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  Predica del patriarca Kirill alla cattedrale della Dormizione a Londra

Patriarchia.ru, 16 ottobre 2016

dal servizio stampa di sua Santità il patriarca di Mosca e di tutta la Rus'

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Il 16 ottobre, sua Santità il patriarca Kirill, in visita nella diocesi di Sourozh, ha consacrato la cattedrale della Dormizione della Madre di Dio a Londra e vi ha celebrato la Divina Liturgia. Dopo la funzione, il primate della Chiesa ortodossa russa ha pronunciato un sermone.

Vostre Eminenze e Grazie, caro arcivescovo Elisej, vostra Grazia Justin Welby, arcivescovo di Canterbury, vostra Altezza il principe Michael di Kent, alti rappresentanti delle Chiese cattolica, armena e copta, cari fratelli e sorelle,

Estendo il mio cordiale saluto a tutti voi in questa occasione storica nella vita della Chiesa ortodossa russa nelle Isole Britanniche. Stiamo celebrando il trecentesimo anniversario della presenza drgli ortodossi russi in Gran Bretagna. E stiamo celebrando il sessantesimo anniversario della nostra comunità in questa santa chiesa, una volta gentilmente messa a disposizione dalla Chiesa d'Inghilterra, e poi acquisita con i mezzi dei suoi parrocchiani. Si tratta di un grande evento e, andando indietro nel tempo, posso testimoniare il grande percorso che questa comunità ha svolto.

La prima volta che ho varcato la soglia di questa chiesa fu nel 1969. Non so se c'è qualcuno qui presente che allora faceva parte di questa chiesa. Ricordo che c'era un gruppo piuttosto piccolo gruppo di fedeli uniti dalla loro fede ortodossa e guidati dal loro padre e guida spirituale, il sempre memorabile metropolita Anthony (Bloom), che ha fatto molto per creare questa comunità.

E ora testimoniamo rendendo grazie a Dio che la presenza ortodossa russa è cresciuta significativamente. Questo potrebbe essere spiegato con il numero di russi, ucraini e bielorussi che oggi vivono in Gran Bretagna. Ma la crescita dei russofoni in Gran Bretagna non determina del tutto la crescita della parrocchia. La crescita della comunità ortodossa testimonia il rafforzamento della fede ortodossa nei cuori della nostra gente. Quello che vediamo oggi a Londra si può vedere in modo particolarmente chiaro in Russia, Ucraina e Bielorussia.

Nel vivere per molti anni sotto l'ateismo, la nostra gente, liberata da questo dominio, ha sentito una forte esigenza di fonti spirituali nella loro vita. E sappiamo che negli ultimi venticinque anni è successo qualcosa sconosciuto nella storia del mondo. Nel corso degli ultimi venticinque anni sono state stabilite decine di migliaia di chiese e parrocchie ortodosse, centinaia di monasteri, decine di scuole di apprendimento teologico. È accaduto ciò che una volta era impossibile immaginare.

Questi cambiamenti sono impossibili da spiegare solo attraverso gli sforzi missionari, anche se questi ultimi sono stati importanti. Questo miracolo della rinascita della fede nella nostra epoca laica può essere spiegato solo con la potenza di Dio, la potenza della grazia divina. E si può collegare la presenza di questa grazia all'eroismo spirituale dei nuovi martiri e confessori, migliaia dei quali hanno adornato le volte celesti dei santi martiri cristiani. È attraverso la preghiera e l'intercessione presso il volto di Dio che la ortodossa Rus' ha subito una rinascita. E oggi, mentre celebriamo questo straordinario evento – il trecentesimo anniversario della presenza di ortodossi russi in Gran Bretagna – rendiamo grazie a Dio per quanto abbiamo dovuto sopportare. Rendiamogli grazie per le afflizioni e le gioie, rendiamogli grazie per l'esperienza unica della vita spirituale del nostro popolo che ci permette oggi a rivolgerci a Dio e invochiamo così: "Signore, salvaci e abbi misericordia di noi! Signore, aiutaci nella nostra vita!" Oggi siamo forti e godiamo di molte cose, siamo istruiti e abbiamo un alto livello di cultura. Nonostante le difficoltà la nostra economia si sta sviluppando rapidamente. Ma sappiamo che il vero successo arriva quando gli sforzi umani sono uniti all'aiuto divino. E oggi, grazie a Dio, la maggior parte della nostra gente lo capisce. Guardiamo al futuro con speranza e crediamo che attraverso le preghiere dei nuovi martiri e le nostre preghiere il Signore non ci abbandonerà.

La Chiesa ha particolare importanza nella vita spirituale delle persone. Unisce le persone, trascendendo i confini nazionali, sociali, proprietari e politici. Per sua natura, la Chiesa non può allineare se stessa con la destra o la sinistra o il centro. Non può stare con i ricchi contro i poveri, o con i poveri contro i ricchi. Non può stare con i rappresentanti di una nazionalità contro un'altra. La Chiesa è la comunità che è aperta al mondo. E tutte le contraddizioni umane sono cancellate in questa comunità. E anche le persone molto ricche stanno affiancate ai poveri e le persone di alta posizione affiancate ai semplici come un segno che all'interno della Chiesa queste differenze e contraddizioni vengono spazzate via.

