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 06/05/2014    

Con la benedizione del Metropolita Agafangel si sono compiute le funzioni funebri a Odessa

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 
Il 3 maggio, con la benedizione del metropolita Agafangel di Odessa e Izmail, sua Grazia Diodor vescovo di Juzhne, vicario della diocesi di Odessa, ha compiuto i servizi di commemorazione funebre sul campo di Kulikovo, dove il giorno prima, a causa di fatti di sangue che hanno sconvolto il mondo, sono state uccise più di 40 persone. 
Con il vescovo Diodor hanno concelebrato il decano della diocesi di Odessa, arciprete Pavel Poleshchuk, e numerosi sacerdoti. 
Hanno offerto preghiere per i defunti più di 1500 abitanti di Odessa, usciti in piazza. I fedeli hanno portato fiori e acceso lampade in memoria dei morti. 
Nello stesso giorno, con la benedizione del metropolita i chierici della Cattedrale della Trasfigurazione a Odessa hanno compiuto servizi di commemorazione funebre sulla via Grecheskaja, dove, sempre a causa degli scontri del giorno precedente, sono state uccise diverse persone.
 
 06/05/2014    

La Pasqua continua

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Per chi è abituato al modo di celebrare le feste cristiane in Occidente, le festività ortodosse costituiscono una vera sorpresa: dopo il giorno della festa, si continua a celebrare nell’atmosfera della festa, per un periodo la cui lunghezza ricorda quella del periodo di preparazione alla festa. Per la Pasqua, le celebrazioni e le feste continuano tutti i quaranta giorni fino alla festa dell’Ascensione, corrispondenti alla Quaresima. Anche il digiuno del mercoledì e del venerdì è alleviato, e nella Settimana Luminosa dopo la Pasqua è abolito del tutto.

Continuiamo a ricordare l’atmosfera della festa, con un articolo e un filmato.

L’articolo che proponiamo nella sezione “Ortoprassi” dei documenti si intitola Perché i greci tingono le uova rosse per la Pasqua?, e ci dà alcune semplici spiegazioni delle origini di questo interessante uso cristiano.

Il filmato che segue ci fa ascoltare il canto del tropario pasquale in Ghana, al termine di una Divina Liturgia, in un modo del tutto “locale” (il meglio dell'inculturazione!):

 

 
 05/05/2014    

Una luce differente: giovani viaggiatori nell'America contemporanea

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Il portale Pravoslavie.ru ha proposto un’intervista a due giovani viaggiatori americani, esponenti di quella sotto-cultura, o contro-cultura, che vede nella libertà del viaggio un’espressione di ricerca del significato della vita. L’aspetto un po’ insolito di questa ricerca è che entrambi gli intervistati sono catecumeni in attesa di essere ricevuti nella Chiesa ortodossa in una parrocchia che ha una particolare dote di accoglienza per persone di diverse provienenze socio-culturali (si veda l’intervista al diacono della parrocchia e alla moglie, provenienti dal mondo rastafariano). L’intervista ci aiuta a capire quanto la contro-cultura giovanile americana – quando sa prendere se stessa sul serio – ritrova nella Fede ortodossa la risposta a tante delle sue domande. Riportiamo la traduzione italiana dell’articolo nella sezione “Figure dell’Ortodossia contemporanea” dei documenti.

 
 05/05/2014    

Dichiarazione di sua Santità il patriarca Kirill in connessione con l'ulteriore aggravamento del conflitto civile in Ucraina

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

patriarchia.ru, 3 Maggio 2014

Sua Santità il patriarca Kirill di Mosca e tutta la Rus' ha fatto una dichiarazione in connessione con l'ulteriore aggravamento del conflitto civile in Ucraina.

In Ucraina si sparge di nuovo sangue. Gli scontri nella regione di Donetsk e i tragici eventi di Odessa hanno provocato la morte di decine di persone, destabilizzando ulteriormente il paese. Molti stanno vivendo disperazione, paura per la loro vita e per la vita dei propri cari.

In questo pesantissimo momento il mio cuore è con l'Ucraina, con ognuno dei suoi figli e figlie, che stanno vivendo dolore, afflizione, sconcerto, rabbia, disperazione. Prego per il riposo di tutti i defunti del massacro, per la salvezza delle vite delle vittime, per la pronta guarigione dei feriti. La mia preghiera fervente è per la guarigione del paese, per la pacificazione delle inimicizie, perché non si sparga più sangue e perché ogni violenza si fermi.

