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  Intervista di Saker a Peter Koenig

dal blog The Vineyard of the Saker, 31 agosto 2015

Peter Koenig è un economista e un analista geopolitico. È anche un ex impiegato della Banca Mondiale, e ha lavorato molto in tutto il mondo nei settori dell'ambiente e delle risorse idriche. Scrive regolarmente per Global Research, ICH, Russia Today, Sputnik News, TeleSur, il blog The Vineyard of The Saker e altri siti Internet. È l'autore di Implosion – An Economic Thriller about War, Environmental Destruction and Corporate Greed – una fiction basata su fatti e su 30 anni di esperienza nella Banca Mondiale in tutto il mondo. È anche uno dei co-autori di The World Order and Revolution! – Essays from the Resistance.

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Le sanzioni occidentali alla Russia – La cooperazione Russia-Cina e uno spostamento tettonico dell'economia mondiale – Il potere mondiale

Saker: Com'è che la Russia ha affrontato le sanzioni finora e quali sono le prospettive per il futuro?

Peter Koenig: Iniziamo a spiegare cosa sono le "sanzioni"? - Le sanzioni sono punizioni (economiche) da parte dell'impero autoproclamato di Washington e dei suoi seguaci europei su qualunque paese che non segua i dettami dell'impero. In realtà, è peggio. I burattini europei senza spina dorsale europei vi partecipano a dispetto delle proprie perdite, per non essere sanzionati essi stessi dall'impero. In alcuni casi, sono così sottomessi, come nel caso delle punizioni contro la Russia, che promuovono le sanzioni contro i propri interessi (economici e politici), solo per compiacere l'egemone transatlantico che è lontano dal campo di battaglia – e rimane sempre lontano dal campo di battaglia, in modo che gli altri possono essere bombardati e feriti.

Un esempio del caso in questione: due guerre mondiali hanno sconvolto e distrutto l'Europa, anche se gli impulsi per le feroci guerre mondiali sono giunti dagli Stati Uniti. L'attuale 'crisi' attorno all'Ucraina è anch'essa interamente fabbricata e istigata da Washington fino al punto di provocare un'altra guerra mondiale, che forse, volenti o nolenti, potrebbe essere l'ultima della nostra civiltà. Washington non perde un'occasione per denigrare il presidente russo Putin, per entrare nel gioco di potere sempre più apertamente orrendo per l'Ucraina, dove gli uomini di Obama con l'aiuto dei vassalli europei hanno organizzato un colpo di stato, scacciando un presidente democraticamente eletto – Viktor Janukovich – e mettere al suo posto un governo nazista criminale e omicida.

L'idea va contro tutti i precedenti accordi, facendo dell'Ucraina un paese della NATO e usurpando come effetto collaterale le ricchezze dei terreni agricoli dell'Ucraina. L'Ucraina è stata considerata per centinaia di anni il granaio d'Europa, in particolare per l'Unione Sovietica e in seguito per la Russia. L'Ucraina ha anche risorse naturali, in particolare minerali e gas naturale. Con una stima di 1,2 miliardi di metri cubi (m3) l'Ucraina ha le terze più grandi riserve di gas di scisto in Europa. Si accede al gas di scisto attraverso il processo di estrazione molto controverso e ostile dal punto di vista socio-ambientale chiamato 'fracking'.

L'economia statunitense, che dipende in gran parte l'industria bellica, ha bisogno di sempre nuove guerre e conflitti. Più del 50% del suo PIL dipende dalle industrie militari e dai servizi connessi. Obama si vanta di essere attualmente impegnato in 7 guerre in tutto il mondo, nonostante i quasi innumerevoli conflitti in tutto il mondo, istigati, finanziati e realizzati per procura per conto dell'impero. Ma Putin non è caduto nella trappola. Infatti, grazie al pensiero stellare strategico e diplomatico di Vladimir Putin, al mondo – soprattutto all'Europa – è finora stata risparmiata una terza guerra mondiale – la terza guerra in 100 anni.

Per essere sicuri che il mondo in generale sia convinto che la Russia è colpevole nel conflitto atroce e mortale in Ucraina, le sanzioni devono essere montate contro la Russia; Putin deve essere calunniato, offeso, vilipeso. La parola dell'imperatore nudo ha ancora un impatto nell'emisfero occidentale neoliberista: che i politici ci credano o no, si comportano come se ci credessero, allo stesso modo in cui la gente ammira i vestiti nuovi dell'imperatore nudo. Le sanzioni dovrebbero punire il popolo russo, evocare una ribellione interna e portare a un 'cambio di regime'. È avvenuto il contrario. Putin, con l'85%, gode di uno dei più alti indici di gradimento di qualsiasi capo di stato eletto democraticamente.

