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  La verità sull'occupazione del monastero di Esphigmenou

Dal blog Mystagogy, 31 luglio 2013

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La verità sulla questione dell'occupazione del santo monastero di Esphigmenou

11 Agosto 2011

Rilasciato dalla Sacra Comunità del Santo Monte Athos

La sacra terra dell'Athos è per sua natura e destinazione una terra atta a rimanere lontana dalle luci della pubblicità secolare, un luogo di introversione, quiete, contemplazione e preghiera, dove l'anima incontra Dio in privato.

Purtroppo, la Santa Comunità del Monte Athos si è trovata ultimamente nella posizione sgradevole di osservare con dolore nel cuore la turbolenza del giornalismo e altri rumori, che sono sorti dagli occupanti illegali del santo monastero di Esphigmenou, abolendo la calma della terra ed esponendo in modo profano a luci secolari, ma soprattutto a percezioni secolari, la tradizionale vita mistagogica e spirituale. La Santa Comunità ha mantenuto il silenzio per lungo tempo, al fine di non dare causa e continuità a questa stessa tattica innaccettabile, e anche per non scandalizzare la gente semplice, denunciando, cosa che non era obbligata a fare, irregolarità commesse in una terra sacra.

Preghiamo notte e giorno e abbiamo una coscienza tranquilla e la fede più profonda, che prima o poi il Dio di ogni bontà e la governatrice di questa terra sacra, la santissima Madre di Dio, ristabiliranno la verità e che il Monte Athos uscirà forte da questa lunga strada, come è successo in tanti momenti critici della sua storia. Tuttavia, per motivi di coscienza, con molta circospezione e come totale eccezione, abbiamo ritenuto opportuno pubblicare il testo attuale, in modo da fornire uno strumento sobrio e responsabile in ogni persona ben disposta, per informare e far conoscere la verità, ma anche per respingere l'espansione dello scandalo che si è scagliato contro il Monte Athos e la sua tradizione di più di mille anni.

1. Il santo monastero di Esphigmenou

Il santo monastero di Esphigmenou è uno dei venti monasteri imperiali, sovrani, patriarcali e stavropegici (sotto la giurisdizione diretta del Patriarca) del Monte Athos con una grande storia dall'epoca bizantina fino a oggi, e infatti ha dato alla luce grandi santi della nostra Chiesa e altre figure significative - un vero vanto dello Stato Santo. Fino a pochi decenni fa era famoso come uno dei migliori, più rigorosi e tradizionali monasteri del Monte Athos.

Va notato che un monastero sovrano del Monte Athos, oltre a essere un luogo per i monaci in cui praticare l'ascetismo, ha pieni diritti e doveri elevati che sono stati dati ad esso proprio per poter essere protetti attraverso i secoli, perché i monaci vi pratichino indisturbati l'ascetismo. Esso costituisce pertanto un soggetto giuridico con il diritto pubblico di praticare e di esercitare l'autorità pubblica e godere di molteplici privilegi e vantaggi, che derivano dallo status speciale del Monte Athos, e ha anche responsabilità spirituali e amministrative proporzionali.

Oggi, il santo monastero di Esphigmenou, a causa delle azioni delle persone che lo occupano, si è ridotto in una situazione drammatica senza precedenti nella sua storia, vale a dire, in sostanza, si è devoluto ormai nell'ordine di un kellion, perché non attualizza le responsabilità e le competenze di un monastero sovrano del Monte Athos, mentre l'entità legale del monastero non funziona, dopo essersi devoluta nella condizione di non-esistenza. La fraternità del monastero pertanto non esiste. Gli edifici del monastero sono occupati illegalmente da un gruppo di persone, che ai fini della proprietà non sono monaci del Monte Athos, e commettono un'usurpazione di autorità e anche una serie di altri reati penali. Come questo è accaduto, lo spiegheremo qui di seguito. Noi vogliamo solo sottolineare che questa situazione, a parte il danno al monastero, costituisce anche una minaccia più grave contro il Monte Athos in sé.

2. Principi fondamentali della sostanza del Monte Athos

È parte della coscienza comune dei monaci del Monte Athos, ma anche della scienza storica e giuridica, che il Monte Athos deve gran parte della sua sopravvivenza ed esistenza per dodici secoli alla provvidenza della santissima Theotokos, portatagli in dote anche con lo stato speciale di auto-governo, che è unitario per tutta la penisola, in modo da essere in grado di parlare di una "Montagna Santa", e non semplicemente di alcuni monasteri. Questa è la differenza, l'unicità e il vantaggio in relazione con altri centri monastici molto apprezzabili, come per esempio quello delle Meteore, o ai vecchi tempi, l'Olimpo di Bitinia. Così, il significato costitutivo fondamentale del nostro centro monastico è il principio dell'unità ecclesiastica e amministrativa e della comunicazione di tutti i monasteri del Monte Athos.

In particolare, l'unità ecclesiale e la società è descritta con l'inclusione comune sotto la diretta giurisdizione del Patriarcato Ecumenico, sotto la cui massima sorveglianza si svolge l'esatto adempimento delle disposizioni del Monte Athos nella parte spirituale, mentre non è consentito commemorare alcun altro nome se non quello del Patriarca Ecumenico. I monasteri sovrani devono avere piena comunione ecclesiastica tra di loro e partecipare a cerimonie e riunioni di culto comuni.

L'unità amministrativa e la comunione è descritta con la frequenza obbligatoria dei monasteri sovrani agli organismi direttivi comuni (Sacra Comunità, Sacra Supervisione, ecc) e la conformità agli ordini della Carta Costituzionale del Monte Athos (d'ora in poi indicata con la sigla CCMA) per i rapporti tra la Sacra Comunità e i santi monasteri e le decisioni e le regole che votano gli organi comuni competenti.

Si tratta di una comunità religiosa unita, a cui partecipano come membri permanenti coloro che vi sono inclusi liberamente e vivono e agiscono in piena comunione con gli altri. Qualsiasi persona, naturalmente, ha il diritto alla libertà religiosa, e il diritto di non accettare la comunione con gli altri membri della Comunità, ma chi è sincero e onesto in questa decvisione deve abbandonare liberamente la Comunità. Così, nel caso del Monte Athos, per essere protetti da un carattere monastico del tutto ortodosso, la Costituzione e la CCMA vietano la residenza di persone eterodosse o scismatiche. Tenendo presente quanto sopra, chiunque può capire che nel Monte Athos non esistono, con il significato in vigore per coloro che vivono nel resto del territorio della Grecia, la tolleranza religiosa e la libertà religiosa individuale, ma piuttosto viene protetta in modo assoluto la libertà religiosa del Monte Athos nel suo complesso, vale a dire il diritto di costituire una comunità religiosa unita, con un modo concreto e unito di praticare la propria religione.

La rottura dell'unità (ecclesiastica e amministrativa) del Monte Athos è impensabile per lo status del Monte Athos, perché provoca una totale complicazione nella sua funzione istituzionale e offende anche la sua sostanza. Il problema ha serissime conseguenze istituzionali, spirituali, ecclesiali, e anche nazionali, perché se diventerà accettabile che un monastero perda contatto con gli altri per ragioni invocate unilateralmente, allora anche altri potrebbero legittimamente invocare motivi di fede, coscienza, nazione, ecc, per spezzare il contatto con gli altri monasteri e aderire indisturbati ad altre giurisdizioni ecclesiastiche o nazionali, con conseguenze distruttive per il Monte Athos, la Chiesa, e la sovranità territoriale del nostro paese. Per questo motivo è totalmente vietata dalla Costituzione e dalla CCMA qualsiasi alterazione del numero dei venti santi monasteri sovrani del Monte Athos.

