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  Rito della tonsura monastica

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RITUALE MONASTICO

 

Traduzione italiana dallo slavonico

(edizione sinodale del 1906)

igumeno Andrea (Wade), Torino, 2004

 

Compilato a cura

dell’igumeno Ambrogio

(Patriarcato di Mosca)

 

Torino, A.D. 2011

 

 

TONSURA AL RASSOFORATO

(Rito della vestizione della riassa e della camilavca)

 

Colui che desidera ricevere la riassa viene verso l’abate, e dopo aver fatto davanti a lui l’inchino abituale, si fa chiedere da questi se viene con ogni zelo alla vita monastica, e se questa sua intenzione è rimasta senza cambiamento dopo una considerazione di molti giorni, e quando gli ha promesso di rimanere senza ritorno in monastero in digiuno e preghiere, e di essere diligente con l’aiuto di Dio, per riuscire a fare il bene giorno e notte e in tutti i servizi comandatigli, prima di tutto l’abate gli comanda sistematicamente di fare prima l’elenco di tutti i suoi peccati; dopo aver ricordato tutti quelli da lui commessi fin dalla sua giovinezza, gli comanda di confessarsi al padre spirituale del monastero e di ricevere da lui l’assoluzione e, secondo l’ordine del padre spirituale, di essere pronto a comunicarsi ai divini misteri. E quando così è avvenuto, l’abate lo affida immediatamente a uno dei più sperimentati anziani del monastero, ordinandogli di aver cura attenta della sua anima, e di insegnargli la vita monastica. E comanda a colui che vuole essere rassoforo di essere sottomesso in tutto all’anziano, e di stimarlo e di obbedirgli come a un padre e a un maestro, e di ricevere istruzione dall’anziano come da Cristo stesso, e di avere fede in lui e amore per lui, e di rivelare la sua coscienza a lui attentamente tre volte al giorno e di confessare sempre le sue azioni e i suoi pensieri all’anziano e di mai celare alcunché, come davanti a Dio stesso, e di ricevere gli ordini e le istruzioni dell’anziano con amore come da Dio stesso, e sforzarsi con zelo di osservarli e compierli, e soprattutto, di non fare niente (neanche una cosa ottima) senza l’ordine e la benedizione dell’anziano.

Poi l’abate gli dà l’ordine ed egli entra nella chiesa con l’anziano. E quando l’abate e i fratelli vengono in chiesa, e quando cominciano le ore, l’anziano di cui sopra accompagna colui che vuole ricevere la riassa davanti all’abate e ambedue gli fanno una metania e gli baciano la destra come di solito, e ricevuta la benedizione fanno un inchino ai fratelli su ambedue i lati,  stanno davanti alle porte sante, fanno il segno della croce e s’inchinano tre volte. Poi baciano le sante icone, e dopo essersi inchinati, se ne vanno al loro posto.

Subito dopo cominciano a leggere le ore, e quando hanno finito, l’abate si riveste dell’epitrachilio e del felonio (e davanti a lui si tengono colui che vuole ricevere la riassa e il suo anziano, nel nartece davanti alle porte della chiesa), e fa l’inizio abituale.

         Benedetto il nostro Dio in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. I fratelli: Amen. Poi, l’ecclesiarca legge: Trisagio. Tuttasanta Trinità..., e dopo il Padre nostro..., l’abate: Poiché tuo è il regno..., e l’ecclesiarca dice: Venite, adoriamo..., tre volte.

Salmo di Davide, prima dell’unzione, 26:

Il Signore è mia illuminazione e mio salvatore: chi temerò? Il Signore è il protettore della mia vita: di chi avrò paura? Mentre si avvicinavano contro di me i malfattori per mangiare le mie carni, i miei oppressori e i miei nemici si estenuarono e caddero. Se si schiererà contro di me un esercito, non temerà il mio cuore; se insorgerà contro di me una guerra, in essa spero. Una cosa sola ho chiesto al Signore, questa ricercherò: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la dolcezza del Signore e visitare il suo tempio santo. Poiché mi ha nascosto nella sua tenda nel giorno della mia sventura; mi ha messo al riparo nel segreto della sua tenda, sulla roccia mi ha innalzato. Ed ora, ecco, ha innalzato il mio capo sui miei nemici. Ho girato attorno e ho offerto nella sua tenda un sacrificio di lode: canterò e salmeggerò al Signore. Ascolta, Signore, la voce del mio grido, abbi misericordia di me, ascoltami. Di te ha detto il mio cuore: Cerca il Signore. Il mio volto ti ha cercato. Cercherò il tuo volto, Signore. Non distogliere da me il tuo volto, non allontanarti con ira dal tuo servo; sii mio aiuto, non abbandonarmi e non trascurarmi, o Dio mio salvatore. Poiché mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha preso con sé. Insegnami, Signore, la via della tua legge e guidami per un retto sentiero a causa dei miei nemici. Non consegnarmi alle brame dei miei oppressori, perché sono insorti contro di me falsi testimoni e l’ingiustizia ha mentito a se stessa. Credo che vedrò i beni del Signore nella terra dei viventi. Sopporta e attendi il Signore; sii coraggioso e sia rafforzato il tuo cuore, sopporta e attendi il Signore!

