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  Come dar vita a Missioni ortodosse ed espandere le Parrocchie esistenti

Traduzione parziale e adattamento dal manuale "Bringing America to Orthodoxy", pubblicazione del Dipartimento delle Missioni ed Evangelismo (DME) dell'Arcidiocesi Cristiana Ortodossa Antiochena del Nord America

Testo realizzato in occasione del Convegno pastorale ortodosso del 1 Novembre 2001, presso i locali della Chiesa Ortodossa Russa di Torino

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Introduzione

Come usare questo manuale

I manuali, certamente, non producono vita ecclesiale. Solo lo Spirito Santo produce vita. È con la sua opera attraverso i suoi agenti - vescovi, preti, diaconi e laici - che può nascere una chiesa ortodossa con vita spirituale. Se non c'è un alto grado di impegno da parte di quanti intraprendono il lavoro, e una genuina partecipazione alla vita spirituale da parte loro, allora la missione ha i giorni contati fin dall'inizio. La stessa cosa vale per una parrocchia fondata da lungo tempo, e che vuole crescere. 

Questo manuale è stato progettato in origine per mostrare a chi desidera iniziare una missione ortodossa alcuni dei passi appropriati da intraprendere - e da evitare. Questo è tuttora l'obiettivo primario del manuale, anche se le informazioni che vi sono contenute, particolarmente nelle Sezioni III e IV, saranno di grande beneficio al clero e ai laici delle parrocchie ortodosse già stabilite, che vogliono espandere i loro sforzi di accoglienza. Gli autori originali di questo manuale sono coinvolti da anni nell'evangelizzazione e nella fondazione di nuove chiese.

Anche se questo manuale è nato nel contesto dell'Ortodossia americana (e in modo specifico dell'Arcidiocesi Antiochena d'America), è utile a tutti i cristiani ortodossi che desiderano fare opera di missione e di evangelizzazione. 

Ecco come usare questo manuale nel modo migliore: 

1. Prima di intraprendere l'inizio di una missione ortodossa, o di imbarcarvi in un nuovo programma di crescita, leggete il manuale da cima a fondo per familiarizzarvi con i suoi contenuti. 
2. Per farvi un'idea di come opera un movimento di evangelizzazione all'interno della Chiesa Ortodossa, leggete attentamente lo "Schema per la fondazione di missioni ortodosse in Nord America" (Appendice B), che ha l'approvazione specifica del Metropolita del Patriarcato di Antiochia in America, ed è un documento autorevole sull'inizio di nuove missioni in Occidente. 

3. Consultatevi passo per passo con le vostre autorità (a livello diocesano e decanale) della vostra Chiesa ortodossa. Non iniziate alcun progetto missionario senza l'approvazione del vostro vescovo. Il manuale serve per aiutarvi nel processo di evangelizzazione, NON a sostituire la supervisione diretta o indiretta dell'autorità episcopale.

4. Infine, tornate al manuale per cercare consigli in ogni area specifica di azione missionaria. Il contenuto del manuale è studiato per farvi risparmiare centinaia di ore di lavoro in molti campi, dalla preparazione di un comunicato stampa all'allestimento di una celebrazione della Divina Liturgia. 

La sola speranza di adempiere al Grande Mandato del nostro Signore (Mt 28,19: "Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni...") è quella di evangelizzare le nostre comunità, portando loro la buona novella di Gesù Cristo, e disseminare un gran numero di parrocchie missionarie. San Paolo ha promesso che se seminiamo copiosamente, mieteremo copiosamente. Avvenga che un giorno possiamo vedere il cristianesimo ortodosso vivo e attivo in tutte le nostre città.

 

Perché la missione e l'evangelizzazione? 

La Chiesa Ortodossa risale al giorno di Pentecoste, in cui lo Spirito Santo è disceso sui discepoli di Cristo. Essi iniziarono immediatamente a proclamare il Vangelo in lingue che ciascuno attorno a loro poteva capire. Circa 3.000 anime furono aggiunte alla Chiesa in quel giorno! La Pentecoste, il compleanno della Chiesa, può essere vista come il primo evento di evangelizzazione ortodossa, e la Chiesa ha continuato a portare salvezza al mondo fin da allora!
San Paolo ha portato la luce di Cristo a greci, romani, e altri gentili, fondando e facendo crescere missioni dovunque andava. Attraverso i suoi sforzi e quelli degli altri apostoli, e gli sforzi di tutti i cristiani, la fede si è diffusa rapidamente. Al termine del quarto secolo, la vasta maggioranza dell'Impero romano era cristiana. Lo Spirito Santo ha compiuto questa enorme espansione attraverso la predicazione e l'insegnamento di grandi luminari della Chiesa, e tramite testimonianze personali di fede da amico ad amico. 

