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  La Chiesa ortodossa nelle isole Hawaii
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La presenza del cristianesimo ortodosso nelle isole Hawaii ha inizio con una Liturgia pasquale. In un anno non precisato della seconda metà del XVIII secolo (i resoconti esistenti parlano degli anni 1750, 1792 o 1793) una nave mercantile russa diretta dall'estremo Oriente a quella che era allora l'America russa fece scalo alle isole Hawaii.

La nave portava un sacerdote ortodosso, che non volendo celebrare la Pasqua in mare, chiese al capitano di sbarcare. Il capitano disse che temeva i "nativi", ma il sacerdote risposte: "Non ci faranno del male, perché siamo ortodossi, e portiamo la luce di Cristo per illuminare i loro cuori." Dopo lo sbarco fu benedetto un altare provvisorio in una capanna fatta di legno di palma e bambù, adornata con un'icona della Madre di Dio del Segno (Znamenie). Alla partenza, il sacerdote lasciò sull'isola l'icona utilizzata nella Divina Liturgia pasquale, promettendo: "Torneremo a battezzare questi nativi nella Chiesa una, santa, cattolica e apostolica".

Nel secolo successivo, le isole Hawaii furono spesso una tappa della navigazione tra l'Asia e l'America occidentale. Vi fece una breve sosta anche sant'Innocenzo d'Alaska nel corso dei suoi viaggi nel Pacifico.

La prima chiesa ortodossa nell'arcipelago fu la cappella del forte Elisabetta (in russo Елизаветинская крепость), costruito nel 1815 sull'isola nord-occidentale di Kaua'i durante gli eventi del cosiddetto "affare Schäffer". Nel 1815 il medico tedesco Georg Anton Schäffer, agente della Compagnia russo-americana, fu inviato alle Hawaii per recuperare alcuni beni sequestrati da Kaumuali'i, capo dell'isola di Kauai. Secondo le istruzioni della Compagnia, Schäffer doveva cominciare a stabilire relazioni amichevoli con Kamehameha I, re di tutte le isole Hawaii. Le competenze mediche di Schäffer guadagnarono il rispetto di Kamehameha, che tuttavia si rifiutò di assistere i russi contro il ribelle Kaumuali'i. Schäffer si recò indipendentemente a Kaua'i con due navi della Compagnia, e con sua sorpresa, Kaumuali'i firmò avidamente un "trattato" che concedeva allo tsar Alessandro I di Russia un protettorato su Kaua'i. Kaumuali'i, che ufficialmente aveva giurato fedeltà a Kamehameha nel 1810, convinse Schäffer che i russi avrebbero potuto facilmente catturare l'intero arcipelago, e gli diede il permesso di costruire vicino alla baia di Waimea una fortezza, il forte Elisabetta, alla quale si aggiunsero il Forte Alessandro (крепость Александра), anch'esso con una piccola cappella ortodossa, e il forte Barclay de Tolly (форт Барклая-де-Толли) vicini alla baia di Hanalei. Tuttavia, quando nel 1817 fu chiaro che il piano di Schäffer non aveva l'appoggio dello tsar, l'intero progetto del protettorato russo crollò all'improvviso. Dopo alterne vicende, i forti russi furono abbandonati verso la metà del XIX secolo.

Nel 1882, il Regno delle Hawaii inviò in Russia una delegazione diplomatica, in occasione dell'incoronazione dello tsar Alessandro III. Le segnalazioni dell'inviato speciale delle Hawaii alla corte russa, il colonnello Curtis Pi'ehu 'Iaukea, segretario degli affari esteri del Regno delle Hawaii, descrivono i servizi liturgici ortodossi russi e furono ampiamente pubblicate nei giornali in lingua hawaiana. Due anni più tardi, lo zar Alessandro III inviò al re Kalakaua l'Ordine Imperiale di sant'Aleksandr Nevskij, il più alto riconoscimento russo, e stabilì un ambasciata russa permanente alle Hawaii, insieme a una piccola cappella ortodossa. Successivamente, 200 ucraini emigrarono alle Hawaii come lavoratori delle piantagioni di zucchero americane. Dopo la fine del Regno delle Hawaii (1893) e l'annessione dell'arcipelago agli Stati Uniti (1898), l'ambasciatore russo fu richiamato, l'ambasciata fu ridotta a un piccolo ufficio e la cappella ortodossa russa fu chiusa.

Dal 27 novembre 1910 (nel vecchio calendario, il giorno della festa dell'icona "radice di Kursk" della Madre di Dio), furono organizzati servizi lettorali (officiati dai laici) a cura di Vasilij Pasderin.

Nel 1915, dopo una richiesta ufficiale da parte della comunità ortodossa russa alle Hawaii (e del vescovo episcopaliano Henry B. Restarick) al Santo Sinodo a San Pietroburgo, con la benedizione dell'arcivescovo Evdokim (Meshcherskij) delle Aleutine, fu inviato un sacerdote a seguire la vasta popolazione di fedeli russi ortodossi. Furono stabiliti servizi liturgici permanenti nelle Hawaii e al Natale del 1916, il protopresbitero Jakob Korchinskij celebrò la Divina Liturgia nella cattedrale episcopaliana di Sant'Andrea a Honolulu. Da quel momento la presenza liturgica orttodossa alle Hawaii è rimasta ininterrotta.

