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 09/02/2014    

"Mamao chveno": il Padre Nostro in georgiano

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Stanno aumentando in Italia le comunità della Chiesa ortodossa georgiana, anche se per il momento sono rari i contatti tra queste comunità e le parrocchie ortodosse già esistenti; di questi contatti, ben poco è pubblicato in rete, con la lodevole eccezione delle news della nostra parrocchia di Napoli.
Solo un mese fa abbiamo avuto la possibilità di invitare l'igumeno Kirion (Machaidze), che si occupa della pastorale degli ortodossi georgiani in Lombardia e in Piemonte, a visitare la nostra chiesa.
Come primo passo di reciproca familiarizzazione, vogliamo presentare il canto del Padre Nostro in georgiano ("Mamao chveno": il georgiano è l'unica lingua europea in cui padre si dice "mama"), con la relativa traslitterazione e traduzione italiana.
 
მამაო ჩვენო / mamao chveno / padre nostro
 
მამაო ჩვენო, რომელი ხარ ცათა შინა,
mamao chveno, romeli khar tsata shina,
Padre nostro, che sei nei cieli,
წმინდა იყავნ სახელი შენი,
tsminda iqavn sakheli sheni,
sia santificato il tuo nome,
მოვედინ სუფება შენი,
movedin supeva sheni,
venga il tuo regno,
იყავნ ნება შენი, ვითარცა ცათა შინა, ეგრეცა ქვეყანასა ზედა.
iqavn neba sheni, vitartsa tsata shina, egretsa kveqanasa zeda.
sia fatta la tua volontà, come nei cieli, così sulla terra.
პური ჩვენი არსობისა მომეც ჩვენ დღეს
puri chveni arsobisa momets chven dghes
dacci oggi il nostro pane quotidiano
და მომიტევენ ჩვენ თანანადებნი ჩვენნი,
da momiteven chven tananadebni chvenni,
e rimetti a noi i nostri debiti,
ვითარცა ჩვენ მივუტევებთ თანამდებთა მათ ჩვენთა,
vitartsa chven mivutevebt tanamdebta mat chventa,
così come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
და ნუ შემიყვანებ ჩვენ განსაცდელსა,
da nu shemiqvaneb chven gansatsdelsa,
e non indurci in tentazione,
არამედ მიხსნენ ჩვენ ბოროტისაგან,
aramed mikhsnen chven borotisagan,
ma liberaci dal maligno,
რამეთუ შენი არს სუფევა, ძალი და დიდება,
ramethu sheni ars supheva, dzali da dideba,
poiché tuo è il regno, la potenza e la gloria,
სახელითა მამისა და ძისა და სულიწმიდისა,
sakhelitha mamisa da dzisa da sulitsmidisa,
del Padre, del Figlio e del santo Spirito,
აწ და მარადის და უკუნითი უკუნისამდე. 
ats da maradis da ukunithi ukunisamde.
ora e sempre e nei secoli dei secoli.
ამინ. - amin. / amen.
 
 09/02/2014    

La delusione spirituale

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In una pagina del suo blog Orthodox Way of Life, il diacono ortodosso americano charles Joiner parla del fenomeno della delusione spirituale (in russo прелесть - prelest', in greco πλάνη - plani) in un modo che è al tempo stesso un avvertimento sul cammino spirituale, che tutti faremo bene a prendere in considerazione, e una sincera confessione personale, in quanto fu proprio un'esperienza di delusione personale nella sua crescita di cristiano a portarlo verso l'Ortodossia. Presentiamo l'articolo sulla delusione spirituale nella sezione "Ortoprassi" dei documenti
 
 
 09/02/2014    

Vescovo scismatico russo torna a far danni in Italia

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È annunciato per l’11 febbraio l’inizio della visita in Italia dell’arcivescovo Andrej (Maklakov) di Pavlovsk, della “Chiesa Ortodossa Russa Autonoma”, a cui “parrocchie e fedeli” (opportunamente non citate per nome e soprattutto per numeri) hanno chiesto protezione canonica.

