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  Pat Buchanan: la mente del signor Putin

dal blog del sito Orthodox England

2 ottobre 2015

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"Vi rendete conto ora di che cosa avete fatto?"

Così Vladimir Putin, nel suo discorso alle Nazioni Unite, ha riassunto il suo atto d'accusa di una politica estera degli Stati Uniti, che ha prodotto una serie di disastri in Medio Oriente, tale che non abbiamo bisogno che il leader russo cl le descriva.

Quattordici anni dopo che abbiamo invaso l'Afghanistan, le truppe afghane stanno ancora una volta combattendo le forze talebane per il controllo di Kunduz. Solo 10.000 soldati americani, in quel paese devastato, impediscono ancora il trionfale ritorno dei talebani al potere.

Una dozzina di anni dopo che George W. Bush ha invaso l'Iraq, l'ISIS occupa la sua seconda città, Mosul, controlla la più grande provincia, Anbar, e detiene la capitale di Anbar, Ramadi, mentre Baghdad si allontana da noi, verso Teheran.

Il costo per gli iracheni della loro "liberazione"? Centomila morti, mezzo milione di vedove e orfani, milioni in fuga dal paese e, ancora, una guerra senza fine.

Come sta la Libia da quando abbiamo "liberato" quella terra? Uno stato fallito, lacerato da una guerra civile tra una "Alba libica" islamista a Tripoli e un regime di Tobruk sostenuto dal dittatore egiziano.

Poi c'è lo Yemen. Dal mese di marzo, quando i ribelli Houthi hanno scalzato dal potere un fantoccio saudita, Riyadh, sostenuta dalle autorità e dai servizi segreti degli Stati Uniti, ha bombardato la nazione, la più povera nel mondo arabo.

Ci sono 5.000 morti e 25.000 feriti da marzo. E mentre 25 milioni di yemeniti dipendono dalle importazioni per i prodotti alimentari, in gran parte tagliati fuori, ciò che sta accadendo è descritto da un funzionario delle Nazioni Unite come una "catastrofe umanitaria".

"Lo Yemen dopo cinque mesi si presenta come la Siria dopo cinque anni", ha detto il capo internazionale della Croce Rossa al suo ritorno.

Lunedì, la festa di nozze di un combattente Houthi è stata colpita da missili aria-terra con 130 morti. Abbiamo aiutiamo anche noi in questo?

Che cosa vede Putin come radice ideologica di questi disastri?

"Dopo la fine della guerra fredda, è emerso un unico centro di dominio nel mondo, e quindi quelli che si trovavano nella parte superiore della piramide sono stati tentati di pensare di essere forti ed eccezionali, di saperla più lunga".

Quindi, adottando politiche "basate sulla di presunzione e sulla fede nella propria eccezionalità e impunità", questo "unico centro di dominio", gli Stati Uniti, ha iniziato ad esportare rivoluzioni "cosiddette democratiche".

Com'è finita? Dice Putin:

"Un'interferenza estera aggressiva ha portato a una distruzione sfacciata delle istituzioni nazionali... Invece del trionfo della democrazia e del progresso, abbiamo ottenuto violenza, povertà e disastro sociale. Nessuno si preoccupa minimamente dei diritti umani, compreso il diritto alla vita".

Putin ha forse torto nella sua descrizione di ciò che è accaduto in Medio Oriente dopo che noi ci siamo immischiati? Oppure la sua sintesi di ciò che gli interventi americani hanno portato echeggia gli avvertimenti lanciati per anni dai dissidenti americani?

Il concetto di "sovranità statale" di Putin è questo: "Siamo tutti diversi, e dobbiamo rispettare questo fatto. Nessuno deve conformarsi a un modello di sviluppo unico che qualcuno ha riconosciuto una volta per tutte come quello giusto".

L'Unione Sovietica ha cercato di fare così, ha detto Putin, ed è fallita. Ora gli americani stanno cercando di fare la stessa cosa, e faranno la stessa fine.

A differenza di molti discorsi alle Nazioni Unite, quello di Putin merita di essere studiato. Infatti non solo identifica la mentalità degli Stati Uniti che ha contribuito a produrre il nuovo disordine mondiale, ma identifica una causa primaria dell'emergente seconda guerra fredda.

Per Putin, lo sfruttamento da parte dell'Occidente della sua vittoria guerra fredda per spostare la NATO sulla porta di casa della Russia ha causato un rinculo russo viscerale. Il colpo di stato appoggiato dagli Stati Uniti in Ucraina, che ha rovesciato il governo eletto filo-russo, ha portato dritto alla reazione violenta nel Donbass filo-russo.

Ciò che Putin sembra dirci è questo:

Se le élite americane continuano ad affermare il loro diritto di intervenire negli affari interni delle nazioni, per renderle conformi a un ideale statunitense di buona società e governo legittimo, allora stiamo entrando in un conflitto senza fine. E un giorno, questo si tradurrà inevitabilmente in una guerra, mentre più e più nazioni resistono all'imperialismo morale dell'America.

Le nazioni hanno il diritto a essere se stesse, sta dicendo Putin.

Hanno il diritto di riflettere nelle loro istituzioni le proprie storie, credenze, valori e tradizioni, anche se questo si traduce in ciò che gli americani considerano democrazie illiberali o capitalismo autoritario o addirittura teocrazie musulmane.

C'era un tempo, non molto tempo fa, quando gli americani avevano alcun problema con queste cose, quando gli americani accettavano una diversità di regimi all'estero. In effetti, una credenza nel non intervento all'estero era una volta la pietra angolare della politica estera americana.

Mercoledì e giovedì, le forze di Putin in Siria hanno bombardato i campi dei ribelli sostenuti dagli Stati Uniti che cercano di rovesciare Assad. Putin sta inviando di un segnale: la Russia è disposta a salire la scala mobile fino a una collisione con gli Stati Uniti per evitare che noi e i nostri alleati sunniti arabi e turchi rovescino Assad, cosa che potrebbe portare l'ISIS al potere a Damasco.

Forse è il momento di scendere dalla sella del nostro cavallo ideologico e iniziare a rispettare gli interessi vitali delle altre nazioni sovrane, così come noi proteggiamo e difendiamo gli interessi della nostra nazione.

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