Altro salmo, 50:

Abbi misericordia di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia e secondo la moltitudine delle tue indulgenze cancella il mio delitto. Lavami del tutto dalla mia iniquità e purificami dal mio peccato. Perché io conosco la mia iniquità e il mio peccato davanti a me è sempre. Contro te solo ho peccato e il male davanti a te ho fatto, così che tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole e vinca quando sei giudicato. Ecco che nelle iniquità sono stato concepito e nei peccati mi ha concepito mia madre. Ecco, la verità hai amato, le cose occulte e i segreti della tua sapienza mi hai manifestato. Mi aspergerai con issopo e sarò purificato, mi laverai e sarò fatto più bianco della neve. Mi farai udire esultanza e gioia, esulteranno le ossa umiliate. Distogli il tuo volto dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità. Un cuore puro crea in me, o Dio, e uno spirito retto rinnova nelle mie viscere. Non rigettarmi dal tuo volto, e il tuo spirito santo non rimuovere da me. Rendimi l’esultanza della tua salvezza e confermami con lo spirito sovrano. Insegnerò agli iniqui le tue vie e gli empi a te ritorneranno. Liberami dal sangue versato, o Dio, Dio della mia salvezza, e la mia lingua celebrerà con esultanza la tua giustizia. Signore, apri le mie labbra e la mia bocca annuncerà la tua lode. Certo, se tu avessi voluto un sacrificio lo avrei dato: di olocausti non ti compiacerai. Sacrificio a Dio è uno spirito contrito: un cuore contrito e umiliato Dio non lo disprezzerà. Benefica, Signore, nel tuo compiacimento Sion e siano riedificate le mura di Gerusalemme. Allora ti compiacerai del sacrificio di giustizia, dell’oblazione e di olocausti; allora offriranno vitelli sul tuo altare.

poi di nuovo: Trisagio..., e dopo il Padre nostro..., Tropario, tono 4:

O Dio dei nostri padri, che agisci sempre con noi secondo la tua mitezza, non privarci della tua misericordia, ma per le loro preghiere, dirigi la nostra vita nella pace.

Gloria, e ora, Teotochio:

Accorriamo ora con fervore alla Madre-di-Dio, noi peccatori e umili, e prosterniamoci, gridando in penitenza dal profondo dell’anima: O Sovrana, aiutaci, sii misericordiosa verso di noi: affrettati, poiché noi periamo per la moltitudine delle trasgressioni: non rimandare i tuoi servi a vuoto, poiché abbiamo te quale unica speranza.

Subito dopo, l’abate dice questa preghiera, dopo che il diacono ha detto:

Preghiamo il Signore, e tutti i fratelli: Kyrie, eleison.

Ti rendiamo grazie, Signore, nostro Dio, che per la tua grande misericordia hai liberato il tuo servo N. dalla vana vita del mondo, e lo hai chiamato a questo insigne impegno: concedigli inoltre di vivere degnamente in questa vita angelica, e custodiscilo dalle insidie del diavolo, e preserva pura la sua anima e il suo corpo fino alla morte, e concedigli di essere tuo tempio santo: insegnagli a ricordare sempre te e i tuoi comandamenti. E dagli umiltà e mitezza, per le preghiere della purissima Sovrana nostra, Madre-di-Dio e semprevergine Maria, e di tutti i tuoi santi.

E tutti i fratelli dicono: Amen.

Il diacono dice: Preghiamo il Signore,

e i fratelli: Kyrie, eleison.

L’abate legge la seconda preghiera:

Sotto il tuo giogo salvifico, o Sovrano, prendi il tuo servo N., e rendilo degno di essere annoverato nel gregge dei tuoi eletti. Vestilo dell’abito di santificazione; cingi i suoi fianchi di castità; manifestalo quale asceta di ogni continenza, compiendo in lui e in noi il dono delle tue grazie spirituali; per le preghiere della purissima Sovrana nostra, Madre-di-Dio e semprevergine Maria, e di tutti tuoi santi.

E i fratelli dicono: Amen.

L’abate prende da lui le forbici e tonsura i capelli del suo capo in forma di croce, dicendo:

      Nel nome del Padre, amen, e del Figlio, amen, e del santo Spirito, amen.

      Diciamo tutti per lui, Kyrie, eleison.

E tutti i fratelli cantano:

Kyrie, eleison, tre volte.

Poi l’abate lo veste della riassa, e pone la camilavca sul suo capo, senza dire niente, e quando lo ha vestito, l’abate dice: Pace a tutti, e i fratelli: E allo spirito tuo. Il diacono: Inchinate il vostro capo al Signore. E i fratelli: A te, Signore.