3. Breve sfondo di fatti storici

Nei primi anni '70 è stato causato un disturbo al Monte Athos a causa della "apertura" all'ecumenismo del Patriarcato Ecumenico. Tra le altre proteste è stata applicata anche l'interruzione temporanea della commemorazione del nome del Patriarca Ecumenico di allora da parte di un certo numero di santi monasteri, senza tuttavia che alcuno di essi si tagliasse fuori dalla comunione ecclesiale con gli altri monasteri sovrani e con la Chiesa ortodossa, né, naturalmente, aderisse a un'altra giurisdizione ecclesiastica, una situazione che è, come abbiamo detto, assolutamente vietata. Un'eccezione negativa unica a quel tempo fu costituita purtroppo dal santo monastero di Esphigmenou, in cui entrarono in quel momento persone del mondo esterno, estranee alle credenze del Monte Athos, che imposero le loro opinioni. Il risultato è stato che il monastero ha proceduto a tagliarsi fuori dal corpo del Monte Athos, un'azione illogica e inammissibile per lo status più che millenario del Monte Athos.

Così, a parte la sua semplice interruzione della commemorazione del Patriarca Ecumenico, il Monastero ha interrotto da allora e fino a oggi la comunione ecclesiale con tutti gli altri monasteri del Monte Athos e tutte le Chiese ortodosse, mentre si è affiliato in una completa ed esclusiva comunione ecclesiale a una delle partiti della cosiddetta GOC (Chiesa ortodossa genuina, cioè i seguaci scismatici del calendario giuliano), in cui, cosa da notare, i gruppi non hanno comunione ecclesiastica gli uni con gli altri. Da allora fino a oggi questo monastero non accetta che uno viva lì a meno che non accetti la comunione ecclesiastica esclusivamente e solo con questo gruppo, mentre gli altri sono perseguitati. Questa separazione è stata quindi espressa nel 1972 con il rifiuto del rappresentante del monastero di partecipare alle cerimonie comuni nel santo tempio del Protaton, e anche nella piccola preghiera semplice e umile dei rappresentanti prima dell'apertura delle riunioni della Sacra Comunità. Dopo la constatazione ripetuta di quanto sopra la Sacra Comunità, come primo provvedimento, ha mandato via temporaneamente il rappresentante, chiedendo e aspettando il ritorno del monastero all'ordine regolare. Questo ritorno non è però avvenuto, ma piuttosto la scissione è divenuta definitiva, e non solo in campo ecclesiastico, ma anche nell'amministrazione. Il Monastero, nonostante tutti i ripetuti inviti della Sacra Comunità, non ha inviato fino a questo giorno un rappresentante (a parte in una Ε.Δ.Ι.Σ.- Sacra assemblea straordinaria doppia - nel 1973) o un supervisore, non ha partecipato a qualsiasi attività comune, ma non ha neanche consentito l'esercizio dei poteri della Sacra Comunità nei suoi confronti.

Nel tentativo di frenare il corso distruttivo del monastero, la Sacra Comunità ha proceduto dal 1974 nella decisione di espellere l'abate e i supervisori del monastero, che da allora hanno perso la loro qualità di monaci del Monte Athos. Disprezzando le decisioni della Sacra Comunità (una tattica che è stata usata incessantemente da allora fino a oggi), questi hanno continuato a procedere in azioni di amministrazione e gestione del monastero. Da allora l'amministrazione del monastero è entrata in uno stato di illegalità e il Monte Athos non ha mai riconosciuto questa amministrazione, considerando nulla qualsiasi sua azione. In questo stato di illegalità, hanno proceduto nel 1975 e nel 1999 anche a due elezioni di "abati", che naturalmente non sono stati mai riconosciuti dal Monte Athos. Inoltre, a causa dell'assenza dell'amministrazione del monastero secondo la CCMA, le tonsure di nuovi monaci sono state illegali e nulle, e dopo il riposo dei vecchi monaci regolari non sono più parte della confraternita del monastero, ma sono solo un gruppo di persone che occupano gli edifici del monastero e hanno tutte le caratteristiche di una "fraternità speciale", vietata a tempo indeterminato dalla CCMA (Art. 183), e si occupano anche assiduamente di attrarre altri alla loro fede, altra cosa vietata (art. 184). Di conseguenza, questi hanno le caratteristiche complete di scismatici, una cosa assolutamente vietata dalla Costituzione del paese (art. 105) e dalla CCMA (Art. 5).

Allo stesso tempo, le stesse persone non permettono il controllo degli edifici e dei cimeli del monastero da parte delle autorità preposte, negando in qualche modo la sovranità dello Stato greco e il vigore delle disposizioni legislative in materia, ma non consentono neppure l'esercizio della vigilanza della Sacra Comunità sui cimeli, in violazione delle relative disposizioni. Allo stesso tempo, essi procedono in azioni di gestione dei beni mobili e immobili del patrimonio del monastero, anche se non sono qualificati come persona giuridica secondo il CCMA, commettendo usurpazione di potere e reati rilevanti.

Per trent'anni il Monte Athos non ha mai denunciato la loro illegalità, perché stava mostrando tolleranza, con la speranza del loro ritorno nell'ordine canonico del Monte Athos, senza usare mai violenza contro di loro, ma piuttosto servendo con filantropia le loro esigenze individuali, cosa per la quale alla fine è stato ripagato con un'ingratitudine amara. Ci sono stati anche innumerevoli sforzi di avvicinamento da parte del Monte Athos, e anche da parte del Patriarcato Ecumenico, ma senza risultato.

In questo momento c'è una volontà fastidiosa e nascosta di sfruttare l'indulgenza dimostrata dai monaci del Monte Athos, al fine di ottenere il riconoscimento e la legalizzazione della loro situazione illegale. Ciò è apparso particolarmente in materia della raccolta delle annuali sponsorizzazioni economiche con l'obiettivo di legalizzazione in tutti questi anni, ma in particolare dal 1996, quando hanno ottenuto un finanziamento retrospettivo, fino a poco tempo fa (questione al Consiglio legale dello Stato nel 2002). Quindi all'incirca dal 1995 si osserva un sostegno di questa tendenza, culminata con la nomina come loro leader del nuovo "Abate" Methodios nel 1999, quando divenne chiaro che non c'era alcuna speranza di ritorno all'ordine canonico del Monte Athos, ma da quel momento in poi si sono esplicitamente impuntati sulla richiesta di riconoscimento, cosa che ha distrutto definitivamente ogni approccio e dialogo. E' significativo che all'ultima riunione del comitato della Sacra Comunità con i rappresentanti del monastero occupato il padre Methodios non è si è presentato, dando il comando ai suoi rappresentanti di riferire arrogantemente per conto suo, che per iniziare una discussione, richiedeva un documento ufficiale della Sacra Comunità o dell'Amministrazione del Monte Athos, indirizzata a lui, e in cui fosse definito "archimandrita" e "Abate del santo monastero di Esphigmenou". Questo fu la definitiva interruzione di qualsiasi sforzo di comunicazione.

