Russkij Mir è la più antica tra le associazioni culturali russe presenti a Torino. Pur occupandosi di tutto lo spazio culturale ex-sovietico, la recente russofobia ne ha reso la vita molto difficile. L'associazione sta subendo da tre anni una serie di restrizioni ingiuste o strumentali (tra cui l'oscuramento della pagina Fb e la scomparsa del profilo su Google Maps), forse a causa dell'equivoco tra il suo nome e quello del Fond Russkij Mir (un'emanazione governativa russa). Ora è stato creato un nuovo sito, che nella propria denominazione riporta il nome della città di Torino: https://russkijmirtorino.org
Anche se l'associazione Russkij Mir non si occupa particolarmente della Chiesa ortodossa russa, e i nostri contatti reciproci sono piuttosto rari, ci teniamo a difenderne la vita e le attività, in primo luogo a causa di un'ipocrisia presente purtroppo anche nella sfera religiosa. Russkij Mir (ovvero il "Mondo russo") è un concetto disprezzato da molti, quasi come se rappresentasse una minaccia globale o addirittura un'eresia: basta sfogliare le dichiarazioni del Patriarcato di Costantinopoli in materia per vedere come il "mondo russo" è considerato un veleno esistenziale. La sfacciata ipocrisia del Fanar si nota nelle sue dichiarazioni parallele a favore dell'ellenismo, che sarebbe il "mondo greco", degno invece della massima considerazione e protezione. Una delle ragioni per sostenere un'associazione esclusivamente culturale (anche a prescindere dai contenuti di fede) è l'elementare senso cristiano di giustizia, che rifugge dalle discriminazioni tra culture umane a fini esclusivamente politici.
27/02/2026
Prove di eternità: la Quaresima come uscita dalla dittatura del rumore
L'arciprete Sergij Uspenskij ci conduce ad analizzare un aspetto meno noto della Quaresima: la capacità di attenuare il rumore del mondo per permetterci di osservare noi stessi come realmente siamo, senza la maschera che copre la nostra natura caduta.
Eccovi, in perfetto stile "bipartisan", i dati di come due chiese da una parte e dall'altra del fronte ideologico sono state dissacrate in nome del patriottismo:
Domenica 15 febbraio, nella parrocchia dei santi Pietro e Paolo a Obukhovo, nella regione di Mosca, il gruppo di un centro giovanile di educazione patriottica (ma di scarsa educazione cristiana) ha tenuto una dimostrazione di fucili d'assalto Kalashnikov nel bel mezzo della navata. A meno di 24 ore dall'evento il parroco della chiesa, l'arciprete Sergij Reshetnjak, è stato sospeso dai suoi incarichi di rettore con un decreto del vescovo locale, vladyka Nikolaj (Pogrebnjak) di Balashikha e Orekhovo-Zuevo, sulla base di una direttiva del 2017 che imponeva che gli eventi giovanili si svolgessero in spazi non destinati al culto.
La chiesa del santo Mandylion a Korsun-Shevchenkivskij (Cherkassy), oggetto di tentativi di occupazione fin dal 2022, è stata sequestrata nella notte del 30 maggio 2024 dai predoni della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", e in oltre 20 mesi non vi è stata tenuta alcuna funzione religiosa da parte dei segaci di Dumenko, mentre i parrocchiani della Chiesa ortodossa ucraina canonica hanno continuato a pregare fuori dalle mura della loro chiesa. I fedeli riportano che il piano inferiore della chiesa è ora utilizzato come deposito di vestiti, con borse e scatole ammucchiate proprio di fronte all'iconostasi. Le icone e l'altare sono stati coperti dagli oggetti immagazzinati e lo spazio non ha più alcuno scopo liturgico.
25/02/2026
La campana di legno: perché il suono del simandro risuona oggi più forte del bronzo
Vi presentiamo una spiegazione del simandro, l'antico strumento di legno che richiama monaci e monache alla preghiera. In questo articolo, il suono sommesso del simandro è paragonato a quello più audace delle campane, proprio in una di quelle epoche in cui una presenza aperta della fede cristiana sembra sempre più osteggiata.
