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  Alcune note sulla propaganda anti-russa e sui pogrom

Dal blog del sito Orthodox England, 14 agosto 2013

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In ogni guerra, anche in una guerra fredda, si è soliti disumanizzare e demonizzare il nemico, anche raccontando bugie, note come 'propaganda', sul suo conto. Da noi lo abbiamo visto nella prima guerra mondiale, quando i tedeschi invasori sono stati falsamente accusati di macellare i bambini belgi. Ci sono anziani che ancora ci credono. Negli ultimi anni, nei bombardamenti NATO sulla Serbia, nella doppia invasione e distruzione occidentale dell'Iraq per prenderne il petrolio e il gas, il bombardamento e la distruzione della Libia per prenderne il petrolio e il gas, e del supporto offerto dai governi e dai media occidentali a fanatici terroristi islamici sunniti contro il governo ('regime') siriano, i leader e le forze armate di questi paesi sono stati accusati di ogni sorta di atrocità.

Queste accuse di propaganda comprendono la 'pulizia etnica' (in contrapposizione alla protezione del popolo serbo e del loro territorio ancestrale), il possesso di 'armi di distruzione di massa' (a differenza dei governi occidentali che le forniscono e le utilizzano), la 'tortura' (a differenza dei servizi segreti occidentale che usano la tortura sul loro territorio), la soppressione di 'libertà e democrazia' (quando in realtà sono i paesi occidentali a essere tirannici e antidemocratici), e l'utilizzo di "armi chimiche" (inventate da paesi occidentali e utilizzate da Churchill contro i curdi nel 1930 in Iraq, dagli Stati Uniti nel 1970 in Vietnam, e dalla NATO e gli Stati Uniti sotto forma munizioni all'uranio che hanno causato la 'Sindrome del Golfo' in Iraq e gli stessi avvelenamenti radioattivi in Serbia).

Così, in realtà, sono più spesso i paesi occidentali che compiono o consentono atrocità. La tecnica di propaganda più comune, ipocrita e scandalosa, utilizzata sapientemente dalla Germania nazista, è sempre quella di accusare i nemici di fare le cose terribili che fai tu stesso. In questo contesto la propaganda anti-russa ha assunto forme diverse a seconda del periodo. Per esempio, l'odio e la gelosia della Russia nel XIX secolo hanno cercato di screditarla in tutti i modi possibili, anche andando indietro nella storia per cercare di 'barbarizzare' l'antica Kiev, una civiltà molto in anticipo sulle società occidentali del tempo, che difendeva dai tartari. Si consideravano pure "barbari" gli tsar russi, che erano in realtà dieci volte meno 'barbari' dei governanti occidentali dello stesso periodo. Abbiamo l'esempio di Ivan il Minaccioso - chiamato dalla propaganda occidentale 'il Terribile' - rispetto ai veramente terribili Enrico VIII ed Elisabetta I.

In quello stesso XIX secolo, Napoleone invase per primo la Russia senza provocazione, e poi la Francia e la Gran Bretagna l'invasero insieme durante la guerra di Crimea, che ancora giustificano. Una cinquantina di anni dopo la Gran Bretagna invase il Tibet e massacrò i tibetani per ragioni di controllo e per scongiurare un'immaginaria minaccia russa. Allo stesso tempo, attraverso mezzi di informazione allineati e sciovinista, in parte di proprietà di produttori di armi, hanno accusato la Russia di pogrom anti-ebraici e di attività anti-rivoluzionarie (la propaganda si trova perfino nel racconto per bambini di Nesbitt, 'The Railway Children') e nella guerra russo-giapponese hanno finanziato e si sono schierati con il Giappone, provocando l'incidente di Hull. Per inciso, questa guerra è scoppiata quando i giapponesi hanno attaccato a tradimento, proprio come nella seconda guerra mondiale. (Port Arthur e Pearl Harbour fanno quasi rima).

