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Il Blog del Parroco


 08/11/2018    

Intervista di Tudor Petcu a Thomas Brodehl

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

Il nostro amico Tudor Petcu ha intervistato Thomas Brodehl (nella foto), redattore del sito Orthodoxie in Deutschland, autore di una serie di articoli sui santi ortodossi in Germania e maestro di un coro ecclesiastico in lingua tedesca, sulle ragioni che ha un tedesco per scegliere l'Ortodossia. Il testo italiano dell'intervista è disponibile nella sezione “Figure dell’Ortodossia contemporanea” dei documenti.

 
 07/11/2018    

Tre punti di vista dall’Ortodossia greca sulla questione ucraina

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

Presentiamo le voci di tre personaggi influenti dell’Ortodossia greca sulla crisi dell’autocefalia ucraina.

1) Il metropolita Nikolaos di Mesogaia (a sinistra nella foto) ci offre una riflessione in russo e in italiano sul valore di contro-testimonianza ortodossa del conflitto, notando come solo un approccio di perdono e di riconciliazione possa garantire un’uscita indolore da questa crisi. Saremmo tentati di dargli pienamente ragione... non fosse che per la dinamica della crisi: quando qualcuno ti sfonda la casa e si mette a rubare adducendo come giustificazione che la casa è appartenuta per un certo tempo, secoli fa, a un suo antenato, e questo gli dà in diritto di fare quel che gli pare, servono a ben poco gli appelli al dialogo e alla riconciliazione, e sono più ragionevoli gli appelli alla polizia (o a un trattamento psichiatrico).

2) Da parte del metropolita Seraphim del Pireo (al centro nella foto), riportiamo in italiano il riassunto di una dichiarazione nella quale analizza i limiti dell’azione canonica condivisa dalle Chiese ortodosse sorelle, e conclude che Costantinopoli non ha alcun diritto di ricevere appelli dall'Ucraina, né di concederle unilateralmente  l'autocefalia

3) Gli stessi temi trattati dal metropolita Seraphim sono ripresi in maggior dettaglio dal protopresbitero Theodoros Zisis (a destra nella foto), che con grande integrità personale e accademica ci spiega in russo e in italiano le ragioni dell’illegalità del comportamento fanariota contemporaneo.

 
 07/11/2018    

Il Patriarcato di Mosca dubita della salute mentale dell'arcivescovo Job

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A volte, la realtà supera le nostre fantasie... non siamo stati solo noi, a prenderci bonariamente gioco l'altro ieri del "surrealismo ecclesiologico" dell'arcivescovo Job (Getcha, nella foto, in un momento particolarmente allucinato della sua intervista alla BBC del 2 novembre).

Ora, la strafottenza bonaria ha raggiunto i massimi livelli di rappresentanza del Patriarcato di Mosca, di solito estremamente attenti a non dare neppure l'ombra di un sospetto di mancanza di correttezza. Leggetevi in traduzione italiana ciò che ha scritto il segretario stampa del patriarca Kirill, padre Aleksandr Volkov, riguardo alla follia delle dichiarazioni di vladyka Job, e vi convincerete che le nostre affermazioni personali che leggete su questo blog sono spesso visioni moderate della realtà.

 
 06/11/2018    

Metropolita Luka di Zaporozh'e: Per me il Patriarcato di Costantinopoli non esiste più

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Il metropolita Luka (Kovalenko, nella foto), che conosciamo e stimiamo come amico della nostra parrocchia, è assieme al metropolita Onufrij di Kiev uno dei due soli membri ucraini del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa. Nella politica di caccia alle streghe che parla di “intrusioni russe in Ucraina”, è interessante notare come proprio il metropolita Luka abbia rappresentato una voce più dura di quella dei suoi confratelli russi contro le azioni del Patriarcato di Costantinopoli (se fosse stato per lui, la comunione con Costantinopoli sarebbe stata interrotta già in settembre, in risposta all’invio dei due esarchi, da lui definiti “piazzisti”). Leggiamo in russo e in italiano il testo dell’intervista senza mezzi termini da lui rilasciata al servizio ucraino della BBC.

