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  Arciprete John Whiteford: lo scisma sull’Ucraina

predica di domenica 21 ottobre 2018, trascritta a cura dello ieromonaco Aidan (Keller)

dal blog di padre John Whiteford, 22 ottobre 2018

Clicca per SCARICARE il documento come PDF file  
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NB. Se volete sentire padre John in persona, cliccate qui per il podcast della predica in inglese.

Nel nome del Padre e del Figlio e del santo Spirito.

La storia non è solo qualcosa di cui leggiamo nei libri di testo, ma è qualcosa che stiamo vivendo. È solo che non ce ne rendiamo conto, perché spesso non vediamo accadere eventi enormi. Ma in termini di storia della Chiesa, potremmo trovarci nel bel mezzo di un grande cambiamento. Spero che in retrospettiva guarderemo indietro a questi eventi come a una piccola interferenza sullo schermo di un radar, perché il problema è stato risolto molto rapidamente. Ma come molti di voi probabilmente sanno, il patriarca ecumenico Bartolomeo ha annunciato che sta per stabilire una chiesa autocefala in Ucraina e ha sollevato gli anatemi contro vescovi scismatici, li ha reintegrati nei ranghi da cui sono stati deposti... e non ha assolutamente alcuna autorità per farlo, secondo i canoni della Chiesa.

Ora, un po' di conforto che penso che possiamo ricevere dalla storia è che questo genere di cose non sono nuove nella Chiesa. Abbiamo avuto polemiche, abbiamo avuto eresie, abbiamo avuto scismi nella storia della Chiesa, e finché la Chiesa esisterà in questo mondo caduto, e finché sarà abitata dai peccatori che vivono in tale mondo caduto, ci saranno persone che causeranno tali divisioni nella Chiesa, e la Chiesa ha resistito a molte tempeste, molto peggiori di quanto questa potrebbe essere.

Proprio ieri abbiamo celebrato il ventesimo anniversario della fondazione della nostra parrocchia, e preferirei piuttosto parlarvi di dove siamo stati come parrocchia e dove stiamo andando, per celebrare questo grande evento. Ma invece sento di dover parlare di questo, perché so che molti di voi hanno posto delle domande al riguardo, e voglio che capiate che quando i nostri vescovi hanno annunciato che non saremo più in comunione con il patriarca ecumenico fino a quando questa crisi non sarà risolta, non hanno preso alla leggera tale questione.

Nella nostra parrocchia abbiamo molte persone che vengono dall'Ucraina, e so, avendovi parlato della situazione politica dell'Ucraina, che non siete tutti d'accordo. Non so se avete parlato tra di voi e lo avete capito, ma io l'ho certamente capito parlando con voi. Ci sono persone che si situano su vari punti dello spettro in termini di come vedono cosa è successo in Ucraina, in particolare negli ultimi anni. Ma la politica è una cosa e l'ecclesiologia è un'altra. Abbiamo tutti diritto alle nostre opinioni politiche, ma non abbiamo diritto alla nostra ecclesiologia. C'è solo una ecclesiologia ortodossa. Abbiamo una tradizione canonica in cui esiste l'ordine ecclesiale che dobbiamo seguire. La Chiesa russa in realtà, nonostante tutte le accuse che essa abbia assunto posizioni politiche in Ucraina, ha cercato di astenersi dal prendere qualsiasi tipo di posizione politica. Alcune persone cercano di dire che l'Ucraina è una vacca da mungere per la Chiesa russa. Non un centesimo del denaro raccolto in Ucraina va alla Chiesa in Russia; questo non è assolutamente vero. Ma l'Ucraina non è solo una parte della Chiesa russa, l'Ucraina è il cuore della Chiesa russa. L'Ucraina è il luogo dove è iniziata la Chiesa russa. E posso dirvi che la Chiesa Russa all'Estero, solo per darvi un esempio, non è solo un gruppo di "grandi russi", per così dire in mancanza di un termine migliore... non è solo un gruppo di persone dalla Federazione Russa o ad essa collegati, che stanno sfruttando i poveri ucraini. La nostra chiesa... il primo primate che abbiamo avuto è stato il metropolita Antonij Khrapovitskij, che era stato metropolita di Kiev. Il monastero della Santissima Trinità è stato fondato da monaci che venivano dalla Lavra di Pochaev. Il nostro vescovo discende dai cosacchi del Don e il nostro attuale metropolita è un ucraino. Non mi sono preoccupato di chiedere di quale vescovo abbia origini ucraine, ma nel corso degli anni ho appreso che molti dei nostri vescovi che io presumevo russi hanno origini ucraine. E, ovviamente, l'Ucraina è un paese molto vario. Ci sono persone che parlano russo e si considerano davvero russi, e poi ci sono persone che parlano ucraino e si considerano ucraini. E va tutto bene, e nella Chiesa possiamo avere questo tipo di differenze. E un'altra cosa che direi è che potrebbe venire il giorno in cui la Chiesa dell'Ucraina diventerà una Chiesa autocefala, quando ciò sarà fatto nel modo giusto, e questa in definitiva potrebbe benissimo essere la volontà di Dio per la Chiesa ucraina. Non posso saperlo: questo è al di sopra della mia visione. Ma non può succedere nel modo attuale. Non è così che le cose accadono nella Chiesa se esiste un minimo di buon ordine.

