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  L'Ortodossia in Pakistan

http://www.pravoslavie.ru/english/57829.htm

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Il 18 settembre 2012, il Dipartimento Missionario dell'Accademia Teologica di Mosca ha ospitato un incontro con il sacerdote Adrian Augustus della Chiesa ortodossa russa all'estero, che svolge il suo ministero in una parrocchia cristiana ortodossa che ha fondato in Pakistan.

Il percorso verso Cristo. Il sacerdozio

Padre Adrian

La mia conversione all'Ortodossia non è stata facile. Fino alla mia conversione, nel 2007, ero un diacono anglicano in India. Quando ho iniziato a cercare l'Ortodossia, ho inviato molte lettere con domande sulla fede all'unica persona che mi ha fornito risposte dettagliate, Vladyka Hilarion, che era allora arcivescovo di Sydney. Vengo da una famiglia molto povera, mia madre era un'insegnante di scuola, e la vita procedeva in uno spirito rigidamente cattolico. Quando Vladyka mi ha suggerito di iscrivermi al seminario a Jordanville, NY, mia madre si è ammalata gravemente, e mi sono trovato in una situazione difficile, andare in America mi era praticamente impossibile. Tre mesi più tardi, Vladyka Hilarion ha scritto che mi poteva ricevere in Australia. Vladyka è divenuto per me come un padre. Tutto quello che so sul Cristianesimo ortodosso l'ho imparato da lui. Volevo molto diventare sacerdote, ma non ho chiesto a Vladyka di ordinarmi, aspettando che il Signore stesso lo facesse accadere. Quando alla fine sono stato ordinato, non ho voluto limitare il mio ministero a una parrocchia: ho voluto che la nostra vera fede fosse accessibile a tutti. Molte persone in Pakistan e in India vogliono conoscere l'Ortodossia e diventare cristiani zelanti, ma hanno poche opportunità di farlo.

La vita in Pakistan oggi è molto difficile a causa del governo musulmano, ed è pericoloso per i bianchi vivere in campagna, e così i missionari non vogliono andarci. È vero, il Pakistan non è in alcun modo un paese sicuro. Si deve notare che questo paese è pericoloso non solo per i bianchi e gli stranieri, ma anche per i propri cittadini: all'interno del paese, i musulmani lottano con altri musulmani, i musulmani uccidono altri musulmani. Il Pakistan è diviso in tre grandi gruppi. Nel nord ci sono i pashtun dell'Afghanistan, i punjabi vivono in mezzo, i sindhi vivono nel sud, e tra i sindhi stessi c'è un piccolo gruppo di indiani, e queste popolazioni sono tutte in conflitto. Un pakistano quando esce di casa la mattina semplicemente non sa se tornerà alla sera.

Una voce dal Pakistan

C'erano due persone in Pakistan che avevano lasciato il seminario cattolico e, come avevo fatto io qualche tempo prima, avevano mandato via e-mail lettere con domande sulla fede, cercando di trovare l'Ortodossia. Vladyka Hilarion mi ha trasmesso queste lettere, perché conosco la mentalità di queste persone ed ero in grado di determinare se questi erano credenti genuini o se erano stati inviati da persone che non hanno alcun desiderio di trovare Cristo. La popolazione del Pakistan è molto povera, e questa poteva semplicemente essere una truffa. Quando ho letto le e-mail, tuttavia, il mio cuore si è commosso. Non ci ho pensato due volte, e chiedendo la benedizione di Vladyka, mi sono direttto in Pakistan.