La seconda domanda è – perché una sola nazione, gli USA, può imporre sanzioni? – Poiché gli Stati Uniti, dopo la seconda guerra mondiale, quando hanno convocato la conferenza di Bretton Woods per stabilire la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale (FMI), avevano già un'idea fissa – di dominare il mondo attraverso l'arma della finanza. Ciò che non era evidente allora, da allora è diventato cristallino. Il vincitore auto-dichiarato della seconda guerra mondiale ha dettato le regole.

Con gli Stati Uniti che detenevano a quel tempo le più grandi riserve d'oro, l'idea geniale era di stabilire una base aurea che ancorava il dollaro USA a un prezzo dell'oro di 35 dollari USA a oncia e che ancorava tutte le altre valute occidentali al dollaro. Il FMI è stato creato per vigilare sul sistema monetario occidentale su base aurea.

Nixon ha abbandonato la base aurea nel 1971 perché (i) erano in circolazione troppi dollari perché gli Stati Uniti tenessero il passo con le riserve d'oro, e (ii) il debito lasciato agli Stati Uniti dalla guerra del Vietnam doveva essere coperto con la vendita di oro al prezzo di mercato, che già allora era di circa dieci volte superiore a quel tasso fisso di 35 dollari. Sì, a quel tempo anche l'amministrazione Nixon aveva una certa etica, cioè pagare i propri debiti.

Ma la vera ragione nascosta era brillante. Lasciando la base aurea, il dollaro è diventato de facto la moneta fiat (a corso forzoso) di riferimento in tutto il mondo e la principale riserva monetaria, sostituendo sostanzialmente l'oro. I grandi contratti internazionali si facevano in dollari, aumentando così la domanda di dollari. Inoltre, attraverso un accordo speciale negoziato tra la famiglia Bush, amica del re saudita, e la casa Saud, accordo poi formalizzato da Kissinger con il governo saudita, l'Arabia Saudita come capo dell'OPEC doveva assicurare che il dollaro rimanesse l'unica moneta in base alla quale scambiare gli idrocarburi in futuro. In cambio, gli Stati Uniti avrebbero assicurato militarmente la sicurezza saudita. Dal momento che tutti hanno bisogno di petrolio, tutti hanno bisogno di dollari. Da qui la richiesta di più dollari in circolazione.

Arriva quindi la BRI – la Banca dei regolamenti internazionali, creata nel 1930 e originariamente istituita per facilitare il pagamento delle riparazioni tedesche imposte dal Trattato di Versailles. Oggi, la BRI, in gran parte di proprietà privata da parte del gruppo Rothschild e di altre famiglie di banchieri occidentali, è considerata la banca centrale delle banche centrali, che controlla quasi tutte le transazioni monetarie internazionali – di cui la maggior parte deve transitare attraverso una banca di Wall Street con sede negli Stati Uniti. Quindi è stato creato un sistema monetario fiat fraudolento grazie al quale Washington ha giocato fino ad oggi al cowboy con il resto del mondo. Ma questo sta cambiando rapidamente.

Per farla breve con una lunga storia, ciò spiega perché gli Stati Uniti hanno (o hanno avuto) così tanto potere finanziario sul resto del mondo, compresa la Russia; perché Washington può sequestrare e bloccare le attività estere in tutto il mondo a volontà, perché può costringere e 'sanzionare' altri paesi a comportarsi secondo l'ordine del giorno degli Stati Uniti.

Questa supremazia sta gradualmente vacillando e si sta dissolvendo sempre più velocemente. Le sanzioni costituiranno più minacce che azioni reali. I BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), nonché i paesi della SCO (Shanghai Cooperation Organization) stanno portando avanti il commercio generale nella loro moneta. Russia e Cina stanno già commerciando idrocarburi nelle proprie valute e altri seguiranno presto.

Il costo delle sanzioni contro la Russia è un argomento controverso. Secondo la CNN, le sanzioni costano alla Russia 'più di 100 miliardi di dollari'. Allo stesso tempo, Newsweek ammette che la Russia potrebbe sostituire facilmente il commercio con l'Unione Europea, aumentando gli scambi con l'Asia e l'America Latina, riducendo rapidamente in tal modo i costi delle 'sanzioni'. Newsweek dice anche che le sanzioni che gli Stati Uniti hanno dettato all'Europa contro la Russia sono costate all'Unione Europea almeno 100 miliardi di euro. La NDTV indiana riporta le perdite dell'Europa a 21 miliardi di euro; allo stesso tempo, segnalano che nel 2013 le esportazioni dell'Unione Europea verso la Russia ammontavano a 119 miliardi di euro. Le 'sanzioni' hanno avuto inizio nel 2014.

