Rubrica

 

Informazioni sulla chiesa in altre lingue

Mirrors.php?cat_id=35&locale=it&id=205  Mirrors.php?cat_id=35&locale=it&id=602  Mirrors.php?cat_id=35&locale=it&id=646  Mirrors.php?cat_id=35&locale=it&id=4898  Mirrors.php?cat_id=35&locale=it&id=2779 
Mirrors.php?cat_id=35&locale=it&id=204  Mirrors.php?cat_id=35&locale=it&id=206  Mirrors.php?cat_id=35&locale=it&id=207  Mirrors.php?cat_id=35&locale=it&id=208  Mirrors.php?cat_id=35&locale=it&id=3944 
Mirrors.php?cat_id=35&locale=it&id=647         
 

Calendario ortodosso

   

Scuola domenicale della parrocchia

   

Ricerca

 

In evidenza

11/11/2018  Cronologia della crisi ucraina (aggiornamento: 11 ottobre 2019)  
30/01/2016  I vescovi ortodossi con giurisdizione sull'Italia (aggiornamento: 4 novembre 2019)  
02/07/2015  Come imparare a distinguere le icone eterodosse  
19/04/2015  Viaggio tra le iconostasi ortodosse in Italia  
17/03/2013  UNA GUIDA ALL'USO DEL SITO (aggiornamento: 19 luglio 2014)  
21/02/2013  Funerali e commemorazioni dei defunti  
10/11/2012  I padrini di battesimo e il loro ruolo nella vita del figlioccio  
31/08/2012  I nostri iconografi: Iurie Braşoveanu  
31/08/2012  I nostri iconografi: Ovidiu Boc  
07/06/2012  I nomi di battesimo nella Chiesa ortodossa  
01/06/2012  Indicazioni per una Veglia di Tutta la Notte  
31/05/2012  La Veglia di Tutta la Notte  
28/05/2012  La preparazione al Matrimonio nella Chiesa ortodossa  
08/05/2012  La Divina Liturgia con note di servizio  
29/04/2012  La preparazione al Battesimo nella Chiesa ortodossa  
11/04/2012  CHIESE ORTODOSSE E ORIENTALI A TORINO  
 



Facebook
Inizio  >  Documenti  >  Sezione 11
  “Ri-cristianizzare” la Russia

di John P. Burgess

dal blog Public Orthodoxy

8 aprile 2016

Clicca per SCARICARE il documento come PDF file  
Condividi:

Fin dal collasso dell'Unione Sovietica nel 1991, la Chiesa ortodossa ha aspirato a niente di meno che a "una seconda cristianizzazione" della nazione russa, un termine che appare nelle sue Concezioni missionarie del 2007. La Chiesa ha cercato di far rivivere l'identità ortodossa storica della Russia diventando, con l'assistenza dello stato, una presenza globale nella società. I critici notano spesso il prezzo che la Chiesa paga per una stretta collaborazione con il governo di Putin, ma dopo un decennio di monitoraggio di questi sviluppi sul campo, io vedo un altro lato, meno noto, della storia. La "ri-cristianizzazione", quali che siano le sue carenze politiche, sta contribuendo notevolmente al bene della Russia.

"Ri-cristianizzazione" è di per sé un termine controverso. Alcuni studiosi sostengono che la Russia non è mai stata veramente cristianizzata. Padre Alexander Schmemann era solito parlare di un'Ortodossia russa popolare che era un preoccupante sincretismo di cristianesimo e di religioni tradizionali della natura. Altri hanno sostenuto che la Russia non è mai stata "scristianizzata" durante l'era sovietica. L'Ortodossia si era integrata così profondamente nella cultura russa che le persone continuavano a pregare davanti alle icone, a far battezzare i loro figli e a fare pellegrinaggi ai luoghi santi, perfino sotto il radar delle autorità bolsceviche. Credo che il discorso sulla "ri-cristianizzazione" di oggi abbia realmente a che fare con gli sforzi della Chiesa per garantire la sua vita istituzionale e i suoi insegnamenti e pratiche ufficiali. Per molti dirigenti della Chiesa, non è più sufficiente che le persone si definiscano ortodosse perché sono russe. La Chiesa vuole che siano sottoposte a un processo di "ingresso nella Chiesa" (votserkovlennye). Dovrebbero partecipare attivamente alla vita della Chiesa e conoscere e mettere in pratica la sua fede.