Mentre tutti chinano il capo, l’abate legge segretamente questa preghiera:

O santo Figlio buono del Padre buono, che tagli via l’orgoglio e rendi inefficaci gli attacchi del nemico, e riversi la gloria dell’umiltà sul capo dei santi, e li coroni della corona immarcescibile e incorruttibile della vita e dell’immortalità, e guidi sul cammino stretto, per cui entrarono i santi padri e ricevettero il luogo stesso del riposo! Tu, o Sovrano, Signore, Dio nostro, concedi la forza che viene da te e la grazia della tua divinità nello spirito, nell’anima e nel corpo del tuo servo N. che è venuto a te e ha ricevuto l’inizio della santa immagine nel tuo nome che santifica tutto; e santifica anche lui per mezzo del tuo nome onnipotente e buono.

Esclamazione: Poiché tu sei santo, o Dio nostro, e a te innalziamo la gloria, al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

I fratelli: Amen.

Ll’abate fa il congedo usuale del giorno. Dopo il congedo, prende per mano colui che è divenuto rassoforo, e lo consegna all’anziano, dicendo:

Ecco, ti consegno davanti a Dio questo principiante; istruiscilo          a vivere nel timore di Dio e in ogni buona azione. Prendi cura attentamente che la sua anima non perisca a causa della tua negligenza: poiché avrai da rispondere di lui a Dio nel giorno del giudizio.

A colui che è divenuto rassoforo, egli dice:

E tu, sottomettiti in tutto all’anziano come a Cristo, e sii paziente in tutto, e umile, obbediente, mite e silenzioso, e troverai grazia davanti a Dio, e ti salverai.

 

TONSURA AL PICCOLO MANTO

(Rito della piccola immagine, o mantello)

 

Dopo che si è battuto il piccolo simandro, quando i fratelli cominciano le ore, l’ecclesiarca e l’anziano di colui che deve essere tonsurato lo accompagnano nella chiesa, dopo che ha fatto una buona permanenza per molto tempo nella prova e nell’obbedienza all’anziano, e stando nel mezzo della chiesa si inchinano come di solito; poi vanno verso l’abate e si inchinano, e baciano la sua destra, e avendo preso da lui la benedizione, fanno tre prosternazioni fino a terra davanti alle porte sante; baciano le sante icone, stando di nuovo davanti alle porte sante fanno una prosternazione fino a terra, e rivolgendosi ai cori fanno anche a loro una prosternazione. Subito dopo, vanno nel nartece, e il principiante toglie i suoi abiti abituali, e i sandali, e la tunica, e si veste di un solo cilicio.

Si sappia che chiunque voglia essere tonsurato deve, ancor prima di venire in chiesa, confessare tutti i suoi peccati davanti al padre spirituale, e ricevere da lui l’assoluzione completa, ed essere pronto per la comunione ai purissimi misteri del corpo e del sangue di Cristo. Così infatti comanda il divino Dionigi l’Areopagita nel suo libro sulle sacre istituzioni ecclesiastiche nel capitolo 6, sul mistero della perfezione monastica.

Quando comincia la Divina Liturgia, il candiidato sta nel nartece; si cantano le antifone abituali, e dopo l’ingresso con il vangelo si legge il Contacio del giorno su Gloria, e su E ora si canta questo Tropario, tono 1.

Melodia speciale: La tua tomba, o Salvatore....

Affrettati ad aprirmi l’abbraccio paterno: ho sprecato la mia vita nella dissipazione; guardo verso la ricchezza inesauribile delle tue indulgenze, o Salvatore: non disprezzare ora il mio cuore divenuto misero. Poiché ti grido, Signore, in umiltà: ho peccato, Padre, contro il cielo e contro di te.

Mentre si canta questo, tutti i fratelli escono nel nartece, e, portando candele, procedono due a due, cantando piano il Tropario scritto qui sopra. Colui che deve essere tonsurato va ultimo di tutti, indietro, tra l’anziano e l’ecclesiarca, e vestito del solo cilicio, senza cintura, scalzo, e a capo scoperto, avendo le mani piegate sul petto come se fossero legate. E quando entra nella chiesa, si prosterna con la testa in giù verso oriente, una volta. Poi, quando arriva davanti all’ambone, si prosterna così un’altra volta e, arrivato davanti alle porte sante, cade per terra e giace giù, pregando in sé con fervore al Signore per il perdono dei suoi peccati, e perché lo riceva nell’ordine dei penitenti.

E quando si finisce di cantare il Tropario, il superiore dice ad alta voce al giacente:

Iddio misericordioso, come un padre che ama i suoi figli, vedendo la tua umiltà e il tuo vero pentimento, o figlio, ti riceve come il figlio prodigo penitente, mentre ti inchini a lui dal tuo cuore.

E subito egli s’inchina e rialza colui che giace, prendendolo con la mano destra, e questi si alza e sta in piedi, in modo semplice, guardando giù e tenendo le sue mani piegate sul petto, e piega il capo con riverenza verso il divino altare.

E l’abate lo interroga,dicendo:

Perché sei venuto, o fratello, prosternandoti al santo altare, e a questa santa compagnia?

Ed egli, inchinandosi, risponde:

Perché desidero la vita ascetica, reverendo padre.