Potrei passare molto tempo a parlare della storia della Chiesa ucraina e del suo legame con la Chiesa russa. Ci sono un certo numero di articoli online che potete leggere su questo argomento, e in effetti io scriverò alcuni articoli sull'argomento con link a molti di questi testi, quindi quelli di voi che sono interessati alla storia, saranno sicuramente in grado di leggere quanto volete e di scoprire che, per più di 300 anni, più a lungo di quanto gli Stati Uniti sono stati una nazione indipendente, la Chiesa ucraina è stata innegabilmente e pienamente parte della Chiesa ortodossa russa. Ma oggi non ho intenzione di passare il tempo a parlarne, perché ci vorrebbe troppo tempo; ciò di cui parlerò, solo brevemente, è che il patriarca Bartolomeo stesso sa perfettamente che quanto ho appena detto è vero, e lo ha detto in un certo numero di occasioni. Quando il capo di questo gruppo scismatico, Filaret Denisenko, fu deposto dalla Chiesa russa, per (tra le altre cose) aver avuto una moglie e tre figli, il che è ovviamente contrario ai canoni, ma anche per aver fatto un certo numero di altre cose che stavano causando enormi problemi nella Chiesa ucraina, in una lettera che il patriarca Bartolomeo scrisse all'allora patriarca Alessio II, dichiarò,

"Desideriamo rendere noto al vostro amore, come vostro fratello, che la nostra santa e grande Chiesa di Cristo riconosce pienamente che la vostra santa Chiesa di Russia ha la giurisdizione esclusiva in materia e accetta le decisioni sinodali prese nei confronti di [Filaret]" [ Lettera di sua Santità il patriarca ecumenico Bartolomeo a sua Santità il patriarca Alessio II di Mosca e Tutta la Rus', 26 agosto 1992].

Il Patriarca Irinej di Serbia ha recentemente scritto una lettera, una lettera aperta, in cui si è opposto a ciò che il patriarca ecumenico stava proponendo di fare in quel momento, e in quella lettera ha sottolineato un punto molto importante. Egli ha detto:

"Vostra Santità, in nessun modo il desiderio e l'intento di offenderla o di addolorarla ci vengono in mente, nemmeno brevemente.Tuttavia, siamo obbligati a ricordarle la sua promessa fatta a Chambésy, Ginevra, alla presenza dei primati delle Chiese ortodosse, e di conseguenza anche alla presenza della nostra stessa mediocrità, che non sarebbe intervenuto negli affari della Chiesa di Ucraina "[Lettera del mese di agosto 2018 dal patriarca di Serbia Irinej al patriarca ecumenico Bartolomeo] .

E questo è successo nel 2016, in un incontro tra tutti i capi di tutte le Chiese autocefale.

