nuovo Adamo, Dio ha riconciliato il mondo a sé (2 Cor 5:19), ha rinnovato la natura umana, guarendola dalle ferite del peccato.
La vita dell'uomo e la vita del mondo intero sono guarite solo in Dio: questa è la verità semplice, ma profondamente importante, di cui la festa odierna è testimonianza. Come non ricordare le parole ispirate di sant'Agostino, che con sacro timore glorificava la saggia Provvidenza dell'Onnipotente! "Ci hai creati per te, e il nostro cuore è sempre inquieto finché non trova riposo in te" (Le confessioni). Solo in Cristo Gesù si trova l'unità con Dio e il vero significato della vita umana, chiamata dalla creazione del mondo all'eternità. La venuta del Salvatore nel mondo è, soprattutto, una rivelazione dell'amore divino per gli uomini: un amore che è, da un lato, sconfinato e onnipotente, e dall'altro mite, che tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta (1 Cor 13:7). Come possiamo dunque rispondere degnamente al grande amore del nostro Creatore e avvicinarci a lui? Questa vicinanza si raggiunge e si conferma seguendo i comandamenti del Vangelo, attraverso la pazienza e l'amore sincero reciproco e, soprattutto, attraverso il costante rinnovamento della nostra unità con Cristo nel Mistero della Santa Eucaristia.
Oggi è una celebrazione di speranza. Una celebrazione di pace. Una celebrazione di gioia silenziosa. Mentre glorifichiamo il Salvatore che è nato e lo salutiamo con splendidi inni e canti religiosi, ricordiamo la nobile vocazione cristiana a essere la luce del mondo e il sale della terra (Mt 5:13-14) e, finché ne abbiamo l'opportunità, facciamo del bene a tutti, soprattutto ai fratelli nella fede (Gal 6:10). Diamo speranza a chi è nel dolore, consoliamo chi è scoraggiato, condividiamo gioia con chi è vicino e lontano, e aiuto a chi è nel bisogno: così facendo, diventeremo veramente il profumo di Cristo dinanzi a Dio (2 Cor 2:15) e offriremo doni graditi al Signore che è nato. A quelli che, per varie circostanze, si trovano ancora fuori dall'ovile salvifico della Chiesa e non partecipano alla vita della comunità di Cristo, rivolgo questo appello: aprite i vostri cuori a colui che ci ha tanto amati da dare il suo Figlio unigenito, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Gv 3:16). Glorifichiamo il Signore e Salvatore per la sua ineffabile misericordia e il suo amore per il genere umano.
Congratulandomi con tutti per la festa della Natività, vi auguro, miei cari, forza e gioia inesauribile nella nascita del Salvatore. Grazia e pace a voi da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo (Ef 1:2). Amen.
+KIRILL
PATRIARCA DI MOSCA E DI TUTTA LA RUS'
Natività di Cristo
2025/2026
Mosca
07/01/2026
MESSAGGIO DI NATALE DEL METROPOLITA MARK DI RJAZAN' E MIKHAJLOVSK
Vi porgo i miei più sentiti auguri per la festa della Natività di Cristo!
Il Signore è venuto in questo mondo per trasformarlo e salvarlo. Quando parliamo del nostro Salvatore, di solito citiamo il Vangelo, ricordando la saggezza divina del Signore e i suoi insegnamenti. Tuttavia, il fatto stesso della nascita di Cristo sulla terra è già un messaggio per questo mondo. Un messaggio così eloquente che, senza una sola parola, ha cambiato per sempre il corso della vita umana.
Il Signore viene sulla terra nell'oscurità, in una povera e miserabile grotta, circondato da animali muti. Attraverso queste circostanze della sua nascita, Cristo svaluta tutto ciò che le persone sono abituate a considerare importante: fama, ricchezza, status elevato. Al contrario, il Signore rivela al mondo ideali completamente diversi: umiltà e povertà volontaria. E, cosa più importante, attraverso la sua Incarnazione, Dio dimostra il suo amore sconfinato per il nostro mondo peccatore. Egli è nato per morire per tutta l'umanità, per ciascuno di noi.
Anche noi, cari fratelli e sorelle, mentre percorriamo il nostro cammino sulla terra, sforziamoci di abbracciare gli ideali di Cristo e di incarnarli, per quanto possibile, nelle nostre vite. E, cosa più importante, sforziamoci, ispirati dalla potenza dell'amore divino sconfinato, di ricambiare l'amore del Signore; amiamo Dio e il nostro prossimo.
E lasciamo che questo amore sia la nostra testimonianza al mondo, quando, senza ulteriori indugi, con il nostro esempio, con le nostre buone azioni, anche noi portiamo la novella del Figlio di Dio, venuto in questo mondo per noi e per la nostra salvezza. Glorificando Gesù Cristo, facciamo eco alle parole delle schiere celesti: "Gloria negli eccelsi a Dio e sulla terra pace, e tra gli uomini la benevolenza!"
Di fronte ai tentativi protestanti e cattolici di rendere più "rilevante" il loro messaggio, creando esempi sempre più grotteschi che allontanano i credenti invece di avvicinarli, è evidente che i messaggi invariati come quello dell'Ortodossia attirano sempre di più chi è alla ricerca di Dio, e potrebbero essere un fattore determinante alla continuazione stessa della civiltà europea. Leggiamo il saggio di Nazar Golovko dedicato a questa comparazione.
Nella consolidata tradizione giornalistica della rassegna degli eventi dell'anno passato, l'Unione dei giornalisti ortodossi presenta un ripasso del 2025 dal punto di vista della Chiesa ortodossa ucraina, che offre motivi di riflessione.