Di nuovo, l’abate lo interroga:

Vuoi essere degno dell’immagine angelica e annoverato nel coro di quelli che vivono la vita monastica?

Ed egli risponde:

Sì, con l’aiuto di Dio, reverendo padre.

E l’abate dice:

Davvero hai scelto una cosa buona e beata, ma solo se la compi; le buone cose si acquistano con la fatica, e si dirigono con la sofferenza.

E subito l’abate lo catechizza con queste parole, dicendo:

Apri le orecchie del tuo cuore, o fratello, e ascolta la voce del Signore che dice: Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo: prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, poiché io sono mite e umile di cuore, e troverete riposo per le vostre anime. Orsù, ad ogni domanda, rendi a Dio la risposta corrispondente con timore e gioia: tu sai bene, infatti, che il nostro stesso Salvatore, con la sua Madre tutta inneggiata, e i santi angeli, e tutti i suoi santi, sono venuti qui per ascoltare le parole che tu proferisci, perché quando verrà per giudicare i vivi e i morti, ti dia non secondo ciò che hai promesso e confessato, ma secondo il modo in cui hai osservato ciò che confessi. Quindi ora, se veramente vieni a Dio, con ogni attenzione rispondi a ciò che abbiamo da chiederti.

E subito dopo, lo interroga dicendo:

Vieni al Signore di tua libera intenzione e di tua libera volontà?

Risponde: Sì, con l’aiuto di Dio, reverendo padre.

Chiede: Non per qualche bisogno? o forzatura?

Risponde: No, reverendo padre.

Chiede: Rinunci al mondo e a ciò che è nel mondo secondo i comandamenti del Signore?

Risponde: Sì, reverendo padre.

Chiede: Rimarrai in questo monastero, o in quello che ti sarà ordinato dalla santa obbedienza, e nella vita ascetica, fino al tuo ultimo respiro?

Risponde: Sì, con l’aiuto di Dio, reverendo padre.

Chiede: Ti conserverai nella verginità e nella castità e nella pietà fino alla morte?

Risponde: Sì, con l’aiuto di Dio, reverendo padre.

Chiede: Conserverai fino alla morte l’obbedienza all’abate e a tutti i fratelli in Cristo?

Risponde: Sì, con l’aiuto di Dio, reverendo padre.

Chiede: Rimarrai tu fino alla morte senza possessi e nella povertà volontaria che si trova nella vita comune per amore di Cristo, non possedendo niente per te stesso, né conservandolo, eccetto per l’uso comune, e questo per obbedienza, e non per tua volontà?

Risponde: Sì, reverendo padre, vi rimarrò con il soccorso di Dio.

Chiede: Accetti tu tutti i tipici della vita monastica cenobitica, e le regole composte dai santi padri, e quelle a te date dal superiore?

Risponde: Sì, reverendo padre, li accetto e li bacio con amore.

Chiede: Sopporterai tu ogni angustia e sofferenza della vita monastica, per il regno dei cieli?

Risponde: Sì, con il soccorso di Dio, reverendo padre.

Poi l’abate gli espone questa catechesi:

Vedi, figlio, quali promesse tu fai al Sovrano, Cristo: infatti, gli angeli sono presenti invisibilmente, registrando questa tua confessione, della quale avrai anche da rendere conto alla seconda venuta del nostro Signore Gesù Cristo. Ora ti racconterò la vita perfetta, nella quale secondo somiglianza è manifestata la vita del Signore, rendendoti testimonianza di ciò che ti conviene accettare e di ciò che conviene fuggire: ecco, infatti, hai proposto, o figlio, di venire a servire il Signore. Inoltre, se vuoi essere un monaco, innanzitutto purificati da ogni sozzura della carne e dello spirito, perfezionando la santità nel timore di Dio: acquista l’umiltà, per mezzo della quale sarai erede dei beni eterni; abbandona la presunzione dell’uso della vita; abbi obbedienza verso tutti; non brontolare nei servizi che ti sono comandati; sii paziente nella preghiera; sii senza pigrizia nelle veglie; non lamentarti nelle tentazioni; non indebolirti nei digiuni, e sappi che ti conviene implorare Dio con la preghiera e il digiuno; non perdere la forza nelle malattie; ragiona contro i cattivi pensieri: il nemico, infatti, non deve presentarsi per proporti il ricordo della tua prima vita vissuta nel mondo e l’odio verso la vita di opere buone. Inoltre, ti conviene, adesso che inizi il cammino che porta al regno celeste, non tornare indietro, poiché non sarai indirizzato verso il regno celeste, quindi non preferire niente al di sopra di Dio: non amare né padre, né madre, né fratelli, né chiunque dei tuoi, né te stesso più che Dio, né il regno terrestre, né qualunque conforto o onore; non rifiutare la povertà, ma rimani in essa fino alla morte; non rifiutare l’animosità, né l’umiliazione della gente, né qualunque altra cosa che tu potrai immaginare come inconveniente, e così sarai impedito dal seguire Cristo; ma sempre guarda verso i beni di quanti vivono nella speranza in Dio, e contempla tutti i martiri e santi monaci di tutti i tempi, i quali con molti sudori e fatiche e tanto sangue e morte li hanno acquistati. E sopra tutte queste cose, abbi sempre nella tua mente le sofferenze salvifiche e la morte vivifica del nostro Signore Gesù Cristo, che egli sopportò volontariamente per la nostra salvezza, perché anche tu sopporti tutti i mali della vita monastica e l’angustia per la sua dolcezza. Sii poi sobrio in tutto, sopporta le sofferenze come un buon soldato: infatti, Cristo nostro Dio, ricco di misericordia, si è reso misero per noi, perché noi siamo arricchiti con il suo regno. Quindi conviene che anche noi lo imitiamo e per causa sua sopportiamo tutto, perseverando nei suoi comandamenti giorno e notte. Infatti, il Signore stesso disse: Se qualcuno vuole seguirmi, rinunci a se stesso, e prenda la sua croce, e mi segua, ciò che significa essere sempre pronto ad ogni compimento dei suoi comandamenti fino alla morte. Poiché avrai da soffrire fame e sete, sopportare scoraggiamento e oppressione, diffamazione e persecuzione, e portare il peso delle molte altre tribolazioni che caratterizzano la vita di coloro che sono in Dio. E quando soffri tutto questo, rallegrati, ha detto il Signore, poiché il tuo compenso è grande nei cieli: a lui sia gloria nei secoli. Amen.

