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 16/02/2014    

Arcivescovo Antonij di Borispol: Un sacerdote dovrebbe conoscere le opere dei grandi scrittori e poeti

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Presentiamo nella sezione “Figure dell’Ortodossia contmporanea” dei documenti l’originale russo e la traduzione italiana dell’intervista fatta da Olga Bogdanova de "Il giorno di Tatiana" all’arcivescovo Antonij (Pakanich) di Borispol, cancelliere della Chiesa ortodossa ucraina e rettore delle scuole teologiche di Kiev. Vladyka Antonij (che abbiamo avuto il piacere di avere ospite in Italia alcuni anni fa) è anche membro del consiglio di fondazione del Premio letterario patriarcale. Partendo dalla domanda sul perché la Chiesa dovrebbe prendere parte attiva ai premi letterari, l’intervista si snoda sui temi del valore della letteratura di qualità e del suo posto nella formazione e nella vita di un pastore di anime.

 
 15/02/2014    

Gli effetti del papismo: un esempio corale

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 
Ecco la voce di un coro ucraino:
 
 
Ed ecco la voce di un coro ucraino che ha abbracciato il papismo:
 
 
Questo paragone, fatto da padre John Whiteford in un recente post del suo blog, ha aspetti amaramente ironici, ma richiama anche a una considerazione seria: il bene, il bello e il vero sono connessi.
 
Il coro nel secondo video non è un cattivo coro. In realtà è un coro abbastanza buono, che esegue musica orribile. Dal Concilio Vaticano II, la Chiesa cattolica romana si è mossa sempre più nella direzione del brutto e del cattivo, in proporzione diretta a quanto si è spostata lontano dal vero. Questo non significa che non ci sono buoni cori cattolici, o belle chiese cattoliche... proprio come la maggior parte di ciò che la Chiesa cattolica romana insegna ufficialmente è ancora la verità. Tuttavia, la sua traiettoria negli ultimi 50 anni non è stata in una buona direzione.
 
 15/02/2014    

Punti in comune tra islam e cristianesimo occidentale

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Spesso si pensa che quello ortodosso è il cristianesimo che capisce meglio l’islam, per il fatto di avervi convissuto più a lungo; se questo è vero per diverse espressioni di fede e di pietà (che dopo tutto l’islam ha mediato fino a un certo punto dai paesi cristiani ortodossi invasi nel corso della sua prima espansione), non sempre islam e cristianesimo ortodosso sono affini per principi teologici tanto quanto lo sono l’islam e le diverse forme del cristianesimo occidentale. L’enfasi sull'essenza di Dio a discapito della persona e la centralità della rivelazione scritturale sono due punti in cui cattolici e protestanti sono molto più vicini all’islam di quanto lo siano al cristianesimo ortodosso. Il metropolita Hierotheos di Nafpaktos (nella foto) esamina il tema (pur brevemente e limitandosi solo ai punti più importanti di teologia dogmatica), in un saggio che presentiamo in traduzione italiana nella sezione “Confronti” dei documenti.

 
 14/02/2014    

La restaurazione della Chiesa ortodossa russa

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Il tema della restaurazione della Chiesa della Rus’ ci farà ancora compagnia per tutto il tempo delle nostre vite... il patriarca Kirill ci ricorda che solo per riaprire le chiese e i monasteri distrutti in Russia in 70 anni di regime rivoluzionario, occorreranno ancora 100 anni se si procede al ritmo attuale (e il ritmo è impressionante, con una media di oltre 1000 chiese riaperte ogni anno!)

Tutti quelli che ci pensano si rendono conto, tuttavia, che la restaurazione non è solo un’operazione di un passato ormai non più duplicabile; occorrerà anzi prendere misure adeguate per non cadere in altre forme di degenerazione. Padre Andrew Phillips elenca cinque settori di riflessione nel processo della restaurazione: un governo patriarcale (tradizionale), la libertà, l’indipendenza finanziaria, l’istruzione, la cultura ecclesiale. Presentiamo le riflessioni di padre Andrew nella sezione “Pastorale” dei documenti.

Poiché il discorso della restaurazione della Rus’ è legato in molti punti al dibattito sull’opportunità della restaurazione della monarchia, abbiamo tradotto una voce a proposito nell’intervista alla granduchessa Maria Romanova pubblicata da Rossijskaja Gazeta il 21 febbraio 2013, che presentiamo nella sezione “Figure dell’Ortodossia contemporanea” dei documenti. Senza addentrarci sulla questione controversa di chi oggi rappresenti di fatto la casata dei Romanov, notiamo che la granduchessa Maria Vladimirovna ritiene assoluta priorità, prima ancora di presentare qualsiasi proposta di governo, la restituzione di chiese, monasteri e locali di culto sottratti dallo stato sovietico alle comunità di credenti di ogni confessione.