I missionari ortodossi hanno portato il Vangelo al di fuori del mondo romano, convertendo gli irlandesi, i germani e gli slavi, per non fare che pochi esempi. Lo zelo evangelico mostrato da santi quali Cirillo, Metodio e Innocenzo d'Alaska serve come esempio a tutti i cristiani ortodossi.

In tempi recenti, altri hanno portato la fede cristiana ortodossa in luoghi quali la Cina, il Giappone e l'Indonesia. Negli Stati Uniti migliaia di cattolici di rito bizantino trovarono la strada per il ritorno in seno all'Ortodossia grazie agli sforzi di evangelizzazione di Sant'Alessio Toth alla fine del XIX secolo. Nel 1987, l'ingresso di massa di 2.000 evangelici nella Chiesa ha dato un rinnovato impulso per portare l'America all'Ortodossia.

L'evangelizzazione, o la missione cristiana, è la responsabilità di ogni credente ortodosso, non solo del clero. La nostra testimonianza di Cristo inizia a casa con quanto insegniamo ai nostri figli, e da lì si estende ad amici, vicini e colleghi di lavoro.

La maggior parte di noi non è chiamata a predicare di fronte a grandi folle, ma tutti siamo chiamati da Dio a essere suoi testimoni in qualche modo, sia in opere che in parole. Dobbiamo dimostrare la nostra fede nel modo in cui gestiamo la nostra vita, e, per parafrasare San Pietro, dobbiamo essere preparati a esprimere tale fede quando necessario. Ricordiamo Santa Fotina, la donna samaritana al Pozzo di Giacobbe, che raccontò semplicemente alla gente della propria città la propria esperienza con Gesù, e molti credettero in lui.

Perché è così importante condividere la nostra testimonianza cristiana e stabilire missioni?

Molto semplicemente, perché questo è il grande mandato che Cristo ci ha lasciato - di "ammaestrare tutte le nazioni" (Mt 28,19). Ma per guardare più nel profondo, il Vangelo di Gesù Cristo è la speranza dei disperati, la via della salvezza. Dio nel suo amore e misericordia ci ha chiamati al suo Regno, e noi siamo stati benedetti con il privilegio di condividere tale "perla di gran prezzo." E come cristiani ortodossi, crediamo che la pienezza del Vangelo di Cristo si trovi nella Chiesa Ortodossa. Così, è per amore e obbedienza verso Dio, e per amore dei nostri amici, vicini, comunità e nazioni che portiamo altri alla fede in Gesù Cristo, li aggiungiamo al suo santo corpo, la Chiesa, ed eleviamo nuove missioni alla sua gloria. 

 

Parte I - Preparazione  

Preparare il suolo e piantare il seme

 

Una visione per le missioni

Per grazia e misericordia di Dio, stiamo vivendo in un tempo di opportunità senza precedenti per l'espansione della Chiesa Ortodossa nel mondo. Molti cristiani di orientamento liberale stanno cercando una fede più autentica. Nella nostra cosiddetta era "post-cristiana" milioni di non cristiani stanno disperatamente cercando il vero significato e il compimento delle proprie vite. Anche il pluralismo moderno ci offre un vantaggio - il diritto di affermare con forza la nostra visione del cristianesimo ortodosso.

La fede del Nuovo Testamento è viva e vitale nella Chiesa Ortodossa, ed è per noi tempo di agire! 

 

Quattro scenari di missione

In generale, si presentano quattro scenari di base in cui si possono costruire chiese ortodosse missionarie. In ciascuno di questi casi le autorità della Chiesa Ortodossa avranno un ruolo diretto o indiretto, a seconda delle circostanze. Si deve sempre richiedere la benedizione episcopale prima di intraprendere qualsiasi sforzo di iniziare una missione. 

