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  Perché venerare le reliquie dei santi

dal blog di padre John Whiteford, 21 aprile 2017

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le reliquie di san Sergio di Radonezh

Qual è la base per venerare le reliquie dei santi?

La venerazione delle reliquie dei santi è radicata in diverse verità bibliche, così come nella Tradizione della Chiesa.

1) A differenza dei greci pagani, noi crediamo nella bontà della creazione. Come ci viene detto in Genesi 1:31, quando Dio ha completato la sua opera di creazione:

"E Dio vide tutto ciò che aveva fatto, ed era molto buono".

Di conseguenza, crediamo che Dio possa utilizzare e che utilizzi le cose materiali per dare grazia, come si vede sia nell'Antico sia nel Nuovo Testamento.

2) Dio onora quelli che lo onorano.

"Quelli che mi onoreranno, io li onorerò, e quelli che mi disprezzeranno saranno disprezzati" (1 Samuele 2:30).

"Se qualcuno mi serve, il Padre mio lo onorerà" (Giovanni 12:26).

"Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d'Israele, che darà potenza e forza al suo popolo. Benedetto Iddio" (Salmo 67 [68]: 35 LXX).

3) Dio ha operato miracoli attraverso le reliquie dei santi nella Scrittura.

Ci viene detto che quando il profeta Elia fu portato in cielo su un carro di fuoco, il suo mantello cadde sul profeta Eliseo:

"Ed egli prese il mantello di Elia che scendeva da lui e colpì le acque e disse:" Dov'è il Signore Iddio di Elia?" E quando ebbe colpito le acque, queste si separarono, ed Eliseo andò oltre" (2 Re 2:14).

Inoltre, quando il profeta Eliseo stesso morì, fu sepolto in una grotta, ma poi un uomo fu risuscitato dai morti toccando le sue reliquie. Dopo la sua morte, i moabiti invasero la regione, e alcuni uomini che seppellivano un uomo in quella zona, vedendo i razziatori moabiti, "gettarono l'uomo nel sepolcro di Eliseo: e quando l'uomo cadendo toccò le ossa di Eliseo, risuscitò e si alzò in piedi. (2 Re 13:20-21).

E nel Nuovo Testamento leggiamo che "Dio compiva miracoli speciali per mano di Paolo: così che furono portati ai malati fazzoletti o grembiuli che avevano toccato il suo corpo, e le malattie si allontanarono da loro, e gli spiriti maligni uscirono da loro" (Atti 19:11-12).

Numerosi esempi potrebbero essere citati dalla storia della Chiesa, ma permettetemi di citare forse l'esempio più antico, che si trova nel Martirio di Policarpo: san Policarpo era il vescovo di Smirne e un discepolo dell'apostolo Giovanni. Il resoconto del suo martirio fu scritto poco dopo che egli fu martirizzato, intorno all'anno 160. Alla fine del suo martirio non vediamo solo un esempio di venerazione delle reliquie, ma anche una spiegazione della differenza tra il culto offerto solo a Dio, e la venerazione che dovremmo dare ai santi. Ci viene detto di come alcuni cercassero di convincere il magistrato romano a non permettere ai cristiani di recuperare il corpo del santo martire.

"Affinché" dissero, "non abbandonino il crocifisso e comincino ad adorare quest'uomo", questa fu l'improvvisa e urgente supplica degli ebrei che ci avevano osservati quando stavamo per prendere i resti dal fuoco, non sapendo che è impossibile per noi abbandonare in qualsiasi momento il Cristo che ha sofferto per la salvezza di tutti coloro che sono salvati – soffrendo senza colpa per i peccatori – né adorare alcun altro. Il Figlio di Dio, noi lo adoriamo, ma i martiri come discepoli e imitatori del Signore li amiamo come meritano per il loro affetto incomprensibile verso il loro re e il loro maestro... Il centurione, dunque, vedendo l'opposizione sollevata da parte degli ebrei, fece bruciare il corpo secondo la loro abitudine. Così poi prendemmo le sue ossa che sono più preziose di pietre preziose e più fini dell'oro raffinato e le deponemmo in un posto adatto, dove il Signore ci permetterà di riunirci come possiamo, in allegria e gioia, e di celebrare il suo giorno di nascita [cioè, l'anniversario del suo martirio] per la commemorazione di coloro che hanno già combattuto la buona battaglia e per la formazione e la preparazione di coloro che lo faranno in seguito "(Il martirio di Policarpo 17:2-3, 18:1-3).

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