24/02/2026
La "guerra fratricida" di Costantinopoli contro l'arcivescovo Anastasios
L'archimandrita Theologos Chrysanthakopulos, che fu stretto collaboratore dell'arcivescovo Anastasios (Yannoulatos, a destra nella foto) in Albania, ha raccontato alcune delle ultime memorie del primate della Chiesa albanese morto il 25 gennaio 2025. L'arcivescovo era amareggiato dalla guerra fratricida del Fanar (e di diversi partigiani di quest'ultimo) contro di lui, a causa della sua posizione teologica intransigente sulla questione ucraina.
Dopo la Liturgia della Domenica del Perdono, siamo andati a fare una visita che avevamo in programma da anni: la nuova sede della chiesa ortodossa romena di Santa Parascheva, dove eravamo stati nel 2019 per la festa dei 40 anni della parrocchia, ma dove non avevamo ancora visto tutti i locali che con tempo e pazienza la comunità ortodossa romena ha saputo adattare al meglio. Padre Gheorghe Vasilescu ci ha fatto visitare tutto l'insieme della parrocchia, inclusa la cappella interna, dove Ovidiu Boc ha realizzato una iconostasi di rara bellezza:
Grazie a padre Gheorghe (che fra due anni celebrerà i 50 anni di apostolato ortodosso a Torino... prepariamoci!), alla sua famiglia e a tutti i collaboratori.
22/02/2026
L'informazione sulla persecuzione della Chiesa ortodossa ucraina prende piede sui media italiani
Ringraziamo il nostro confratello padre Mikhail per averci segnalato questo articolo dal quotidiano online L'identità, che spiega al pubblico italiano il caso del metropolita Arsenij e la persecuzione della Chiesa ortodossa ucraina. L'articolo è stato notato anche dall'Unione dei giornalisti ortodossi, che vede con approvazione l'estensione dell'informazione sulla situazione religiosa in Ucraina attraverso i media mainstream del nostro paese.
In un saggio di Orthodox Reflections, scopriamo come il sionismo cristiano e il dispensazionalismo stanno accelerando il declino dell'evangelicalismo americano. Dai miti della Bibbia di Scofield al rifiuto della Generazione Z e agli scandali politici, scopriamo perché il sionismo non biblico potrebbe uccidere la fede evangelica, e perché il cristianesimo ortodosso offre un'alternativa senza tempo.
20/02/2026
Come due anziane donne hanno deciso di restaurare una chiesa in un villaggio russo...
Si racconta spesso come la fede in Russia sia stata salvata dalle nonne, che portavano i nipoti in chiesa quando i figli non osavano frequentarla per timore di ritorsioni. Le nonne di oggi non sono da meno, come ci racconta la commovente storia di due nonne che con i loro sforzi e il loro esempio hanno restaurato la chiesa dell'Ingresso della Madre di Dio al Tempio (nella foto) a Pjot, un villaggio nella regione di Rjazan', a sud-est di Mosca.
19/02/2026
Come i cristiani ortodossi possono superare le sfide della recessione e prosperare
Di fronte all'incubo delle difficoltà economiche dovuto alla recessione, è facile concentrarsi solo sui problemi e rischiare di perdere la vita della Chiesa. Vi presentiamo una serie di consigli per tenere sotto controllo le finanze in momenti difficili, e allo stesso tempo per affrontare i problemi con un'attitudine di fede e di preghiera.
18/02/2026
Il primo decennio della rivista "Death to the World" diventa un libro
Un anno dopo la pubblicazione del libro Punks to Monks, che narra la storia della rivista Death to the World ("Morte al mondo"), esce il nuovo libro Death to the World Vol. One: Genesis, che raccoglie tutto il materiale pubblicato negli anni '90, comprese le fanzine e i cimeli della rivista ortodossa originale.
Il volume di circa 400 pagine comprende i 12 numeri originali pubblicati dal monastero di sant'Herman dell'Alaska, oltre a riflessioni dei curatori e a numeri di altre pubblicazioni correlate alla rivista.
