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  I giuramenti

Dal blog di padre John Whiteford

29 settembre 2017

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Dal momento che Cristo ci proibisce di fare giuramenti (Matteo 5:33-36), perché la Chiesa ortodossa li permette?

Innanzitutto, va notato che non è solo la Chiesa ortodossa che permette giuramenti in circostanze solenni e giustificate, ma anche i cattolici romani e la maggioranza dei protestanti.

Un giuramento legittimo si fa quando uno chiama sobriamente Dio a testimone della verità di ciò che dice, o per assicurare agli altri del proprio impegno a compiere un voto.

Esempi di tali giuramenti si trovano in tutta la Scrittura. Per esempio, Abramo fece giurare il suo servo che avrebbe soddisfatto i suoi desideri riguardo a suo figlio Isacco (Genesi 24). Numerose leggi riguardano giuramenti giusti (per esempio, Numeri 30, Deuteronomio 23:21-23). Una delle chiare applicazioni del terzo comandamento ("Non pronincerai invano il nome del Signore tuo Dio" (Esodo 20:7) è quella dei falsi giuramenti. Dio ha anche ordinato alle persone di essere vincolate da giuramenti nelle dispute legali (Esodo 22:11-12; Numeri 5:19). Anche Cristo è stato posto sotto giuramento ("Ti scongiuro (εξορκιζω, che significa "ti pongo sotto giuramento") per il Dio vivente") da Caifa, e non ha rifiutato di rispondere di conseguenza (Matteo 26:63).

San Paolo chiamò Dio a testimone nelle sue epistole in diverse occasioni:

"Io chiamo Dio a testimone sulla mia vita, che solo per risparmiarvi non sono più venuto a Corinto" (2 Corinzi 1:23).

"Quel Dio, al quale rendo culto nel mio spirito annunziando il vangelo del Figlio suo, mi è testimone che io mi ricordo sempre di voi" (Romani 1: 9).

"In ciò che vi scrivo, io attesto davanti a Dio che non mentisco" (Galati 1:20).

1 Timoteo 1:10 menziona i "falsi devoti" (spergiuri) tra un elenco di persone i cui peccati si oppongono alla sana dottrina – e se tutti i giuramenti fossero peccaminosi, avrebbe avuto più senso includere assieme semplicemente tutti coloro che fanno giuramenti, sia che li mantengano o no.

Troviamo che persino Dio stesso pronuncia giuramenti (Deuteronomio 7:8, Luca 1:73, Ebrei 6:16-17). E infatti, Deuteronomio 29:12 parla di Dio che fa un giuramento al suo popolo: "per costituirti oggi suo popolo e per essere egli il tuo Dio, come ti ha detto e come ha giurato ai tuoi".

Quindi, cosa proibisce Cristo in Matteo 5:33-36?

"Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno".

La Chiesa insegna che ciò contro cui stava parlando erano i giuramenti frivoli. La gente era caduta nell'abitudine di fare giuramenti molto alla leggera e aveva anche trovato un sistema di determinazione se un giuramento fosse vincolante o no, basato su determinate formule, con l'ovvia intenzione di poter fare falsi giuramenti senza alcuna paura di violare la legge, da loro fraintesa. Cristo ha parlato di questo in modo molto specifico, altrove nei Vangeli:

"Guai a voi, guide cieche, che dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si giura per l'oro del tempio si è obbligati. Stolti e ciechi: che cosa è più grande, l'oro o il tempio che rende sacro l'oro? E dite ancora: Se si giura per l'altare non vale, ma se si giura per l'offerta che vi sta sopra, si resta obbligati. Ciechi! Che cosa è più grande, l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta? Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per colui che l'abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per colui che vi è assiso". (Matteo 23:16-22)

Cristo usava spesso l'iperbole per farsi capire. Per esempio, nello stesso discorso sul monte, dopo aver parlato contro l'adulterio nel cuore, Cristo ha detto:

"Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna". (Matteo 5:29-30)

Se ciò che Cristo ha detto qui era destinato a essere assunto in senso assolutamente letterale, avremmo chiese piene di persone mutilate e cieche. Ma in realtà la Chiesa proibisce specificamente di prendere queste parole in questo modo (vedere i Canoni 22, 23 e 24 dei Santi Apostoli). Questo è intenzionalmente iperbolico per evidenziare la serietà con cui dobbiamo affrontare i nostri peccati.

E quindi non dovremmo fare giuramenti vani. Dovremmo trattarli con la massima serietà, ma ci sono occasioni in cui essi non sono solo ammissibili ma necessari.

San Filarete di Mosca, nel suo Catechismo della Chiesa Ortodossa Russa, spiega il significato del terzo comandamento, e quindi come esso si applichi ai giuramenti, e in particolare alle parole di Cristo nel discorso sul monte:

"Sul terzo comandamento.

532. Quando è pronunciato invano il nome di Dio?

È pronunciato invano quando è pronunciato in un discorso vano e inutile, e ancor più quando viene pronunciato in modo mendace o irriverente.

533. Quali peccati sono proibiti dal terzo comandamento?

1. Bestemmia, o parole audaci contro Dio.

2. Mormorazione, o lamentarsi della provvidenza di Dio.

3. Profanità; quando le cose sante vengono derise o insultate.

4. Inattenzione nella preghiera.

5. Spergiuro; quando gli uomini affermano con giuramento ciò che è falso.

6. Rottura di giuramenti; quando gli uomini non mantengono i giuramenti giusti e legittimi.

7. Violazione delle promesse fatte a Dio.

8. Imprecazioni comuni, o giuramenti spensierati nel comune parlare.

534. Non sono forse vietati tali giuramenti nella sacra Scrittura?

Il Salvatore dice: Io vi dico: non giurate affatto. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno. Mt 5:34,37.

535. Questo non significa vietare tutti i giuramenti in materia civile?

L'apostolo Paolo dice: Gli uomini infatti giurano per qualcuno maggiore di loro e per loro il giuramento è una garanzia che pone fine ad ogni controversia. Perciò Dio, volendo mostrare più chiaramente agli eredi della promessa l'irrevocabilità della sua decisione, intervenne con un giuramento. (Eb 6:16-17). Quindi dobbiamo concludere che se Dio stesso, per una sicurezza immutabile, ha usato un giuramento, possiamo anche noi in occasioni gravi e necessarie, quando richiesto da un'autorità legittima, fare un giuramento o un voto religioso, con la solida intenzione di non infrangerlo" (The Longer Catechism of the Orthodox, Catholic, Eastern Church (1839), in Philip Schaff, The Creeds of Christendom. Volume 2: The Creeds of the Greek and Latin Churches (Grand Rapids, Michigan: Baker, 1993 [ristampa]), p. 528ss). 

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