I lettori curiosi potranno chiedersi chi siano le parrocchie e i fedeli. Per ora, presentiamo il curriculum di esemplare coerenza ecclesiale di questo vescovo:

Mikhail Maklakov (nome russificato, l'originale è Michael McLaughlin), nato nel 1953 negli USA in una famiglia cattolica, è entrato a 14 anni nel seminario minore dei Carmelitani. Passato alla Chiesa greco-cattolica ucraina, nel 1973 ha studiato per un anno presso una delle università pontificie di Roma. Nel 1975 è entrato a far parte della ROCOR ed è stato ri-battezzato al monastero della Santissima Trinità a Jordanville. Sposatosi con l’americana Susanna Dickinson e terminato il servizio militare, nell’agosto 1982 è stato ordinato diacono dal vescovo Gregory (Grabbe) e sacerdote dal metropolita Filaret (Voznesensky). Dopo aver servito alla cattedrale dell’Ascensione a Glen Cove (New York) nel 1984 è stato elevato al rango di arciprete e assegnato alla parrocchia di san Nicola a Roma. Qui la sua posizione di rigorismo anti-ecumenista e altri problemi materiali (furti di icone) sono stati la causa della sua collisione con i fedeli, e del passaggio della parrocchia di san Nicola a Roma dalla ROCOR all’Esarcato russo di Costantinopoli. Trasferito a Copenhagen, nel 1986 ha lasciato la giurisdizione della Chiesa Russa all’Estero e si è unito al sinodo “matteita” dei veri cristiani ortodossi di Grecia. Nel 1999 è stato lasciato dalla moglie e dalle figlie. Nel 2003 è entrato a far parte della “Chiesa Ortodossa Russa Autonoma” di Valentin (Rusantsov), dove ha preso i voti da monaco nel 2004 con il nome di Andrej (lo ha tonsurato l' "arcivescovo Gregory del Colorado", poco prima di essere deposto dal sinodo della "Chiesa Ortodossa Russa Autonoma”), ed è “vescovo” dal 2006, con competenza per le parrocchie estere.

Con l’arrivo della “Chiesa ortodossa russa autonoma”, di cui certamente sentivamo tutti la mancanza in Italia, torneremo a sentire sproloqui sul “sergianismo” e la consueta bordata di attacchi all’ecumenismo, non importa come quest’ultimo sia definito, non importa se accuse vere o false, non importa se notizie fresche di stampa o riesumate dai cestini della carta straccia della storia. A qualche appiglio ci si deve pur attaccare, per potersi atteggiare a “veri” ortodossi al di fuori della Chiesa ortodossa!

 
 08/02/2014    

Patriarca di Mosca e di... che cosa?

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Séraphin Rehbinder (nella foto), il presidente dell'associazione OLTR (Movimento per un'Ortodossia locale di traizione russa in Europa occidentale), nel suo editoriale del 5 gennaio 2014 ci spiega il titolo del patriarca di Mosca. Ecco il testo dell'editoriale:
Il primate della Chiesa russa ha il titolo di patriarca di Mosca "и всея Руси". In traduzione, questo diventa spesso patriarca di Mosca "e di tutta la Russia" o "e di tutte le Russie".
La prima traduzione è chiaramente sbagliata e la seconda non è molto comprensibile per chi non conosce la storia della Russia.
In realtà, la traduzione corretta sarebbe "e di tutta la Rus' (Pусь)". Ma che cosa significa esattamente?
La Rus' era lo stato medievale che riuniva intorno ai principi variaghi (noti anche come vichinghi o normanni), le terre tra la Scandinavia e quelle che si trovavano nell'orbita di Costantinopoli. Questo nome è stato sempre usato per designare questi territori. Nel X secolo, il principe Vladimir ha unificato sotto di sé le terre della Rus' e ha dato inizio al battesimo del suo popolo. Costantinopoli ha iniziato, quindi, a inviare un metropolita a Kiev, la capitale di questo stato. Il metropolita di Kiev divenne abbastanza rapidamente il primate di una grande chiesa con molti vescovi. Tuttavia, secondo le usanze del tempo, il principato non passava al figlio maggiore alla morte del principe, ma era diviso tra i figli. Così, questo insieme si frazionò in seguito in diversi principati che si facevano guerra tra loro. Dal XII secolo, il metropolita di Kiev fu gratificato dell'aggiunta del titolo "e di tutta la Rus' ", perché rappresentava l'unica istituzione che si estendeva su tutte queste terre. Va notato che a causa del declino di Kiev, prese residenza per un certo tempo a Vladimir, e poi a Mosca, pur mantenendo il suo titolo di metropolita di Kiev ancora per molti anni prima di diventare metropolita di Mosca.
La traduzione "di tutte le Russie" deriva dagli appellativi "Piccola Russia", ora Ucraina, "Russia Bianca", ora Bielorussia (Belarus'), e "Grande Russia", ora Russia. L'origine di questi nomi risale al periodo bizantino, ed erano ancora nomi comunemente utilizzati prima della rivoluzione russa. Dal 1654, i sovrani moscoviti hanno portato il titolo di "Tsar di tutte le Russie, la grande, la piccola e la bianca".
In ogni caso, il patriarca di Mosca era tradizionalmente chiamato a essere il primate di tutte le terre della Rus', a prescindere dalla organizzazione politica di quelle terre. Fu solo per brevi periodi che queste furono suddivise in una metropolia di Mosca e un'altra di Kiev, per motivi politici.
Attualmente, le Chiese di Bielorussia e Ucraina, che sono sotto la giurisdizione del patriarca di Mosca, hanno uno statuto di autonomia. I loro rispettivi primati, il metropolita di Minsk e quello di Kiev, sono membri permanenti del Santo Sinodo della Chiesa del Patriarcato di Mosca.
 