 
 14/02/2014    

Il presidente della Repubblica di Macedonia incontra il patriarca Kirill

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 
Il 9 febbraio 2014, come riportato dal sito del dipartimento degli affari ecclesiastici esterni del patriarcato di Mosca, il patriarca Kirill ha avuto un incontro con il presidente della Repubblica di Macedonia, Gjorge Ivanov. Tra i diversi argomenti trattati all'incontro (tra cui il supporto fraterno tra popoli ortodossi, le mutue visite e pellegrinaggi, e i quasi cinquantamila russi che abitano nella Repubblica di Macedonia) si è parlato della situazione dell'Ortodossia in Macedonia. Secondo sua Santità, il ristabilimento dello status canonico della Chiesa ortodossa macedone sarà un fattore essenziale per preservare l'identità nazionale, culturale e religiosa del paese. Perciò, è importante risolvere questo problema attraverso il dialogo fraterno con la Chiesa ortodossa serba.
Non è la prima volta, e non è da poco tempo, che il Patriarcato di Mosca insiste sull'urgenza della risoluzione dello stallo che sta tenendo la maggioranza della popolazione ortodossa del paese al di fuori della comunione ortodossa. Speriamo e preghiamo che i suoi appelli non restino inascoltati.
 
 
 13/02/2014    

Una monaca e un homeless: gli eroi dei nostri giorni

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 
"La monaca Ljudmila (Prjashnikova) è morta come un eroe, come un soldato sulla linea del fronte... si è sforzata di non permettere all'uccisore di violare i nostri luoghi santi" - Il patriarca Kirill sulla sparatoria a Juzhno-Sakhalinsk
 
Mentre arrivano ulteriori notizie sulla sparatoria nella cattedrale di Juzhno-Sakhalinsk, siamo in grado di capire qualcosa di più del carattere delle due vittime. Madre Ljudmila (Prjashnikova) non ha lasciato il suo posto in chiesa all'inizio dell'assalto, pur aiutando gli altri a uscire; ha conservato abbastanza sangue freddo per chiamare la polizia, e quando l'assalitore le ha sparato alla testa, non ha neppure cercato di coprirsi con le mani.
L'identità della seconda vittima non è stata resa pubblica per un paio di giorni, verosimilmente perché la sua identificazione ha richiesto un supplemento di indagine. Si tratta di Vladimir Zaporozhets, il trentacinquenne senzatetto che era abituato a passare giorni interi alla porta della chiesa, chiedendo l'elemosina. Quando ha sentito gli spari all'interno, pur essendo fuori pericolo, è accorso dentro per difendere la chiesa, ed è stato l'unico che ha cercato di disarmare l'aggressore, per ben due volte, ricevendo in entrambi i casi ferite, l'ultima fatale.
La lingua russa ha un termine perfetto per definire questo tipo di atteggiamenti: podvig, di cui l'italiano "eroismo" non costituisce che una sfumatura. Forse si aprirà un processo di canonizzazione... Speriamo in ogni caso che l'esempio di Vladimir Zaporozhets ci spinga a riconsiderare il valore delle persone senza fissa dimora.
 
     
L'arcivescovo Tikhon celebra il funerale di madre Ljudmila e di Vladimir nella cattedrale riconsacrata
L'icona della Madre di Dio sull'iconostasi sostituisce quella danneggiata dalle fucilate nell'attentato
 
 
 
 13/02/2014    

La lunga storia della Russia con il cristianesimo ortodosso

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Partendo dai dati sulle olimpiadi di Sochi presentati dai media americani, e farciti di disprezzo per la Russia, la sua Chiesa e la sua moralità, un prete ortodosso americano, padre John Parker, ha scritto una riflessione che è stata riportata sul portale Pravmir, e che analizza con lucidità ciò che la millenaria storia cristiana della Russia potrebbe insegnare alle nazioni più giovani, come la sua: la riflessione di padre John, che presentiamo nella sezione “Figure dell’Ortodossia contemporanea” dei documenti, ricorda alla luce dell’esperienza dell’Ortodossia russa i modelli “olimpici” a cui fa cenno san Paolo.