Nel suo odio per lo tsar Nicola II, questa propaganda anti-russa è riuscita ad accusarlo di essere sia debole sia tirannico, allo stesso tempo! Nel 1916 spie britanniche hanno assassinato Grigorij Rasputin, e in seguito Buchanan, l'ambasciatore britannico a San Pietroburgo, ha organizzato la rivoluzione russa e la prigionia dello tsar. Tutte le menzogne propagandistiche (ancora ampiamente ripetute e persino credute!) erano semplicemente il risultato del 'grande gioco', una rivalità con la Russia, immaginata e fomentata dall'imperialismo britannico. Quest'ultimo usava propaganda anti-russa sistematica e altamente organizzata, perché l'imperialismo ('civiltà') britannico voleva il controllo totale, anzi totalitario, del mondo, proprio come lo vuole oggi l'imperialismo ('globalismo') americano.

La propaganda anti-russa posteriore alla prima guerra mondiale ha affermato - e afferma ancora - che il regno degli tsar ('tsarismo') era di gran lunga peggiore del comunismo, nonostante i gulag e le prove evidenti che il regno degli zar era mille volte meglio. Ha persino affermato che le perdite russe nella prima guerra mondiale erano state molto alte, ignorando le oltraggiose perdite occidentali ('i generali erano asini, gli uomini erano leoni'), il fatto che la Russia era stata relativamente smilitarizzata e che l'esercito russo aveva dovuto affrontare da solo truppe nemiche di gran lunga superiori rispetto agli alleati sul fronte occidentale.

Negli anni '30 la propaganda americana inventò 'la roulette russa', che era ed è ancora abbastanza sconosciuta in Russia. Quanto alla propaganda anti-russa dopo la seconda guerra mondiale, questa vuole farci dimenticare che è stata la 'civiltà' occidentale che ha inventato il genocidio degli ebrei e i campi di concentramento. Questi ultimi sono stati probabilmente inventati dagli Stati Uniti sotto forma di 'riserve indiane', poi sono stati utilizzati dagli spagnoli a Cuba, ma molto sviluppati poco dopo dagli inglesi nella loro guerra genocida anti-boera, e ancora usati negli anni '50 nel genocidio britannico in Kenya.

Questa propaganda che la Russia ha perseguitato gli ebrei ignora anche convenientemente il fatto che il più grande recente genocidio occidentale non è stato contro gli ebrei, ma contro i popoli slavi, di cui circa 30 milioni sono stati abbattuti dalla Germania nazista, tra cui 25 milioni di civili dell'Unione Sovietica. Ignora anche l'orrore degli induriti soldati dell'Armata Rossa quando hanno scoperto le atrocità antiebraiche tedesche in Ucraina, per esempio a Babij Jar, e quando hanno liberato la maggior parte dei campi di schiavitù tedeschi, come quello di Auschwitz.

In genere, questo tipo di propaganda anti-russa ha anche inventato il mito che praticamente ogni soldato dell'Armata Rossa nel 1944-45 era uno stupratore. Questo mito ignora le cifre reali e anche l'enorme numero di stupri precedentemente effettuati sul fronte orientale dai soldati tedeschi, i 10.000 stupri effettuati in Gran Bretagna (!) dai soldati statunitensi tra il 1942 e il 1944 e i molti stupri effettuati da soldati alleati quando invasero la Francia e la Germania (vengono in mente Dieppe e Stoccarda). E' tipico, pertanto, che tale propaganda dimentichi che i più grandi pogrom anti-ebraici del XX secolo hanno avuto luogo non sul territorio dell'Impero russo, ma a Berlino e a Vienna.

Che cosa possiamo dire dei pogrom che hanno avuto luogo sul territorio della Russia imperiale a quel tempo? In primo luogo, perché così tanti ebrei vivevano nel territorio dell'Impero russo? Semplicemente perché gli ebrei erano stati brutalmente perseguitati in Europa occidentale fin dalla fine dell'XI secolo, dai 'crociati' che a quel tempo massacravano tutti coloro che erano diversi da loro. Infine, gli ebrei furono scacciati dall'Europa occidentale durante il medioevo ed erano emigrati nella molto più tollerante Europa orientale. Così, la loro forte presenza in Polonia e nella Bessarabia di lingua romena, così come in Russia e in Ucraina, era dovuta ai 'pogrom' occidentali - che divennero ancora più sistematicamente e brutalmente evidenti sotto il nazismo - un altro prodotto della 'civiltà occidentale'.

