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  Ortodossia ed evoluzione

dal blog The Soul of the East

13 maggio 2016

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I

Quello che scriverò, come sempre, probabilmente si rivelerà impopolare.

Ma dire quello che penso, quando ho pensato molto su un problema, soprattutto se il problema è costantemente cresciuto di fronte a me, è un imperativo che ho fortemente sentito tutta la mia vita.

Di recente, sono circolati più articoli e opinioni di quanto io abbia mai notato sulla questione della teoria dell'evoluzione tra i più visibili media digitali ortodossi in lingua inglese.

Condividono una visione decisamente negativa verso quella teoria. La maggior parte parla anche in tono quasi apocalittico dei pericoli in cui cadrebbe un cristiano ortodosso così cieco o sconsiderato da assentire di fatto alla probabile dell'evoluzione sulla base delle migliori prove che abbiamo per ora.

Secondo loro, la santa Ortodossia e la teoria dell'evoluzione sono intrinsecamente e irrimediabilmente inconciliabili.

La domanda di importanza cardinale che dobbiamo farci è: è vero?

Io non credo.

Non solo, ma sento fortemente che ci sono più pericoli a insistere che un parere anti-evolutivo sia essenziale per un cristiano ortodosso, rispetto al contrario.

II

In primo luogo il problema deve essere inquadrato nel suo contesto essenzialmente anglo-americano. Non ho mai avuto questo problema i russi ortodossi provenienti dalla Russia.

La maggior parte dei russi non ha difficoltà a conciliare i propri studi di biologia con la loro Ortodossia. Ho anche la fortuna di essere amico di diversi biologi e di altri che, pur non biologi di carriera, hanno completato corsi di laurea in biologia: sembrano non essere in grado di vedere la contraddizione che tanto turba i creazionisti occidentali.

Infatti, dopo L'origine delle specie, il lavoro più importante nella costruzione della moderna teoria dell'evoluzione è un libro intitolato La genetica e l'origine delle specie, che integra il racconto delle origini di Darwin con l'allora emergente campo della genetica. È stato scritto da Feodosij Dobzhanskij – una mente brillante e un fedele figlio della Chiesa ortodossa russa.

Solo di recente, con la traduzione di alcuni libri di padre Seraphim Rose e la pubblicazione e la distribuzione di altri libri di padre Daniil Sysoev, il tema è diventato una questione dal vivo nella nostra Chiesa. Un potenziale pozzo senza fondo di divisione per il futuro: non è questo ciò per cui si devono ricordare questi autori.

Dobbiamo notare pure con non poca tristezza che le traduzioni dirette di opere creazioniste protestanti in russo stanno cominciando a farsi sentire come importanti contributi al problema. È tragico vedere libri con espliciti presupposti eretici diventare uno standard di riferimento per i credenti ortodossi, come una sorta di libri di testo con cui destabilizzare gli altri credenti e mettere in discussione la loro Ortodossia.

Alexej Osipov, professore della principale Accademia teologica di Mosca, si è spiegato perfettamente quando ha detto che per la santa Ortodossia sia l'evoluzione sia il creazionismo sono ammissibili in linea di principio. Quale dei due sia vero o più probabile, sempre ammesso che uno dei due lo sia, è una questione di ordine strettamente scientifico e non di dogma teologico.

III

L'evoluzione, come teoria delle origini biologiche, a prescindere da qualsiasi considerazione se esista o no un Dio – è davvero dura da ammettere. Gli stessi sostenitori irreligiosi della teoria ammettono che è così.

John Barrow e Frank Tipler, per esempio, una volta hanno dato una lista di 10 prerequisiti per l'eventuale evoluzione della vita su un pianeta simile alla terra in dimensioni, condizioni materiali e posizionamento spaziale presso una stella simile al nostro sole.