Padre Jakob Korchinskij, noto prete missionario, aveva fondato chiese in Canada, negli USA, in Alaska, in Australia e nelle Filippine. Fu ucciso a Odessa poco dopo la rivoluzione bolscevica, ma non è stato ancora canonizzato come martire. Il santo patriarca Tikhon lo cita nel suo rapporto 155 al Santo Sinodo del 26 novembre 1906, "Ha fatto molto per convertire i pagani alla fede cristiana e ha fatto tornare molti uniati alla Chiesa ortodossa. Ha posto le fondamenta della vita parrocchiale in molti luoghi e ha assistito i sofferenti con le conoscenze mediche da lui acquisite".

Negli anni seguenti, la Chiesa Ortodossa Russa all'Estero inviò i sacerdoti per una popolazione ortodossa in declino. L'archimandrita Innokentij (Dronov) di Hilo, contemporaneo di san Giona della Manciuria, di san Giovanni di Shanghai e San Francisco e del metropolita Melezio di Harbin servì i fedeli di tutte le isole Hawaii (incluso un certo numero di cristiani ortodossi giapponesi) negli anni '30 e '40.

Fino agli anni '60 la Chiesa ortodossa russa fu l'unica ad avere giurisdizione sulle isole Hawaii. In seguito, si sono formate parrocchie e missioni di altre Chiese ortodosse, fino ad arrivare alla presenza simultanea di cinque differenti giurisdizioni ortodosse nell'arcipelago. Nnoostante la frammentazione giurisdizionale, tutte le chiese ortodosse nelle Hawaii sono in comunione l'una con l'altra e hanno amichevoli relazioni reciproche.

In questa pagina si può trovare una mappa dell'arcipelago con diverse presenze ortodosse (alcune delle quali non sono più attive):

http://www.iveron.org/hawaii/

Qui di seguito ci sono i siti internet delle più attive parrocchie e missioni ortodosse nelle Hawaii:

Chiesa ortodossa russa della santa Theotokos di Iviron (ROCOR)

http://www.orthodoxhawaii.org/

Cattedrale greco-ortodossa dei santi Costantino ed Elena (Metropolia greco-ortodossa di San Francisco)

http://schgoc.hi.goarch.org.php5-26.dfw1-2.websitetestlink.com/

Missione ortodossa di san Giovenale (OCA)

http://stjuvenaly.org/

Le missioni ortodosse serba e antiochena nelle Hawaii non hanno al momento una presenza in rete.

 

Un miracolo nelle isole

Nel mese di ottobre dell'anno 2007, si è verificato un grande miracolo quando l'icona "hawaiiana" della Theotokos di Iviron ha cominciato a effondere miro nella casa di una coppia cristiana ortodossa a Honolulu.

 

L'icona di Iviron, una piccola stampa montata (una copia dell'icona di Montreal), originariamente acquistata in piccolo chiosco alla cattedrale ortodossa russa della santa Trinità a Toronto da padre Anatole V. Lyovin, è stata data al lettore Nectarios alle Hawaii come un regalo per il giorno del suo onomastico. Questa icona era stata in possesso del lettore per otto anni prima dell'evento: insieme a una piccola croce dipinta a mano, cominciò a trasudare una sostanza simile a olio profumato, tradizionalmente denominata "miro" dalla Chiesa ortodossa. L'arcivescovo Kyrill di San Francisco decise di portare quest'icona della Madre di Dio alla cattedrale ortodossa della santa Vergine a San Francisco, dove fu oggetto di prove e fu attentamente esaminata dall'arcivescovo e da una commissione di sacerdoti per verificare le qualità miracolose dell'icona.

Nel giugno del 2008, fu dichiarato che l'icona "hawaiiana" della Madre di Dio di Iviron è una vera e propria icona miracolosa, che di fatto trasuda miro su base continuativa. Fu deciso per decreto  (Ukaz) episcopale che il lettore Nectarios, proprietario originale dell'icona, ne fosse il custode e la portasse in varie chiese e monasteri della santa Ortodossia, offrendola alla venerazione di tutti i cristiani ortodossi.

Da quel momento, l'icona miracolosa ha visitato oltre 350 chiese e monasteri in Nord America, ed è stata venerata da oltre un quarto di milione di persone. L'icona sacra è stata una costante fonte di un crescente numero di eventi miracolosi, comprese guarigioni da cancro, cecità, possessione demoniaca, e vari tipi di infermità fisiche e spirituali. La gente ha sentito una connessione spirituale profonda con quest'icona, passando ore e ore a stare anche semplicemente in piedi davanti a "lei", e osservando il miro fluire dalle mani e dalle stelle sull'immagine.

Nel suo viaggio, la santa icona è stata amorevolmente chiamata in greco, "La Panaghia viaggiatrice", dal momento che non ha una chiesa da poter chiamare sua. Quando le risorse saranno disponibili, sono in corso i piani per costruire una vera e propria cappella o struttura di chiesa alle Hawaii per ospitare la santa icona della Madre di Dio. È stata anche affettuosamente denominata "Protettrice degli ortodossi alle Hawaii" da alcuni dei fedeli cristiani ortodossi delle Hawaii, dal momento che i cristiani ortodossi provenienti da tutte le parrocchie delle Hawaii hanno imparato ad amare e a sentirsi molto vicini a questo miracolo di Dio.

 Video della venerazione dell’icona “hawaiiana” in una chiesa degli USA

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