 
 12/02/2014    

"Patriottismo ordinario": intervista ai monaci pacificatori di Kiev

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

In questi giorni, hanno fatto il giro del mondo le foto dei monaci di Kiev che sono riusciti a fermare le sommosse di piazza interponendosi tra la polizia e i manifestanti. Il 30 gennaio, Lado Gegechkori ci ha portati a conscerli di persona, intervistando per il sito Pravoslavie v Ukraini due dei protagonisti della vicenda, lo ieromonaco Melkhisedek (Gordenko) e il monaco Gabriel (Kairasov); presentiamo il testo russo dell’intervista e la nostra traduzione italiana nella sezione “Testimoni dell’Ortodossia” dei documenti.

 
 12/02/2014    

Il metropolita Ilarion sulle dichiarazioni dei metropoliti di Costantinopoli

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Il 7 febbraio, il metropolita Ilarion (Alfeev) di Volokolamsk ha rilasciato al portale Pravoslavie.ru un’intervista con alcune risposte alle recenti dichiarazioni dei metropoliti Atanasio ed Elpidoforo del Patriarcato ecumenico. Con tono pacato, senza farsi trascinare in polemiche di governo ecclesiale ortodosso, il metropolita Ilarion ribatte la posizione del Patriarcato di Mosca come affermazione della tradizionale ecclesiologia ortodossa, e nulla più.

Su questo blog, proprio un mese fa (post dell’11 gennaio 2014), scrivevamo che il documento ecclesiologico del metropolita Elpidoforo, Primus sine paribus, è "una capitolazione al principio primaziale romano in chiave esteriormente ortodossa". Ci fa piacere sentire il metropolita Ilarion, nell’ultima delle risposte dell’intervista, esprimersi in termini del tutto analoghi: segno che anche noi, dal punto di vista di un semplice osservatorio parrocchiale, non avevamo proprio colto fuori dal segno...

Presentiamo l’intervista al metropolita Ilarion nell’originale russo e in traduzione italiana nella sezione “Figure dell’Ortodossia contemporanea” dei documenti.

 
 12/02/2014    

Il metropolita Rastislav intronizzato a Prešov il 9 febbraio

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 
 
Domenica 9 Febbraio, nella chiesa di sant'Aleksandr Nevskij a Prešov (Slovacchia) il metropolita Rastislav (Gont) è stato intronizzato come nuovo primo ierarca della Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e della Slovacchia. Alla Liturgia hanno partecipato le delegazioni delle Chiese di Antiochia, della Rus', della Grecia, della Polonia e dell'America.
Il nuovo metropolita ha tratteggiato la sua responsabilità con una particolare enfasi sullo sviluppo di un impegno sociale della Chiesa: "La vita di ogni uomo è necessariamente intrecciata di preoccupazioni e tribolazioni. Questo non ci deve scoraggiare dall'amore attivo per chiunque ne abbia bisogno. Il nostro dovere cristiano è di prenderci cura di malati, orfani, poveri, disabili, anziani, prigionieri, senzatetto - in una parola, di tutti quelli a cui siamo in grado di portare speranza. Oggetto del nostro interesse particolare dovrebbero essere le famiglia e la gioventù, che attualmente hanno una necessità particolarmente urgente di guida spirituale". 
Un ringraziamento particolare è stato fatto al patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, nonostante la sua decisione di non inviare alla cerimonia rappresentanti del Patriarcato Ecumenico: "lo ringraziamo per il suo amore paterno e un sincero interesse per ciò che sta accadendo nella nostra Chiesa locale, che ha subito senza dubbio momenti difficili e inquieti".
Per la cronaca fotografica dell'evento, rimandiamo al sito del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne  del patriarcato di Mosca e al sito della Chiesa ortodossa in Slovacchia.
 
 11/02/2014    

Le radici dell'iconografia ortodossa nel cristianesimo primitivo

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Dopo aver tradotto sul nostro sito un articolo sulla Liturgia eucaristica nelle antiche chiese domestiche (da oggi disponibile anche in versione romena), presentiamo nella sezione “Confronti” dei documenti due altri articoli dalla stessa fonte, che esaminano più in dettaglio l'iconografia cristiana nelle testimonianze più antiche: il primo articolo è dedicato all'iconografia di quelle stesse chiese domestiche, in particolare la chiesa di Dura Europos in Siria; il secondo articolo analizza i ritratti funerari egizi del Fayyum e nota come l'iconografia cristiana procede in modo del tutto naturale da ritratti ampiamente diffusi ai tempi di Cristo.