La vera storia è l'aumento della miseria soprattutto per i paesi meridionali dell'Europa, come la Spagna, la Grecia, l'Italia; la gente comune soffre con coraggio perdite di esportazioni di prodotti agricoli e turismo in declino. Ma si sono anche persi posti di lavoro in tutta l'UE, per esempio nella sola Germania, i posti di lavoro persi e minacciati a causa delle sanzioni contro la Russia (commercio ridotto) sono stimati a oltre 300.000. La catena di conseguenze è infinita, ma danneggia per lo più l'Europa – e soprattutto non il Grande Maestro ed egemone transatlantico. Putin in realtà ha detto che tali sanzioni sono una manna dal cielo, in quanto consentono alla Russia di sviluppare agricoltura e industria e diventare finalmente autosufficiente, cioè indipendente dal commercio occidentale.

Anche la questione dei prezzi del petrolio e della manipolazione dei prezzi del petrolio è una storia controversa. I prezzi del petrolio sono scesi di circa il 50% negli ultimi 12 mesi, a oggi circa 50 dollari al barile. Questo calo dei prezzi ha sicuramente causato danni a chiunque vende idrocarburi. Il beneficio deve essere politico, da qualche parte. L'opinione comune vorrebbe che l'Arabia Saudita sia in combutta con gli Stati Uniti creando una sovrapproduzione di benzina per danneggiare il 'nemico', vale a dire la Russia, l'Iran e il Venezuela.

Tuttavia, sta emergendo un'interessante nuova teoria, e cioè che l'Arabia Saudita sta sempre più realizzando il declino dell'Occidente e sta cercando una più stretta alleanza con la Russia e la Cina – che sono clienti sicuri per i suoi idrocarburi. Incontri recenti tra i ministri degli esteri russo e saudita, Sergej Lavrov e Adel al-Jubeir, e in particolare la recente visita di quest'ultimo a Mosca nel mese di agosto indicherebbero un riavvicinamento russo-saudita per qualcosa di più della semplice energia.

Alcuni mezzi di comunicazione sostengono i sauditi vedono affondare la nave occidentale e sono alla ricerca di nuove alleanze in una nuova orbita. La nuova Russia-Cina (BRICS, SCO) potrebbe dare loro il benvenuto in cambio di alcuni concessioni politiche. E potrebbe essere proprio possibile che in accordo con la Russia e nonostante il danno temporaneo alla Russia, i sauditi tengano il prezzo del petrolio basso, cosa che può danneggiare l'industria del gas di scisto o del fracking degli Stati Uniti più della Russia. Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia il pareggio medio per il petrolio è di circa 60 dollari al barile – il che rende molti siti di produzione di petrolio di scisto non più redditizi, soprattutto in Texas e in North Dakota. Queste industrie sono cresciute negli ultimi dieci anni e sono fortemente indebitate, quindi i fallimenti abbondano. Nel solo Texas circa 60.000 operai di petrolio di scisto / fracking sono senza lavoro. – Si può chiamare questa situazione 'sanzioni inverse'.

Inoltre, quando i prezzi del gas sono scesi drasticamente all'inizio di quest'anno, molti azionisti occidentali della società del gas russo si sono trovati in preda al panico e hanno venduto le loro azioni a prezzi stracciati – solo perché il governo della Russia le ricomprasse a un utile netto di 20 miliardi di dollari in un paio di giorni, come ha segnalato lo Spiegel-on-line all'inizio di quest'anno.

Come sappiamo, la diplomazia tra Lavrov e Kerry non ha fatto progressi di un pollice per quanto riguarda la Siria. Al contrario – l'ISIS, sponsorizzato dagli Stati Uniti, dai sauditi e gli altri Stati del Golfo, ma anche dall'UE e dalla NATO, sta violando sempre più parti del territorio siriano, uccidendo ancor più civili e causando una marea di profughi a cui viene bloccato l'ingresso nella UE – corresponsabile della distruzione massiccia e della miseria in Medio Oriente.

Saker: Qual è la natura complementare delle economie di Russia e Cina e qual è il potenziale di collaborazione di queste due economie?

Peter Koenig: Ciò che i diversi incontri ad alto livello tra Russia e Arabia Saudita potrebbero avere come ordine del giorno, diverso da accordi energetici e vendite di armi – è che i sauditi assumano un ruolo attivo nel contribuire a smilitarizzare il Medio Oriente, in particolare bloccando la sponsorizzazione e gli armamenti all'ISIS e agli altri gruppi terroristici contro la Siria – e cerchino di normalizzare le relazioni con l'Iran, entrambi paesi che sono stretti alleati di Russia e Cina.