Domanda: Confessi così tutto questo, nella speranza della forza di Dio, e prometti di rimanere in queste promesse fino alla fine della tua vita, con la grazia di Cristo?

Risposta: Sì, con l’aiuto di Dio, reverendo padre.

E dopo, l’abate subito gli dice:

Ora, Iddio generosissimo e grandemente misericordioso, che apre le purissime viscere della sua ineffabile bontà a tutti quelli che vengono a lui con desiderio e caldo amore, che disse: Anche se la donna dimentica i suoi figli, io invece non ti dimenticherò, e vedendo il tuo desiderio e aggiungendo alla tua proposizione la forza che viene da lui perché tu possa compiere i suoi comandamenti, ti accetti, ti abbracci e ti protegga, e ti sia un baluardo forte in faccia al nemico, una pietra di pazienza, una causa di consolazione, un datore di forza, un guadagno di serenità, un sostegno al coraggio, coricandosi e alzandosi con te, dando delizia e allegrezza al tuo cuore con la consolazione del suo santo Spirito, rendendoti degno inoltre della parte dei santi e venerabili padri nostri Antonio, Eutimio, Sabba, e Antonio e Teodosio delle Grotte, Sergio di Radonezh e di tutti gli altri padri venerabili che furono graditi a Cristo nel monachesimo (ma per le donne: della santa protomartire Tecla, Euprassia, Olimpia e di tutte le altre madri venerabili che furono gradite a Cristo nel monachesimo): con i quali possa anche tu ereditare il regno dei cieli, in Cristo Gesù nostro Signore: al quale appartengono la gloria e la maestà, il regno e la forza, con il Padre e il santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

I fratelli: Amen.

Quindi, il principiante inchina il suo capo. Il diacono dice: Preghiamo il Signore. I fratelli: Kyrie, eleison. Il superiore pone sopra il suo capo il libro e legge questa preghiera in modo udibile a tutti:

O Signore Dio nostro, che hai decretato essere degni di te quelli che hanno lasciato tutte le cose della vita, e i parenti e gli amici, e ti hanno seguito: accetta anche questo tuo servo N., che ha rinunciato a tutto ciò, secondo i tuoi santi comandamenti, e guidalo nella tua verità, lui che si prosterna a te con cuore fermo: circondalo con la forza del tuo santo Spirito, cosicché nessun intrigo del nemico possa agire su di lui, dandogli pazienza perché trovi sempre il tuo favore, per le preghiere della nostra purissima Sovrana Madre-di-Dio, e di tutti i santi, che ti furono graditi nei secoli.

Poiché è stato benedetto e glorificato il tuttoinsigne e magnifico tuo nome, del Padre, e del Figlio, e del santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

I fratelli: Amen. Subito, il diacono pone le forbici sul santo vangelo, e l’abate dice: Pace a tutti. Il diacono: Inchinate il vostro capo al Signore. I fratelli: A te, Signore.

E l’abate legge questa preghiera:

O Signore Dio nostro, speranza e rifugio di tutti quelli che sperano in te: ci hai mostrato vari cammini di salvezza per l’incarnazione del tuo Cristo, accetta il tuo servo N., che ha lasciato i desideri del mondo e si è offerto a te, o Sovrano, quale sacrificio vivo e accettabile: togli da lui ogni desiderio carnale e abitudine irrazionale, perché, deponendo i capelli insensibili egli possa anche deporre i pensieri e le azioni irrazionali, e sia reso degno di ricevere il tuo giogo soave e il tuo fardello leggero e di prendere la croce e seguirti, o Sovrano. Conservalo nella tua santità, e dagli una buona intenzione per osservare i tuoi santi comandamenti, annoverandolo al tempo appropriato al coro dei tuoi eletti, per la grazia e l’amore per gli uomini del tuo Figlio unigenito, con il quale sei benedetto, con il tuo Spirito santissimo, buono e vivifico, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

I fratelli: Amen.