La Sacra Comunità fu costretta, al fine di proteggere l'istituzione del santo monastero di Esphigmenou, e anche lo status del Monte Athos, a non fornire in quei tempi cose non ammissibili legalmente, in modo che non fossero usate da loro come riconoscimento indiretto. Da allora è iniziata da parte loro una caratteristica ingratitudine e una tattica organizzata di alterazione della realtà, mentre le persone all'interno del monastero deliberatamente raccontano di fantastiche "misure repressive" e presentano la Sacra Comunità come un boia e se stessi come martiri, invitando anzi una reazione dei loro amici e sostenitori, che creano anche in diversi periodi disturbi proporzionali.

4. Azioni recenti

Dopo la constatazione del rifiuto finale di ritornare e l'orientamento completo verso la direzione della pretesa assiomatica di riconoscimento, il Monte Athos, prendendo in considerazione l'amore per Dio e l'umanità, ha ritenuto sua storia e sua missione di occuparsi con affetto e molto dolore del proprio Stato santo, e più specificamente del santo monastero di Esphigmenou, carne della sua carne, e anche del recupero e della salvezza mentale di coloro che lo occupano, fornendo le prove del loro corso delirante. È stato costretto quindi anche a prendere precauzioni nel proprio consolidamento legale e a procedere in attente azioni corrispondenti, avendo come unica speranza una soluzione pacifica e regolare del problema e la prevenzione di una imposizione violenta e indesiderabile della legge e la consapevolezza da parte di tutti della sua illegalità, e anche delle gravi dimensioni religiose e nazionali della questione.

Perciò, dopo un profondo studio della materia e la preparazione di un rapporto completo, elaborato con un ampio studio di consultazione di eminenti giuristi, sono state prese con serietà e prudenza le decisioni della Sacra assemblea straordinaria doppia e sono stati intrapresi i passi legali necessari per implementare tali decisioni, previste dalla Costituzione e dalla CCMA, al fine di produrre i risultati legali che bloccheranno ogni pretesa nei confronti del Monte Athos.

Quindi, nel novembre del 2002, sono stati spediti per corriere giuridico inviti personali a ciascuno dei membri della "fraternità", in modo da dare loro il diritto di essere ascoltati. In modo completamente ingiustificato, non si sono serviti dell'opportunità di esporre le loro opinioni e di entrare in elementare comunicazione formale con i monasteri attraverso i loro rappresentanti, hanno chiuso le porte del monastero, si sono rifiutati di presentarsi di fronte alla Sacra Comunità, e invece hanno spedito facsimili di risposte extragiudiziali in un contesto completamente improprio. In ogni caso, in questo periodo 24 individui sono stati allontanati dal resto del gruppo. Allo stesso tempo, è stata organizzata una nuova ondata di falsità e disinformazione, presentando la richiesta di essere ascoltati (vale a dire, il beneficio di un diritto vantaggioso per loro) come una persecuzione per la fede, in modo del tutto assurdo, producendo incredibili calunnie e di fatto accennando a minacce terroristiche contro il Monte Athos.

Con questo si sono confermati come meri impenitenti e questo ha portato al taglio finale dei rapporti e alla distanza caotica di queste persone dal resto del Monte Athos, ma si è anche realizzata ufficialmente la formazione di una "fraternità speciale" proibita che pratica azioni anch'esse proibite con minacce di deportazione, proselitismo e propaganda.

Allo stesso tempo, il Patriarcato Ecumenico, sulla base delle stesse caratteristiche presentate, ha confermato la constatazione che essi sono in una situazione scismatica, e con una decisione sinodale patriarcale ha dichiarato scismatici tutti i membri di questa "fratenità" proibita.

Sulla base di tutte queste cose, la Sacra Comunità ha proceduto infine a una delibera amministrativa di espulsione nominale delle persone di cui sopra, dopo aver chiarito in ogni modo che non desidera la loro rimozione violenta dal monastero. L'effetto di quest'atto è di confermare la non esistenza della fraternità e degli organi amministrativi del monastero e tutti i loro atti di rappresentanza, amministrazione e gestione, e che nessuno di loro ha diritto al nome e ai diritti di un monaco athonita di Esphigmenou. I summenzionati sono stati chiamati a consegnare qualsiasi oggetto del monastero che essi possiedono e a lasciare pacificamente il monastero entro un mese, vale a dire entro il 15 / 28 gennaio 2003. Dopo di che, la questione è passata alla giurisdizione dell'Amministrazione del Monte Athos, che ha pubblicato gli interventi di attuazione secondo la legge.

C'era speranza che in questo intervallo si percepisse che non vi era più possibilità e fondamento per la continuazione dell'occupazione di un monastero sovrano (cosa che riguardava ovviamente soprattutto la leadership del gruppo) e che si conformassero alle decisioni delle autorità supreme del Monte Santo, andando a vivere insieme a quelli che la pensano come loro in qualunque altro luogo, mentre si sarebbe cercata una soluzione per quelli che non potevano procedere a un tale trasferimento per questioni di salute, di età o altri motivi.

5. L'assurdità del laicismo

Purtroppo, hanno invece sfruttato con caratteristica ingratitudine il lungo termine che è stato loro fornito per filantropia, proprio in senso contrario. Hanno montato senza precedenti e senza alcuna inibizione una campagna denigratoria contro il Monte Athos, la Chiesa e lo Stato greco, per scoraggiare con il ricatto la lotta onesta e pura dei padri del Monte Athos per il bene del loro luogo santo .

Così usando senza timore di Dio mezzi corretti e scorretti, si servono di moderne tecniche di produzione di realtà virtuali, presentandosi come presunte vittime perseguitate per la fede e per le loro credenze religiose, mentre è esattamente il contrario. Non tutti i monaci del Monte Athos sono tiranni e criminali, cosa che nessuno ha pensato di dire nel corso della secolare storia del luogo santo, e che solo i nemici e gli avversari del Monte Athos potrebbero pensare. Attraverso tutte queste cose, hanno confermato che non hanno il minimo rapporto con la filosofia, lo stile, lo spirito e la storia del Monte Athos e la tradizione monastica cristiana ortodossa, e che sono genuini rappresentanti della mentalità laicista.

Il pubblico greco e internazionale ha avuto la sfortuna di assistere a una rappresentazione teatrale senza precedenti. Mettendo in mostra se stessi come presunti rappresentanti genuini dell'ascetismo ortodosso, hanno dimostrato di essere veri protagonisti secolari, spendendo generosamente ingenti somme di denaro, rivolgendosi tutti i giorni alle stazioni televisive e radiofoniche secolari, cercando di essere pubblicati su giornali e riviste indipendenti dalla morale o da altre qualità, organizzando interviste con la stampa in hotel di lusso, creando pagine web in internet, ecc, tutte cose per le quali i monasteri sono accusati di fare attività secolari, che dovrebbero assiduamente evitare e che forse non penserebbero mai di fare. La cosa peggiore però era il contesto di tutta questa spedizione, una produzione palese e fuorviante di segnali che parlano di persecuzioni in nome della fede, ecc, mentre non è una questione di persecuzioni né di fede, ma è un aperto e pubblico disprezzo dell'ordine e delle disposizioni del Monte Athos, come spiegheremo in seguito. La Sacra Comunità ha mantenuto il silenzio, visto che la sua risposta poteva diventare realtà molto presto, non calcolando però sarebbero giunto al punto di creare una realtà fittizia.