 

Uno: Relazione madre-figlia

Una parrocchia ortodossa stabile (la chiesa madre) fonda nelle vicinanze una nuova missione. In questo scenario una parrocchia più antica e fermamente radicata "partorisce" e fa crescere una nuova missione. Più comunemente, diverse famiglie sono mandate dalla parrocchia madre a formare il nucleo della nuova missione, ma la missione può anche essere iniziata da zero, attirando nuovi membri nella zona. La parrocchia madre stabilisce la nuova missione, l'alimenta nella sua infanzia, e la conduce al punto in cui la missione può svilupparsi da sola, proprio come una madre si occupa dei propri bambini. In questo scenario, le autorità diocesane possono assistere direttamente o indirettamente. 

Gli esperti nel campo della crescita delle chiese tendono a essere d'accordo sul fatto che quando una chiesa raggiunge i 200-300 membri, per evitare la stagnazione deve scegliere una o più di queste opzioni: 

(1) fare cambiamenti significativi nella sua struttura organizzativa per espandersi, 

(2) dividersi in due congregazioni separate (strategicamente, non come risultato di conflitto interno), o 

(3) dare inizio a una nuova missione. 

 

Due: Nuovo territorio 

Un gruppo di evangelizzatori è inviato dall'autorità ecclesiale appropriata in una comunità locale per iniziare una missione dal nulla. Può darsi che non vi sia alcuna chiesa ortodossa nella città o zona identificata, oppure può già esistere una parrocchia che non vuole prendere la responsabilità di guidare uno sforzo missionario. Le missioni fondate in "nuovi territori" sono veramente progetti pionieristici, assimilabili al primo arrivo della Chiesa in aree non ancora evangelizzate. 

 

Tre: Sforzo dalle radici

In alcuni casi un gruppo di cristiani ortodossi che vivono in una città priva di chiese ortodosse (o priva di chiese di una data lingua) fanno domanda perché abbia inizio tra loro una missione. In questi casi le autorità ecclesiastiche aiutano tali gruppi a diventare nuclei di future missioni. Solitamente viene assegnato un prete (se possibile, il prete di una comunità vicina) per servire temporaneamente il gruppo su base occasionale, e per coordinare gli stadi iniziali della fondazione della missione. 

Quando si segue questo scenario di missione, è bene chiedere ai promotori dell'invito se qualche altro membro del clero ortodosso ha visitato l'area di recente. Questo aiuta a evitare duplicazioni di sforzi, e potrebbe fornire un'ulteriore valutazione della situazione. 

 

Quattro: La congregazione convertita

Una comunità cristiana non ortodossa scopre la Chiesa Ortodossa e vi cerca sistemazione canonica. Diverse parrocchie ortodosse odierne, soprattutto in Nord America, sono derivate da congregazioni di diverse denominazioni, entrate nella Chiesa Ortodossa. In questo scenario i compiti di addestramento del clero e di catechismo dei laici sono generalmente coordinati in modo diretto dalle autorità episcopali. 

 

La Parte I di questo manuale, Preparazione, è rivolta ai primi tre scenari di fondazione missionaria. 

 

Il gruppo di fondatori della missione

Il Nuovo Testamento ci ricorda che il più efficace lavoro di missione e di evangelizzazione si compie attraverso un apostolato, l'opera comune di un gruppo di cristiani. Nel Libro degli Atti i fondatori di missioni, gli apostoli, viaggiavano in paia o a gruppi. Prima ancora, il nostro Signore Gesù Cristo inviò i suoi discepoli a due a due, e scelse un gruppo di dodici come suoi Apostoli. 

Gli Atti ci raccontano anche che la Chiesa di Antiochia inviò Paolo e Barnaba nei loro viaggi missionari: essi non agivano di propria iniziativa. Allo stesso modo, i gruppi missionari di oggi sono inviati dalla diocesi o dal decanato locale. Le appropriate autorità della Chiesa possono formare gruppi di clero e laici per progetti specifici di fondazione di missioni. Un gruppo può essere impiegato in ciascuno dei tre scenari di missione delineati in precedenza. 

 

I membri del gruppo dovrebbero dimostrare queste caratteristiche: 

(1) impegno senza riserve per Cristo e la Chiesa 

(2) forte partecipazione nella propria parrocchia locale

(3) pratica della decima nella propria parrocchia locale

(4) talento di evangelizzazione, aiuto, dono, insegnamento e compassione

(5) capacità di lavorare e conversare con la gente

(6) buona condotta morale, obbedienza, forte senso dell'etichetta, buon garbo

(7) vita ordinata in casa e famiglia

(8) impegno nella preghiera e nel digiuno periodico

(9) raccomandazione di un prete

(10) partecipazione a incontri e convegni ortodossi

(11) buona familiarità con questo manuale

(12) capacità di dedicare tempo alla fondazione di missioni, e a farne una priorità principale.  