 08/02/2014    

Come avviare una missione e costruire una parrocchia

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Nel suo sito parrocchiale (diverso dal suo blog, che già abbiamo citato molte volte) il nostro confratello padre John Whiteford ci offre alcuni consigli pratici sulla crescita di una chiesa dallo status di missione o piccola presenza a quello di una parrocchia ben stabilita. Non solo padre John può parlare dall’esperienza della sua chiesa, nata come missione in un negozio e ora stabilita in un edificio di proprietà costruito dalla comunità parrocchiale; la sua stessa formazione si è basata sulla teologia e lo sviluppo pratico delle missioni. Com’è ovvio, non tutti i consigli della sua parrocchia suburbana in Texas possono adattarsi facilmente alla situazione di una città italiana, ma gli siamo grati lo stesso per il suo sforzo. Presentiamo i consigli di padre John nella sezione “Pastorale” dei documenti.

 
 08/02/2014    

Moleben patriarcale con gli atleti a Sochi

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Il blog Fos Ilaron riporta la notizia e il video del Moleben celebrato dal patriarca Kirill alla chiesa del volto santo di Cristo a Sochi, con i rappresentanti delle squadre olimpiche di Russia, Ucraina, Bielorussia e Moldova.

 
 07/02/2014    

"Andrej Rublev" (1966) di Andrej Tarkovskij

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Uno dei grandi capolavori del cinema è anche una grande testimonianza dell’Ortodossia russa perseguitata. Il film Andrej Rublev, oggi difficile e impegnativo da vedere per le sue inquadrature lente e il suo sviluppo non lineare, non è solo la visione del mondo attraverso brani della vita di un grande iconografo del passato: è esso stesso un’icona della fede della Russia sotto un regime oppressivo. Presentiamo un’introduzione al film pensata in modo speciale per cristiani ortodossi, nella sezione “Testimoni dell’Ortodossia” dei documenti. Aggiungiamo anche il video dell’episodio finale del film, “La campana”.

 
 07/02/2014    

La preghiera per scopi specifici e la Liturgia

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Quante volte, nelle chiese ortodosse in Italia, abbiamo avuto la domanda (mal formulata, ma del tutto sincera) se potevamo celebrare una Messa per un defunto? Nella sezione “domande e risposte” dei documenti, presentiamo una breve ma esaustiva risposta di padre John Whiteford a questa domanda, con i dati di base su cosa si può fare quando in una chiesa ortodossa si ricevono richieste di pregare per un proprio caro.

 
 06/02/2014    

Il vescovo Nestor sull'arcivescovo Serge di Eucarpia

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Presentiamo nella sezione “Figure dell’Ortodossia contemporanea” una testimonianza che il nostro vescovo Nestor ha dato nel dicembre 2012 alla tavola rotonda promossa dall’OLTR (l'associazione degli Ortodossi Locali di Tradizione Russa) in memoria dell’arcivescovo Serge (Konovaloff) in occasione del decennale della sua improvvisa scomparsa. Ne emerge un quadro toccante e arguto di un arcivescovo che ha avuto un compito delicato e difficile, e ha saputo condurlo con bontà d’animo e con dignità.

 
 06/02/2014    

FOTO – Vespro inter-ortodosso alla Consolata

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Presentiamo una nuova galleria fotografica con le immagini del Vespro inter-ortodosso officiato al santuario della Consolata il 24 gennaio 2014, nel quadro della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Ringraziamo Alberto Ceoloni per le foto professionali.