Alla scadenza del termine (15/28 gennaio 2003) si sono chiusi nell'edificio del Monastero, di cui avevano chiuso i cancelli già due mesi prima. Sapevano esplicitamente del comune accordo scritto e dell'impegno del Patriarcato ecumenico, del Ministero degli Affari Esteri e del Monte Athos di non effettuare una rimozione violenta, sapevano anche dell'opposizione politica, sapevano che non vi erano forze di polizia sufficienti, cosa confermata il giorno precedente in una comunicazione personale con il Governatore del Monte Athos, e sapevano che sarebbe venuto un poliziotto a certificare ufficialmente la non evacuazione del monastero e che se ne sarebbe andato immediatamente, come è stato. E nonostante questo, hanno trovato l'occasione adatta per rappresentare se stessi come eroi perseguitati dai servizi di sicurezza, hanno dichiarato a tutto il mondo che la situazione si è sviluppata in un assalto al monastero, che sono assediati da una squadra di forze speciali, che sono privati ​​degli elementi essenziali per la loro sopravvivenza e altre cose ridicole e tragiche. Hanno introdotto illegalmente nel monastero telecamere e giornalisti, al fine di diventare i primi "martiri della fede" in una trasmissione in diretta, in un modo laicista completamente inutile e deprecabile, ridicolizzando così la sacralità della nostra fede. Hanno tradito il Monte Athos, l'Ortodossia, gli ideali della nazione, per incrementare l'indice di gradimento alla televisione. Hanno cercato di diffamare la nostra patria su scala internazionale. Hanno fatto ricorso agli enti europei ("franchi" e "satanici", come li chiamavano), proprio loro che accusano falsamente Monte Athos di essere europeista. Hanno fatto ricorso ai tribunali con argomenti che, se fossero accettati, porterebbero conseguenze devastanti per tutto il Monte Athos (incluso ovviamente il santo monastero di Esphigmenou). Hanno proceduto a una quantità di altre azioni contro lo spirito del Monte Athos. Hanno reso infine evidente che non appartengono a Monte Athos e sono completamente stranieri a questo posto, vale a dire che hanno confermato ciò che era noto da molti anni, che da loro stessi si sono messi fuori del Monte Athos sotto ogni aspetto.

Qui sotto siamo costretti a dare risposte a domande che, a causa della disinformazione, hanno portato a scandali che coinvolgono il pubblico.

6. Risposte alle domande

Il santo monastero di Esphigmenou è sotto persecuzione?

Questo è doppiamente fuorviante. Non è possibile definire "persecuzione" l'applicazione dell'ordinamento giuridico e in particolare se ciò è fatto in modo pacifico. Inoltre, tutto ciò che riguarda gli occupanti illegali degli edifici del santo monastero di Esphigmenou, non può essere parte del monastero come istituzione spirituale con tutta la sua storia.

La funzione del santo Monastero di Esphigmenou è minacciata di interruzione?

È esattamente il contrario. L'impegno riguarda il salvataggio del santo monastero di Esphigmenou e il ripristino della sua operatività, interrotta da coloro che lo occupano illegalmente.

Verrà creato un secondo santo monastero di Esphigmenou?

Questo è impossibile. Gli occupanti del monastero (persone fisiche) non sono, naturalmente, il monastero (persona giuridica). Se il monastero non esiste come amministrazione e fraternità, il Monte Athos è tenuto a ripristinare la loro esistenza, ovvero di procedere a ripristinare la fraternità, che eleggerà anche la sua amministrazione legale. Ovviamente, la sua sede sarà nelle strutture del monastero; mentre queste sono sotto occupazione si ricercheranno soluzioni provvisorie legittime in accordo con il diritto del Monte Athos.

La motivazione delle decisioni della Sacra Comunità e del Patriarcato Ecumenico è il rifiuto della commemorazione del patriarca?

Questa è una menzogna diffusa. Nella decisione patriarcale sinodale non vi si fa alcun riferimento. Tutte le decisioni fanno riferimento al distacco di un monastero sovrano dalla società ecclesiastica e amministrativa del Monte Athos e dalla Chiesa e allo sforzo di attrarre tutti in questa pratica. Si tratta di un classico caso di un accertamento ipso iure di un gruppo scismatico e di una fraternità particolare vietata. Come abbiamo riportato, altri monasteri sovrani per motivi di protesta hanno interrotto di tanto in tanto la commemorazione del patriarca e si riservano il diritto di agire in tal senso in futuro, però nessuno ha interrotto la comunione ecclesiastica e ha stabilito una comunione ecclesiastica con partiti esterni alla Chiesa.

Che cosa sta succedendo con gli altri zeloti del Monte Athos e, in generale, i cosiddetti seguaci del vecchio calendario?

Anche gli zeloti del Monte Athos non commemorano il patriarca e hanno interrotto individualmente la comunione ecclesiastica, ma almeno vivono nelle dipendenze e non disturbano la comunione ecclesiastica e amministrativa dei venti monasteri sovrani. Di conseguenza, il trattamento della materia in questo ambito è un soggetto interno di ciascuno dei monasteri sovrani. È stata fatta più volte alle persone che sono all'interno del santo monastero di Esphigmenou la proposta di scegliere da soli e nominare qualcuno che abbia una comunione ecclesiastica e amministrativa con il resto del Monte Athos, perché questi gestisca l'amministrazione del monastero e li faccia rimanere infastiditi nei loro doveri spirituali al monastero o nelle dipendenze, ma non hanno accettato nemmeno di discuterne. Ora, per quanto riguarda più in generale i cosiddetti seguaci del vecchio calendario, Monte Athos non ha problemi con loro, purché non interferiscano nelle questioni del Monte Athos, dove peraltro non hanno alcuna autorità. Di conseguenza, non hanno alcun motivo per essere avversi al Monte Athos, trascinati dal consiglio fuorviante degli occupanti del santo monastero di Esphigmenou.

Gli occupanti del santo monastero di Esphigmenou riconoscono la giurisdizione del Patriarca Ecumenico sul Monte Athos?

No, non lo fanno, in aperta violazione della Costituzione. Sostengono di essere coperti dalla dichiarazione che riconoscono e rispettano l'istituzione del patriarcato, ma non il patriarca. Si tratta di un argomento frivolo, perché l'istituzione del patriarcato è riconosciuta e rispettata da quasi tutte le religioni e gli stati del mondo. La subordinazione di giurisdizione ecclesiastica significa obblighi particolari e, primo fra tutti, almeno una comunione ecclesiastica e tutto ciò che ne consegue, e ciò è gestito dalle pertinenti regole canoniche del Monte Athos.

Coloro che appartengono alla giurisdizione ecclesiastica del Patriarcato Ecumenico non hanno il diritto di criticare le azioni del patriarca?