In effetti, in una lettera che il Santo Sinodo russo ha scritto il 14 settembre, quando il patriarca ha annunciato le sue intenzioni, si è sollevato un punto simile, dicendo,

"Nel frattempo, durante la Sinassi delle Chiese ortodosse locali a Chambésy nel gennaio 2016, il patriarca Bartolomeo ha pubblicamente definito il metropolita Onufrij unico primate canonico della Chiesa ortodossa in Ucraina. Nella stessa occasione il primate della Chiesa di Costantinopoli prometteva che né durante il Concilio di Creta né in seguito avrebbe fatto alcun tentativo di legalizzare lo scisma o di concedere a nessuno l'autocefalia su base unilaterale." [Dichiarazione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa sull'intervento non canonico del Patriarcato di Costantinopoli nel territorio canonico della Chiesa ortodossa russa, 14 settembre 2018].

Anche se lo stesso patriarca ecumenico avesse creduto sinceramente di avere una pretesa legittima sull'Ucraina – il che, ovviamente, dalle sue dichiarazioni precedenti sappiamo che non è vero... ma anche se lo avesse creduto, il modo con cui ha agito non è il modo corretto. Anche se pensasse, per esempio, che la Chiesa russa stava semplicemente gestendo male la situazione in Ucraina, e che quelli della chiesa scismatica, la cosiddetta "Chiesa autocefala dell'Ucraina" avessero qualche legittima lamentela che doveva essere messa in onda, il modo canonico per lui di occuparsene sarebbe stato quello di indire un sinodo panortodosso. E alcuni potrebbero dire: "Bene, come sappiamo che i russi si sarebbero presentati?" Bene, dopo che egli ha annunciato quello che stava per fare, la Chiesa russa ha chiesto proprio un sinodo panortodosso del genere, così come hanno fatto i capi di molte altre chiese autocefale, e perciò la Chiesa russa avrebbe chiaramente partecipato a tale concilio. Ma la ragione per cui non indice un simile concilio è perché fino ad oggi non una sola Chiesa autocefala al di fuori del Patriarcato Ecumenico ha espresso alcun sostegno per quello che egli sta facendo. E molte di loro hanno infatti espresso esattamente l'opposto – hanno detto molto chiaramente che condannano ciò che sta facendo.

Mi piacerebbe parlare un po' di alcuni canoni che sono rilevanti qui. La Chiesa è costruita sui canoni dei Concili ecumenici, ma ci sono alcuni canoni molto antichi che vengono anche prima dei Concili ecumenici; tra loro ci sono i Canoni dei santi apostoli, il cui Canone 11 dice,

"Se qualche chierico prega in compagnia di un chierico deposto, sarà deposto anche lui" (D. Cummings, trans., The Rudder of the Orthodox Catholic Church: The Compilation of the Holy Canons of Saints Nicodemus and Agapius, West Brookfield, MA: The Orthodox Christian Educational Society, 1983, p. 23).

Il canone 16 dice che se un vescovo ammette come chierico "a dispetto della privazione prescritta contro di lui" ...in altre parole, se prende un sacerdote che è stato deposto e lo accetta come sacerdote, che questi sia "scomunicato come maestro di disordine" [Ibid., p. 27].

E poi il Canone 35 dice:

"Che un vescovo non osi conferire ordinazioni al di fuori dei suoi confini, in città e territori non soggetti a lui. Se sarà dimostrato che lo ha fatto contro i desideri di coloro che hanno il possesso di quelle città o territori, che sia deposto, così come quelli che ha ordinato" [Ibid., p. 52].