Secondo gli stessi Barrow e Tipler, la stella che dovrebbe avere il posto del nostro sole nello scenario sarebbe dovuta morire prima ancora del raggiungimento di uno dei dieci prerequisiti. Tutti i 10 prerequisiti sono stati raggiunti nel nostro caso.

L'evoluzione non è il manganello con cui picchiare sulla testa le persone con convinzioni religiose. Ammetto che, da Huxley a Dawkins, ci sono state persone che hanno cercato di usarla come tale. Ma io insisto che questo non era l'obiettivo di Darwin né è il motivo per cui da allora a oggi i biologi sono universalmente a favore della teoria.

E per dirla più enfaticamente che posso, non è certamente un'elegante alternativa materialista alla religione. Un interscambio accidentale di particelle che producono la vita, è un luogo profondamente insoddisfacente su cui mettere il punto finale. La risposta di Barrow e Tipler non è che è una teoria logica e convincente. È che è così che ci piaccia o no. È successo.

Sono le prove fisiche che fanno accettare ai biologi di tutti i tipi di convinzioni religiose e opinioni filosofiche private che qualcosa di simile alla teoria delle origini di Darwin sembra essere stato il modo in cui la vita è nata sulla terra. Un pastore protestante con la sua traduzione preferita del canone ebraico (non quello cristiano ortodosso) del Vecchio Testamento non è in grado di saperla più lunga di loro.

IV

E perché mai dovrebbe esserci una reazione ostile alla teoria da parte nostra come credenti?

Va bene. È difficile da accettare, se non assurdo, su presupposti materialisti. Ma se noi crediamo in Dio e nel mondo spirituale, perché dovrebbe essere difficile credere che tutte le 10 condizioni siano state soddisfatte? Mettetene 100. Ancora di più. Dio può soddisfarle tutte.

Ma ciò non nega la possibilità di Dio di creare? Se si tratta di un processo e non solo di Dio che fa direttamente tutto e subito?

Seguendo l'esempio del nostro Signore e Dio e Salvatore Cristo stesso, io risponderei a una domanda con una domanda.

Dio ti ha creato? Ho il sospetto che il lettore credente risponderà di sì. Come ti ha creato? Un abracadabra e sei nato di colpo? Confido che la tua avversione per la biologia non ti abbia portato finora così lontano.

Sì, Dio ti ha creato. Ma è stato un processo di 9 mesi, che ha avuto inizio con spermatozoi e cromosomi e un ovulo e ti ha visto sviluppare da un feto a un bambino vero e proprio; pronto ad aprire occhi mai visti prima dal mondo su un mondo che non avevi mai visto prima. Non è forse una sorte di evoluzione di sorta? E se questo è il modo in cui Dio crea gli uomini ora, perché dovremmo avere così tanta paura che Egli possa aver creato in origine la vita in un modo simile?

Perché non è possibile la vita sia entrata nel tempo di proposito? Forse è stata anche attivamente aiutata nel suo compimento dai santi angeli (che, come dicono i santi padri, agiscono sempre dietro il velo della natura; la lepre che non vediamo nella boscaglia fa muovere le foglie).

V

Ora qui arriva il punto.

Il problema principale per i protestanti si trova nella loro soteriologia (lo studio teologico della natura della salvezza) – una soteriologia che la Santa Chiesa ortodossa di Cristo non accetta. Questa soteriologia colora tutta la loro teologia, ma non la nostra, a alla fine il loro modo di vedere il mondo.

Nel Protestantesimo tradizionale la creazione non fa altro che stare tra i piedi a Dio. Dalla caduta degli angeli a quella di Adamo, siamo sempre noi a rovinare il lavoro di Dio.

Il Dio del protestantesimo interviene direttamente per riparare il guasto. Prima torturando suo Figlio incarnato e poi salvando arbitrariamente delle persone "per grazia" (che per loro significa sostanzialmente "gratis" a causa della scelta di una parola latina da parte di Girolamo; non è un'energia di Dio o un dono). E una volta che sei salvato sei sempre salvato. Così è, prendi e porta a casa!

