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  Le preghiere per i morti al terzo, nono e quarantesimo giorno
3 aprile 2014
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Domanda: Perché preghiamo per i morti al terzo, nono e quarantesimo giorno dal riposo nel Signore di una persona, e qual è la base di questa pratica?

San Giovanni Crisostomo afferma che la pratica di pregare per i defunti proviene dagli stessi apostoli: "Non invano gli apostoli hanno ordinato che si facesse memoria dei defunti nei tremendi misteri. Sapevano che essi ne traggono un grande guadagno, un grande beneficio, perché quando tutto il popolo sta con le mani alzate, un gruppo sacerdotale, e sono esposti i tremendi misteri, come potremo non ottenere l'aiuto di Dio dalle nostre preghiere per loro"? (Omelia 3 su Filippesi).

La Chiesa commemora i morti a ogni liturgia, e in ogni tipo di liturgia (quella di san Basilio il Grande, di san Giovanni Crisostomo, di san Giacomo, ecc.) Ma ci sono giorni speciali di commemorazione dei morti, e anche queste commemorazioni risalgono agli apostoli.

Le Costituzioni Apostoliche dicono: "Lasciate che il terzo giorno dalla dipartita sia celebrato con salmi, e letture, e preghiere, a causa di colui che è risorto nel giro di tre giorni, e lasciate che il nono giorno sia celebrata in ricordo dei vivi, e dei defunti, e il quarantesimo giorno secondo il modello antico: così fece il popolo piangendo Mosè, e il giorno dell'anniversario in memoria di lui. E che dai beni del defunto siano lasciate elemosine ai poveri in sua memoria" (Costituzioni Apostoliche 8:42).

San Simeone di Tessalonica dice che il memoriale al terzo giorno è in onore della Trinità, il memoriale al nono giorno è in onore delle nove schiere degli angeli, il memoriale del quarantesimo giorno è in onore dell'Ascensione di Cristo il quarantesimo giorno, mentre il memoriale annuale significa che il dipartito vive ed è immortale nell'anima (Nikolaos P. Vassiliadis, Il mistero della morte, Atene, Grecia defunti: Fratellanza ortodossa dei teologi, 1997, p 422s).

Un vecchio articolo di Orthodox Life ("La preghiera della Chiesa per i morti", 1978, n 1, p. 16s), riassume l'insegnamento della Chiesa su questo tema:

"Noi commemoriamo i morti in primo luogo il terzo giorno, perché coloro che sono dipartiti sono stati battezzati nel nome del Padre, del Figlio e del santo Spirito, l'unico Dio in tre persone, e hanno conservato la fede ortodossa che hanno ricevuto al santo battesimo; in secondo luogo, perché hanno conservato le tre virtù che costituiscono il fondamento della nostra salvezza, ossia fede, speranza e amore; in terzo luogo, perché l'essere umano possiede tre poteri - ragione, emozione e desiderio con cui tutti noi abbiamo trasgredito intimamente. E siccome le azioni dell'uomo si manifestano in tre modi (azione, parola e pensiero) con le nostre commemorazioni il terzo giorno supplichiamo la Santissima Trinità di perdonare ai defunti tutte le trasgressioni commesse dai tre suddetti poteri e azioni. Quando san Macario di Alessandria supplicò l'angelo che lo accompagnava nel deserto di spiegargli il significato della commemorazione della Chiesa al terzo giorno, l'angelo gli rispose: "Quando l'offerta è fatta in chiesa, il terzo giorno, l'anima del defunto riceve dal suo angelo custode sollievo dal dolore che si prova a seguito della separazione dal corpo. Questo sollievo lo riceve perché la glorificazione e l'offerta che sono fatte nella Chiesa di Dio oroginano in lui beata speranza, nel corso dei due giorni dopo il decesso l'anima è autorizzata a vagare sulla terra, ovunque vuole, in compagnia degli angeli che sono con lei. Pertanto, l'anima, amando il corpo, a volte si aggira nel luogo in cui è stato deposto il suo corpo, e trascorre quindi due giorni come un uccello che cerca il suo nido. Ma l'anima virtuosa va in giro in quei luoghi in cui era solita fare buone azioni. Il terzo giorno, colui che è risorto dai morti il terzo giorno comanda all'anima cristiana, a imitazione della sua risurrezione, dir ascendere al cielo per adorare il Dio dell'universo".

