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  Un oggetto liturgico raro: il Sion
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Che cosa sono gli strani contenitori che portano sulla spalla sinistra i diaconi mentre incensano durante le funzioni alla Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca?

 

Celebrazione del Natale (osservare a partire dal minuto 0:23)

 

Liturgia dei doni presantificati (osservare a partire dal minuto 1:23)

L'oggetto in questione è chiamato "Sion" o "Gerusalemme", e ha la forma di alcuni dei tabernacoli eucaristici russi. In Russia sopravvivono molti antichi tabernacoli; questo, proveniente dalla Cattedrale della Dormizione nel Cremlino di Mosca, è del XII secolo:

 

Nelle icone, i santi diaconi raffigurati con il turibolo nella destra hanno spesso oggetti a forma di chiesa nella mano sinistra:

 

L'uso storico del Sion come effettivo tabernacolo è piuttosto discusso. Certamente, possiamo presumere che non abbia molto senso portare in giro i santi doni durante un'incensazione: questo ne sminuirebbe il valore eucaristico (di solito sono gli oggetti minori che fanno contorno a quelli maggiori, e non viceversa). D'altra parte, l'ipotesi del tabernacolo è rafforzata dall'uso di tenere sulla spalla un aer immediatamente sotto all'oggetto: l'unico altro oggetto che è raffigurato con una simile forma di riverenza è il libro dei Vangeli, e il diacono era di fatto un portatore della comunione ai malati.

C'è chi considera il Sion una forma glorificata di recipiente per l'incenso (l'aer non sarebbe eucaristico, ma un semplice velo di protezione per non far finire la polvere dell'incenso sui paramenti). In tal senso oggi non è usato solo in Russia nelle funzioni patriarcali (e in alcuni monasteri): si trovano cose simili sul Monte Sinai e sul Monte Athos. Negli usi del monachesimo greco non è infrequente che monaci non ordinati e monache procedano durante gli offici a fare incensazioni con l'incensiere manuale (katzion), e talvolta, mentre reggono l'incensiere con la destra, tengono nella sinistra una scatola dell'incenso a forma di chiesa. In ogni caso, le versioni usate a Mosca non sono apribili e non contengono nulla di particolare.

Altre supposizioni storiche vedono l'oggetto come un recipiente per le prosfore (in tal caso, affidato ai diaconi per la distribuzione ai fedeli) oppure come reliquiario. Il defunto padre greco-cattolico Serge (Keheler) vede nel Sion un'evoluzione delle scatole per le raccolte delle offerte (in sé, uno dei compiti dei diaconi fin dal primo secolo). Questo potrebbe in parte spiegare perché la presenza di tali oggetti si nota soprattutto nelle cattedrali e nelle grandi chiese urbane: erano i luoghi in cui storicamente si organizzava il maggior numero di raccolte di fondi per soccorso e beneficienza. Se questa ipotesi è fondata, allora la "morte" dell'uso liturgico del Sion avvenne quando nel mondo bizantino il rito di cattedrale fu sostituito dal rito monastico. Il Sion sarebbe sopravvissuto solo nei luoghi estrememente conservatori come il Monte Athos.

L'uso odierno di Mosca, stando a quanto riportato da uno dei diaconi patriarcali, l'arcidiacono Stepan (Gavshev), è stato implementato dal patiarca Pimen a partire da un modello liturgico osservato da lui e da altri chierici russi al Monte Athos negli anni '80. Al Monte Athos il Sion si usa all'incensazione prima del Polieleo, mentre nell'uso di Mosca si usa anche alle incensazioni al "Signore, a te ho gridato" e prima del Grande Ingresso.

Anche nella Russia pre-rivoluzionaria c'erano comunque diversi luoghi in cui si trovavano esempi di Sion (ce n'erano anche tra i Vecchi Credenti). Il libro di Nikol'skij sul Tipico presenta un elenco parziale di quelle località.

Il Sion è usato con il nome di "arca", anche dai diaconi della Chiesa armena:

 

Il Dizionario della Chiesa armena di Malachia Ormanian riporta due voci interessanti:

Arca/Dabanag

Il significato di questo termine è "piccola scatola". Nella chiesa il termine è applicato a vari oggetti come (1) l'arca dell'incensiere, che talvolta ha un coperchio artistico su cui si pone una candela, e si tiene nella mano sinistra quando si incensa; (2) l'arca del prete, in cui i fedeli erano soliti mettere monete come offerte al prete.

Arca (dell'incensiere)/Khngaman

Recipiente in argento per l'incenso, con o senza coperchio. Vi si tiene l'incenso durante la funzione, in modo che quando il diacono va dall'officiante gli può presentare il recipiente, che contiene un cucchiaio, assieme al turibolo, per trasferire l'incenso nel turibolo.

Qui c'è un'immagine armena di santo Stefano con l'arca in mano:

 

Questo piccolo oggetto, tanto solenne quanto elegante, potrebbe apparire privo di senso per la mentalità contemporanea. Eppure, ci trasmette simbolicamente una quantità di messaggi e di insegnamenti, sottolineando l'importanza del servizio diaconale nella vita liturgica e sociale dei cristiani.

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