 

Il capo di un gruppo dovrebbe essere nominato dall'autorità che autorizza la formazione della missione. Tale capo dovrebbe esibire tutte le qualità sopra elencate, e avere un talento speciale per l'evangelizzazione. Deve avere entusiasmo per questo lavoro, e impartire tale entusiasmo ai suoi compagni del gruppo e ai nuovi membri della missione. Egli è responsabile per l'organizzazione del gruppo, l'assegnazione dei compiti, e deve condurre di persona il lavoro preliminare, oppure delegarlo a un membro responsabile del gruppo. 

È importante che il gruppo operi con una visione, un progetto ben preparato. Tale visione può essere delineata dal capo del gruppo, oppure sviluppata congiuntamente con gli altri membri. In entrambi i casi, la visione deve essere condivisa da tutti i membri del gruppo, e deve guidare lo sforzo di fondazione della missione. 

Se è possibile, si dovrebbe coinvolgere un prete per servire la futura missione, prima che inizi il lavoro di fondazione della missione; in questo caso, il prete dovrebbe avere un ruolo prominente nel gruppo.

 

Lavoro preliminare 

 

Il "lavoro preliminare" si richiede di solito quando un gruppo di fondatori di una missione viene organizzato e reclutato almeno in parte al di fuori della città che è oggetto del lavoro. Perciò, questa sezione del manuale è utile soprattutto ai gruppi che lavorano con gli scenari 2 (Nuovo Territorio) e 3 (Sforzo dalle radici) in mente. Tuttavia, molte delle informazioni presentate qui sono applicabili anche allo scenario 1 (Madre-figlia).

I responsabili delle missioni nel decanato e nella diocesi dovrebbero condurre un'attenta valutazione preliminare prima che si prenda qualsivoglia impegno per iniziare una missione. Si deve ottenere la benedizione del vescovo prima che possa iniziare qualsiasi sforzo di costruzione di una missione. Il vescovo e il decanato locale dovrebbero essere coinvolti fin dai primi stadi di progettazione. 

L'esploratore (preferibilmente il capo) del gruppo di fondazione della missione dovrebbe compiere un'indagine dell'area in oggetto e condurre un'opera di contatti preliminari. Questo lavoro dovrebbe iniziare 3-4 settimane prima che il gruppo inizi il lavoro sul campo. L'esploratore del gruppo dovrebbe stendere una lista dei contatti da prendere, delle persone da intervistare, e della pubblicità che si deve prenotare.

Si dovrebbero elencare gli impegni di riunione e contatto con tutti i seguenti settori: 

(1) associazioni religiose

(2) istituzioni civiche

(3) altre chiese ortodosse

(4) gruppi religiosi universitari 

(5) parachiese (*)

(6) riunioni nelle case

(7) seminari e facoltà teologiche

(8) centri e residenze universitarie

(9) gruppi di studio biblico

(10) altri cristiani interessati 

 

(*) Con il termine "parachiese", abbastanza diffuso nel mondo protestante anglosassone, si intendono agenzie che operano al servizio di diverse confessioni o denominazioni cristiane, in vari campi di supporto (stampa e diffusione di Bibbie e letteratura cristiana, istruzione missionaria, aiuto sociale e caritatevole, etc.). L'Enciclopedia delle Religioni in Italia (Leumann: Elledici, 2001) ne indica circa una cinquantina presenti con diversi centri sul territorio italiano. Anche se operano essenzialmente nel mondo evangelico, molte parachiese sono aperte a una collaborazione con la Chiesa Ortodossa, soprattutto in paesi come l'Italia, dove li accomuna la situazione di minoranza religiosa cristiana.

Un buon modo per entrare in contatto con membri potenziali della missione che sono di origini ortodosse, ma che non frequentano una chiesa ortodossa, è di cercare nell'elenco telefonico locale nomi e cognomi di origine etnica ortodossa (slavi, romeni, greci, arabi cristiani). L'esploratore dovrebbe lavorare sugli elenchi telefonici della zona, raccogliendo quante più informazioni possibile su potenziali contatti prima dell'arrivo dell'intero gruppo. 

