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  Tattiche di doppi standard: come gli Stati Uniti interferiscono nella vita della Chiesa ortodossa

di Konstantin Shemljuk

Unione dei giornalisti ortodossi, 9 marzo 2019

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l'ambasciatore degli Stati Uniti in Grecia ed ex ambasciatore in Ucraina, Geoffrey Pyatt

Cosa c'è dietro la preoccupazione dei funzionari statunitensi sui diritti degli ortodossi?

Alla conferenza di Atene sulla disinformazione e sulla manipolazione delle notizie tenutasi il 5 marzo, l'ex ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina e ora ambasciatore in Grecia, Geoffrey Pyatt, ha fatto una forte dichiarazione sugli sforzi della Russia per indebolire l'autorità del patriarca Bartolomeo: "Abbiamo visto prove di questo tipo di manipolazione delle informazioni in Grecia. Abbiamo visto sforzi russi nella Chiesa, sforzi per indebolire il ruolo del Patriarca ecumenico".

Ha sottolineato in particolare che "lo scopo dell'evento di questa sera è quello di sensibilizzare le istituzioni democratiche della Grecia, la stampa libera della Grecia - che sono tutte abbastanza forti - a essere vigili e in grado di rispondere".

Non è difficile indovinare quale dovrebbe essere questa "risposta" dal punto di vista degli Stati Uniti. E c'è solo un criterio giusto: il governo americano sostiene coloro che servono gli interessi dello stato americano.

Probabilmente, basandosi su questi prerequisiti, Geoffrey Pyatt crede che ogni critica al patriarca Bartolomeo sia un tentativo di "minare il suo ruolo" e il pieno sostegno del Fanar dal Dipartimento di Stato USA sia solo una difesa di "diritti e libertà religiose".

Tuttavia, non è così semplice.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e il Tomos

Il governo degli Stati Uniti non ha mai nascosto il fatto che uno dei momenti essenziali della sua politica sul territorio dell'Ucraina è e sarà la "questione ecclesiastica". Pertanto, il Tomos e gli eventi correlati hanno ricevuto pieno supporto dal Dipartimento di Stato. Presentiamo solo alcune delle ultime prove.

Tra i primi a congratularsi con gli ucraini per l'ottenimento del Tomos non sono stati i rappresentanti dei paesi confinanti, Polonia o Lituania, ma i rappresentanti dell'ambasciata americana a Kiev, che ha scritto il 16 dicembre (il secondo giorno dopo il "concilio d'unificazione") sul suo Twitter: "Sosteniamo il diritto di tutti gli ucraini di governare la loro religione secondo le loro convinzioni. La tolleranza e la moderazione sono la chiave per un pacifico periodo di transizione in modo che le persone con differenti credenze religiose possano vivere e prosperare insieme".

Il 17 dicembre, il vice capo del servizio stampa del Dipartimento di Stato, Robert Palladino, ha dichiarato che "la creazione di questa chiesa è stata un evento storico per l'Ucraina. Gli Stati Uniti mantengono un forte sostegno per l'Ucraina e credono che la libertà religiosa non debba essere ostacolata dall'esterno".

Il 10 gennaio, cioè quattro giorni dopo l'invio del Tomos, il Segretario di Stato americano Michael Pompeo ha scritto : "L'annuncio del 6 gennaio dell'autocefalia per una Chiesa ortodossa indipendente dell'Ucraina segna un risultato storico mentre l'Ucraina cerca di tracciare il proprio futuro. In questa importante occasione, gli Stati Uniti ribadiscono il loro incrollabile sostegno a un'Ucraina sovrana e indipendente".

L'8 febbraio, l'ambasciatore statunitense per la libertà religiosa internazionale Samuel Brownback ha affermato che Washington è stata "lieta di vedere" le azioni del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo per la creazione di una nuova struttura ecclesiastica in Ucraina e ritiene che tali azioni dovrebbero trovare attuazione.

