Eccoci alla penultima parte della rassegna sui cambiamenti al messaggio originale del Vangelo i cui effetti si possono riscontrare nelle confessioni di fede occidentali. Scopriamo come, sul tema del sacrificio e della redenzione, la teologia occidentale si è allontanata così tanto dall'autenticità dell'antica Chiesa ortodossa fondata da Cristo e dai suoi apostoli, che oggi il cristianesimo ortodosso ha, per certi versi, più in comune con il giudaismo ortodosso che con le sue controparti occidentali.
07/01/2026
MESSAGGIO DI NATALE DEL PATRIARCA KIRILL DI MOSCA E DI TUTTA LA RUS'
agli arcipastori, pastori, diaconi, monaci e tutti i fedeli figli della Chiesa ortodossa russa
2026
Beneamati nel Signore, arcipastori, reverendi presbiteri e diaconi, monaci e monache amati da Dio, cari fratelli e sorelle!
Mi congratulo di cuore con tutti voi per la radiosa festa della Natività del nostro Signore Dio e Salvatore Gesù Cristo, e mi rivolgo a voi con le parole di un antico inno della Chiesa: "Cristo è nato – glorificatelo! Cristo dal cielo – andategli incontro! Cristo sulla terra: esultate!" (irmo della prima ode del canone della Natività).
L'apostolo Paolo definì l'evento compiuto dell'Incarnazione di Dio un grande mistero di pietà (1 Tim 3:16). Di fronte a questo mistero, ogni sapienza terrena ammutolisce in ammirazione. Di fronte ad esso, la vana conoscenza umana impallidisce. Essa ha il potere di disarmare e intenerire anche il cuore più duro e indurito. In mezzo alla crudeltà e alla malizia di questo mondo, è nato colui che solo può sanare ogni disunione, donarci la vera pace e la vera felicità. Da quando il peccato è entrato nella vita umana, una tragica divisione ha regnato sulla terra e il mondo, separato dal Creatore, la vera Fonte della luce, ha inevitabilmente iniziato a sprofondare nell'oscurità e nel caos. Ma Dio non ha abbandonato la sua creazione né l'ha lasciata senza cure. Preparando pazientemente la nostra salvezza, il Signore si è incarnato, è entrato nella storia terrena ed è diventato uno di noi. Il Figlio di Dio è diventato il Figlio dell'uomo, simile a noi in tutto tranne che nel peccato. La dolorosa domanda: "Adamo, dove sei?", pronunciata un tempo nel Giardino dell'Eden, ha finalmente trovato risposta in una misera grotta vicino a Betlemme. "Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo" (1 Cor 15:47), come scrisse l'apostolo Paolo. In Cristo, come nel nuovo Adamo, Dio ha riconciliato il mondo a sé (2 Cor 5:19), ha rinnovato la natura umana, guarendola dalle ferite del peccato.
La vita dell'uomo e la vita del mondo intero sono guarite solo in Dio: questa è la verità semplice, ma profondamente importante, di cui la festa odierna è testimonianza. Come non ricordare le parole ispirate di sant'Agostino, che con sacro timore glorificava la saggia Provvidenza dell'Onnipotente! "Ci hai creati per te, e il nostro cuore è sempre inquieto finché non trova riposo in te" (Le confessioni). Solo in Cristo Gesù si trova l'unità con Dio e il vero significato della vita umana, chiamata dalla creazione del mondo all'eternità. La venuta del Salvatore nel mondo è, soprattutto, una rivelazione dell'amore divino per gli uomini: un amore che è, da un lato, sconfinato e onnipotente, e dall'altro mite, che tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta (1 Cor 13:7). Come possiamo dunque rispondere degnamente al grande amore del nostro Creatore e avvicinarci a lui? Questa vicinanza si raggiunge e si conferma seguendo i comandamenti del Vangelo, attraverso la pazienza e l'amore sincero reciproco e, soprattutto, attraverso il costante rinnovamento della nostra unità con Cristo nel Mistero della Santa Eucaristia.