La responsabilità di ciò che accade ora ricade principalmente su quelli che invece che al dialogo hanno fatto ricorso alla violenza. Di particolare rilevanza è l'uso nel conflitto civile di equipaggiamenti militari pesanti. La ragione per l'uso della forza è spesso l'attaccamento al radicalismo politico, la negazione del diritto dei cittadini di esprimere le loro convinzioni.

Nell'Ucraina di oggi non può essere dichiarata possibile solo e universalmente una delle posizioni politiche. Questo è disastroso per il paese. Sono convinto che con un tentativo di rafforzare un proprio punto di vista si dovrebbe abbandonare il ricorso alla forza una volta per tutte. Esorto tutte le parti ad astenersi da usare le armi, e a risolvere tutti i problemi attraverso negoziati. A breve termine, l'Ucraina ha bisogno di almeno una tregua, e a lungo termine, di un mondo solidale e duraturo .

L'Ucraina può guarire e proseguire sulla strada della creazione di una vita dignitosa per i suoi cittadini, purché sia la casa comune di persone di diverse convinzioni politiche, in gran parte diverse tra loro. Non c'è nessuna alternativa al dialogo. È necessario, finché c'è ancora una tale opportunità, ascoltare gli altri e cercare non solo di risolvere il conflitto in corso, ma anche di rinnovare la fedeltà ai valori spirituali e morali cristiani che hanno formato il popolo ucraino, arricchito la sua saggezza e il suo amore per la verità. Credo che proprio questi valori aiutino oggi a trovare una via per la pace e la giustizia, senza la quale non ci sarà un futuro dignitoso per il paese.

Dio grande, unico! Custodisci la Rus'-Ucraina!

 
 04/05/2014    

Patriarhul Chiril: «Una dintre cele mai importante preocupări ale Bisericii la ziua de azi este rugăciunea și lucrările legate de ceea ce se întâmplă în Ucraina»

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

patriarchia.ru, 30 aprilie 2014

Sarcina Bisericii este slujirea împăcării oamenilor, de aceea ea nu ar trebui să servească unor anumite opinii politice sau să fie de partea uneia dintre părţile conflictului civil, a spus Patriarhul Moscovei și al Întregii Rusii, Chiril.

„Una dintre cele mai importante preocupări ale Bisericii la ziua de azi — este rugăciunea și lucrările legate de ceea ce se întâmplă în Ucraina. Noi primim cu durere în inimă situația dificilă și suferințele reale prin care trec oamenii din Ucraina», — a spus Întâistătătorul Bisericii Ortodoxe Ruse, înainte de întrunirea Consiliului Suprem al Bisericii, care a avut loc la 30 aprilie, la Catedrala Hristos Mântuitorul din Moscova.

În conformitate cu cuvintele Sanctităţii Sale, Biserica trebuie să își desfășoare activitatea pastorală, misiunea mântuitoare, să se roage, să împace oamenii, dar «în nici un caz nu ar trebui să servească anumitor opinii politice, poziții, concepte», aceasta îi permite Bisericii să fie în afara conflictului și să servească împăcării părţilor acestuia.

«Punctul nostru de vedere este că biserica ar trebui să fie mai presus de orice luptă. Biserica trebuie să-și mențină capacitatea sa împăciuitoare chiar și atunci, când pare că nu există nici o posibilitate de menținere a păcii. Aceasta nu este o poziție uşoară, pentru că toată lumea care împărtășește un anumit punct de vedere , care intră într-un conflict civil, încearcă să caute sprijinul Bisericii. Dar Biserica poate și trebuie să ofere sprijinul numai în limitile la ceea, ce a poruncit Dumnezeu Bisericii,»- a spus Întâistătătorul Bisericii Ortodoxe Ruse .

«Ceea ce se întâmplă în prezent în Ucraina, relatează despre faptul că o astfel de poziție o are doar Biserica noastră — a spus Sanctitatea Sa. – Practic ceilaţi au fost capturați de aceste evenimente și au pierdut acea rezistenţă, care şi provine dintr-o punere în aplicare corectă și consecventă a misiunii Bisericii «.

«Cunoaşteţi că poziția Bisericii rămâne aceeași care a fost pe parcursul la aproape 25 de ani. Și atunci când confruntările civile au avut loc în Rusia, la Moscova, şi atunci când apar astfel de conflicte pe teritoriul spațiului post-sovietic, Biserica noastră nu se lasă atrasă de ademeniri politice și refuză slujirea oricăror poziții politice, «- a spus Sanctitatea Sa Patriarhul.