Il nono giorno, la Santa Chiesa offre preghiere e il sacrificio incruento per i defunti, perché la sua anima sia fatta degna di essere annoverata tra i cori dei santi attraverso le preghiere e l'intercessione delle nove schiere angeliche. San Macario di Alessandria, in accordo con la rivelazione dell'angelo, dice che dopo aver adorato Dio il terzo giorno, è arriva il comando di mostrare all'anima le varie dimore beate dei santi e la bellezza del Paradiso. L'anima considera tutto questo per sei giorni, persa nello stupore e glorificando il Creatore di tutto. Contemplando tutto questo, si trasforma e dimentica il dolore che provava nel corpo. Ma se è colpevole di peccati, alla vista delle delizie dei santi comincia a piangere e rimproverare se stessa, dicendo: "Guai a me! Quanto mi sono occupato nella vanità di questo mondo! Innamorato della gratificazione della lussuria, ho trascorso la maggior parte della mia vita nella spensieratezza e non ho servito Dio come avrei dovuto, per poter essere per anch'io ritenuto degno di questa grazia e gloria. Guai a me! Povero me!" Dopo aver esaminato tutte le gioie dei giusti nel corso di sei giorni, ancora una volta è portata dagli angeli ad adorare Dio.

Dalla più remota antichità la Santa Chiesa ha correttamente e devotamente preso come regola di commemorare i defunti nel corso di 40 giorni, e il quarantesimo giorno in particolare. Come Cristo è vittorioso sul diavolo, dopo aver trascorso 40 giorni in digiuno e preghiera, così la santa Chiesa, allo stesso modo, offrendo per i defunti preghiere, atti di carità e il sacrificio incruento nel corso di 40 giorni, chiede del Signore la grazia per che il defunto conquisti il nemico, il tenebroso principe dell'aria, e che riceva il regno celeste come sua eredità. San Macario di Alessandria, discutendo lo stato dell'anima dell'uomo dopo la morte del corpo, dice: " Dopo la seconda adorazione, il sovrano universale comanda che l'anima sia condotto all'inferno e che le vengano mostrati i luoghi di tormento, le varie parti dell'inferno, e le diverse torture dei malvagi, in cui le anime dei peccatori stanno incessantemente nel pianto e stridore di denti. L'anima è portata per questi vari luoghi di tormento per 30 giorni, tremando per timore che essa stessa vi possa essere imprigionata. Al quarantesimo giorno è ancora una volta rapita in alto per adorare il Signore Dio, ed è in questo momento che il giudice determina il suo luogo di confino in conformità con le sue azioni. Questo è un giorno importante per il defunto, perché vi si determina la sua destinazione fino al tremendo giudizio di Dio, e, quindi, la Santa Chiesa comanda, giustamente, in questo giorno si faccia una preghiera fervente per i defunti."

In aggiunta a questi giorni, ci sono giorni stabiliti nel corso dell'anno ecclesiastico in modo speciale per la commemorazione dei defunti. I cristiani hanno sempre pregato per i morti, e questa è una delle tradizioni meglio attestate della Chiesa, e si trova in primi scritti della Chiesa, tra tutti i padri, ed è una pratica che si ritrova anche nel giudaismo e nell'islam. Solo con l' avvento del protestantesimo si trovano i cristiani che non pregano per i morti, ma neppure tutti i protestanti rifiutano le preghiere per i morti.

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