L'esploratore dovrebbe pure trovare ospitalità per i membri del gruppo che vengono da fuori città, preferibilmente nelle case di laici interessati. 

Uno dei membri del gruppo dovrebbe scrivere una lettera di presentazione, spiegando brevemente che cos'è il cristianesimo ortodosso, chi sono le persone coinvolte nell'inizio della missione, e i loro scopi. Copie di questa lettera possono essere portate con sé durante le attività del gruppo, e lasciate alle persone che esprimono interesse.

 

Il piano d'azione del gruppo 

 

Un gruppo di fondatori di missione che viene da fuori città può spendere un periodo di tempo variabile, da un fine settimana esteso fino a un paio di settimane, in un intenso sforzo iniziale. Ecco un esempio della strategia e del piano di azione per fondare una missione nel modello del Nuovo Territorio (scenario #2).  

 

(1) Arrivare e iniziare a prendere contatti con le persone di cui si hanno referenze. 

(2) Visitare le università della città, cercando gli studenti ortodossi e altri interessati. 

(3) Chiamare le persone presenti sugli elenchi telefonici con cognomi etnicamente ortodossi. 

(4) Programmare una riunione il venerdì sera o il sabato per incontrare le persone interessate, spiegare che cos'è il cristianesimo ortodosso, e i progetti di inizio della missione. 

(5) Condurre funzioni laicali con predicazione al sabato sera e alla domenica mattina. 

(6) Passare la domenica pomeriggio e tutto il giorno di lunedì a condurre gli appuntamenti prefissati, incontrando personalmente i laici più impegnati, con i quali programmare i passi successivi.

 

Iniziare con le referenze  

 

Venditori, commercianti, rappresentanti e uomini d'affari di ogni tipo sanno che le referenze sono il miglior modo per formare solidi contatti nuovi e iniziare nuovi affari. Lo stesso principio si applica alla vita religiosa. Alcuni dei membri più seri, entusiasti e dediti di una nuova parrocchia arriveranno attraverso referenze.

Una nuova missione ha di solito la sua crescita migliore come risultato di referenze. Chiedete a tutti coloro che incontrate nomi di persone che potrebbero essere interessati a una missione ortodossa. Esplorate sempre all'inizio le potenziali referenze prima di andare in giro "a freddo".

Le referenze possono giungere attraverso una varietà di fonti. Alcuni dei canali più frequentemente utilizzati sono elencati in seguito. Esplorate questi metodi, ma non fermatevi qui. Lasciate che la vostra immaginazione e la vostra energia vadano a briglia sciolta - cercate di pensare a quanti più metodi potete per generare referenze. Ricordate uno dei principi guida della fondazione di missioni: tentare non fa mai male! 

 

Liste di iscrizioni  

 

Scrivete a una rivista o a un periodico ortodosso, chiedendo un tabulato dei loro abbonati nell'area di codice postale in cui volete fondare la missione. 

 

Bollettini parrocchiali 

 

Con le situazioni odierne di mobilità, praticamente tutti conoscono persone in altre città. Mettete un annuncio nel vostro e in altri bollettini parrocchiali chiedendo nomi di amici - ortodossi e non ortodossi - che vi possano assistere nell'area che esplorate. 

 

Clero ortodosso 

 

Scrivete una lettera ai preti dell'area chiedendo referenze. I nomi e gli indirizzi del clero locale sono disponibili negli elenchi compilati da ciascuna giurisdizione. Il seguente è un esempio di testo che si può utilizzare per una lettera al clero ortodosso. 

 

Saluti in Cristo.

Se Dio vorrà, in questo mese di settembre, padre N. e io saremo a Valfiorita, cercando di dar vita a una comunità ortodossa. Padre N. desidera servire questa missione se troviamo interesse adeguato. Per quanto ne sappiamo, non esiste alcuna chiesa ortodossa a Valfiorita. Vi scrivo per chiedervi i recapiti dei cristiani ortodossi da voi conosciuti a Valfiorita e dintorni. Potete scrivere i loro nomi e indirizzi, e se possibile i numeri di telefono, sul foglio che allego a questa lettera, e rispedirmelo per posta. Anche se non conoscete nessuno per il momento, vi prego di farmelo sapere comunque. Se desiderate avere dettagli dello sviluppo di questa iniziativa, telefonatemi al n. (...)