Oggi è una celebrazione di speranza. Una celebrazione di pace. Una celebrazione di gioia silenziosa. Mentre glorifichiamo il Salvatore che è nato e lo salutiamo con splendidi inni e canti religiosi, ricordiamo la nobile vocazione cristiana a essere la luce del mondo e il sale della terra (Mt 5:13-14) e, finché ne abbiamo l'opportunità, facciamo del bene a tutti, soprattutto ai fratelli nella fede (Gal 6:10). Diamo speranza a chi è nel dolore, consoliamo chi è scoraggiato, condividiamo gioia con chi è vicino e lontano, e aiuto a chi è nel bisogno: così facendo, diventeremo veramente il profumo di Cristo dinanzi a Dio (2 Cor 2:15) e offriremo doni graditi al Signore che è nato. A quelli che, per varie circostanze, si trovano ancora fuori dall'ovile salvifico della Chiesa e non partecipano alla vita della comunità di Cristo, rivolgo questo appello: aprite i vostri cuori a colui che ci ha tanto amati da dare il suo Figlio unigenito, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Gv 3:16). Glorifichiamo il Signore e Salvatore per la sua ineffabile misericordia e il suo amore per il genere umano.
Congratulandomi con tutti per la festa della Natività, vi auguro, miei cari, forza e gioia inesauribile nella nascita del Salvatore. Grazia e pace a voi da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo (Ef 1:2). Amen.
+KIRILL
PATRIARCA DI MOSCA E DI TUTTA LA RUS'
Natività di Cristo
2025/2026
Mosca
07/01/2026
MESSAGGIO DI NATALE DEL METROPOLITA MARK DI RJAZAN' E MIKHAJLOVSK
Vi porgo i miei più sentiti auguri per la festa della Natività di Cristo!
Il Signore è venuto in questo mondo per trasformarlo e salvarlo. Quando parliamo del nostro Salvatore, di solito citiamo il Vangelo, ricordando la saggezza divina del Signore e i suoi insegnamenti. Tuttavia, il fatto stesso della nascita di Cristo sulla terra è già un messaggio per questo mondo. Un messaggio così eloquente che, senza una sola parola, ha cambiato per sempre il corso della vita umana.
Il Signore viene sulla terra nell'oscurità, in una povera e miserabile grotta, circondato da animali muti. Attraverso queste circostanze della sua nascita, Cristo svaluta tutto ciò che le persone sono abituate a considerare importante: fama, ricchezza, status elevato. Al contrario, il Signore rivela al mondo ideali completamente diversi: umiltà e povertà volontaria. E, cosa più importante, attraverso la sua Incarnazione, Dio dimostra il suo amore sconfinato per il nostro mondo peccatore. Egli è nato per morire per tutta l'umanità, per ciascuno di noi.
Anche noi, cari fratelli e sorelle, mentre percorriamo il nostro cammino sulla terra, sforziamoci di abbracciare gli ideali di Cristo e di incarnarli, per quanto possibile, nelle nostre vite. E, cosa più importante, sforziamoci, ispirati dalla potenza dell'amore divino sconfinato, di ricambiare l'amore del Signore; amiamo Dio e il nostro prossimo.
E lasciamo che questo amore sia la nostra testimonianza al mondo, quando, senza ulteriori indugi, con il nostro esempio, con le nostre buone azioni, anche noi portiamo la novella del Figlio di Dio, venuto in questo mondo per noi e per la nostra salvezza. Glorificando Gesù Cristo, facciamo eco alle parole delle schiere celesti: "Gloria negli eccelsi a Dio e sulla terra pace, e tra gli uomini la benevolenza!"
Di fronte ai tentativi protestanti e cattolici di rendere più "rilevante" il loro messaggio, creando esempi sempre più grotteschi che allontanano i credenti invece di avvicinarli, è evidente che i messaggi invariati come quello dell'Ortodossia attirano sempre di più chi è alla ricerca di Dio, e potrebbero essere un fattore determinante alla continuazione stessa della civiltà europea. Leggiamo il saggio di Nazar Golovko dedicato a questa comparazione.