Il Monte Athos è il primo a praticare una critica rigorosa, secondo i casi, del Patriarca Ecumenico, sempre con rispetto e sincerità. È noto che la Sacra Comunità ha ripetutamente preso posizioni in questioni di fede e ha bloccato azioni che non sono in accordo con le dottrine e la tradizione ortodossa (ad esempio Balamand, le conclusioni del dialogo degli ortodossi con gli anti-calcedoniani, ecc). Tuttavia, le persone nel santo monastero di Esphigmenou, lungi da esprimere obiezioni, riserve e angosce circa la politica ecclesiastica di ogni capo della Chiesa di Costantinopoli, negano lo status della Chiesa Ortodossa in ogni antico Patriarcato (di Alessandria, Antiochia, Gerusalemme) e nelle altre Chiese autocefale, e non combattono in favore dell'Ortodossia, come si suppone, ma esclusivamente a favore del loro partito dei cosiddetti seguaci del vecchio calendario. Essi manifestano, non tollerando alcuna comunione o contatto se non con il loro partito, e proiettando questo partito come la Chiesa una santa cattolica e apostolica, un disprezzo completo, inammissibile e inaccettabile dei significati dell'unicità, della santità e dell'universalità della Chiesa di Cristo, e delle dottrine della nostra santa fede.

Si possono risolvere questioni spirituali con questi metodi?

Ci si chiede quale sia il significato della frase "con questi metodi". Se ciò che si intende è l'esercizio della violenza, è stata decretata la loro esclusione. Se si intende azioni amministrative, si precisa che per le questioni spirituali è responsabile la Chiesa, e per le questioni amministrative lo Stato. Il Monte Athos è condizionato da uno statuto speciale di autonomia e l'autorità pubblica, secondo la Costituzione, è praticata dai santi monasteri attraverso la Sacra Comunità, cioè attraverso i monaci rappresentanti, che sono persone ecclesiastiche, e rappresentano le istituzioni spirituali, perciò le questioni spirituali e amministrative al Monte Athos sono interconnesse, mentre l'ordine pubblico e la sicurezza appartengono alla competenza dello Stato attraverso il governatore. In questo caso tutto è stato fatto secondo l'ordine: la Chiesa ha proceduto a un accertamento ecclesiastico, il Monte Athos a una decisione di accertamento amministrativo, il governatore a un'azione esecutiva. Ciò è previsto dalla millenaria disposizione del Monte Athos e non abbiamo intenzione di cambiarlo oggi, e quelli che non sono d'accordo sono liberi di non venire e di non rimanere sul Monte Athos. Gli occupanti del santo monastero di Esphigmenou cercano di coinvolgersi in questioni amministrative, persistendo nell'occupazione del monastero sovrano, invece di vivere umilmente, come tanti altri delle stesse idee, e proprio questa persistenza ha creato tutti i problemi a loro, al monastero, al Monte Athos, alla Chiesa e alla Grecia.

Perché insistono nell'occupazione di un monastero sovrano?

Ovviamente, perché per 30 anni, usurpando e sfruttando la storia, il nome e la fortuna del tanto martoriato santo monastero di Esphigmenou, essi appaiono nel loro partito con un prestigio totalmente aggiornato e un ruolo di primo piano e con il fascino di monaci del Monte Athos, e, in particolare, come gli unici veri monaci e veri ortodossi, hanno enormi vantaggi nella pratica della propaganda a favore del loro partito.

Perché si trascura il fatto che tutto il problema è basato su ragioni di fede?

È inaccettabile porre la questione in questo modo. La discussione è stata, in generale, su temi di fede e in nessun modo questa è stata trascurata; tuttavia nessuno ha offeso o insultato la fede di nessuno. Di conseguenza, la separazione dal resto dei monaci del Monte Athos, con i quali non esisteva alcuna differenza di fede, ma solo una differenza di stima della materia ecclesiastica, non può essere presentata come un evento che ha avuto luogo per motivi di fede. Quindi, non hanno alcuna base il disaccordo, la riserva e l'angoscia su temi di politica ecclesiastica, la giustificazione e la legalizzazione dell'uso di qualsiasi mezzo, e, in particolare, dell'illegalità e dell'opposizione alla Chiesa, come hanno mostrato le deviazioni senza precedenti di queste persone. Inoltre, anche se la questione è cominciata con discussioni sulla fede, ora vedendo le conseguenze disastrose per la fede stessa e per la Chiesa, per il Monte Athos e per il monachesimo, dovrebbero aver cambiato il loro atteggiamento, come hanno fatto gli altri monasteri che avevano interrotto provvisoriamente la commemorazione. Non è un caso che il Monte Athos combatte contro i due estremi, l'ecumenismo e lo zelotismo.

Gli altri monasteri, allora e ora, hanno agito sotto pressioni del patriarca e minaccia di deposizione?

Questo è falso, e offensivo in modo non permissibile, viste le note libere, indipendenti e costanti convinzioni dei monaci del Monte Athos, che agiscono sempre secondo la propria coscienza, senza cedere alle pressioni di chiunque, come più volte hanno dimostrato. Ma è offensivo anche per il Patriarca, degradato a una sorta di tiranno - o di terrorista. In questo caso, l'interesse per il tema del santo monastero di Esphigmenou era pubblico e sicuramente sempre maggiore dal lato del Monte Athos, e non il contrario. Per quanto riguarda, in particolare, le azioni discusse degli ultimi anni, l'iniziativa è stata interamente nelle mani del Monte Athos, e le altre parti, la Chiesa e lo Stato, sono solidali con ogni forza. La Sacra Comunità, come si vede facilmente dai suoi stessi decreti, aveva preparato le azioni amministrative prima della pubblicazione dell'atto sinodale patriarcale, che ne ha tenuto continuamente conto nella formulazione finale.

L'atteggiamento di coloro che rimangono nel santo monastero di Esphigmenou costituisce un blocco dei piani dell'ecumenismo, come è scritto?

Anche questa era una segreta speranza, che si è dimostrata vana, e che dovrebbe essere posta sotto una grande attenzione, perché l'esperienza del Monte Athos dimostra il contrario. Monte Athos tiene alta la bandiera anti-ecumenista, perché rimane un figlio fedele della Chiesa e ha il diritto di intervenire con rispetto, ma anche con pretesa di essere ascoltato, cosa che non hanno il diritto di fare quelli che hanno lasciato la Chiesa. Ma noi non abbiamo mai avuto il minimo aiuto dagli occupanti del santo monastero di Esphigmenou, che da un lato con la detenzione illegale e la mancata operatività del monastero hanno privato il Monte Athos della possibilità di dare una testimonianza unita di fede e di avere un monastero come partner attivo nelle sue lotte, e d'altra parte con l'immagine fondamentalista estrema che essi forniscono, sono un'offesa permanente del significato del monaco conservatore ma luminoso del Monte Athos, un motivo continuo di rimproveri contro il Monte Athos, che li tollera, e un "alibi" per coloro che vogliono giustificare le loro distanze dalla confessione di fede ortodossa.

È vero che sono stati dichiarati scismatici (separatisti), mentre loro lo negano?