Per i protestanti, questo il modo in cui operano i rapporti di Dio con la creazione. Tutto è diretto, tutto è iniziativa sua. Come dice il testo centrale di un'altra religione fortemente in contrasto con la teoria dell'evoluzione: Egli dice è. E questo è (كن فيكون).

La santa Ortodossia è una religione del tutto diversa.

VI

Il Signore Dio ama la varietà.

Il fatto che abbia creato un'intera classe di creature il cui nome significa intermediari tra lui e gli altri esseri creati – angeli: ambasciatori o messaggeri – è quasi da solo sufficiente a dimostrarlo.

Avrebbe potuto avvertire Lot direttamente in qualche modo. Ma ha inviato angeli per portare lui e la sua famiglia fuori dalle cinque città.

Avrebbe potuto guidare Tobia interiormente e scacciare il demone da Sara e guarire la cecità del padre da solo. Ma ha inviato l'arcangelo Raffaele a fare tutto questo.

Avrebbe potuto dare la notizia alla Vergine che doveva essere la santissima Madre di Dio, riordinando egli stesso le stelle nell'Annunciazione – ha inviato Gabriele.

Dio può guidare e custodire tutta la creazione e di fatto la guida e la custodisce, ma lo fa per mezzo dei suoi santi angeli, le cui schiere hanno fissato i confini della terra, e che proteggono intere nazioni, popoli, città e personalmente ogni individuo umano.

La Chiesa sa che il Signore Iddio non si limita a fare le cose in prima persona direttamente tutto il tempo. Ama delegare il potere e la responsabilità.

Lo stesso vale anche per l'uomo. Per citare san Macario il metropolita di Mosca (come citato da padre Pomazhanskij nella sua introduzione alla teologia dogmatica ortodossa): "Come immagine di Dio, figlio ed erede del Padre celeste, l'uomo è stato posto come una sorta di intermediario tra il creatore e la creazione terrena... in modo che, concentrando in se stesso gli obiettivi di tutte le creature visibili esistenti, possa unire attraverso se stesso tutte le cose con Dio, e quindi mantenere l'intera catena di creature terrene in un legame e ordine armonioso".

La nostra soteriologia va contro l'idea protestante di un Dio che impone stesso direttamente sulla creazione per raggiungere i suoi scopi e termina con noi.

Noi dobbiamo operare (κατεργάζομαι) la nostra salvezza, come insegna il santo apostolo Paolo. E come Cristo stesso ha avvertito, chi ha messo mano all'aratro ma guarda indietro non è degno. Sono coloro che perseverano sino alla fine che saranno salvati. Sinergia e podvig sono le parole chiave.

Il Figlio unigenito di Dio è disceso dal cielo e si è fatto uomo per noi e per la nostra salvezza. Egli dona la grazia – благодать – l'energia divina, senza la quale non possiamo fare ciò che dobbiamo – salvare le nostre anime peccatrici. Ma siamo noi che dobbiamo chiederla, accettarla e lottare per accoglierla e aumentarla.

E la salvezza non è una cosa che vale una volta per tutte. Non si raggiunge nemmeno completamente nel tempo di questa vita. La rielaborazione di noi stessi a immagine del Dio-uomo a partire dall'immagine spezzata di Adamo non termina in questo mondo. Anche questa a modo suo è un'evoluzione, che culmina nella risurrezione.

Ma per tornare alla creazione, nel testo dei primi capitoli del libro sacro della Genesi non vediamo di per sé Dio che afferma "essere" e le cose sono. Il Signore Dio, piuttosto, fa e mette in azione il mondo creato e questo risponde in collaborazione; diventa fecondo, produce in abbondanza, aumenta e si moltiplica.

È sempre un dialogo con Dio. Anche la scelta di fare l'uomo a tutti ha avuto luogo all'interno della Divinità tri-ipostatica come decisione creativa cooperativa.