La narrazione della Chiesa in genere è questa: i russi sono passati attraverso un secolo di traumi. Dopo la rivoluzione d'ottobre, i bolscevichi hanno cominciato sradicare la pervasiva cultura religiosa della Russia e in particolare la Chiesa ortodossa. Nel 1941, solo 200-300 chiese erano rimaste aperte, ogni monastero e seminario era stato chiuso, e l'85-90% dei dirigenti della Chiesa era stato arrestato e/o ucciso. Questi attacchi alla Chiesa hanno rappresentato un attacco più ampio sulla società russa, ulteriormente indebolita dai milioni di vittime della seconda guerra mondiale. Con il fallimento del sistema sovietico negli anni '80, i russi hanno sofferto di depressione di massa. Si sono chiesti, chi siamo noi come nazione, ed è rimasto qualcosa di cui possiamo essere orgogliosi?

La Chiesa ha offerto una risposta convincente: Ciò che rende la Russia grande è il suo fondamento storico nel cristianesimo ortodosso; se i russi recupereranno i valori morali ed estetici della Chiesa, scopriranno che sono eredi non di un esperimento sociale-politico fallito chiamato comunismo, ma piuttosto di una visione religiosa unica e gloriosa di ultima pace, giustizia e bellezza. La Chiesa ha inoltre cercato di attirare i russi verso questo nuovo ideale nazionale attraverso la promozione di importanti iniziative: l'educazione religiosa nelle scuole domenicali, le università e le case editrici ortodosse, l'istruzione nei "fondamenti della cultura ortodossa" nelle scuole pubbliche; i ministeri sociali all'avanguardia nella riabilitazione dalla droga, nel ricovero di malati terminali, e nel sostegno alle famiglie con bambini autistici; la commemorazione storica di coloro che hanno sofferto e / o sono morti per la loro fede ("nuovi martiri") nel XX secolo, in particolare sotto Lenin e Stalin; e la vita della parrocchia, in modo che la gente faccia qualcosa di più che entrare e uscire dalle funzioni in chiesa, ma, invece, si sostenga a vicenda nel crescere nella fede cristiana.

Gli sforzi della Chiesa in ogni caso stanno beneficiando molti nella società russa. I bambini e i giovani stanno imparando di più sul retaggio cristiano della loro nazione, le persone con bisogni emotivi e fisici stanno ricevendo l'attenzione che lo Stato non è in grado di fornire, i crimini di Stalin sono apertamente riconosciuti, e le parrocchie diventano comunità eucaristiche di cura reciproca. Tuttavia, i risultati di due decenni di intensa attività di "ingresso nella chiesa" sono anche deludenti. Mentre la Chiesa ha ora 18.000 parrocchie e diverse centinaia di monasteri maschili e femminili in Russia, solo il 5% dei russi frequenta regolarmente la Divina Liturgia, e la familiarità con le dottrine della Chiesa e l'osservanza delle pratiche della Chiesa non mostra alcun segno di salita verso l'alto. Solo il 15% delle persone che si definiscono credenti ortodossi in città come Mosca è in grado di identificare l'insegnamento della Chiesa della Trinità, mentre la percentuale in campagna si trova vicina allo zero. Meno del 10% dei russi ortodossi segue la Grande Quaresima. Come in Occidente, la maggior parte dei russi vuole essere credenti senza appartenere.

Anche se "l'ingesso in chiesa" non ha ottenuto i risultati sperati, una più ampia "ri-cristianizzazione" è comunque in atto, anche se più elusivamente di quanto le statistiche dei sociologi possono accertare. La rinascita dell'Ortodossia ha significato non solo accomodamento politico e nuove iniziative sociali della Chiesa, ma anche rilancio pubblico dei simboli cristiani di generosità, pentimento, e solidarietà sociale. Quando i russi fanno un pellegrinaggio in uno dei grandi monasteri della Chiesa magnificamente restaurati, e si immergono nella Divina Liturgia, ancora una volta incontrano quella straordinaria realtà che i cristiani chiamano il regno di Dio. Io per primo attendo con fascinazione assoluta di vedere cosa potrebbe ancora significare questo per il futuro della Chiesa e della politica nella nuova Russia.

John P. Burgess è il titolare della cattedra Snowden di Teologia sistematica presso il Seminario Teologico di Pittsburgh.

Condividi:
Inizio  >  Documenti  >  Sezione 11