Russia e Cina hanno già una stretta collaborazione in materia di assistenza finanziaria reciproca con grandi scambi valutari tra le due banche centrali. Essi sono anche strettamente legati nel commercio, come testimoniano in particolare i recenti enormi accordi sul gas. La Russia ha firmato con la Cina l'anno scorso due enormi accordi sul gas, pari quasi all'equivalente di 800 miliardi di dollari USA. Il commercio si svolgerà nelle rispettive valute locali, non in dollari americani.

Questa e altre offerte di idrocarburi in valute diverse dal dollaro USA ridurranno drasticamente la domanda di dollari e indeboliranno ancora di più la credibilità dei dollari come valuta di riserva. Nel 2000, le riserve internazionali erano per più del 70% in titoli denominati in dollari statunitensi. Questa cifra è scesa nel 2010 al 60% e oggi si sta rapidamente avvicinando al 50%. Quando il tasso scenderà al di sotto della soglia del 50%, si potrà prevedere una fuga dal dollaro.

Russia Insider e Russia Today hanno riferito che la Russia emetterà nel 2016 una nuova carta di pagamento internazionale, la carta MIR (MIR significa pace nel mondo), in collaborazione con il sistema della carta di credito giapponese JCB. Quando la nuova carta MIR prenderà piede in Occidente, la richiesta di dollari e la credibilità del dollaro come valuta di riserva caleranno ulteriormente. Un crollo del sistema monetario fiat occidentale, arma di usurpazione e distruzione in tanti paesi del mondo, potrebbe essere imminente.

Perché la valuta cinese si è 'svalutata' e la borsa cinese è arrivata quasi al collasso? – I media occidentali indicano come responsabilità fondamentale un'economia cinese vacillante. Date una seconda occhiata: lo yuan era stato sopravvalutato su insistenza degli Stati Uniti, che hanno fatto in modo che la banca centrale cinese mantenesse lo yuan fluttuante all'interno di un 'serpente' del 2% nei confronti del dollaro, una richiesta tollerata a causa delle enormi riserve di dollari (circa 16 trilioni) che la Cina detiene. Ora, la Banca della China ha deciso di lasciare che lo yuan 'fluttui' al suo valore naturale, cosa che gli darà ulteriore forza nel mercato mondiale. In questo modo sarà più attraente come valuta di riserva mondiale – il che è esattamente ciò che la Cina punta a raggiungere, vale a dire che lo yuan sia ammessi nel paniere dei DSP (diritti speciali di prelievo) del FMI, che oggi è composto da solo quattro valute – dollaro USA, sterlina inglese, euro e yen giapponese. Aggiungendo lo yuan, ciò renderebbe lo yuan de facto una valuta di riserva accettata a livello internazionale, sottraendo ulteriore peso al dollaro.

Per quanto riguarda la Borsa – è sorprendente che i banchieri occidentali propagandino un declino dell'economia cinese che secondo il loro stesso resoconto (Bloomberg) è ancora in crescita al 7%, che è proprio quello che vuole la Cina. Conoscendo l'impatto che le fluttuazioni di borsa di Shanghai hanno sui mercati mondiali, è più facile che siano i banchieri cinesi, come fanno spesso le loro controparti occidentali, a 'massaggiare' la borsa cinese verso il basso, una 'sanzione' indiretta verso l'Occidente – che costa agli investitori e alle banche occidentali centinaia di miliardi di dollari, ma che non cambia quasi nulla nell'economia interna cinese.

Il leader della Cina, Xi Jinping, si è unito alla celebrazione della vittoria russa sulla Germania nazista, il 9 maggio 2015, con le guardie d'onore cinesi che sfilavano a fianco delle truppe russe. Allo stesso modo, Putin e le truppe russe si uniranno a Xi a Pechino il 3 settembre per celebrare il 70° anniversario della capitolazione giapponese, la fine della seconda guerra mondiale. Questo invia all'Occidente un chiaro messaggio di una solida alleanza difensiva Russia-Cina. La recente espansione della SCO nel settembre 2014 in Tagikistan – con l'ammissione dell'India, del Pakistan e dell'Iran alla coalizione militare economica e strategica, migliora ulteriormente l'emergere di un nuovo potere a est.

Queste osservazioni di cambiamento possono segnalano che uno spostamento tettonico del potere, non solo in Medio Oriente, ma in tutto il mondo potrebbe non essere lontano. Avviene a poco a poco, non dall'oggi al domani, permettendo ai paesi non allineati di prepararsi per una nuova era: un'era di paesi sovrani che vivono in pace e giustizia sociale.

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