Quando sono arrivato, sono stato molto sorpreso: invece delle due persone che hanno scritto le e-mail, sono stato accolto da una cinquantina di persone. Quando mi sono sistemato nella mia camera d'albergo, non mi era permesso di andare fuori. Il problema era questo: è ancora pericoloso per me venire in Pakistan, perché ho la pelle più chiara, essendo indiano. C'erano state quattro guerre tra il Pakistan e l'India, e quando sono arrivato, sono stato visto come una spia. Ma un membro locale del Parlamento mi ha dato il permesso di lasciare l'hotel per dodici ore, ritenendomi un missionario e non una spia. La stampa ha riferito che è arrivato un sacerdote, e ancora più persone sono venute a trovarmi, e, pregando lo Spirito Santo, ho cominciato a predicare. In un primo momento ho cercato di parlare del tempo prima della nascita di Cristo. Poi ho parlato della Natività, della creazione della Chiesa, del periodo dei sette Concili Ecumenici, e del ruolo che hanno i sacerdoti e i diaconi. Ho cercato di spiegare che accettare l'Ortodossia non è così semplice, che una persona deve essere prima trasformata. L'unica ragione normale per venire all'Ortodossia è quella di diventare un santo della Chiesa, perché l'anima umana si unisce a Dio dopo la morte. E il ruolo del sacerdote è quello di dare alla persona una piccola spinta per iniziare questo sforzo. Non c'è alcun modo semplice di farlo, è necessaria la preghiera e il digiuno e il compimento di tutti gli altri metodi tipici dell'Ortodossia. Dopo due ore di predica, coloro che cercavano la vera fede mi hanno fatto molte domande, ci sono stati rappresentanti delle agenzie che hanno cercato di trovare qualcosa di sospetto nella mia predica. Quella notte, circa 110 cattolici hanno aderito alla fede ortodossa. Il giorno dopo sono stato anche in grado di battezzare circa 74 persone provenienti da 10 famiglie pakistane. Ho chiesto alle persone perché erano così interessate alla mia predica, e mi hanno detto che sono stati toccati dal fatto che io, indiano, è venuto da loro di predicare il cristianesimo ortodosso, e che non li ho guardati come una sorta di persone cattive, non ho giudicato il loro aspetto - questi pakistani sono poveri, semplici contadini. Nella chiesa, e durante le nostre discussioni, non prendo una sedia quando loro si siedono per terra, mi siedo accanto a loro. Queste persone hanno un particolare bisogno di cura pastorale, perché non hanno nessuno che li ascolti: né nella moschea né nella chiesa cattolica. Dobbiamo tenere a mente che in Pakistan e in India, la Chiesa cattolica è una grande, potente organizzazione. I seminaristi cattolici sono spesso inviati a lavorare come direttori di scuole locali subito dopo la laurea, scuole in cui ogni bambino aspira a essere accettato. Come dirigenti scolastici, i parroci cattolici dimenticano che sono in primo luogo pastori, non dirigenti scolastici. Spiego alle persone che vengono a vedermi che il mio compito di sacerdote è al servizio delle persone per la loro salvezza, per amarle e prendermi cura di loro.

Vladyka è stato felice di vedermi tornare vivo...

La mia prossima sfida era quella di preservare la comunità di 100 pakistani convertiti. Quando sono tornato in Australia, ho detto subito a Vladyka che dovevamo affrettarci ad organizzare una missione in Pakistan. Vladyka Hilarion mi ha dato la sua benedizione per istituire la missione dell'Arcangelo Michele. Ho chiesto alla gente in Pakistan perché mi hanno invitato al posto di altri preti ortodossi che già servono in Pakistan. Hanno risposto che quei sacerdoti appartengono al Patriarcato Ecumenico, mentre io appartengo alla Chiesa ortodossa russa, e dal momento che la Chiesa russa è la più grande di tutte le Chiese nazionali, ed è composta da molti popoli diversi, speravano di ricevere cure dalla Chiesa russa. Considerando tutti i santi che hanno glorificato la terra russa, e visto che io appartengo a questa stessa Chiesa russa, i pakistani credevano che anch'io potessi amarli e prendermi cura di loro. Ho anche chiesto a Vladyka Hilarion di nominare più sacerdoti, in modo che presto si potesse celebrare la Divina Liturgia.

Il mio secondo viaggio in Pakistan è durato 10 giorni. Questa volta la mia missione principale era la cura pastorale. Mi sono incontrato con la gente, cercando di capire le loro esigenze, cercando di "spiegare le ali" su di loro. Sono stato poi in grado, per la prima volta, di celebrare la Liturgia in stile russo, ma in lingua urdu. Sono stato anche in grado di convertire un ex sacerdote cattolico e sua moglie all'Ortodossia. Una volta, mentre stava traducendo il testo liturgico in urdu, le parole assegnate al sacerdote hanno toccato il suo cuore, e ha desiderato tornare indietro a quei tempi in cui queste preghiere erano state composte. Questa è stata la ragione per cui ha voluto convertirsi all'ortodossia. Questa ultima volta, più di 50 nuove persone sono venute a Cristo.