Il superiore stende la mano destra verso il santo Vangelo, dicendo:

Ecco, Cristo è qui presente invisibilmente: vedi che nessuno ti obbliga di venire a questa immagine; vedi che tu di tua volontà vuoi il pegno della grande immagine angelica.

Risponde:

Sì, reverendo padre, di mia volontà.

Dopo la risposta, il superiore indica le forbici con la mano destra, dicendo tre volte:

Prendi le forbici e dammele.

      Per tre volte, dopo ogni volta che lo dice, il principiante prende le forbici e le dà al superiore, baciando la sua destra. Questi le prende e le pone sul santo Vangelo, e gli dice:

Ecco, tu le ricevi dalla mano di Cristo: vedi a chi fai le promesse e verso chi vieni, e a chi rinunci.

Il superiore prende le forbici dal santo Vangelo per l’ultima volta e dice:

Benedetto Dio, che vuole che tutti gli uomini si salvino, e vengano alla conoscenza della verità. Egli è benedetto nei secoli dei secoli.

I fratelli: Amen.

Subito, il superiore tonsura la sommità del suo capo in forma di croce, dicendo:

Il nostro fratello N. riceve la tonsura dei capelli del suo capo, che raffigura la rinuncia al mondo, e a tutto ciò che è nel mondo, e il rifiuto della sua volontà e di tutti i desideri carnali, nel nome del Padre, e del Figlio, e del santo Spirito: diciamo tutti per lui, Kyrie, eleison.

E i fratelli cantano tre volte:

Kyrie, eleison.

Il superiore, toccando con la mano destra il cilicio di cui è rivestito il principiante, e tenendolo, dice:

Il nostro fratello, N., è rivestito della tunica della povertà volontaria e dell’assenza di possesso, e della sopportazione di ogni miseria e angustia, nel nome del Padre, e del Figlio, e del santo Spirito: diciamo tutti per lui, Kyrie, eleison.

Lo segna in forma di croce; il principiante bacia il suo cilicio e la destra del superiore, e i fratelli cantano tre volte: Kyrie, eleison.

Il superiore prende il paramanto e la croce, tenendoli con la sinistra, e dice:

Il nostro fratello, N., riceve il paramanto in pegno dell’immagine angelica, per il ricordo perpetuo del giogo soave di Cristo che ha preso su di sé, e del fardello leggero che ha portato, e per frenare e legare tutti i desideri della sua carne; riceve pure il segno della croce del Signore sul suo petto, per il ricordo perpetuo delle sofferenze, l’umiliazione, gli sputi, le offese, le piaghe, la malevolenza, la crocifissione e la morte del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, che egli soffrì volontariamente per noi, e perché in quanto possibile egli sia diligente nell’imitare tutto questo: nel nome del Padre, e del Figlio, e del santo Spirito: diciamo tutti per lui, Kyrie, eleison.

Li segna in forma di croce con la destra, e li pone sulle spalle e sul petto del principiante, mentre i fratelli cantano tre volte: Kyrie, eleison.

Poi, egli prende la riassa, e dice:

Il nostro fratello, N., si riveste della veste di letizia e di gioia spirituale, per togliere e calpestare ogni tristezza e confessione provenienti dai demòni, dalla carne e dal mondo: per la sua perpetua letizia e gioia in Cristo, nel nome del Padre, e del Figlio, e del santo Spirito: diciamo tutti per lui, Kyrie, eleison.

Fa il segno della croce con la mano destra sopra la riassa, e ne riveste il principiante, mentre i fratelli cantano tre volte: Kyrie, eleison.

Prendendo la cintura di cuoio e tenendola con la mano sinistra, dice:

Il nostro fratello, N., cinge i suoi fianchi con la forza della verità, per la mortificazione del corpo e il rinnovamento dello spirito, per essere sveglio e cauto, nel nome del Padre, e del Figlio, e del santo Spirito: diciamo tutti per lui, Kyrie, eleison.

Facendo il segno della croce sulla cintura, ne cinge il principiante, mentre i fratelli cantano tre volte: Kyrie, eleison.

Poi prende la mantia e, tenendola con la mano sinistra, dice:

Il nostro fratello, N., è rivestito della veste della salvezza e della corazza della giustizia, perché si astenga da ogni ingiustizia e allontani diligentemente i pensieri del suo ragionamento e le considerazioni della sua volontà; avendo sempre la memoria della morte nella sua mente, si consideri crocifisso al mondo e morto a ogni cattiva azione, ma si veda come vivo per sempre per ogni buona azione verso Cristo senza pigrizia, nel nome del Padre, e del Figlio, e del santo Spirito: diciamo tutti per lui, Kyrie, eleison.

Fatto il segno della croce sopra di esso con la mano destra, ne riveste il principiante, mentre i fratelli cantano tre volte: Kyrie, eleison.