A sua volta, il capo del patriarcato di Kiev Filaret Denisenko ha assegnato all'ex vice direttore della CIA Jack Devine l'ordine di sant'Andrea il Primo chiamato, e il "metropolita" Epifanij Dumenko ha ringraziato gli Stati Uniti per il loro sostegno.

Questa posizione degli Stati Uniti in relazione alle questioni ecclesiastiche in Ucraina ha permesso a un certo numero di esperti nazionali ed esteri di concludere in modo logico che il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti non solo ha sostenuto ma, in un certo senso, ha supervisionato il conferimento del Tomos alla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". Per esempio, l'analista politico ucraino Andrei Vidishenko crede che i politici americani abbiano l'opportunità di fare pressione sul Fanar, usando l'arcidiocesi greco-ortodossa d'America come strumento per le loro tecnologie politiche.

Non c'è nulla di strano in questo, perché gli Stati Uniti e il Fanar hanno cooperato molto fruttuosamente da parecchio tempo.

Il Dipartimento di Stato americano e il Fanar

Il 27 ottobre 2018, l' ex vicepresidente degli Stati Uniti, Joseph Biden , che ha sottolineato in particolare l'importanza della creazione della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", è stato tra gli ospiti del premio per i diritti umani intitolato al patriarca Atenagora e conferito a padre Alexander e alla presbitera Xanthi Karloutsos per i loro preziosi servizi alla Chiesa e alla comunità greco-americana.

A proposito, lo stesso evento, organizzato dal Patriarcato di Costantinopoli presso l'hotel Hilton, ha visto la partecipazione di un rappresentante di sua Santità il patriarca ecumenico Bartolomeo, il metropolita Emmanuel di Francia – che ha presieduto il "concilio d'unificazione" scismatico.

Quindi, durante la cerimonia di premiazione, padre Alexander Karloutsos, rivolgendosi a Joseph Biden, ha dichiarato: "I nostri legami politici con l'Ufficio Ovale sono iniziati quando l'arcivescovo Atenagora è stato chiamato nel novembre del 1948, per guidare la sacra sede di sant'Andrea come parte della Dottrina Truman e del Piano Marshall, per mantenere il primo Trono dell'Ortodossia libero dall'essere intrappolato dietro la cortina di ferro e dal cadere nelle mani comuniste dell'Unione Sovietica di Stalin. Per questo motivo il presidente Truman ha deciso di inviare personalmente il suo fidato amico a Costantinopoli sul suo aereo presidenziale, conosciuto allora come la Vacca Sacra".

Padre Alexander è un uomo importante. È consigliere esecutivo del fondo Faith: An Endowment for Orthodoxy and Hellenism, il cui obiettivo è finanziare le istituzioni dell'arcidiocesi greco-ortodossa degli Stati Uniti. Molti analisti ritengono che proprio per questo, la Fondazione sia uno degli strumenti dell'influenza americana in Grecia. Quindi, sa di cosa sta parlando.

In effetti, dell'elezione del patriarca Atenagora e del ruolo degli Stati Uniti in questa operazione è stati scritto pù volte. L'analisi più dettagliata di tutto ciò che ha accompagnato l'evento è contenuta nell'articolo del sacerdote Pavel Ermilov "L'ingresso del Patriarcato di Costantinopoli nella corrente principale della politica estera degli Stati Uniti nei primi anni della guerra fredda".

La candidatura del patriarca Atenagora sorse in seguito al rifiuto del patriarca Maximos di cooperare con i servizi segreti americani, rifiuto estremamente importante per gli Stati Uniti nel processo di confronto con l'Unione Sovietica. Dietro tutte le belle parole sulla promozione dei valori universali e la lotta contro il "contagio comunista" c'erano i soliti interessi politici dello stato americano. E il patriarca Atenagora, in quanto cittadino degli Stati Uniti, era il più adatto a difendere questi interessi.