 
 06/11/2018    

Vita pacifica e luoghi santi della Siria pre-bellica

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In questa galleria fotografica di Orthochristian.com, possiamo vedere le immagini del fotografo Vasilij Nesterenko, dal suo viaggio in Siria del 2010. Paragoniamo le immagini che vediamo con quello che ci è stato mostrato della Siria di questi anni, e preghiamo che la ricostruzione oggi in corso possa riportare a questo livello di vita, di dignità e di pacifica convivenza tra le fedi e le espressioni religiose del popolo siriano.

 
 05/11/2018    

L'arcivescovo Job e il "surrealismo ecclesiologico"

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La difesa della posizione del Patriarcato Ecumenico e del suo ruolo della crisi ucraina ha visto come protagonista mediatico la nostra vecchia conoscenza, l’arcivescovo Job (Getcha, nella foto), che tra le sue intervste degli ultimi giorni:

1 - Ha dichiarato che il nome della nuova Chiesa autocefala (non un patriarcato) che il Fanar sta imponendo sugli ortodossi ucraini sarà "Chiesa ortodossa in Ucraina" e non quello attuale di "Chiesa ortodossa ucraina", perché la Chiesa appartiene a Cristo, e non a uno stato.

Deve essere per questa giusta e sacrosanta lotta all'etnofiletismo che il Trono ecumenico si oppone da 48 anni all'autocefalia di una struttura chiamata "Chiesa ortodossa in America", togliendole il supporto dei greci etnici, degli ucraini etnici, dei carpato-russi etnici...

2 - Ha dichiarato che nessuna struttura ecclesiale dipendente da Mosca potrà da ora in poi rimanere in Ucraina, perché in Ucraina "non ci può essere alcuna ripetizione dello scenario dell'Estonia".

Dev'essere proprio perché la convivenza para-canonica (iniziata, guarda caso, dal Fanar) di due giurisdizioni ortodosse che pretendono la competenza esclusiva su un paese è una mostruosità ecclesiologica, che il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa nella Rus' (per usare una terminologia cara a vladyka Job) ha decretato il 15 ottobre a Minsk che "non ci sarà alcuna ripetizione dello scenario dell'Estonia".

3 - Ha dichiarato che dall'11 ottobre la Chiesa ortodossa ucraina ha cessato di esistere, e TUTTI i vescovi della Chiesa ortodossa ucraina sono ora chierici del Patriarcato ecumenico. Ha altresì dichiarato che non capisce perché essi dovrebbero preservare "il legame con il trono di Mosca", e suggerisce che lo facciano per mancanza di consapevolezza.

Richiamiamo l'attenzione di Vladyka Job sulla "mancanza di consapevolezza" delle diocesi di Poltava, Zaporozh'e, Kamenka, Krivoj Rog, Dnepropetrovsk, Odessa, Severodonetsk, Kirovograd, Kherson, Rovno, Tulchin, Voznesensk e Kharkov, che all'unanimità o alla quasi unanimità hanno dichiarato negli ultimi giorni il sostegno all'unica vera Chiesa canonica in Ucraina.

Da parte nostra, ci associamo ai commenti dell'arciprete Nikolaj Danilevich, direttore del Dipartimento degli esteri della Chiesa ortodossa ucraina, che definisce le recenti boutades mediatiche dell'arcivescovo Job con il nome molto appropriato di "surrealismo ecclesiologico", e quanto all'inesistenza da qualche settimana di una Chiesa ortodossa ucraina sotto Mosca, ha ricordato che a non esistere più da 565 anni è proprio Costantinopoli.

È triste, per noi, vedere un caro amico come vladyka Job ridursi a questo stato... capiamo le sofferenze di chi ha un familiare drogato. Non gli facciamo comunque mancare le nostre preghiere, anche se non possono essere quel tipo di supporto di cui il suo attuale “ultrabosforismo” avrebbe bisogno.