Poi, prendendo il klobuk e tenendolo con la mano sinistra, dice:

Il nostro fratello, N., riceve l’elmo della salvezza e della speranza fiduciosa, per poter contrastare ogni intrigo del diavolo, e copre il suo capo con la copertura di umiltà e obbedienza perpetua, in figura dell’ascesi spirituale, e per deviare il suo sguardo, per non vedere la vanità, nel nome del Padre, e del Figlio, e del santo Spirito: diciamo tutti per lui, Kyrie eleison.

E dopo averlo benedetto, ne copre il capo del principiante, mentre i fratelli cantano tre volte: Kyrie, eleison.

Poi, prendendo i sandali, e tenendoli con la sinistra, dice:

Il nostro fratello, N., calza i sandali, per preparare la proclamazione di pace, per essere rapido e diligente per ogni obbedienza e ogni opera buona, nel nome del Padre, e del Figlio, e del santo Spirito: diciamo tutti per lui, Kyrie, eleison.

Dopo averli benedetti con la mano destra, lo calza, mentre i fratelli cantano tre volte,

Kyrie, eleison.

Quindi prende la corda da preghiera e, tenendola con la mano sinistra, dice:

Ricevi, o fratello N., la spada spirituale, che è la parola di Dio, per la preghiera di Gesù in perpetuo: infatti, tu devi avere sempre il nome del Signore Gesù nella tua mente, nel tuo cuore e sulle tue labbra, dicendo sempre: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi misericordia di me, peccatore: diciamo tutti per lui, Kyrie, eleison.

dopo aver benedetto la corda da preghiera con la mano destra, la dà al principiante, mentre i fratelli cantano tre volte: Kyrie, eleison.

Il principiante la prende e bacia la corda e la destra del superiore.

Il superiore prende la croce manuale e la tiene con la mano destra, e dice:

Ricevi, o fratello N., lo scudo della fede, la croce di Cristo, con la quale potrai spegnere ogni freccia fiammeggiante del maligno: e ricordati sempre che il Signore disse: Colui che vuole seguirmi, rinunci a se stesso, e prenda la sua croce, e mi segua: diciamo tutti per lui, Kyrie, eleison.

fa il segno della croce sul principiante con la croce e gliela dà. Questi riceve la croce con la mano destra e bacia la croce e la destra del superiore, mentre i fratelli cantano tre volte: Kyrie, eleison. Alla fine, prendendo la candela accesa, il superiore gliela dà, dicendo:

Prendi, o fratello, questa candela, e vedi che da ora in poi dovrai essere una luce per il mondo per la tua vita pura e benefica, e la tua buona moralità. Infatti, il Signore disse: Risplenda così la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre buone opere, e glorifichino il vostro Padre, che è nei cieli: diciamo tutti per lui, Kyrie, eleison.

E il principiante prende la candela e bacia la sua destra.

E dopo tutto questo, benedicendo il principiante con la mano destra, il superiore dice:

Il nostro fratello, N., ha ricevuto il pegno dell’immagine angelica, si è ammantato di tutte le armi di Dio, per poter vincere ogni forza e ogni battaglia dei principi e comandanti della tenebra di questo secolo, gli spiriti del male di sotto il cielo: nel nome del Padre, e del Figlio, e del santo Spirito: diciamo tutti per lui, Kyrie, eleison.

Tutti i fratelli cantano tre volte: Kyrie, eleison. Poi, il diacono dice: Preghiamo il Signore.

I fratelli: Kyrie, eleison.

Il superiore legge questa preghiera:

Signore Dio nostro, fa’ entrare questo tuo servo N. nella tua corte spirituale e arruolalo nel tuo gregge razionale: purifica il suo ragionamento dai desideri della carne e dalle vane illusioni di questa vita; e dagli di ricordare senza mai dimenticare i beni preparati per quelli che ti amano e che si sono crocifissi a questa vita, per il tuo regno. Poiché tu sei il pastore e il visitatore delle nostre anime, e a te innalziamo la gloria, al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

I fratelli dicono: Amen.

se si celebra la Divina Liturgia, allora il sacerdote celebrante, subito dopo l’ultima preghiera della tonsura, esclama: Poiché sei santo, o Dio nostro.... E i cori cantano: Santo Dio...; il prochimeno, l’apostolo e il vangelo della tonsura si leggono subito dopo quelli del giorno, e il resto del servizio divino si celebra tutto secondo l’ordine abituale. Il principiante riceve i divini misteri del corpo e del sangue del Signore, e dopo la preghiera dietro l’ambone e dopo: Benedirò il Signore..., i fratelli cantano questa Stichira, tono 1:

Riconosciamo, o fratelli, la forza del mistero: infatti, il Padre più che buono va incontro al figlio prodigo, che torna dal peccato alla casa del padre, e lo bacia e dona di nuovo la conoscenza della sua gloria, e compie un gaudio mistico per le altezze, sgozzando il vitello ingrassato, perché anche noi possiamo vivere degnamente insieme al Padre amico degli uomini che ha sgozzato il vitello, e alla gloriosa Vittima, il salvatore delle anime nostre.