"Facciamo l'uomo". Non "è", e l'uomo è.

VII

Oltre ai pericoli di prendere degli eretici come autorità per giudicare gli altri cristiani ortodossi rifiutando una teoria scientifica, per motivi dettati unicamente da una soteriologia eretica, vi è la preoccupante conseguenza di presentare alla gente, in particolare ai giovani, una falsa dicotomia. Una dicotomia che si conclude spesso con il loro abbandono della religione come qualcosa di antiquato proprio per il fatto che è sospettata di essere implacabilmente contraria ai dati di base della biologia.

Quelli a cui è stato insegnato che si deve fare una scelta tra Dio e l'evoluzione, quando entrano in contatto con prove fisiche nella scuola secondaria o all'università o con altri mezzi ancora più tardi nella vita, tenderanno a lasciarsi alle spalle la religione, piuttosto che la biologia. Le prediche e tutte le ore alla scuola domenicale non hanno alcuna possibilità quando il consenso del mondo scientifico è schierato contro di loro. E in un certo senso ciò è come dovrebbe essere. Ma non li si dovrebbe mai costringere fin dal principio a scegliere un corno di questo dilemma su cui impalarsi.

VIII

Qual è un giusto approccio ortodosso alla scienza fisica?

I santi padri, generalmente, quando scrivono di cose che oggi riterremmo scientifiche, si sbagliavano. Credevano in animali che non esistono, riportavano informazioni geografiche imprecise e altro ancora. Più spesso che no, perché questo è ciò a cui credevano i loro contemporanei, che non erano cristiani.

E noi non dovremmo vergognarci dei loro errori. Si tratta di una dimostrazione del livello della loro formazione e della qualità della loro cultura personale. I nostri padri nella fede erano uomini che conoscevano i problemi reali del loro tempo e avevano familiarità con le idee correnti.

Un principio su cui potrebbe procedere un valido approccio ortodosso alle scienze fisiche, è la convinzione generale che Dio sa come funziona il mondo. Se noi scopriamo un fenomeno o un processo fisico, non è una sorpresa per Dio.

Se poi un testo della Sacra Scrittura mi sembra contraddire ciò che abbiamo trovato nel mondo fisico, in tal caso non dovrei concludere: "Beh, tanto peggio per il mondo, perché la Bibbia dice altro".

Non è né la natura né Dio che si sbagliano. La colpa è nella mia lettura del testo, non nel testo stesso. E certamente non nei risultati dei sensi fisici riguardo un fenomeno pubblico e ripetibile o ricorrente.

E se qualcuno ricerca in primo luogo nelle Sacre Scritture affermazioni scientificamente accurate sul mondo fisico – dovrei dire con certezza che in ogni caso le sta chiaramente leggendo in modo sbagliato.

San Tikhon di Zadonsk descrive la Scrittura come la lettera d'amore di Dio all'umanità. Dovremmo essere molto grossolani e insensibili per iniziare a spulciare le frasi di una lettera d'amore cercando precisione scientifica.

I Vangeli sono testi spirituali. Devono essere letti in modo spirituale. Dobbiamo leggerli in spirito di preghiera e cercare di portarli nella nostra vita. Sono per l'approfondimento della nostra vita spirituale, per l'addolcimento del nostro cuore e la pulizia della nostra anima.

Fuoco per il pentimento, incitamento alla preghiera, trampolino di lancio per le nostre speranze più alte; inesauribile tesoro di fede, speranza e amore. Fonte di direzione e di consolazione, non informazione scientifica. Ci parlano dell'invisibile che ci vede.

Se leggiamo la Bibbia in questo modo, penso che ci sarebbero meno inutili divisioni derivanti dalle questioni scientifiche, in cui ben pochi di noi sono comunque davvero così competenti da poterle discutere seriamente.

E questo sarebbe il minimo dei vantaggi.

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