 
 06/02/2014    

L’arcivescovo di Sendai a Mosca

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Domenica 2 febbraio, una rappresentanza di ortodossi giapponesi, con l'arcivescovo Serafim (Tsujie) di Sendai, l'arciprete Ioann Nagaya, della rappresentanza della Chiesa ortodossa russa a Tokyo, e lo ierodiacono Nikolaj (Ono), ha celebrato la Divina Liturgia assieme al metropolita Hilarion (Alfeyev) di Volokolamsk nella chiesa dell’icona della Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti" sulla Bolshaja Ordynka a Mosca. Il coro della chiesa ha cantato in slavonico e in giapponese. Vladyka Serafim ha trasmesso la gratitudine degli ortodossi giapponesi per l'aiuto della Chiesa russa, con cui sono state ricostruite le chiese distrutte dal terremoto del 2011. Su questa pagina la cronaca in italiano con la galleria fotografica dell'evento.

 
 05/02/2014    

I ranghi delle feste

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Continuiamo l’esplorazione dei riti della Chiesa attraverso le osservazioni del blog Typikon Days. In un post del 29 gennaio, l’autrice Liza cerca di spiegare i ranghi delle feste, dai quali non solo dipende la solennità di una funzione dell’officio quotidiano (in modo preminente il Vespro e il Mattutino, i due offici con la maggior quantità di parti variabili), ma di fatto molto del materiale innografico che vi è incluso, e la sua stessa disposizione. Presentiamo nella sezione “Preghiera” dei documenti la traduzione italiana del post che esamina i ranghi delle feste in generale, soffermandosi sui dettagli dei due ranghi di feste di maggiore importanza, quelli di veglia e di polieleo.

 
 05/02/2014    

Che cosa bisogna evitare di dire alla confessione

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Uno dei principali problemi per gestire bene le confessioni in una parrocchia ortodossa è che i parrocchiani sappiano come confessarsi. Sembra una tautologia, ma dall’esperienza di qualsiasi parroco che deve ascoltare decine e decine di confessioni ogni settimana, è molto alta la percentuale di fedeli che non sanno cosa dire, e soprattutto non sanno cosa NON dire durante una confessione. Siamo convinti che per contenere questi problemi saranno di grande utilità alcuni piccoli accorgimenti scritti molto tempo fa per il pubblico inglese, e diffusi in rete in francese dal nostro confratello, il suddiacono Claude Lopez-Ginisty. Sarebbe bene che tutti quelli che si accostano alla confessione, magari per la prima volta o magari dopo una lunga assenza, possano avere sotto mano questi consigli su cosa non dire in una confessione, che presentiamo nella sezione “Ortoprassi” dei documenti.

 
 04/02/2014    

Intronizzato il nuovo arcivescovo di Praga

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Sabato 1 febbraio l'arcivescovo Jáchym (Hrdý) è stato intronizzato presso la cattedrale dei santi Cirillo e Metodio a Praga. Assieme all'episcopato della Chiesa delle Terre Ceche e della Slovacchia hanno concelebrato il metropolita Feodosij di Tambov e l'arcivescovo Feodor di Mukachevo (Rus' Carpatica).
 
 
 
Il nuovo arcivescovo è stato tonsurato monaco alla Lavra della Trinità e di san Sergio, e ha fatto parte della fraternità della Lavra per diversi anni prima di rientrare a servire la sua Chiesa nativa in Moravia. Ecco qui una parte del video dell'intronizzazione:
 
 
 04/02/2014    

Il santo patriarca Tikhon e il patriarcato di Costantinopoli

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Le recenti dispute ecclesiologiche a proposito dei poteri universali del primato del patriarca di Costantinopoli sono tutt'altro che una questione di lana caprina sulle prerogative dell'autocefalia di piccole chiese locali, o di interventi in conflitti marginali. La sopravvivenza della stessa Chiesa russa è stata per un certo tempo legata a questi giochi di potere, come sa chiunque conosce la storia della Chiesa russa nel XX secolo. Ma purtroppo pochi la conoscono. Cerchiamo pertanto di ricordare le vicende dell'opposizione del patriarcato di Costantinopoli al patriarca Tikhon (nella foto), e al contrario il suo sfacciato supporto allo scisma dei rinnovazionisti, sostenuto dal regime sovietico. Non è ancora passato neppure un secolo da quegli eventi, che ricordiamo nella sezione "Confronti" dei documenti, attraverso l'articolo in russo di Dmitrij Safonov da Pravoslavie.ru e la sua traduzione italiana.

 
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