«Bisericii nu îi este uşor în aceste condiții — a continuat Primatul Bisericii . — Îmi amintesc critica adusă Bisericii noastre la începutul anilor 1990, atunci când unii cereau ca Biserica să iasă în Piața Manezhului, să facă declarații politice , sprijinându-i pe acei, care atunci au ieşit învingători … Dar Biserica în totalitatea sa a respins această poziție, cu toate că a fost criticată puternic de cei căre de parcă au învins. Viaţa a arătat că aceasta a fost singura poziție corectă, pentru că şi cei de dreapta și cei de stânga aparțin Bisericii.»

Preafericitul Patriarh i-a îndemnat membrii Consiliului Suprem al Bisericii să depună toate eforturile pentru «ca pacea să pogoare pe pământul ucrainean, ca oamenii să se împace, să restabilească legea și ordinea, pentru ca să se asigure drepturile oamenilior și să nu încalce demnitatea lor.»

«În mai multe declarații cu privire la Ucraina, ne-am exprimat îngrijorarea în privinţa la posibilitatea atacurilor asupra bisericilor noastre» — a reamintit Sanctitatea Sa.

«După cum se știe, astfel de încercări au fost, dar prin harul lui Dumnezeu nu s-au încununat cu succes, și putem spune că astăzi nu se întreprind astfel de atacuri. Să dea Dumnezeu ca aşa să fie şi în continuare, deoarece utilizarea forței duce întotdeauna la o contra-forță, și, prin urmare, la declanşarea unui conflict, «- a spus în încheiere, Sanctitatea Sa Patriarhul Chiril, menționând că instigarea conflictelor religioase va complica şi mai mult situația dificilă din Ucraina.

Serviciul de presă al Patriarhului Moscovei și al întregii Rusii

 
 03/05/2014    

Intervista a Serafim Maamdi, un curdo ortodosso

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Padre Georgij Maksimov intervista per Pravoslavie.ru un curdo ortodosso, Serafim Maamdi, che racconta dettagli interessanti e di grande respiro sulle autentiche possibilità di evangelizzazione ortodossa di un popolo di ben trenta milioni di persone, tra i più discriminati del Medio Oriente. L’intervista offre alcuni spunti interessanti sulla semisconosciuta religione degli yazidi e sul suo collegamento organico con il cristianesimo ortodosso. Presentiamo l’intervista nell’originale russo e in traduzione italiana nella sezione “figure dell’Ortodossia contemporanea” dei documenti.

 
 03/05/2014    

Gli armeni accolgono il messaggio di condoglianze del premier turco

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L'arcivescovo Aram Ateşyan, vicario patriarcale armeno di Costantinopoli, ha incontrato il 1 maggio il primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan dopo che quest'ultimo ha inviato il 23 aprile un sorprendente messaggio di cordoglio ai nipoti degli armeni morti nel 1915. Essendo la prima volta che un premier turco parla pubblicamente del lutto del popolo armeno, questo primo passo è stato molto apprezzato all'interno della comunità armena. Molto resta comunque da fare: il 24 aprile gli armeni commemorano il genocidio del proprio popolo, ampiamente documentato e riconosciuto come tale in tutto il mondo, anche se la Turchia continua a negare questa definizione, citando i massacri degli armeni come risultati di scontri inter-etnici in Anatolia. La dichiarazione a sorpresa di Erdoğan è stata inviata in nove lingue (turco, tedesco, francese, inglese, spagnolo, russo, arabo, armeno occidentale e armeno orientale) per una diffusione più ampia possibile.

 
 03/05/2014    

"In Siria cristiani crocifissi"

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Avvenire.it - Cristiani siriani crocefissi se rifiutano di abiurare la loro religione e di abbracciare l'islam; jihadisti che giocano a pallone con le teste delle loro vittime fra cui dei bambini: a denunciarlo è una suora siriana in un'intervista a Radio Vaticana in francese, in cui racconta di atrocità commesse dai ribelli jihadisti nelle città e nei villaggi da loro occupati nel conflitto siriano.

