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  Lo straordinario sviluppo dell'Ortodossia in Guatemala
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Negli ultimi anni, il Guatemala è salito in cima alle statistiche religiose mondiali come il paese in cui la Chiesa ortodossa sta avendo la sua maggiore crescita, grazie all'integrazione di un movimento locale che ha portato centinaia di migliaia di nuovi fedeli.

Questo fenomeno nasce da un ex prete cattolico, padre Andrés Girón, e dalla sua scelta radicale di aiuto alle popolazioni più povere della costa pacifica (occidentale) del paese. Già membro del senato e rappresentante del Guatemala all'ONU, padre Andres ha guidato negli anni '80 La Marcha, una imponente marcia attraverso il Guatemala per sostenere i diritti dei nativi ad acquistare la terra di cui avevano disperato bisogno. Con la terra ottenuta grazie ai suoi sforzi, ha costruito 42 villaggi con le sue mani. Lasciata la Chiesa cattolica romana, ha organizzato i nativi in una chiesa indipendente con un mix di elementi cattolici e ortodossi, e un orientamento carismatico.

Nel 2009 sono iniziate le consultazioni con varie chiese ortodosse (a quel tempo solo il Patriarcato di Antiochia aveva una presenza in Guatemala) per chiedere di portare il movimento, chiamato "Chiesa Cattolica Ortodossa del Guatemala", all’interno dell’Ortodossia canonica. Dopo un interessamento da parte della Chiesa Ortodossa in America (il Metropolita Jonah sembra parlare dell’accettazione del movimento nella OCA come cosa fatta, in un’intervista rilasciata in russo in inglese), e una visita in Guatemala da parte del vescovo Benjamin (Peterson) e dell’arciprete Michael Oleksa, il movimento è passato sotto l’influenza del Patriarcato di Costantinopoli attraverso padre Andrej (Vujisić), archimandrita di origine montenegrina e responsabile della missione ortodossa di Puerto Rico, e recentemente eletto all’episcopato.

L’archimandrita Andrej (Vujisić).

Agli inizi del 2010, il Patriarcato di Costantinopoli ha annunciato l'integrazione di questo movimento nella propria diocesi del Messico e dell'America Centrale, sostenendo di avere accolto 527.000 persone nella Chiesa ortodossa. Questa cifra da capogiro ha fatto subito scatenare le consuete "guerre dei numeri" sui convertiti effettivi: in diverse occasioni il loro numero è stato fatto salire fino a 800.000, e scendere fino a 50.000. Le valutazioni successive, più ragionate, parlano di una cifra tra i 100.000 e i 200.000 fedeli (verosimilmente più vicina alla seconda che alla prima), suddivisi in circa 300 villaggi, periodicamente visitati da 8 preti e da alcune centinaia di catechisti laici. Quali che siano i numeri definitivi, si tratta comunque di un fenomeno di conversione estremamente esteso: in percentuale di popolazione nazionale, il Guatemala è diventato lo stato più ortodosso dell’emisfero occidentale.

Una miniera di informazioni in materia si trova nel blog http://www.theonewaytolive.com, scritto da Jesse Brandow, un seminarista ortodosso degli Stati Uniti che ha compiuto due viaggi in Guatemala, nel 2009 (quando nel paese era attiva solo la missione della Chiesa ortodossa antiochena) e dal giugno all'agosto del 2012 (nel pieno sviluppo della nuova missione sotto il Patriarcato Ecumenico). Ripercorriamo le fasi di questo viaggio attraverso il reportage fotografico tratto dal blog.

Comunità ortodossa in Guatemala.

Una chiesa piena di fedeli.

Padre Andrés Girón (al centro) sovrintende oltre 300 comunità che sono ora - grazie alla sua influenza - parte della Chiesa ortodossa. Padre John Chakos (a destra nella foto) è il prete inviato dal Centro Missionario Cristiano Ortodosso (OCMC) degli Stati Uniti a prendersi cura del seminario ortodosso in Guatemala, dei programmi educativi e della preparazione dei catechisti.

Padre Mihail vive e lavora al seminario ortodosso di Nueva Concepción, dove anche padre Andres risiede la maggior parte del tempo. Padre Mihail tiene le lezioni di teologia e al tempo stesso impara da padre Andres, che lo definisce il suo "braccio destro e sinistro".

Madre Ines è la badessa del monastero ortodosso sul lago Amatitlan, poco lontano da Città del Guatemala. La sua comunità monastica è composta da altre tre monache: madre Ivonne, madre Maria, e sorella Monica. Oltre al monastero, le monache hanno fondato un eccellente orfanotrofio a Città del Guatemala, chiamato Hogar Rafael Ayau.