 
 05/11/2018    

La comunità di Cosenza compie un anno

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Riceviamo dal nostro confratello, padre Eugenio Miosi, e volentieri pubblichiamo:

Primo anniversario della comunità della Madre di Dio Kazanskaja a Cosenza. Il 4 novembre di un anno fa muovevamo i primi passi con la celebrazione di un Moleben alla Madre di Dio. Nonostante le difficoltà incontrate nel reperire dei locali per i servizi divini, la comunità ha resistito e si fortificata e consolidata. Insieme con l'instancabile padre Giovanni Capparelli speriamo di poter proseguire nel servizio a questa comunità e a tutti i nostri fedeli in terra di Calabria. Chiediamo le vostre preghiere!

 

 

 
 05/11/2018    

Un saluto da sua Grazia Ireney, vescovo di Richmond e dell'Europa occidentale

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dal sito della Chiesa ortodossa russa di Firenze

4 novembre 2018

Ai fedeli di Firenze!

Con amore dal cuore vi saluto tutti in questo giorno festivo dell'icona della Madre di Dio di Kazan'. Vivendo in un tempo di molte difficoltà, prego che vi rallegriate oggi nella protezione celeste della Santa Vergine, e nelle ricche benedizioni che il suo Figlio impartisce a tutti coloro che si aggrappano con fervore a lui. Oggi non sono in grado di essere con voi, ma vi ho inviato il nostro sacerdote anziano da Ginevra per festeggiare insieme a voi, per consegnare l'antimensio per i servizi divini in questa sacra chiesa e per estendere a voi tutti i miei saluti. Vi diamo il benvenuto nel nostro seno a braccia aperte e in questo momento difficile vi offriamo le nostre preghiere e il nostro amore. I vostri chierici sono stati ricevuti canonicamente nei ranghi della Chiesa ortodossa russa fuori dalla Russia, in modo che possano osservare i santi canoni e prendersi cura delle vostre anime nel pieno abbraccio della Chiesa, senza alcun ostacolo di scismi o dissensi. Non sono sotto alcuna proibizione: al contrario, sono ora completamente equipaggiati per servire senza paura, senza esitazione – per la gloria di Dio e per la salvezza di tutte le vostre anime. Vi incoraggio a rimanere forti nella vostra fede, gentili nello spirito, senza amarezza o giudizio verso nessuno nei vostri cuori. Il Signore stesso vi ha guidati lungo il sentiero della salvezza – non temete! Attraverso le nostre lotte, il Signore ci porta alla gioia; e io so che ha proprio questo in serbo per voi: gioia spirituale e celeste che il mondo non può portarvi via. Vi do il benvenuto con tutto il cuore nella nostra diocesi dell'Europa occidentale e attendo con ansia un'occasione in cui potrò visitarvi e pregare con voi. Fino a quel giorno, siate certi delle mie ferventi preghiere per tutti voi.

Con amore in Cristo,

+IRENEI

vescovo di Richmond e dell'Europa occidentale

 
 04/11/2018    

Il falso patriarca Filaret benedice un murale nazionalista con simbolismo nazista

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I commenti di padre Serafim Gan, che abbiamo presentato alcuni giorni fa, facevano un accenno a un’icona blasfema recentemente prodotta in Ucraina, a cui Matfey Shaheen ha dedicato un attento studio che ora vi presentiamo in traduzione italiana. Come tanti frutti dell’ucrainismo contemporaneo, che ormai da molti anni cerchiamo di spiegare ai nostri lettori, nulla ci stupisce (e tutto ci indigna) in questo contemporaneo abominio della desolazione che oggi il Patriarcato Ecumenico vuol essere tanto sconsiderato da far entrare nei luoghi santi.

 
 04/11/2018    

In memoriam: archimandrita Robert Taft, sj

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Il 2 novembre è stato annunciato il decesso di padre Robert Taft (nella foto), il gesuita irlandese-americano che ha fatto un enorme lavoro nello sviluppo della conoscenza del mondo liturgico ortodosso in Occidente. Abbiamo nominato più volte padre Robert (a cui ci legavano conoscenze comuni) sul nostro sito, e abbiamo pubblicato anche una sua intervista, che lasciamo come tributo alla sua personalità, augurandogli un sereno “grande ingresso” nella Liturgia celeste di cui si è tanto adoperato a studiare i riflessi sulla terra.