 

assicuratevi di includere nella lettera un modulo di risposta, o qualche forma di foglio che il prete può compilare e rispedirvi - non dategli la fatica di dover preparare personalmente una risposta. Il modulo può essere una cosa molto semplice, come un foglio con una lista di caselle bianche per i nomi, indirizzi e numeri di telefono delle persone di cui chiedete le referenze.

 

Clero non ortodosso

 

Visitate le chiese locali e - dove esistono - le sedi dei coordinamenti ministeriali locali (decanati, vicariati, etc.). Chiedete i nomi di cristiani ortodossi conosciuti da preti e pastori, così come i nomi di altre persone che a loro parere potrebbero volere informazioni, anche per interesse culturale, riguardo a una nuova missione ortodossa.

È importante visitare quanto prima il clero non ortodosso locale, stabilire relazioni cordiali e aiutare a dissipare i pregiudizi sulla Chiesa Ortodossa, donando magari letteratura appropriata.

 

Contatti con i media 

 

Incontrandovi con i redattori per gli affari religiosi dei giornali locali, chiedete loro i nomi di cristiani ortodossi che possono conoscere. Siate disponibili a rilasciare interviste sui giornali; si deve ancora vedere un articolo che non abbia avuto come risultato l'arrivo di visitatori o persino di nuovi membri. Offrite la vostra presenza nei dibattiti televisivi e radiofonici locali. 

 

 

Studenti universitari 

 

Cercate presso gli uffici delle ammissioni delle università locali i nomi degli studenti di fede ortodossa (per provenienza etnica o per propria dichiarazione). Incontratevi con loro, e chiedete loro i nomi di altri studenti, siano o meno cristiani ortodossi, che possano essere interessati alla missione. Se nell'università c'è un cappellano o un responsabile degli affari religiosi, incontratevi anche con lui. Chiedete sempre se gli viene in mente qualcuno interessato a una missione ortodossa.

Seminari non ortodossi 

 

Prendete nota dei seminari, delle facoltà teologiche e dei centri e istituti di studi religiosi nell'area. All'inizio, il capo del gruppo dovrebbe incontrare il rettore del seminario, facoltà o istituto o qualche altro appropriato rappresentante, per presentare se stesso e la missione. Il capo e/o altri membri del gruppo si possono incontrare con altri docenti e studenti interessati. Portate con voi copie di riviste ortodosse, libri e altra letteratura da lasciare alle persone che incontrate. Siate preparati a raccomandare a quanti fanno domande letture più approfondite, appropriate a studenti di teologia.

Cercate i docenti dei corsi di storia della Chiesa o di scienze delle religioni, e offritevi di parlare alle loro classi dell'Ortodossia, della sua storia e della sua diffusione in Occidente. I rettori delle facoltà o istituti potrebbero anche convincersi a chiamarvi come relatori a corsi speciali, se non immediatamente magari in futuro. 

Donate letteratura ortodossa alle biblioteche dei seminari, alle sale di lettura o ad altri luoghi di ritrovo degli studenti. I libri ideali a questo scopo sono quelli introduttivi, e i periodici ortodossi. 

 

Incontri pubblici 

 

Chiedete di parlare ai gruppi locali di parachiese. Quando presentate le dinamiche del cristianesimo ortodosso, chiedete sempre a quanti manifestano desiderio di visitare la missione di rimanere dopo l'incontro a parlarvi ancora in privato. 

 

Chiedere sempre ulteriori referenze  

 

Quando incontrate nuove persone nell'area della missione, non chiudete mai una conversazione senza chiedere nomi e indirizzi di altre persone che potrebbero essere interessate. 

Da ricordare: Quando voi stessi avere referenze da passare, segnalatele alla sede del vostro decanato o diocesi, o al responsabile per le missioni della vostra giurisdizione. Da questi centri si potranno fornire informazioni per altri che cercano aiuto per fondare missioni ortodosse.

 

L'incontro iniziale

 

Trovare un luogo di riunione 

 

Assicuratevi di trovare un locale per la riunione iniziale, e fissate data e orario della riunione, prima di pubblicizzare la missione o di prendere contatti di ogni tipo. Questa garanzia in anticipo servirà a evitare di disseminare informazioni incomplete o erronee, e di dover chiamare due volte le persone interessate. 