Ingresso del seminario.

Presso il Seminario, padre Andres incontra gli abitanti dei villaggi per i quali ha ottenuto le terre.

Un ponte costruito da padre Andres per aiutare un villaggio, testimonianza dell'immenso lavoro da lui fatto per il suo paese.

Giugno 2012: la prima visita in Guatemala del Metropolita Atenagora del Messico e dell'America Centrale.

La parrocchia della città di Pinula è la prima che padre Andres ha guidato dopo aver lasciato la Chiesa cattolica romana. Il coivolgimento con il movimento dei Campesinos e con il movimento carismatico aveva estraniato molte comunità, che si sentivano abbandonate dall'episcopato cattolico.

Il metropolita Atenagora e Padre Andres a Pinula. Anche se aveva ricevuto una consacrazione episcopale per guidare il suo movimento indipendente, l'Iglesia Católica Ortodoxa de Guatemala (ICOG), padre Andres è stato ricevuto nella Chiesa ortodossa come prete. I fedeli parlano ancora di lui come "il vescovo", e gli sono estremamente leali per tutto ciò che ha fatto per loro.

Padre Mihail a Pinula. Le chiese presentano un mix di pratiche cattolico-romane e ortodosse, non solo nelle immagini sacre, ma anche in alcuni momenti delle funzioni (per esempio, le letture dalle sacre Scritture durante la Liturgia sono seguite dall'invocazione "Parola del Signore" e dalla risposta "Rendiamo grazie a Dio". Ci sono alcuni segni di influenze di pratiche religiose precedenti, non solo cattolico-romane. Eppure, l'Ortodossia non è stata accettata per imposizione: i fedeli l'hanno abbracciata con zelo e finora hanno reagito bene ad alcuni dei cambiamenti fatti per rendere le loro pratiche più vicine alla tradizione ortodossa.

La parrocchia di Malaga.

Il parroco della chiesa di Malaga, padre Antonio, viene "riconfermato" (riordinato) al diaconato.

I membri del clero che avevano avuto ordinazioni non canoniche da parte di padre Andres vengono regolarizzati dal metropolita Atenagora mediante ordinazioni al diaconato e al presbiterato. Come misura di indulgenza, lo stesso metropolita si riferisce a queste ordinazioni con il termine "riconfermazioni".

Il metropolita Atenagora impartisce la comunione.

L'esterno della chiesa del monastero.

L'interno della chiesa del monastero.

Padre Antonio è "riconfermato" prete presso la chiesa del monastero, su richiesta di madre Ines. Il fatto che il vescovo del Patriarcato Ecumenico ordini un prete del suo clero in un monastero del Patriarcato di Antiochia mostra la serenità dei rapporti inter-ortodossi in Guatemala.

Il nuovo orfanotrofio in contruzione presso il lago Amatitlan.

Madre Ines mostra i lavori in corso.

Padre Mihail, madre Ines, padre Antonio e il seminarista Jesse davanti al lago Amatitlan.

Le delegazioni del dipartimento di Huehuetenango incontrano il metropolita ad Agua Alegre.

Discorso di padre Andres ad Agua Alegre.

Il seminarista Jesse con fratello Juan, uno dei catechisti di Agua Alegre.

La chiesa di Agua Alegre.

Il Centro Apostólico a Huehuetenango. In questo centro i catechisti si incontrano ogni due mesi per istruzioni sulla fede. Con solo 8 preti per 300 comunità, la Chiesa dipende dai leader delle comunità nell'aiuto a catechizzare i fedeli. I catechisti stessi hanno ancora molto da imparare, ma mentre continuano a ricevere istruzioni, portano pian piano quelle conoscenze nelle loro comunità.

Una vera e propria parata di veicoli con un altoparlante annuncia la visita del metropolita Atenagora a Todos Santos.

Una delle parrocchie ortodosse di Todos Santos.

Il metropolita parla ai fedeli.

I rappresentanti delle comunità vengono a incontrare il metropolita.

Un rappresentante fa un discorso di benvenuto in un misto di lingua spagnola e Maya.

Famiglia di parrocchiani di Todos Santos.

Accoglienza dei visitatori a Todos Santos.

Una "reunión" a Nentón.

Un'accoglienza calorosa.

Padre Andres abbraccia la sua gente.

Il campo di calcio accanto alla parrocchia di Tajumucu, con vista sulla Sierra Madre.