"Nelle città o nei villaggi occupati dagli uomini armati – si legge nell'intervista di suor Raghida, che vive in Francia –, i jihadisti e tutti i gruppi musulmani estremisti propongono ai cristiani la 'shahada' (la professione di fede musulmana, ndr) oppure la morte. Alcune volte chiedono solo un riscatto e in questi casi si offrono l'abiura, un riscatto o la morte. Ma quando è impossibile per loro rinnegare la loro fede, allora subiscono il martirio. E si tratta di un martirio terribilmente disumano, di una violenza indicibile. Se volete degli esempi, a Ma'lula hanno crocefisso due ragazzi perché non hanno voluto recitare la shahada. Allora (i jihadisti) hanno detto 'allora voi volete morire come il vostro maestro nel quale voi credete? A voi la scelta: o recitate l'abiura, oppure sarete crocefissi". "Uno è stato crocefisso davanti al suo papà, che poi è stato ucciso a sua volta". "E successo, per esempio ad Abra, nella zona industriale, alla periferia di Damasco: appena entrati in città, – aggiunge suor Raghida – hanno cominciato a uccidere gli uomini, le donne e i bambini. E dopo il massacro, prendevano le teste e ci giocavano a calcio. Per quanto riguarda le donne incinte, prendevano i loro feti e li impiccavano agli alberi con i cordoni ombelicali. Per fortuna la speranza e la vita sono più forti della morte: dopo che l'esercito ha ripreso la città, abbiamo celebrato messe di requiem e la preghiera si è fatta ancora più intensa".

 
 02/05/2014    

Miti sulla Russia e altre manipolazioni svelate

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Presentiamo nella nostra sezione "Geopolitica ortodossa" dei documenti un trittico di articoli recenti di padre Andrew Phillips:

- Miti sulla Russia contemporanea è un colpo d'occhio su tutte le favole che ci propinano sulla Russia per distruggerne la credibilità, minando contemporaneamente l'immagine della Chiesa ortodossa.

- Il tortuoso sentiero della religione occidentale nel mondo globalizzato è un'analisi spietata del collasso di un tipo di cristianesimo che, per aver voluto allontanarsi dalle proprie radici ortodosse, deve auto-giustificare continuamente il proprio disfacimento interno... magari canonizzandone i responsabili.

- Un'Europa ucrainizzata? è un saggio che ci aiuta a capire come i drammi dell'Ucraina attuale (governi non rappresentativi, maggioranze in dissenso e non ascoltate, diritti di popoli interi calpestati, pesanti interferenze esterne) non sono poi tanto diversi da quelli dell'Unione Europea in generale, e richiamano a una scelta spirituale prima ancora che politica, economica, etnica o sociale.

 
 02/05/2014    

Monumento a san Vladimir vandalizzato a Kiev

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Da Pravoslavie.ru, 28 aprile 2014

Vandali non identificati hanno attaccato un monumento a bassorilievo di san Vladimiro, l'illuminatore della Rus' e orgoglio dei kievani. Il monumento è stato costruito meno di un anno fa sulle rive del fiume Dnepr, dove gli slavi della Rus' di Kiev furono battezzati nel 988, segnando l'inizio della civiltà cristiana nelle terre russe. Al tempo di san Vladimiro, prima della distruzione di Kiev da parte delle orde dei mongoli tartari, Kiev era il centro della civiltà slava russa. Il monumento a san Vladimiro, affettuosamente chiamato il "bel sole" dalla sua progenie spirituale russa, ucraina e bielorussa, è stato eretto in previsione della ricorrenza del 1025° anniversario del Battesimo della Rus'.

Il monumento prima del vandalismo

L’archimandrita Alipij (Svetlichnij) ha riferito l'accaduto sulla sua pagina Facebook.

Il volto del bassorilievo è stato mutilato, le mani recise, e la croce che teneva in mano è stata rotta.

"Le persone che odiano la nostra città e tutte le terre [ortodosse] ora hanno attaccato il santo pari agli apostoli, san Vladimiro, il "sole luminoso", ha scritto l'archimandrita Alipij il 24 aprile.

"Per il 1025° anniversario del Battesimo della Rus' (nell'estate del 2013!) un bassorilievo (opera dello scultore Aleksandr Morgatskij) del gran principe Vladimir e di san Giovanni Battista è stato eretto sulla riva del fiume presso il sito della Battesimo della Rus'.

"Era diventato il biglietto da visita di questo luogo santo sul Dnepr, e poteva essere visti dal fiume. Ornato con ornamenti e angeli, continuava letteralmente l'opera sacra del Battesimo.