La decisione sinodale patriarcale ha preso atto e confermato qualcosa che già esiste; non ha creato qualcosa di nuovo. È ovvio ed evidente che essi erano e sono scismatici, dopo che si sono separati dalla comunione della Chiesa (e in particolare con tutte le particolari caratteristiche di questo caso, vale a dire la separazione di un monastero sovrano dal Monte Athos, ecc), e questo è stato accertato da parte dell'autorità ecclesiastica, nella giurisdizione di cui fanno parte. Dicono che il Patriarca è scismatico, separato dalla sola Chiesa ortodossa, che è costituita dal loro partito, cosa che sostengono solo loro, o in ogni caso l'autorità o partito che essi riconoscono. In tutta questa assurdità credulona si pone infine il problema: è il Patriarcato Ecumenico che appartiene alla giurisdizione del santo monastero di Esphigmenou, al fine delle dichiarazioni delle persone che si trovano nel monastero, o (secondo la Costituzione) è il santo monastero di Esphigmenou che appartiene alla giurisdizione del Patriarcato Ecumenico, che quindi ha agito in maniera equa e responsabile? Inoltre, se credono nelle idee che dichiarano, non dovrebbero confutare con mezzi secolari le azioni del - da loro presunto - patriarca eretico, per ottenere un certo vantaggio provvisorio, cosa che dimostra una mancanza completa di un'ideologia coerente e un completo opportunismo.

Il sit-in dei manifestanti del santo monastero di Esphigmenou ha guadagnato la stima dei monaci del Monte Athos, con il loro "stato virtuoso", come è stato scritto?

Si tratta di informazioni che essi stessi hanno fornito alla stampa in modo arrogante, e sono un segno di mancanza di modestia e umiltà. La Sacra Comunità non conosce alcuna dichiarazione di sostegno da uno qualsiasi dei monasteri sovrani del Monte Athos, ma piuttosto il contrario.

La loro offesa è davvero così grande e seria, che delle persone, molte delle quali rimaste per anni al Monte Athos, debbano affrontare la pena dell'espulsione? I monaci del Monte Athos sono così senza cuore?

Noi crediamo che i santi padri, che hanno stabilito e ci hanno tramandato gli statuti del Monte Athos, non fossero carenti di amore e compassione, ma semplicemente hanno ritenuto prevalente l'amore e la preoccupazione per la santità del Giardino della Panagia, che è la Madre dell'amore e della misericordia. Noi non abbiamo il diritto di abolire gli statuti del Monte Athos e di privare le generazioni future la possibilità di trovare un luogo santo di misericordia e d'amore del Dio-uomo (Cristo), garantito e protetto, come lo abbiamo trovato noi. Abbiamo spiegato che il Monte Athos per 30 anni ha dimostrato una proverbiale carità e tolleranza, servendo di fatto le esigenze di queste persone come persone fisiche, ma ha incontrato solo ingratitudine e tentativi di sfruttamento di questo atteggiamento, perché costoro siano riconosciuti e abbiano una legalizzazione dell'illegalità. Abbiamo riportato anche proposte che sono state vanificate dagli occupanti del monastero, al fine di evitare la loro rimozione naturale. E ancora una volta è evidente che, se abbandonano la pretesa di possedere un monastero sovrano, cercheranno in ogni caso soluzioni accomodanti, e questo è quello che ovviamente aspettiamo e accetteremo con sollievo. Di conseguenza, il rimprovero del cuore crudele va fatto al contrario a quelli che danno filo da torcere a tutte queste persone per la sete di potere e le pretese che abbiamo menzionato prima.

Ci sono stati sforzi di avvicinamento?

La Sacra Comunità in tutti questi anni ha invitato ogni anno con la consueta circolare il monastero a inviare un rappresentante. Nel 1980 è stato chiamato anche a inviare un supervisore. Una commissione della Sacra Comunità ha avuto discussioni negli anni 1994-1995. Una nuova commissione ha intrapreso discussioni dal 1997, uno sforzo che assomma a circa 15 incontri. Il defunto Patriarca Demetrio ha cercato di avere un incontro. L'attuale Patriarca Bartolomeo ha fatto lo stesso e ha inviato anche una lettera, che viene utilizzata oggi da loro in modo provocatorio nelle loro comunità, come presunta prova di un riconoscimento. Lo Stato greco ha proceduto a numerosi sforzi attraverso il governatore del Monte Athos. Si è tentato di limitare la questione almeno inizialmente alla semplice missione di un rappresentante, ma la cosa si è arenata all'incredibile richiesta che il loro rappresentante esca fuori o rimanga seduto durante il tempo della piccola preghiera inaugurale, offendendo direttamente la nostra fede e i nostri santi. È ovvio che non esiste la minima speranza di approccio fino a quando gli occupanti del Monastero crederanno nella legalizzazione e nel riconoscimento della situazione fuorilegge esistente, e questa è la ragione per cui la materia si confronta su un'altra base, con la speranza di creare condizioni di avvicinamento.

Perché queste cose accadono oggi, dopo 30 anni, e non prima?

Non si tratta di una questione di scelta di un tempo concreto, ma di un processo naturale che segue il funzionamento e il processo decisionale della Sacra comunità. Il Monte Athos ha mostrato una tolleranza e pazienza estremamente duratura, finché esisteva qualche speranza di un ritorno nell'ordine canonico del Monte Athos. Negli ultimi anni ci sono stati contributi nei seguenti punti specifici:

a. Come è stato dichiarato altrove in precedenza, dal 1995 circa in poi gli occupanti del monastero si sono avviati definitivamente in direzione dell'obiettivo della loro legalizzazione e riconoscimento, dello sfruttamento ingrato della tolleranza filantropica del Monte Athos e del consolidamento della situazione per il momento, qualcosa che è stato dichiarato ormai chiaramente nel 2000 con le pretese di inviare i documenti ufficiali "all'abate", costringendo così il Monte Athos ad agire secondo giustizia, prima che la situazione si rivelasse irreversibile.

b. Dal 1999 è iniziata una nuova fase. Concretamente, nei periodi precedenti esistevano alcuni elementi che avrebbero facilitato ai cosiddetti "abati" del monastero il passaggio alla legalità: Athanasios aveva una elezione e intronizzazione canonica ed Euthymios, dal 1975 fino al 1999, aveva almeno un'ordinazione da un gerarca con una comunione ecclesiastica canonica. Al contrario l'attuale "abate" Methodios non ha nulla di questo, un fatto che porta la situazione in un vicolo cieco, perché la sua dichiarazione esplicita ed evidente era che non avrebbe mai accettato un riconoscimento da parte del Patriarca Ecumenico, cioè ha confermato la totale mancanza di volontà di cercare una via di ritorno.

c. Con gli sviluppi internazionali ed europei più recenti è necessaria un'accresciuta sensibilità per la tutela dello status speciale del Monte Athos e il confronto delle volgari deviazioni che lo danneggiano, come nel caso in questione, prima che sia tardi per il Monte Athos.

d. Menzioniamo ancora che gli occupanti del monastero sono i primi che, tramite il loro consulente legale, hanno caratterizzato come illegale la composizione e come invalide le decisioni della Sacra Comunità, che ha tenuto una sessione in assenza del rappresentante del santo monastero di Esphigmenou, cosa che richiede l'introduzione di procedure per risolvere lo stallo.

Qual è il ruolo della commissione della Sacra Comunità?