 
 03/11/2018    

Vescovo Irenei (Steenberg): primato e identità

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La crisi dell’autocefalia ucraina (come la precedente crisi estone e molti altri momenti di simile tensione) hanno radici teologiche in una concezione del primato del Patriarcato di Costantinopoli, che – per dirla in modo semplice – si situa qualche tacca al di sotto di una corretta ecclesiologia ortodossa. Per cercare invece una formulazione più seria di tali obiezioni, lasciamo la parola al vescovo Irenei (Steenberg, nella foto) della ROCOR, che analizza attentamente e smonta con precisione le recenti pretese primaziali provenienti dai circoli teologici fanarioti. Presentiamo il suo saggio in traduzione italiana nella sezione “Confronti” dei documenti.

 
 03/11/2018    

Arciprete Vladimir Shmalij: C'è vita dopo il "nuovo grande scisma"

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L’arciprete Vladimir Shmalij (nella foto) delinea i possibili corsi d’azione dopo la rottura tra Mosca e Costantinopoli, evidenziando le possibili conseguenze di un corso d’azione drastico e intransigente, e di uno dialogico e diplomatico. Presentiamo le considerazioni di padre Vladimir in russo e in italiano nella sezione “Confronti” dei documenti.

 
 03/11/2018    

Il primate della Chiesa russa ha rivelato i dettagli di un incontro con il patriarca Bartolomeo

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Per la prima volta sono stati rivelati da parte moscovita, e possiamo leggerli in russo e in italiano, alcuni retroscena del dialogo a porte chiuse che ha avuto luogo nel corso dell’ultimo incontro tra i patriarchi Kirill e Bartolomeo al Fanar.

 
 02/11/2018    

La chiesa russa di Firenze è passata da Costantinopoli alla ROCOR

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Quando la settimana scorsa abbiamo dato la notizia del primo sacerdote del Patriarcato Ecumenico passato alla ROCOR in seguito alla crisi ucraina, abbiamo accennato al fatto che “questo potrebbe non rimanere un episodio isolato”: curiosamente, il primo passaggio di un’intera parrocchia non si è fatto attendere, e ha riguardato non solo una chiesa qui in Italia, ma la chiesa russa che è stata nei decenni il simbolo di Rue Daru nel nostro paese: la parrocchia della Natività di Cristo e di san Nicola il Taumaturgo a Firenze (nella foto). Possiamo leggere in russo e in italiano la dinamica dei fatti, oltre ai commenti del parroco, l’arciprete Georgij Blatinskij, che la dicono lunga sui sentimenti dei fedeli “di tradizione russa” del Patriarcato di Costantinopoli. Nel frattempo, abbiamo avuto notizie di altre defezioni “eccellenti” dal Patriarcato Ecumenico in Italia, di cui potremo parlare non appena ci giungerà conferma.

 
 02/11/2018    

Festa di san Giovanni di Kronstadt a Castrovillari

  Pubblicato : Padre Ambrogio / Vedi >  Apri la notizia del blog
 

Dal blog Arberia ortodossa apprendiamo con piacere del successo della festa patronale della parrocchia di san Giovanni di Kronstadt a Castrovillari, culminata in una Divina Liturgia concelebrata dai nostri confratelli, i sacerdoti Giovanni Capparelli ed Eugenio Miosi. Ci uniamo alla loro gioia, e ricordiamo a chiunque voglia obiettare parlando di comunità piccole o poco numerose che radunare oltre una ventina di fedeli in una cittadina della Calabria equivale a radunarne oltre duecento in una grande metropoli. Chi è stato fedele nel piccolo non avrà solo potestà su molto secondo la promessa del Signore, ma anche, per quel che può valere, la nostra più profonda stima e ammirazione.

 
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