Per esempio, durante una delle sue prime interviste con la rivista Evening Independent, il neo eletto patriarca di Costantinopoli disse: "Promuoverò sempre l'America e gli interessi americani, vivrò secondo gli ideali americani e li predicherò. Non dimenticherò mai questo grande paese".

Una posizione così aperta del ptriarca di Costantinopoli e il suo sostegno diretto agli interessi americani confondevano persino i membri dell'establishment politico statunitense. Il console generale degli Stati Uniti a Istanbul, Robert Makati, scrisse al Dipartimento di Stato americano:

"Durante la mia prima visita ufficiale al patriarca ecumenico Atenagora il 1 aprile [1953], il patriarca dedicò la maggior parte del suo tempo a esprimere amore e ammirazione nei confronti degli Stati Uniti e di tutto ciò che il nostro paese simboleggia. È arrivato al punto di dire che vede la promozione degli ideali americani come la pietra angolare della sua attività di patriarca. La sua espressione d'ammirazione per gli Stati Uniti a volte era così eccessiva che quasi mi faceva sentire in imbarazzo. Non potevo fare a meno di pensare che se le sue opinioni, in quanto cittadino turco, fossero state espresse apertamente di fronte a dei non americani, lo avrebbero istantaneamente definito come un lobbista americano professionista, la sua influenza in Turchia e tra gli ortodossi sarebbe diminuita, e qualcuno avrebbe considerato le sue dichiarazioni come una semplice trasmissione di propaganda americana. Per quanto ho capito, fu proprio per questo motivo che le sue imprese erano viste con scetticismo in certi ambienti, il che, credo, dovrebbe essere a conoscenza del Dipartimento. A questo proposito, sarei propenso a raccomandare che facciamo tutto il possibile per rendere il patriarca più sofisticato nell'esprimere i suoi ben spiegati sentimenti filoamericani e costruire le nostre future relazioni con lui in modo così delicato da evitare di associarlo troppo strettamente con noi".

Il Dipartimento di Stato americano e il Monte Athos

Il Fanar non si limitava semplicemente ad associarsi agli interessi della politica estera del governo degli Stati Uniti, ma collaborava anche con esso alla risoluzione di questioni puramente religiose. E non solo collaborava, ma riceveva direttive che erano accettate ed eseguite.

Per esempio, nel 1957, il patriarca Alessio della Chiesa ortodossa russa si rivolse al patriarca Atenagora con la richiesta di ammettere dieci giovani monaci al monastero russo di san Panteleimon sul Santo Monte Athos. Il sacerdote Pavel Ermilov racconta cosa è successo dopo:

"Il patriarca Atenagora inoltra immediatamente la lettera del patriarca Alessio al console americano a Istanbul. Il console prende questa lettera e la invia al Dipartimento di Stato. La corrispondenza è conservata, questi documenti esistono. Li si può vedere. Invia questa lettera di persona al Dipartimento di Stato chiedendo: come devo rispondere? Immaginate che il segretario di Stato americano Dulles abbia personalmente telegrafato a Istanbul che una risposta positiva a questa lettera non soddisfacesse gli interessi dell'Occidente nella regione".

Direte che questo è avvenuto tanto tempo fa e non ha niente a che fare né con il nostro tempo né con il nostro paese?

Molti cristiani ortodossi sono rimasti seriamente imbarazzati dal fatto che uno dei più rispettati igumeni del Santo Monte, Ephraim, doveva partecipare alla "intronizzazione" di Epifanij. I credenti hanno chiesto cosa si nasconde dietro un tale tradimento dell'Ortodossia? La risposta è data nell'articolo "Come sono sedotti i privilegiati, o perché gli igumeni dell'Athos vanno da Epifanij".