Per inciso, le minoranze ebraiche, sopravvissute o ritornate in Europa occidentale, vi erano ancora molto mal viste, come si può vedere dalla storia del XIX secolo e l'inizio del XX in tutti i paesi dell'Europa occidentale (l'antisemitismo cattolico, il caso Dreyfus in Francia, l'antisemitismo britannico prima della seconda guerra mondiale e le 'battute' anti-semite come quelle delle canzoni di Noel Coward, l'antisemitismo pre-nazista tedesco e austriaco, ecc).

L'impero russo ereditò profughi ebrei quando la Polonia fu divisa nel XVIII secolo sotto l'imperatrice tedesca Caterina II (chiamata 'la grande', nonostante la sua distruzione di due terzi dei monasteri russi e la sua vita immorale). Sotto il suo regno la Russia liberò la Bielorussia occidentale occupata dai polacchi, l'Ucraina occidentale, la Lituania e occupò anche la Polonia orientale come cuscinetto contro l'aggressione prussiana e austro-ungarica, e al tempo stesso liberò la Bessarabia ortodossa dagli ottomani. In tutti questi luoghi, gli ebrei vissero in relativa pace fino alla fine del XIX secolo.

Purtroppo, le attività di prestito di denaro di alcuni ebrei ricchi e il conseguente indebitamento cronico di contadini slavi e romeni spesso li misero nei guai. (La loro tendenza a bere, incoraggiata dai tavernieri ebrei, era simile a quella della schiavitù dell'alcolismo incoraggiata dai commercianti occidentali, 'agenti indiani', tra i nativi americani). Vedendo il loro sfruttamento e oppressione da parte di alcuni ebrei, nei primi anni del XX secolo crebbe una grande rabbia locale contro gli ebrei, visti come sfruttatori senza scrupoli. I contadini in queste diedero inizio a pogrom che portarono a decine (non a migliaia, come dice la propaganda anti-russa) di ebrei morti in queste parti non russe dell'Impero.

Le autorità imperiali fecero del loro meglio per fermare questi pogrom, ma sentivano che la vera causa del problema erano gli usurai ebrei senza scrupoli, che avevano attratto ostilità nei confronti di tutti gli ebrei. Anche la Chiesa ortodossa russa, per esempio con il vescovo (poi metropolita) Antonij (Khrapovitskij) nella Zhitomir in gran parte ebrea, fece del suo meglio per fermare i pogrom, ma ebbe poca influenza tra la popolazione non ortodossa.

Nel frattempo, i relativamente pochi ebrei nella Russia propriamente detta erano vivevano in relativa pace e molti prosperavano. Il fatto che furono fondamentalmente contadini non russi e non ortodossi a effettuare i pogrom è naturalmente trascurato dalla propaganda del 'grande gioco'. Particolarmente sgradevoli furono le attività delle popolazioni uniate, note per il loro nazionalismo - cosa che è la ragione principale per l'esistenza dell'uniatismo sostenuto dall'Occidente. È da notare che in seguito l'antisemitismo nazista trovò terreno fertile di reclutamento per le SS proprio tra gli uniati ucraini occidentale (di nazionalità polacca) e tra i cattolici e i luterani baltici, in Lituania, Lettonia o Estonia.

I pogrom ebbero davvero luogo nell'Impero russo, anche se a un livello molto inferiore rispetto a Berlino e alla Vienna cattolico-romana. Gli ebrei in fuga dai pogrom di tutta l'Europa centrale e orientale si rifugiarono soprattutto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Oggi ci troviamo in una "Guerra Fredda post-Guerra-Fredda" fomentata dagli USA, con, per esempio, l'assurdo incidente orchestrato dall'Occidente delle 'Pussy Riot' e la critica delle leggi russe contro la propaganda omosessuale. Tuttavia, come abbiamo detto in precedenza, tutta questa propaganda, di ogni periodo della guerra fredda, non vuole ammettere che le persecuzioni antiebraiche sono state soprattutto un problema occidentale. Queste persecuzioni si sono riversate anche nell'Impero russo e sono state camuffate da propagandisti (= bugiardi) sotto un nome russo: 'pogrom'.

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