 
 11/02/2014    

La Chiesa ortodossa greca tra ortodossia e liberalismo

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 
Segnaliamo un articolo sulla Chiesa ortodossa della Grecia, apparso il 18 ottobre 2013 sul magazine "Mondogreco.net", e riportato sul Blog per appunti, che tratta di diverse materie relative alla Grecia. L'articolo è scritto con competenza giornalistica (anche se un po' troppo legato a temi di scandali contemporanei per presentare un quadro obiettivo) e può aiutare il lettore italiano a capire la complessità degli equilibri che coinvolgono la Chiesa greca in ogni evento della gestione dello Stato.
 
 11/02/2014    

La sparatoria nella chiesa di Sakhalin è a dir poco sconvolgente

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 
di Ajay Kamalakaran, Russia Beyond the Headlines, 10 febbraio 2014
La città dell'isola russa in Estremo Oriente, ricca di petrolio e gas, è l'ultimo posto sulla terra dove ci si sarebbe aspettato il tipo di sparatoria così tanto comune negli Stati Uniti.
L'incidente ha lasciato la città di 200.000 abitanti in stato di shock. Foto: ITAR-TASS
Juzhno-Sakhalinsk, il centro amministrativo della regione di Sakhalin in Russia, domenica ha fatto notizia nel mondo per le ragioni sbagliate. Stepan Komarov, 24 anni, guardia di sicurezza che lavora per una banca, è entrato nella principale cattedrale ortodossa con un fucile e ha aperto il fuoco, uccidendo 2 persone e ferendone 6, un incidente che ha lasciato la città di 200.000 abitanti in stato di shock.
È opinione diffusa che l'uomo sia malato di mente, ma l'obiettivo può non essere stato scelto a caso. Il motivo dell'assalitore, secondo un rapporto su un portale di Sakhalin, che ha citato un sacerdote locale, era l'odio per i cristiani. Komarov, che il sito definisce un "neo-pagano", è presumibilmente entrato in chiesa e ha costretto quelli che erano dentro a inginocchiarsi prima di sparare contro di loro. Le sue vittime sono state una monaca e un parrocchiano di 35 anni. Un prete ortodosso di Sakhalin ha inoltre affermato che Komarov ha fatto minacce alla chiesa attraverso i social media. Al momento in cui l'uomo armato ha raggiunto la chiesa, la maggior parte dei parrocchiani era già partita. Se fosse arrivato anche mezz'ora prima, più vite sarebbero state a rischio. La chiesa è a poche centinaia di metri dal parco Gagarin, il parco centrale della città che è una destinazione popolare per le famiglie nei fine settimana.
'Juzhno' è una casa lontano da casa per me, e i miei legami con la città risalgono al tempo in cui mi sono trasferito lì nel 2003. Nel corso degli anni, ho visto come è stata trasformata da un luogo tranquillo, che non era certo diverso da molte città in decomposizione nell'estremo Oriente russo, in una città ricca, attirando immigrati da tutta la regione. Non ho dati a sostegno, ma Juzhno ha più jeep a quattro ruote motrici pro capite di qualsiasi altra città in Russia. Non so di una famiglia che non possieda due auto, e gli ingorghi, una cosa inaudita dieci anni fa, sono comuni in città.
La disoccupazione a Sakhalin è bassa proprio a partire dalla metà dello scorso decennio, ma come tutte le storie di boom economico, alcune persone sono state lasciate fuori. Coloro che non sono stati in grado di raccogliere i frutti del boom del petrolio e del gas hanno sempre cercato capri espiatori. Molte delle guardie di sicurezza sull'isola, come Stepan Komarov, portano le cicatrici del nonnismo, una cosa comune in un esercito di coscritti. Visti i tabù nel paese quando si tratta di cercare un aiuto professionale per problemi psicologici, può essere stato solo un incidente che aspettava di comparire.
Ho avuto anch'io il mio scontro con una guardia di sicurezza frustrata undici anni fa a Juzhno. Ero con alcuni amici in un negozio all'angolo di una strada, e stavo acquistando cibo e vino, quando un uomo ubriaco è entrato e mi ha gridato oscenità anti-americane in inglese. Era un momento in cui la controversia sul pattinaggio artistico alle olimpiadi invernali del 2002 a Salt Lake City era ancora fresca nella mente della gente. Il presupposto era che uno straniero che parla inglese deve essere per forza americano. Quando un amico ha cercato di tranquillizzare l'uomo in divisa da guardia di sicurezza e di dirgli che ero un indiano e avevo il massimo rispetto per la Russia e la sua cultura, l'uomo ha modificato le oscenità indirizzandole verso gli indiani. Una ragazza che era con noi ha insultato l'uomo nel modo peggiore con cui si può insultare qualcuno in russo (e credetemi, ci sono diversi gradi di insulti in quel ricco linguaggio).
Mentre lasciavamo il negozio, l'uomo è venuto fuori e ha schiaffeggiato la ragazza e ha detto che se questa fosse stata la Cecenia lui l'avrebbe uccisa. Aveva dei sostenitori, e l'unico modo per uscire illesi da quella situazione è stato di mettersi a parlare. La guardia di sicurezza ha quindi espresso le sue frustrazioni sul servizio nella lontana repubblica interna russa e su come non avevano avuto alcun rispetto per i suoi sacrifici per la nazione. Anche se non ha chiesto scusa alla ragazza, il suo tono e le parole indicavano che stava cercando di farsi perdonare per aver dato avvio a una zuffa.
I rapporti indicano che Komarov era ubriaco al momento dell'incidente di ieri. Non è chiaro se il giovane aveva precedenti penali o se era stato fatto un adeguato controllo dei precedenti prima della sua assunzione. L'industria della sicurezza privata in Russia è completamente autorizzata e fortemente regolamentata. Una licenza di guardia di sicurezza può essere ottenuta solo dopo aver completato un programma di formazione gestito dal governo che dura quattro settimane. Questo è in aggiunta alla formazione in aula e alla pratica, nonché a test medici e, cosa più importante, psicologici.
Ottenere un porto d'armi è molto difficile in Russia, e anche se questa sparatoria e quella dell'ultima settimana a Mosca hanno attirato un sacco di attenzione, si può solo sperare che questi siano episodi isolati in un vasto ed enorme paese. Tuttavia ci vorrà del tempo prima che lo shock di questo incidente svanisca a Juzhno - Sakhalinsk, una città relativamente pacifica e prospera, dove questo tipo di incidente sarebbe stato inimmaginabile fino a domenica.
 