Come si è scoperto, il 14 aprile 2018, il già citato ambasciatore degli Stati Uniti per la libertà religiosa internazionale Samuel D. Brownback ha raggiunto il patriarca Bartolomeo. È stato lui a volare a Kiev l'11 settembre, nel mezzo delle trattative per l'unificazione degli scismatici in un'unica struttura religiosa. E il 17 aprile, il monastero di Vatopedi sul Monte Athos è stato visitato da Geoffrey Pyatt, quello che era indignato per il fatto che la Russia scredita il ruolo del patriarca di Costantinopoli. Ed è stato lui a scrivere sul suo Twitter: "Ho avuto l'onore di incontrare il metropolita Ierotheos di Nafpaktos a Vatopedi. Abbiamo avuto una discussione importante sull'Ortodossia in tutto il mondo e sul sostegno al Patriarcato ecumenico da parte degli Stati Uniti".

Il 12 ottobre 2018, l'archimandrita Ephraim è stato invitato a Washington, alla Casa Bianca e al Dipartimento di Stato, dove ha incontrato Eugene Fishel, capo divisione dell'Ufficio di intelligence e ricerca del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, e consigliere speciale dell'Assistente Segretario di Stato per gli affari europei ed eurasiatici Wess Mitchell, George Kent, vice segretario aggiunto per l'Europa, e lo stesso Sam Brownback, che interpreta uno dei ruoli principali nell'operazione di creazione della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". E solo dopo questi incontri "amichevoli", l'igumeno Ephraim è andato in Ucraina...

Prendersi cura dell'Ortodossia in stile americano

Come potete vedere, lo stato americano è più che attivamente coinvolto nella vita religiosa dell'Ucraina. E la cosa più sorprendente per noi sono le parole di Geoffrey Pyatt, che accusa la Russia di tentativi di indebolire il ruolo del patriarca di Costantinopoli. Il fatto che lui stesso abbia discusso con il capo della Chiesa ortodossa di Grecia la questione di creare la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" non lo infastidisce affatto. Nemmeno il contatto costante delle autorità civili del Santo Monte con gli abati dei monasteri dell'Athos.

Tuttavia, appena il governatore civile dell'Athos Konstantinos Dimtsas è andato a San Pietroburgo, quest'ufficiale americano ha iniziato a insegnare ai media greci come coprire questa visita e come parlare dell'Ortodossia in generale. E questo nonostante il fatto che né lui né alcun altro rappresentante del governo degli Stati Uniti ha bisogno dell'Ortodossia, la fede di milioni di persone.

Ma allo stesso tempo, tutti per qualche ragione hanno bisogno di una "singola Chiesa ortodossa dell'Ucraina". Per che cosa? A questa domanda ha risposto un cittadino degli Stati Uniti, il "vescovo" della Chiesa greco-cattolica ucraina Boris Gudziak: "Sarà più facile condurre un dialogo teologico, spirituale ed ecumenico con una singola Chiesa". Apparentemente, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha deciso che, in primo luogo, era necessario creare la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" come potente strumento per distruggere il ruolo del Patriarcato di Mosca nella vita dell'Ortodossia mondiale e, in secondo luogo, fondere tutti gli ucraini in un'unica massa religiosa comune: non è solo più chiaro con chi hai a che fare, ma è anche più facile raggiungere "l'unità ecumenica". Con chi? È noto con chi.

Quindi, quando sentiamo come il governo americano improvvisamente comincia a preoccuparsi che qualcuno e da qualche parte danneggi i cristiani ortodossi, non "saltiamo alle conclusioni". Molto probabilmente, i rappresentanti di questo paese non si preoccupano di rendere l'Ortodossia più protetta e di fare in modo che i cristiani ortodossi ricevano gli stessi diritti di tutti gli altri civili. Nella maggior parte dei casi, si prendono cura di proteggere i loro sostenitori, che in altri casi, se ciò è nell'interesse dello stato americano, non avranno scrupoli a tradire. Ma l'Ortodossia, la libertà di religione e i diritti umani non hanno niente a che fare con ciò.

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