La rivista Death to the World era stata fondata dai monaci e dalle monache del monastero di sant'Herman come progetto evangelizzazione rivolta agli adolescenti della sottocultura punk. Uno dei membri fondatori era Justin Marler, che ha trascorso sette anni di vita monastica al monastero di sant'Herman (ed è stato anche ospite nel 1996 della nostra comunità ortodossa a Torino).
La rivista era distribuita durante i concerti punk e i ritrovi underground, con una tiratura stimata di 50.000 copie. I suoi risultati più interessanti furono centinaia di conversioni all'Ortodossia e alcune vocazioni al monachesimo.
Mentre il regime ucraino (e per la verità ogni autorità delle nazioni più importanti) fa a gara nel partecipare ai riti dell'accensione della menorah per non incorrere in accuse di antisemitismo, sembra opportuno parlare della questione della partecipazione di rappresentanti cristiani ai momenti rituali del giudaismo (cosa che, anche nelle società a più alto livello di dialogo e tolleranza inter-religiosa, non vede mai una reciprocità di partecipazione rabbinica ai riti cristiani). Un grande Padre della Chiesa, san Giovanni Crisostomo, metteva in guardia contro queste commistioni, e un articolo di Kirill Aleksandrov cerca di spiegare le ragioni di tale diffidenza, che tra i cristiani ortodossi non è mai degenerata in odio o maltrattamenti, ma si è limitata a deprecare quei cristiani che ingenuamente credono di poter "arricchire" la propria fede con pratiche e sincretismi di cui la Chiesa non ha mai avuto bisogno fin dai suoi albori.
16/02/2026
Perché le autorità usano la sicurezza nazionale come pretesto per distruggere la Chiesa?
Vi presentiamo una rassegna di casi di chiese, cattedrali e monasteri in varie fasi di rovina, dalla quale dovrebbe essere chiaro che il regime ucraino ha come scopo la distruzione dell'Ortodossia, anche quando usa i figuranti benedetti dal Fanar per dare l'impressione di sostenere una Chiesa nazionale.
15/02/2026
Il regime ucraino celebra le profanazioni del regime sovietico
Il 10 febbraio 2026, il Consiglio comunale di Kiev ha approvato l'elenco delle date e degli anniversari memorabili da celebrare quest'anno, tra cui "Il 100° anniversario della Riserva storica e culturale nazionale della Lavra delle Grotte di Kiev, una data estremamente significativa per gli ucraini"
L'anniversario commemora la profanazione del monastero, trasformato in museo statale nel 1926. L'Ucraina, che secondo i suoi attuali propagandisti si sarebbe liberata dal passato comunista per allinearsi a non meglio specificati "valori europei", sta ripetendo alla lettera le azioni anticristiane del proprio retaggio bolscevico, esiliando i monaci dal proprio più importante e storico monastero, per farne un museo di indirizzo antireligioso e blasfemo.
14/02/2026
Esarcato di Costantinopoli per la Chiesa ortodossa ucraina: una soluzione o una trappola?
"Tu sei furbo, ma io non sono stupido" è il titolo di un'antica fiaba russa che descrive in modo molto preciso la situazione degli ortodossi ucraini, a cui oggi Costantinopoli "offre" l'opzione di diventare un esarcato direttamente dipendente dal trono del "primo senza pari" per uscire dai problemi in cui sono venuti a trovarsi. Stando ai sicofanti di quel trono, come l'arcivescovo Elpidophoros o l'ex-archimandrita Kirill Govorun, la colpa sarebbe sempre o di Mosca o della stessa Chiesa ortodossa ucraina, mai del Fanar, responsabile della "regolarizzazione" di scismatici violenti e della creazione in Ucraina di un altro esarcato di Costantinopoli (che amministra i beni ecclesiastici donati illegalmente dalla presidenza ucraina, e oggi è assestato su percentuali da albumina). Leggiamo una risposta di buon senso che spiega le ragioni per cui gli ortodossi ucraini rifiutano un "dono" così ambiguo e ipocrita.