Vorrei anche dire che ora ho la possibilità di recarmi in Pakistan senza un invito. Una volta ho avuto modo di incontrare l'ambasciatore pakistano e spiegare chi sono e cos'è la Chiesa ortodossa, spiegare che non sono una spia, e così via. Egli si è congratulato con me per i miei sforzi di lavoro per il bene dei pakistani, ma ha detto che fare lavoro missionario con un visto turistico è illegale, e poi ha detto una cosa notevole. Mi ha detto che crede nel mio lavoro in Pakistan, e che posso ricevere un visto missionario. È quasi impossibile per un prete cristiano ricevere un visto missionario in un paese islamico. Durante il mio viaggio successivo ho incontrato membri dei servizi segreti pakistani, ho mostrato loro la mia croce e il mio visto missionario, affermando che il governo mi ha permesso di lavorare qui. Potete credermi o no, ho detto. Hanno chiesto quali erano i miei progetti, e ho detto che volevo costruire una chiesa. Ci sono tre cristiani nella comunità pakistana che desiderano diventare sacerdoti, e si trovano ad affrontare le proprie sfide. I cristiani ortodossi ora si riuniscono nelle case per i servizi divini che i laici possono compiere da soli, li ho istruiti a leggere le ore e l'obednitsa [servizio dei lettori] e il Vangelo, e dopo continuano la loro riunione socializzando mentre prendono il tè. È molto importante che ci sia un sacerdote regolare in Pakistan appena possibile. Se muore un cristiano, chi condurrà i servizi funebri? Il mio prossimo viaggio in Pakistan è previsto in gennaio-febbraio, per 5-6 giorni.

"Né greco, né ebreo"

Padre Adrian cresima i pakistani ortodossi. Foto dalla pagina Facebook della chiesa.

La prossima volta, un giovane di 22 anni da Odessa mi accompagnerà nel mio prossimo viaggio. Invito chiunque, non solo gli australiani, ma anche i russi, a unirsi a me nel mio lavoro in Pakistan. Abbiamo un albergo con vigilanza armata, dove saranno al sicuro. È molto importante per i pakistani se qualcuno viene dalla Russia, perché poi sentiranno che tutta la Chiesa li sostiene, si prende cura di loro. Se li visitate, cercate di socializzare quanto potete, e i poveri daranno il loro ultimo centesimo per farvi sentire comodi.

Il mio sogno è quello di diffondere l'Ortodossia, non ho paura della morte, perché faccio tutto per il bene della Chiesa, la Chiesa è la mia famiglia, la mia vita, la fede ortodossa mi ricolma, e voglio condividerla con gli altri.

 

- Padre Adrian, è la sua prima visita in Russia?

- Sì, questa è la mia prima volta qui. La Russia è un paese che ho sempre voluto visitare. Naturalmente, a causa della Chiesa ortodossa, sarei felice di rimanere qui per sempre. Uno dei santi preferiti della comunità pakistana è San Sergio di Radonezh. Essere in grado di venerare le sue reliquie è stata molto speciale per me.

- Ha intenzione di lavorare con l'Accademia Teologica di Mosca?

- Sì. Tre dei nostri candidati andranno presto in Thailandia a vedere padre Oleg per la pratica liturgica. E ho intenzione di inviare i futuri candidati anche qui. Abbiamo anche sei giovani donne che desiderano diventare monache, hanno circa venti anni. Quando ho chiesto perché, hanno detto di voler diventare spose di Cristo. Si deve sapere che in Pakistan, come nazione musulmana, una donna non ha diritti. Due di loro sono state novizie in un convento cattolico per sei anni. Le suore nella Chiesa cattolica sono diverse da quelle ortodosse. Abbiamo regole completamente diverse. Padre Georgij Maksimov ed io stiamo cercando di organizzare il loro viaggio in conventi in Russia per un paio di settimane, in modo da poter sperimentare quella vita da se stesse.