Nella consolidata tradizione giornalistica della rassegna degli eventi dell'anno passato, l'Unione dei giornalisti ortodossi presenta un ripasso del 2025 dal punto di vista della Chiesa ortodossa ucraina, che offre motivi di riflessione.
03/01/2026
L'Ucraina tra Cristo e Belial: la traccia occulta nella politica
Il mese scorso abbiamo citato la scoperta di oggetti di magia nera nella casa dell'ex consigliere presidenziale ucraino Andrej Ermak. Non è un caso singolo, ma una singola istanza di un fenomeno crescente, e ci fa chiedere a quale profondità siano penetrate le pratiche occulte nel potere ucraino. Il saggio di Nazar Golovko che vi presentiamo cerca di tracciare una mappa di questa preoccupante deriva, che ha naturalmente un legame con il distacco dalla tradizione cristiana ortodossa, in un parallelo storico con ciò che si era visto al sorgere del bolscevismo un secolo or sono.
Nella notte tra il 23 e il 24 novembre 2025 è morto all'ospedale di Pistoia Silvano (al secolo Francesco) Livi, una figura ben nota a molti ortodossi in Italia. Abbiamo atteso il quarantesimo giorno dal decesso per scrivere di lui, per non turbare i giorni del lutto con notizie controverse. Vi presentiamo un nostro ricordo delle luci e delle ombre che hanno caratterizzato la nostra conoscenza, e di ciò che abbiamo potuto imparare dalle lezioni della sua vita.
01/01/2026
Per la stampa occidentale, "Mosca è al buio con le candele"
A fine dicembre del 2025, il patriarca Daniil (Nikolov) di Bulgaria ha compiuto la tradizionale visita irenica con incontro tra primati a Costantinopoli. Questo evento è stato propagandato come un sostegno dell'Ortodossia bulgara alle politiche ecclesiastiche del Fanar, mentre la realtà è del tutto diversa. Konstantin Shemljuk ci offre un'analisi di questa difficile interazione.
Per chi vuole sapere qualcosa di più della vita e dei ricordi dello schema-archimandrita Gabriel (Bunge), eccovi un'intervista in due parti di circa un'ora ciascuna, realizzata dall'emittente ortodossa romena Trinitas TV:
Vi presentiamo due articoli che sottolineano quanto sia pericoloso vivere il Natale svuotato dal centro spirituale della festa. Si può pervertire il senso della Natività di Cristo, come si è notato nel discorso di Natale di Zelenskij di alcuni giorni fa, oppure lo si può annacquare tanto da renderlo irriconoscibile, come nel resoconto di un convertito ortodosso sul tentativo degli evangelici americani di ricostruire il Natale.
29/12/2025
Prova di sfortuna: come il dolore dà origine alla fede
Come può una giovane madre disperata per una grave malattia del suo primogenito trasformarsi in un'attiva presbitera madre di dieci figli? Scopriamolo nella testimonianza di Irina Abakumova, che ci ricorda come anche le malattie e gli eventi dolorosi possono essere momenti utili per lo sviluppo spirituale, se si riesce a lasciar spazio alla Provvidenza divina.
28/12/2025
Dom Denis Chambault di Parigi: una vita e un'eredità di rito occidentale
Vi presentiamo una breve biografia di uno dei pionieri dell'Ortodossia occidentale: l'archimandrita Denis (al secolo Lucien) Chambault (1899-1965, nella foto), che fece rivivere nella Francia della metà del XX secolo la tradizione monastica benedettina all'interno della Chiesa ortodossa russa.
27/12/2025
Una diocesi macedone pubblica un'opera in due volumi su padre Seraphim Rose
Da pochi giorni è stata annunciata la pubblicazione di un altro libro sulla vita e agli insegnamenti dello ieromonaco Seraphim (Rose) di Platina. Questa volta lo sforzo editoriale è della diocesi di Veles/Povardarie della Chiesa ortodossa macedone. Da trent'anni assistiamo alla diffusione dell'esempio di padre Seraphim, molto amato sia in Oriente che in Occidente.