E poi il Canone 2 del Concilio di Antiochia, che è stato specificamente approvato dai successivi Concili ecumenici e così ha un peso ecumenico, dice,

"Come per tutte quelle persone che entrano in chiesa e ascoltano le Sacre Scritture, ma che non comunicano in preghiera insieme e allo stesso tempo con i laici, o che rifiutano la partecipazione all'eucaristia, in accordo con qualche irregolarità, noi decretiamo che queste persone siano emarginate dalla Chiesa fino a quando, dopo essersi confessate e manifestando frutti di pentimento e implorando perdono, riusciranno a ottenere il perdono; inoltre decretiamo che non è consentita la comunione con gli esclusi dalla comunione, né in una chiesa è permesso ammettere coloro che non hanno accesso a un'altra chiesa: se qualcuno tra i vescovi, i presbiteri, i diaconi o altri chierici dovesse apparire ad avere comunione con coloro che sono stati esclusi dalla comunione, anch'egli deve essere escluso dalla comunione, poiché appare che confonde il Canone della Chiesa" [Ibid., p. 535, enfasi aggiunta].

I canoni sono estremamente chiari sul fatto che ciò che fa il Patriarca ecumenico è sbagliato, che non ha alcuna competenza in materia. Questo è il motivo per cui i nostri vescovi hanno affermato che, fino a quando non si risolverà la questione, non concelebreranno più con il clero del Patriarcato Ecumenico. Ci è stato anche detto che non dobbiamo, nemmeno come laici, comunicarci nelle loro parrocchie. Ora, se ci sono circostanze straordinarie, allora parlatemene, e possiamo vedere. Noi infatti non crediamo che i canoni siano come mine anti-uomo. Noi non crediamo che, poiché il patriarca ha violato i canoni, sia già deposto e che tutti quelli che sono connessi con lui siano già fuori dalla Chiesa. Non ci crediamo. Ma quello che stiamo dicendo è che queste saranno le conseguenze, se continuano su quella strada e non c'è riconciliazione, e nessun tentativo di affrontare la situazione e correggerla.

Ora io (e sono sicuro, anche molti di voi) ho molti amici tra il clero e i laici che sono sotto il patriarca ecumenico, e mi rattrista davvero tanto che siamo arrivati ​​a questo punto, ed è una sensazione molto surreale essere in questa situazione. Fino a poco tempo fa, io ero il presidente dell'Associazione ortodossa del clero di Houston – questo è cambiato (per motivi estranei a tutto questo) a settembre, e come conseguenza di ciò, così come stanno le cose adesso, non potrò partecipare alle riunioni dell'Associazione del clero o alla Domenica dell'Ortodossia, e se continua a essere un problema, non potrò concelebrare con dei miei confratelli chierici nella zona di Houston, e sono molto triste che la situazione sia arrivata a questo punto. Ma è giunta a questo punto a causa delle azioni di persone che hanno scelto di ignorare la verità e che hanno scelto di ignorare i canoni. E ci deve essere ordine nella Chiesa. Noi abbiamo dei canoni per una ragione. Non abbiamo un papa, per la semplice ragione che non crediamo che Cristo abbia mai dato ad alcuna persona alcuna infallibilità, o qualche potere speciale di governare tutta la Chiesa. Lord Acton disse che il potere corrompe e il potere assoluto corrompe assolutamente. La Chiesa ha delle suddivisioni, e ha dei pesi e contrappesi, proprio come li ha il nostro governo (almeno costituzionalmente), per una ragione. Questo perché finché ci saranno peccatori avremo vescovi sviati – e persino vescovi molto prominenti. E dobbiamo avere i mezzi per correggerli, e non possiamo avere un vescovo che non risponda a nessuno, che fa solo ciò che vuole, e nessuno può metterlo in discussione. Non siamo in una chiesa del genere. Se fossimo in tale chiesa, saremmo cattolici romani... e non lo siamo, perché non crediamo che ciò sia vero. Non lo ritroviamo nella storia della Chiesa. E quindi quello che dobbiamo fare è pregare sinceramente che questa questione venga risolta. Ne ho parlato con vladyka Peter [il vescovo locale di padre John, ndt] e lui ha espresso alcune speranze che forse la crisi si risolverà in un futuro non troppo lontano. Lui potrebbe sapere sulla situazione qualcosa che io non conosco, e spero che si riveli corretto. La mia opinione più scettica è che la crisi non possa essere risolta in tempi brevi. Ma dobbiamo pregare. Dobbiamo pregare per un miracolo che le persone si pentano e che l'unità e la pace nella Chiesa siano ripristinate. Amen.

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