E mentre cantano questo, i fratelli vengono avanti, due a due, secondo l’ordine, e baciano la croce e il fratello principiante, interrogandolo così: Quale è il tuo nome, o fratello? E il principiante risponde, dicendo il suo nuovo nome: N., qualunque nuovo nome abbia ricevuto. Ciascuno dei fratelli si inchina, e andando via gli dice: Possa tu essere salvato nell’ordine angelico. Dopo la fine del canto si fa il congedo.

 

Ma se il rito si fa fuori della Liturgia, subito dopo la preghiera finale il diacono dice la litania seguente:

In pace preghiamo il Signore.

I fratelli: Kyrie, eleison.

Per la pace dall’alto e per la salvezza delle anime nostre, preghiamo il Signore.

Per la pace del mondo intero, per la prosperità delle sante chiese di Dio e per l’unione di tutto, preghiamo il Signore.

Per il nostro fratello, N., e perché abbia la protezione e l’aiuto di Dio, preghiamo il Signore.

Perché egli possa realizzare l’intenzione dell’immagine monastica senza difetto, senza giudizio e senza inciampo, preghiamo il Signore.

Perché egli rimanga in ogni pietà, devozione e purezza, preghiamo il Signore.

Perché egli possa togliere il vecchio uomo e rivestirsi del nuovo, creato secondo Dio, preghiamo il Signore.

Per la remissione e il perdono dei suoi peccati, preghiamo il Signore.

Perché egli e noi siamo liberati da ogni afflizione, ira, e necessità, preghiamo il Signore.

Soccorrici, salvaci, abbi misericordia di noi, e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.

Facendo memoria della tuttasanta, purissima, più che benedetta, gloriosa Sovrana nostra Madre-di-Dio e semprevergine Maria, insieme con tutti i santi, affidiamo noi stessi, e gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

I fratelli: A te, Signore.

Sacerdote: Poiché tu sei santo, o Dio nostro, e a te innalziamo la gloria, al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

I fratelli: Amen.

E cantano: Quanti in Cristo siete stati battezzati, di Cristo vi siete rivestiti. Alleluia.

Il diacono: Stiamo intenti. Il superiore: Pace a tutti. Il lettore: E al tuo spirito. Il diacono: Sapienza, stiamo intenti.

Il lettore: Prochimeno, tono 3:

Il Signore è la mia illuminazione e il mio Salvatore, di chi avrò paura?

Versetto: Il Signore è il difensore della mia vita: chi mai temerò? Il diacono: Sapienza. Il lettore: Lettura dalla lettera del santo apostolo Paolo agli Efesini. Il diacono: Stiamo attenti. E il lettore legge l’apostolo agli Efesini, capitolo 6, sezione 233:

Fratelli, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio.

Il superiore dice: Pace a te.

Il lettore: E allo spirito tuo.

Il diacono: Sapienza, stiamo attenti.

Il lettore, il salmo di Davide.

Alleluia. Versetto:

      Ecco, il povero ha gridato, e il Signore lo ha ascoltato, e lo ha liberato da tutte le sue afflizioni.

Il diacono:

      Sapienza, in piedi, ascoltiamo il santo Vangelo.

Il superiore: Pace a tutti.

I fratelli: E allo spirito tuo.

Il superiore: Lettura dal santo vangelo secondo Matteo.

Il diacono: Stiamo attenti.

E il superiore legge il vangelo di Matteo, capitolo 10, sezioni 39 e 43:

Disse il Signore: Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero.

Dopo il vangelo, il diacono dice questa litania:

Abbi misericordia di noi, o Dio, secondo la tua grande misericordia, noi ti preghiamo, ascolta e abbi misericordia.

Ancora preghiamo per la remissione e il perdono dei peccati del servo di Dio, N.

E il superiore esclama:

Poiché tu sei Dio misericordioso e amico degli uomini, e a te innalziamo la gloria, al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

I fratelli: Amen.

Subito i fratelli baciano la croce e il neotonsurato, e cantano la stichira scritta sopra:

Riconosciamo, o fratelli, la forza del mistero....

Dopo la stichira, il diacono dice: Sapienza.

I fratelli: Più insigne dei cherubini....

Il superiore: Gloria a te, Cristo Dio, speranza nostra, gloria a te.

I fratelli: Gloria, e ora.... Kyrie, eleison, tre volte. Benedici.

Il superiore fa il congedo:

Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della sua purissima Madre, e dei santi e gloriosi apostoli degni di ogni lode, e dei venerabili e teòfori padri nostri Antonio e Teodosio delle Grotte, e degli altri che hanno brillato nella vita ascetica, e di tutti i suoi santi, abbia misericordia di noi e ci salvi, qual buono e amico degli uomini.

Conviene inoltre sapere che un tale monaco neotonsurato deve rimanere nella chiesa cinque giorni, senza occuparsi di alcun lavoro, eccetto la lettura, se sa leggere, rimanendo in considerazioni spirituali e in preghiera mentale.

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