Il luogo di incontro iniziale deve essere facile da trovare e dotato di ampi spazi di parcheggio. Scegliete un locale abbastanza grande per la riunione iniziale, ma non troppo grande. Psicologicamente è molto meglio tenere una riunione di 20 persone in una piccola stanza con 20 posti a sedere, piuttosto che un incontro di 50 persone in una grande sala piena solo a metà. Tenete a mente che saranno presenti solo un terzo o metà delle persone che hanno preso "seriamente" l'impegno di venire. Affidatevi a persone del posto per aiutarvi a trovare un luogo adatto. 

Le università locali, specie quelle con affiliazioni religiose, forniranno spesso una sala gratuitamente, o con costi minimi. Gli alberghi e i locali di ritrovo con sale da riunione sono spesso una buona scelta. Istituti quali banche e biblioteche hanno talvolta sale per le riunioni che possono essere usate come luoghi per l'incontro iniziale. Talvolta è necessario incontrarsi in case di futuri membri della missione, che abbiano stanze di soggiorno adeguatamente ampie. 

 

La missione avrà bisogno di luoghi di riunione anche dopo l'incontro iniziale. Tenendo questo a mente, potrebbe essere saggio fare piani in anticipo, e tenere l'incontro iniziale in un luogo che possa servire come luogo temporaneo di culto e di insegnamento. In aggiunta ai metodi sopra elencati, potreste chiedere a un'agenzia immobiliare di cercare un locale da affittare temporaneamente. In tal caso, scegliete un luogo facile da trovare, facilmente accessibile, pulito, e in una zona sicura.

 

Pubblicizzare la nuova missione e l'incontro iniziale 

 

Sia che decidiate di tenere un ritiro, una conferenza o una semplice riunione di domande e risposte, chiedete ai media di dare notizia dell'incontro iniziale. Una nuova missione che giunge in una città può essere di grande interesse per i giornali, la radio, e persino la televisione. (Vedete la sezione "Relazioni con i Media" più oltre in questo manuale, per i dettagli su come assicurarvi una copertura dei media sia all'inizio che nel proseguimento.) 

Mentre i membri del gruppo fanno le loro presentazioni a persone e gruppi della comunità locale e si incontrano con i vari contatti e referenze come sopra elencato, si deve sempre sottolineare il tempo e il luogo dell'incontro iniziale della missione. Tutte le persone interessate che non vengono incontrate faccia a faccia dovrebbero ricevere in anticipo una telefonata per essere sicuri della loro presenza all'incontro. Prima del termine di ogni conversazione chiedete ai vostri interlocutori se conoscono qualche altra persona che potrebbe essere interessata all'inizio di una nuova missione ortodossa in città. Tale nuova persona dovrebbe essere chiamata, dandole il nome della persona che l'ha citata come referenza, e invitata all'incontro. 

Stampate un volantino che annuncia la data, l'ora, il luogo e altri dettagli dell'incontro. Includete una foto dell'oratore e alcune brevi note biografiche. Se verrà servito un rinfresco, menzionatelo. Date copie del volantino ai vostri contatti, e esponetelo in diversi punti in città. Biblioteche, ristoranti etnici, librerie e centri studenteschi universitari non sono che pochi esempi di buoni posti dove esporre volantini. Cercate bacheche in luoghi di grande frequentazione. Non abbiate paura di chiedere ai negozianti di esporre un volantino nelle loro vetrine - molti saranno più che contenti di farlo, ma voi non lo saprete finché non chiedete. Volantini e poster nei ristoranti etnici locali aiuteranno a creare contatti con i membri di quelle comunità. Non trascurate la pubblicità nelle città vicine. Usando le stesse procedure e tecniche, il gruppo missionario può raggiungere persone interessate in località più piccole nei dintorni della città in oggetto. Ricordate anche di invitare il più vicino prete ortodosso, e altri membri del clero ortodosso, a partecipare all'incontro iniziale se possibile. 

 

Cose da portare 

 

Si dovrebbe allestire un tavolo dei libri fin dal primo incontro (vedete la sezione sui "Tavoli dei libri" nella Parte II), e a ogni incontro da quel momento in poi. Il gruppo fondatore della missione dovrebbe essere equipaggiato con letteratura di ogni tipo, soprattutto relativa alle basi del messaggio e dell'evangelizzazione ortodossa, opuscoli introduttivi e riviste. La letteratura appropriata è particolarmente importante se si opera in ambiente universitario.