La chiesa parrocchiale di Tajumucu.

L'interno della chiesa a Tajumucu.

Oltre una trentina di ragazzi aspetta la cresima. Per consuetudine ereditata dal cattolicesimo romano, molte famiglie hanno atteso un'età più avanzata per portare i figli alla cresima.

Tonsura dei nuovi cresimati.

Iconografia locale della chiesa di Tajumucu, uno dei lavori iconografici più avanzati di tutto il Guatemala.

Padre Evangelos, il prete che sovrintende alle parrocchie della regione di Huehuetenango e oltre il confine con il sud del Messico. La parrocchia del suo villaggio di Aguacate è una delle poche con un'iconostasi completa.

Fino a 1500 persone vengono a incontrare il vescovo ad Aguacate.

L'ingresso nella chiesa di Aguacate.

Intorno alla chiesa.

Il metropolita di fronte alla chiesa.

La "reunión" ad Aguacate

"Gioventù ortodossa presente!"

I leader delle comunità parlano al metropolita.

Un momento della "reunión"

"Ora sappiamo che non siamo soli!" I leader delle comunità raccontano anni di sofferenze, in cui sono stati messi in dubbio e sminuiti dagli altri cristiani (sia cattolici che protestanti) nelle loro città. La visita del vescovo è un segno della loro fedeltà alla Chiesa radicata nell'insegnamento degli apostoli e di Cristo.

La fede ortodossa è tramandata ai popoli del Guatemala… uno a uno.

Dopo la fine della visita episcopale, Jesse Brandow ha passato un mese in compagnia di padre Evangelos di Aguacate e della sua comunità, vedendo più da vicino la vita quotidiana degli ortodossi in Guatemala. Qui è a tavola con padre Evangelos (che è un prete non sposato) e sua madre.

Mezzi di trasporto I: l’automezzo per la famiglia.

Mezzi di trasporto II: a dorso di cavallo verso la Laguna Brava.

Mezzi di trasporto III: in barca sulla Laguna Brava.

La casa di padre Evangelos ad Aguacate.

Un tipico pasto: tortillas, fagioli, uova, caffè.

Preparazione della pasta di mais per il pan de elote.

Viaggio dalle montagne alla costa del Pacifico. Così padre Evangelos si sposta di continuo da una all’altra delle sue comunità.

Giorno di matrimoni ad Aguacate. Uno o due giorni al mese sono dedicati ai matrimoni, spesso con coppie multiple. Oggi le coppie sono quattro, con gli sposi non più che ventenni.

Una buona metafora visuale: il matrimonio elevato da Cristo, dalla Chiesa, dalla Madre di Dio e dai santi.

Questa giustapposizione riassume lo stato attuale della Chiesa ortodossa in Guatemala: padre Evangelos incensa durante la Divina Liturgia mentre la banda musicale suona alle sue spalle. Il popolo è in una lunga fase di transizione tra uno spirito di preghiera carismatica e orientata alla musica strumentale, e lo spirito più quieto della vita liturgica ortodossa.

Battesimo nella chiesa di Inchehuex

Una delle "veglie", da non confondere con la Veglia ortodossa di tutta la notte. Queste veglie consistono in quattro ore di musica ad alto volume, applausi, danze occasionali e appassionati messaggi di predicazione fatti da padre Evangelos nel mezzo della funzione.

Incontri con i leader delle comunità in Messico. Nello stato messicano del Chiapas ci sono 52 comunità (in parte formate da immigrati dal Guatemala) che dipendono dal movimento fondato da padre Andres, e se possibile, hanno un potenziale ancor maggiore di sviluppo rispetto a quelle del Guatemala. Questi incontri sono i momenti giusti per le istruzioni sulle pratiche ortodosse di base: il segno della Croce, come venerare le icone, e così via.

A Toquián, sul versante messicano del vulcano Tacaná, si trovano due parrocchie molto povere servite da padre Blas, uno dei tre preti sposati del  clero ortodosso in Guatemala. Questo è il cartello all’ingresso della chiesa più piccola.

La comunità è tanto povera che ha solo questa baracca da usare come chiesa.

Un momento di preghiera personale.

Benedizione di una casa.

 

Un’altra veglia di quattro ore con musica, applausi, molto entusiasmo e un messaggio finale.

A piedi verso la seconda parrocchia.

La chiesa della seconda comunità.

Il carbone per il turibolo viene da una stufa domestica.

Questi carboni sono più difficili da accendere di quelli sintetici.

L’interno della chiesa.

Canti alla fine della Liturgia.

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