 10/02/2014    

VIDEO – Eremiti dei nostri tempi

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 

Presentiamo nella sezione “Testimoni dell’Ortodossia” un video da YouTube della fine degli anni ’90, ma davvero al di fuori del tempo: una serie di interviste in romeno con sottotitoli in inglese (e con la nostra trascrizione in italiano) riguardo alla presenza di eremiti sulle montagne della Romania. Le testimonianze, soprattutto quella di un vero eremita del monte Tarcău, sono di un certo interesse, e aiutano a capire come una persona che vive in solitudine e in preghiera ha davvero la forza di cambiare la società.

 
 10/02/2014    

Assassinio nella cattedrale

  Pubblicato: Padre Ambrogio / Vedi >  Deschide vestea din blog
 
 
No, purtroppo questo non è il noto dramma teatrale di T. S. Eliot. Si tratta di una notizia di cronaca nera che ha funestato la Chiesa ortodossa proprio alla domenica dei santi nuovi martiri e confessori della Rus': con le parole "Assassinio nella cattedrale", il sito della diocesi di Juzhno-Sakhalinsk e delle isole Curili annuncia che ieri 9 febbraio, alle due del pomeriggio, un uomo armato ha fatto irruzione e ha sparato diversi colpi nella cattedrale della Risurrezione di Cristo a Juzhno-Sakhalinsk (nella foto). Nella sparatoria hanno perso la vita la monaca Ljudmila (al secolo Olga Prjashnikova) al servizio nella cattedrale, e un'altro parrocchiano, che hanno cercato di proteggere i fedeli. Altri sei fedeli sono rimasti feriti. L'uccisore, venticinquenne guardia di sicurezza di un'agenzia privata, è stato arrestato sul posto, dopo aver motivato il suo gesto con grida di odio verso i cristiani e la Chiesa.
 
Qui il video con la testimonianza dell'arcivescovo Tikhon e i due articoli di Lifenews, il primo con l'intervista telefonica al rettore della cattedrale, l'arciprete Viktor Gorbach, e il secondo con altri dati sulla storia della monaca Ljudmila, che aveva preso i voti solo alla fine dello scorso anno, dopo essere venuta a sostenere il figlio sacerdote, assegnato due anni fa all'opera pastorale presso la popolazione locale.
 
Il patriarca Kirill ha offerto preghiere per i defunti a Juzhno-Sakhalinsk nella cattedrale della Dormizione del Cremlino di Mosca, al Vespro tenuto poche ore dopo l'attentato.
 
Non c'è amore più grande che dare la vita per i propri amici (Gv 15:13)
Monaca Ljudmila: eterna memoria!
 
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