«E adesso! Dategli uno sguardo lungo, ammiratelo, ucraini! Quanto odio per la santità deve covare una persona, per deridere in questo modo un'immagine così preziosa per la nostra gente!

"Per renderlo ancora più evidente, il principe teneva una croce in mano!

"Chi direbbe ora che la collera del gran principe di Kiev non è su di noi?"

 
 02/05/2014    

Rottura della comunione tra Antiochia e Gerusalemme

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Il 29 aprile, a Balamand, il Concilio dei vescovi del Patriarcato di Antiochia ha ratificato l'interruzione della comunione con il Patriarcato di Gerusalemme, a causa della mancata risoluzione della controversia relativa all'erezione di un'arcidiocesi dipendente da Gerusalemme in Qatar (area rivendicata dalla Chiesa antiochena). Questa decisione, oltre che a suscitare un vivo dibattito nel'Ortodossia araba e greca, potrà gettare un'ombra sul prossimo Sinodo inter-ortodosso, rimandandolo a dopo il 2016 oppure rendendo di fatto nulle tutte le sue decisioni (che devono essere prese all'unanimità da tutte le Chiese autcefale) finché non sarà composta la controversia dei diritti sul Golfo Persico.
 
 01/05/2014    

Il lavoro di un prete russo con i convertiti di lingua inglese

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Presentiamo nella sezione “Figure dell’Ortodossia contemporanea” un’intervista a padre Artemij Vladimirov, un prete di Mosca ben noto all’estero e con diversi legami con il mondo ortodosso di lingua inglese. Padre Artemij ha spesso contatti con i convertiti all’Ortodossia: ne discute il cammino e una serie di attitudini e cautele spirituali in un’intervista alla rivista The Road to Emmaus, riportata dal portale Pravoslavie.ru, in cui delinea chiaramente ciò che la Russia ha da offrire ai veri ricercatori di Dio.

 
 01/05/2014    

Intervista in inglese al ministro Lavrov

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Il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov ha rilasciato un'intervista a Russia Today, nella quale analizza con attenzione la duplicità degli atteggiamenti riguardanti la soluzione della questione ucraina, smontando con tranquillità e buon senso tutta la campagna mediatica che ha preso di mira la Russia negli ultimi due mesi, e delineando i veri problemi dell'Ucraina contemporanea. Ascoltando queste parole, c'è da augurarsi che anche chi non sa il russo abbia un'opportunità di capire gli eventi mondiali nella visione di un vero diplomatico di professione.

 
 30/04/2014    

A proposito di canonizzazioni affrettate e “politiche”: il caso di madre Maria (Skobtsova)

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

La canonizzazione dei papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II a Roma ha fatto sorgere numerose – anche se non molto reclamizzate – critiche all'interno del mondo cattolico romano. Le obiezioni si rivolgono più che altro all'eccessiva fretta dei procedimenti, soprattutto per quanto riguarda papa Giovanni Paolo II, e ai retroscena “politici” delle canonizzazioni. Molti saranno sorpresi di sapere che anche nella Chiesa ortodossa, proprio dieci anni fa, nel maggio 2004, si è avuto un caso analogo di canonizzazione affrettata (e non immune da sospetti di spinte politiche, per quanto ben più limitate), quando cinque membri dell'emigrazione russa in Francia, la più importante dei quali è senza dubbio madre Maria (Skobtsova, nella foto) sono stati annoverati tra i santi nell’Esarcato russo di Costantinopoli. Presentiamo un'analisi del caso delle canonizzazioni di Parigi del 2004 nella sezione “Confronti” dei documenti.

 
 30/04/2014    

Il defunto Grande Tipico

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Presentiamo nella sezione “Preghiera” dei documenti un articolo dell’arciprete Alexander Lebedeff apparso in una discussione in Internet nel lontano 1996, ma sempre attuale per far capire i disastri portati alla tradizione ortodossa dalla scriteriata introduzione del nuovo calendario nel 1923. Di fatto, il titolo del libro potrebbe far pensare che il Grande Tipico (il più importante libro di guida su come si celebrano le funzioni ortodosse) sia ormai morto e inutile. Non è così, grazie a Dio: il Grande Tipico è vivo e sta bene... purché possa essere fatto funzionare in armonia con il calendario ortodosso, mentre il nuovo calendario, purtroppo, ne rende una parte totalmente irrilevante e obbliga a periodici cambiamenti delle istruzioni liturgiche perché il libro continui ad avere senso.

 
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