La Chiesa è chiamata a svolgere lo stesso ruolo anche nelle relazioni internazionali. È attraverso la fede, attraverso la religione, attraverso la Chiesa che è rivelata l'anima di una nazione. E a livello molto profondo la Chiesa rappresenta il suo popolo di fronte al mondo esterno. Credo che qui in Gran Bretagna molti abbiano scoperto da se stessi la Russia e l'Ortodossia attraverso questa comunità, allo stesso modo in cui noi, entrando in contatto con la vita religiosa degli inglesi, siamo in grado di capire meglio sia le persone e il paese. A livello spirituale e culturale ha luogo una speciale interazione reciproca tra paesi e popoli. Questa interazione non può essere influenzata dalle egoistiche preoccupazioni politiche dell'epoca. Questo è stato ben dimostrato dai 300 anni di storia della vita della Chiesa russa in Gran Bretagna. Ci sono stati momenti in cui il rapporto tra i nostri paesi è stato eccellente. Siamo stati insieme per combattere un nemico comune. Ma ci sono stati momenti in cui questo rapporto si è deteriorato e le relazioni diplomatiche sono state interrotte. Eppure, a Londra c'è stata una chiesa ortodossa russa per trecento anni. E nessun tipo di alti e bassi di lotte politiche esterne e di considerazioni egoistiche ha mai impedito alla gente di riunirsi a pregare Dio né ha impedito alla gente di vedere nei loro fratelli e sorelle britannici veri fratelli uniti dalla fede nel Signore e Salvatore.

Credo fermamente che questa missione di pace produttore della Chiesa abbia un grande significato oggi. A noi, persone di fede, è dato di vedere ciò che chi non ha fede non può vedere. Siamo in grado di distaccarci un po' dagli alti e bassi, dai conflitti attuali, e di guardare da lontano a ciò che sta accadendo, anche nelle relazioni russo-britanniche. E questo punto di vista sarà molto diverso da quello dei politici.

Poiché noi siamo due nazioni unite tra loro da legami storici, religiosi e persino monarchici, siamo due nazioni che si conoscono e si rispettano l'un l'altra in misura significativa. Voglia Dio che questo potenziale sia sviluppato per un futuro migliore nel rapporto tra i nostri paesi e popoli.

Vorrei ancora per una volta tornare alla storia della parrocchia. I rettori delle comunità russe sono stati ministri di culto notevoli – l'arciprete Jakov Smirnov, l'arciprete Evgenij Popov, l'arciprete vasily Popov, che prima della rivoluzione russa e subito dopo hanno fatto molto per rafforzare la comunità russo-ortodossa a Londra. Quando, all'inizio del XVIII secolo, le relazioni diplomatiche tra i due paesi sono stati interrotte, il rettore della nostra chiesa qui a Londra si è fatto carico di una missione di stato e diplomatica. E questo sarebbe accaduto ogni volta in cui i rapporti tra i due paesi sono diventati difficili. Le Chiese di Russia e d'Inghilterra sono state il ponte che ha unito i nostri due popoli. Vorrei ancora una volta ricordare il sempre memorabile defunto metropolita Anthony (Bloom). Ha fatto molto per raccogliere questa comunità e per rendere l'Ortodossia russa accessibile alla gente delle Isole Britanniche. E ha fatto molto per lo sviluppo delle relazioni tra la Chiesa russa e la Chiesa anglicana. Nel ricordare oggi i nostri antenati e predecessori, rendiamo grazie a Dio per la loro vita e le loro sforzi.

Vorrei estendere il mio grazie di cuore all'arcivescovo Elisej, all'arcivescovo Mark e al nostro clero che opera in Gran Bretagna. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per ripristinare la cattedrale della Dormizione. Attraverso i vostri sacrifici e fatiche avete fatto molto per mantenere la chiesa e la comunità. Che la benedizione della Dio sia su tutte le parrocchie ortodosse russe della Gran Bretagna, e in particolare sulla cattedrale della Dormizione a Londra. In memoria dell'occasione di oggi vorrei presentarvi quest'antica icona della santissima Madre di Dio. Quando la venerate, vi chiedo di pregare per la nostra Chiesa e il nostro paese, e, poiché è stato detto che è un dono del patriarca, di pregare anche per il vostro patriarca.

Vorrei anche ringraziare l'arcivescovo Elisej per le sue fatiche e presentargli come regalo una croce e una panaghia che sono state fatte in occasione del millesimo anniversario della dipartita di san Vladimiro, pari agli apostoli. E a tutti i presenti qui oggi, vorrei consegnare quest'icona di tutti i santi della Gran Bretagna. La Gran Bretagna ha santi di Dio di primaria importanza, molti dei quali appartenuti all'antica Chiesa indivisa. I loro nomi sono venerati in Russia e in altri paesi dove la Chiesa russa ha una presenza canonica, non meno che in Gran Bretagna. Sono questi santi che ci legano più saldamente di qualsiasi legame umano. Sono il nostro patrimonio comune, la nostra storia comune, sono l'incarnazione dei nostri valori comuni. E credo che questo sia il fondamento di un buon futuro comune.

Che Dio salvi la Regina e la Gran Bretagna, che il Signore preservi la terra della Rus'. E cerchiamo di glorificare il Signore nei nostri cuori e corpi. Vorrei dare a ciascuno di voi questa piccola icona con la benedizione patriarcale.

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