- Presto inviterà i seminaristi a unirsi alla vostra missione in Pakistan. Quali requisiti dovrebbe avere chiunque voglia andare?

- Lasciare il loro orgoglio a casa. Se qualcuno ti versa il tè in una tazza rotta, ringraziali e bevi. La cosa principale è quella di essere amichevoli, amarli, ed è tutto ciò che serve. Naturalmente, si deve sapere cos'è l'islam, ed essere in grado di spiegare, se necessario, perché la salvezza si trova nell'Ortodossia, e non altrove. Naturalmente, vi garantisco che sarete al sicuro, meglio che io muoia piuttosto che qualcun altro soffra. Non si deve pensare ai talebani, la comunità è abbastanza sicura. Sarebbe bene se due o tre studenti potessero aiutarmi con la Liturgia, anche se io servo in urdu, alcuni brani possono essere cantati in slavonico ecclesiastico.

- Che cosa dovranno fare quelli che si offrono volontari per andare con lei? Quale sarà il loro lavoro?

- Sedersi con le persone e con un traduttore che io fornirò, e parlare loro dei santi padri, del cristianesimo ortodosso, del senso della vita. Se guardate le nostre foto, vedrete che mi siedo con loro per terra, senza la mia tonaca, e parliamo come amici. La mia esperienza personale è che la diffusione vera del Vangelo si verifica intorno a una tazza di tè, durante una conversazione amichevole.

- Non tutti i seminaristi hanno lo spirito missionario di cui parla, pensa che i seminari possano infondere il desiderio di diffondere la verità ai loro studenti?

- È molto egoista voler salvare solo se stessi. E' facile salvare se stessi, ma per salvare se stessi e il prossimo è molto più difficile. Bisogna pensare alle persone che non conoscono l'Ortodossia, non conoscono la vera fede, ci si deve ricordare che stanno morendo spiritualmente. Il nostro obiettivo è quello di portarle alla fede. Il seminario deve utilizzare programmi speciali, è necessario sottolineare l'importanza del lavoro missionario, e indicare gli esempi di san Nicola del Giappone, pari agli apostoli, san Giovanni di Shanghai. E, naturalmente, è opportuno invitare missionari ben noti a tenere lezioni sulla loro esperienza.

- Padre Adrian, chi finanzia i suoi viaggi?

- Lo faccio io, lavorando all'American Express Bank cinque giorni alla settimana.

- Che cosa nel Vangelo tocca il cuore del popolo pakistano?

- Avevano sentito il Vangelo da cattolici, evangelici e anglicani. Cerco di sottolineare la vita secondo il Vangelo, e non semplicemente di fare lezioni su di esso. Spiego che la Chiesa non è un club sociale, l'obiettivo principale della Chiesa è quello di avvicinarci alla santità. Nella Chiesa si deve fare in modo che il Vangelo si conservi nei nostri cuori, e, quando lasciamo il tempio, dobbiamo diffondere questa Parola di Dio nel mondo intero, perché dia forza a noi e ai nostri vicini.

- Quali domande le fanno più spesso i membri del vostro gregge?

- Molto spesso mi chiedono qual'è la differenza tra ortodossia e cattolicesimo. Cerco di capirli e insegnare loro che il loro obiettivo è quello di avvicinarsi alla santità. Il problema è che i cattolici non si avvicinano al livello della gente comune, vedono una persona come la vede un giudice. Come ho detto, i preti cattolici spesso dimenticano il loro ruolo pastorale, ma quando i pakistani ricevono le cure di un sacerdote ortodosso, si genera amore, e subito si vede la differenza tra l'Ortodossia e altri insegnamenti. Vedono che questo sacerdote indiano di nome Adrian si avvicina e si prende cura di loro. Ho imparato questo da Vladyka Hilarion: quando ero in Australia, Vladyka, che a quel tempo era arcivescovo, mi è venuto a prendere all'aeroporto con la sua macchina, mi ha portato a casa e mi ha preparato la cena.

Pagina Facebook della missione ortodossa in Pakistan:

https://www.facebook.com/pages/Russian-Orthodox-Church-of-Pakistan/352232478134732

Sito web della missione ortodossa in Pakistan:

http://www.rocpak.com/

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