L'autorizzazione di ciascuna commissione della Sacra Comunità è quella di lavorare, di raccogliere dati e di proporli alla Sacra Comunità, che è l'unica che decide con il voto dei rappresentanti. La vicenda del santo monastero di Esphigmenou è stata oggetto di ampie discussioni, di ripetuti incontri della Sacra Comunità, ma anche della Sacra assemblea straordinaria doppia, e il comitato, secondo l'ordine, si muove entro i limiti delle direttive ricevute. È assolutamente ingiusto, nonché disonesto e miserabile, lo sforzo realizzato per accusare il comitato di crudeltà (mentre è quello che ha cercato di tutti i modi di trovare una soluzione non violenta), o di convenienze personali, o anche di avere seguito le proprie decisioni e non quelle della Sacra Comunità, al fine di indebolire il loro prestigio. Altrettanto al di fuori di ogni concetto di etica circa il modo di funzionamento degli organi istituzionali sono le affermazioni fuorvianti e arroganti degli occupanti del santo monastero di Esphigmenou sui monasteri (i cui nomi, in particolare, sono riportati impropriamente) che presumibilmente li sostengono.

Le persone che occupano il santo monastero di Esphigmenou sono perseguitate perché non accettano gli stanziamenti europei?

Un'altra dichiarazione-slogan superficiale che diventa notizia in prima pagina con le dichiarazioni magniloquenti dell’ "abate” Methodios. Al Monte Athos si sono eseguiti per molti anni lavori di restauro dei santi monasteri con il finanziamento dello Stato greco, che utilizza fondi sia nazionali che comunitari. La Sacra Comunità, con una previsione a favore del monastero, lo ha incluso negli stanziamenti del programma "Athos". Non è stato chiesto da qualsiasi altro monastero di accettare i fondi per le opere, piuttosto, al contrario, sono i monasteri che chiedono, a causa delle grandi esigenze e con grande difficoltà si accetta un piccolo numero di richieste. E le persone nel santo monastero di Esphigmenou, anche se avessero voluto fare richiesta, non avrebbero potuto, perché non sono idonei a gestire qualsiasi cosa in nome del monastero che possiedono illegalmente. Di conseguenza, diventa incredibilmente assurdo e non veritiero il presunto "eroismo nel non accettare fondi europei", con l'obiettivo finale di guidare le persone ignoranti a sentimenti di simpatia e di ammirazione per il loro ascetismo contraddittorio, che si dimostra ancora più contraddittoria, se qualcuno pensa alla quantità rispettabile di dracme, euro e dollari fluiti nel monastero per le esigenze della propaganda del partito, la proiezione di un'immagine pubblica, le lotte giuridiche, ecc, mentre questi individui hanno fatto raccolte retroattive e poi hanno illegalmente ricevuto la sponsorizzazione economica annuale del governo in nome del monastero. La questione diviene anche contraddittoria e ridicola, quando qualcuno contempla che i presunti "anti-europei", tramite i loro sostenitori, si sono già rivolti a Ginevra (Comitato per i diritti dell'uomo), Bruxelles - Lussemburgo (Parlamento europeo - Comitato politico), Milano (Unione internazionale dei legali) etc, mentre minacciano anche un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, aizzando i (secondo le loro parole) "franco-latini" contro il Monte Athos e la nostra patria.

Tutta questa faccenda ha anche un rapporto con il movimento europeo per l'abolizione dell'Avaton (il documento imperiale che permette l'accesso al Monte Athos ai soli uomini, ndr)?

Con una caratteristica doppiezza hanno tentato di accusare la Sacra Comunità di voler emarginare le persone nel santo monastero di Esphigmenou, al fine di abolire anche l'Avaton. Tuttavia, queste persone, purtroppo, non hanno partecipato neppure una volta nelle lotte del Monte Athos per vedere garantita la sua condizione speciale. Al contrario l'ammissione delle loro rivendicazioni tornerebbe a spese di questa disposizione con una precisione matematica. Così aprono la strada verso tali conseguenze quando parlano e scrivono e fanno appelli ai massimi organismi ufficiali accusando il Monte Athos di debolezza nel prendere decisioni amministrative, dopo le delibere e le decisioni dei tribunali secolari (ognuno può capire ciò che questo significa in caso di violazione, per esempio, dell'Avaton), cosa che suggerisce una negazione diretta dell'autogoverno del Monte Athos, o per presunte violazioni dei diritti umani (libertà religiosa) a Monte Athos, perché, se questa linea diventa accettabile, allora il divieto di residenza di eterodossi e scismatici al Monte Athos offenderebbe la libertà religiosa, e molto presto avremo la fondazione di monasteri papisti e di istituzioni protestanti nel luogo santo (!).

Perché la questione ha anche dimensioni nazionali?

Abbiamo già spiegato che con le loro azioni offendono la sovranità territoriale del paese e minano il divieto di secessione per pretese nazionalistiche. Oltre a ciò, si giudica come attività davvero antinazionale la diffusione di calunnie, e i rapporti pubblici sul paese al pubblico internazionale per la presunta oppressione, culminante con la creazione della loro pagina web in inglese che denigra lo Stato greco in America e in Europa, dove riproducono le infinite bugie sulla loro persecuzione e hanno anche pubblicare una foto di un monaco da Karyes, cioè un monaco di un altro monastero, come monaco di Esphigmenou che si suppone affronti la deportazione senza avere un altro luogo di soggiorno. Tra molte altre cose note e non note, ricordiamo anche il recente invio di una lettera al Patriarca di Mosca, che chiede il suo intervento a spese del nostro paese e del Patriarcato Ecumenico.

Hanno ricevuto provvedimenti sfavorevoli nei loro confronti?

Qui abbiamo il dovere di denunciare con dettagli precisi il tentativo della produzione teatrale di eroi. Dall'estate del 2000, la Sacra Comunità ha richiesto alla Sacra Supervisione di fare attenzione soprattutto al loro sforzo di rivendicare una legalizzazione indiretta, sfruttando servizi legittimi. Così, non è stato riconosciuto loro tutto ciò a cui non avevano il diritto legale, come per esempio il diritto di rappresentanza del santo monastero sovrano di Esphigmenou, che detengono illegalmente. Era illegale chiedere in nome del monastero permessi speciali di ingresso (questo lo chiamavano divieto di ingresso dei loro pellegrini), esenzioni fiscali sui prodotti importati (l'hanno chiamata privazione di combustibili per l'inverno, nonostante che nel Monastero si bruci legna), l'ingresso di veicoli (l'hanno chiamata esclusione di camion con alimenti e condanna a morte per fame) ecc, mentre tutti queste cose potrebbero venire in altri modi e non in nome del monastero di Esphigmenou, ma questi stavano cercando solo la legalizzazione. Con l'abitudine ormai instaurata di mentire, non hanno esitato a parlare di "confisca delle attività finanziarie del Monastero", di "strangolamento economico", di "congelamento dei conti bancari" (in occasione dell'invio di una semplice richiesta), cose del tutto incoerenti e impensabili. Con lo stesso tipo di discorso parlavano, in particolare a quelli all'estero, del "taglio di acqua ed elettricità", di cui il primo è impensabile e il secondo ridicolo, perché nel Monte Athos non esiste una compagnia elettrica nazionale. Perfino l'osservazione delle leggi sull'argomento molto sensibile dell'approccio di navi al Monte Athos, per il quale i monaci del Monte Athos avevano compiuto lotte di lunga durata, è stato nominato "blocco dal mare".

La menzogna è passata nella sfera della loro fantasia malata per quanto riguarda i fatti del 16 / 29 gennaio 2003 e in seguito, come abbiamo accennato prima. I poliziotti sono divenuti una squadra d'assalto, le poche jeep che la polizia ha sempre avuto (insufficienti, è vero, per la protezione della penisola e con continue proteste da parte del Monte Athos) e che in sostanza hanno cercato di coprire le esigenze di ordine pubblico e sicurezza, sono diventati convogli e veicoli corazzati. Una persona disarmata che bussa alla porta è divenuta un'incursione. Le pattuglie regolari della gurdia costiera sono divenute concentrazioni di flotte. L'osservazione discreta a distanza per motivi di ordine pubblico e la sicurezza è diventata un assedio. L'auto-detenzione e la chiusura delle porte da parte di loro stessi sono diventate un divieto di uscire e così via (mentre, al contrario, sappiamo da eventi concreti che un qualsiasi possibile disaccordo con questa tattica o un pensiero di uscita o di fuga da parte di membri della "fratellanza" espone ad abusi e a rimproveri come a un traditore). È stato propagandato fino ai confini del mondo che sono privi di cibo e si trovano ad affrontare la morte per fame (mentre altrove e contemporaneamente essi dichiarano di avere cibo per due anni), che chiedono medici e medicine e il governo greco glie li nega (mentre questo non è accaduto ed è stato dichiarato che non accadrà mai, ma al contrario questi tenendo rinchiusi anziani e malati mettono a rischio la loro salute e la loro vita), cose che superano ormai i limiti dell'immaginazione ed entrano nella sfera dell'inganno. E tutto questo con la comodità della nota volontà comune del Monte Athos, del Patriarcato ecumenico e dello Stato greco di non praticare la violenza. Questo, naturalmente, non può significare anche la legalizzazione dell'illegalità, ma l'osservazione pacifica della legalità, cosa che costituisce anche il criterio di un ulteriore confronto della situazione.

Ci sono problemi di ordine pubblico e sicurezza?

È ovvio che lo Stato prenderà misure elementari in ambienti con situazioni instabili, come nella regione del monastero, e in particolare dopo le minacce verbali e scritte che "scorrerà sangue", che "appiccheranno il fuoco", che "hanno enormi quantità di esplosivi e di armi", che "diventerà Kougi (cioè esplosivo)", ecc. Inoltre vi è la questione molto seria della sicurezza dei cimeli, mentre non è possibile sapere nulla, basandosi solo sulle affermazioni generali dei loro detentori illegali, sulla loro situazione, a causa della debolezza della Sacra Comunità nel praticare la sua sorveglianza dalla legge e dell'impedimento ai servizi governativi di procedere ai relativi controlli, in diretta violazione di un numero di disposizioni relative alla tutela del patrimonio culturale comune del Monte Athos. Oltre a questo, secondo i rapporti ufficiali, si giunge periodicamente a uno status di terrorismo sia all'ingresso del Monte Athos da parte dei loro sostenitori, con occupazioni di navi, impedimenti e cancellazioni di itinerari di trasporto, ecc, sia a Karyes da parte delle stesse persone, con vessazioni di alti dirigenti dei santi Monasteri e della Sacra Comunità con minacce, cose per le quali non ci sono arresti, ben sapendo gli arrestati sarebbero rappresentati teatralmente come presumibili confessori della fede. Facciamo notare che abbiamo ricevuto un numero sufficiente di lettere altamente minacciose sia alla vita sia all'integrità fisica con accenni a " bombe come Bin Laden", " attentati contro i monasteri", ecc

C'è una mentalità laicista?

Purtroppo, si è dimostrato che il gruppo che occupa il monastero è posseduto da una mentalità esplicitamente laicista e contraria al Monte Athos, che non si trova in alcun altro monastero del Monte Athos e che trae ovviamente origine dalla separazione dal tronco del Monte Athos e dall'occupazione esclusiva nella propaganda verso il mondo in favore del loro partito. Come principale "qualifica" si vede la produzione di slogan che degradano la realtà con trucchi di comunicazione. Con tutte le altre menzogne ​​si segnala che l'"Abate" ha deriso in pubblico la Sacra Comunità per aver dato la notizia della morte di alcuni fratelli morti, mentre lui stesso li dichiarava vivi, ovviamente per apparire in maggior numero e per rivendicare un'imperfezione più grande. Oltre a questo, a ogni dichiarazione dà un numero diverso di membri della "fraternità". Un'altrettanto importante "qualificazione" appare la tendenza teatrale. Quando si è materializzato un atto di citazione per andare a esercitare i propri diritti, sono state riprese continue fotografie, al fine di immortalare il "martirio". "L'abate" ha invitato una troupe di giornalisti televisivi (ET3) a entrare nel Monte Athos senza un permesso di entrata della Sacra Supervisione, e con i propri mezzi illegali ha piazzato nel monastero giornalisti e telecamere, per fare un servizio sulla teatrale "confessione di fede", con un disprezzo completo delle disposizioni del luogo santo circa l'ingresso dei pellegrini e circa il divieto delle riprese, che ritengono che siano obbligati a conservare solo i monasteri "canonici", ammettendo in tal modo che essi non appartengono al Monte Athos e che sono suoi avversari per inganno e non per ignoranza. A Karyes è stato notato un mucchio di opuscoli, volantini e messaggi, la sospensione delle bandiere nella rappresentanza (Konaki) del monastero e altoparlanti, come se fosse un'occupazione studentesca o un centro elettorale, ecc, fatti senza precedenti attraverso i secoli e paragonabili solo con i periodi di disordini politici. Dal momento che da molti anni lanciano minacce di combustione o esplosione del monastero, dimostrano che non lo amano, al contrario dei monaci autentici del Monte Athos, che hanno fatto e faranno di tutto per salvarlo. Altre importanti caratteristiche sono lo sfruttamento di fatti naturali o di situazioni prefabbricate, per trarne conclusioni contorte e una deliberata confusione giornalistica secolare sono esportati, rafforzando la teoria delle persecuzioni, a favore del suo utilizzo per il mantenimento del disturbo mondano, e anche per motivi legali. Così tra l'altro, di recente non hanno rispettato neppure il fatto che la Sacra Comunità era in lutto per la tragica morte di un membro della fraternità in un incidente di loro stessa responsabilità, e hanno tentato di approfittare di questo, e anche dell'evento sacro del funerale per la loro propaganda. Naturalmente, siamo purtroppo arrivati ad aspettarci continuamente e anche in futuro questo tipo di imprese, che hanno il fine di mantenere la pubblicità secolare su questo tema.

Sopportando tutto questo con la speranza che la tutta santa Madre di Dio non abbandonerà il suo giardino, nutriamo la speranza che l'indignazione e la condanna dell'illegalità e della sua consapevolezza da parte degli occupanti del santo monastero di Esphigmenou rendano possibile di arrivare a soluzioni della questione.

In conclusione, il Monte Athos rivolge un appello alla coscienza ecclesiale e nazionale di tutti, il pio e scandalizzato popolo della Chiesa, coloro che sono interessati dall'aspetto umano, il mondo politico, la stampa, i mass media, perché siano a conoscenza dell'altezza delle circostanze e non siano portati via dalla disinformazione e dall'inganno sistematico, ma ci sostengano nella presente lotta del Monte Athos per la salvezza del santo monastero di Esphigmenou, ma soprattutto per la salvaguardia degli statuti della fede e della tradizione monastica, spirituale e culturale ortodossa del Monte Athos.

I rappresentanti e i capi dei venti santi monasteri del Monte Athos riuniti in assemblea comune.

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