Assicuratevi che il presentatore abbia qualcosa su cui scrivere. Se la sala di riunione non è dotata di una lavagna, portate un cavalletto con un pannello lavabile e pennarelli di vario colore. Se pensate di proiettare un video, assicuratevi che siano disponibili un televisore e un registratore di videocassette, e che qualcuno del gruppo sappia installare e far funzionare l'apparato. 

Cibo e bevande sono sempre una buona idea. Offrite ai visitatori bibite calde e fredde, dolci e salatini e altri tipi di rinfresco leggero dopo la conclusione della riunione. Il cibo e le bevande incoraggiano i visitatori a rimanere sul posto dopo la riunione, a fare domande e a conoscere più a fondo i membri del gruppo e altri membri potenziali della missione. 

 

Condurre l'incontro 

 

Tenere una serie di conferenze oppure una singola riunione possono essere entrambi degli efficaci incontri iniziali. In entrambi i casi, un incontro dovrebbe aprirsi con le preghiere iniziali (o preghiere del Trisagio), che non sarebbe male poter stampare e distribuire ai partecipanti. In seguito alle preghiere di apertura, dovrebbe esserci la presentazione dei membri del gruppo, e un'introduzione da parte del capo del gruppo che spiega lo scopo della riunione, l'obiettivo della fondazione di una missione, e la visione specifica per questa missione in particolare. 

Si dovrebbe dare un messaggio potente e dottrinalmente solido con un contenuto che parli di Ortodossia e di evangelizzazione. Molti sono alla ricerca di un culto che abbia profondità e significato, e desiderano capire l'insegnamento ortodosso sulla vera vita ecclesiale e su come una chiesa debba funzionare. Le conferenze sulla spiritualità personale, sulla santità e sulla deificazione sono allo stesso modo importanti per le persone interessate, sia che queste siano o meno ortodosse. 

In America, un documentario video di 22 minuti, "Welcome Home - A Journey to Antioch", è un'eccellente complemento visuale a una presentazione verbale. Il video riporta le storie di cristiani evangelici che hanno scelto l'Ortodossia, ma ispira anche gli ortodossi nominali a prendere più seriamente la propria fede. In Italia, uno dei primi obiettivi di uno sforzo missionario ortodosso dovrebbe essere la realizzazione e la produzione su scala più vasta di una videocassetta di presentazione dell'Ortodossia nel nostro paese. 

Il gruppo potrebbe voler tenere una funzione di culto come parte dei giorni dell'incontro iniziale. Quando è presente una certa percentuale di non ortodossi, è meglio scegliere gli uffici dei Salmi Tipici o dei Vespri, entrambi officiature non eucaristiche. Anche con un gruppo composto tutto da ortodossi, tuttavia, può essere saggio attendere prima di celebrare la Divina Liturgia. Tenete questa funzione per un momento successivo, in cui il gruppo abbia raggiunto una sufficiente grandezza e stabilità, nonché un chiaro impegno a voler fondare la missione. Progettate un modulo o cartoncino di domande e risposte da distribuire e raccogliere all'incontro iniziale. Questo vi fornirà un resoconto scritto da parte di ogni persona che partecipa, e rende più facile un contatto successivo. Assicuratevi che le domande includano il perché la persona è venuta all'incontro, e che cosa la interessa in modo particolare riguardo alla missione. 

Prima del termine dell'incontro iniziale, si dovrebbero annunciare gli appuntamenti successivi. Date abbastanza informazioni stampate a riguardo, da incoraggiare gli ascoltatori a venire ad ascoltare ancora il messaggio dell'Ortodossia. È pure importante che i membri potenziali della missione sappiano chi guiderà lo sforzo iniziale di costruzione della missione, e con chi possono entrare in contatto, preferibilmente a livello locale, per ulteriori informazioni. Almeno una delle persone di contatto dovrebbe essere un prete ortodosso. Preparate un volantino di informazioni di base sullo sforzo di fondazione della missione, che faccia capire chiaramente chi sarà la persona incaricata e con chi mettersi in contatto.

 

Il seguito 

 

Dopo l'incontro iniziale, e prima della partenza o dello scioglimento del gruppo di fondazione della missione, tutte le persone che hanno partecipato all'incontro dovrebbero ricevere una telefonata di ringraziamento per la loro partecipazione, e si dovrebbe chiedere loro se hanno altre domande. Assicuratevi che ogni persona comprenda quale e quando sarà il prossimo avvenimento relativo alla missione. "Evviva! Ce l'abbiamo fatta!" 

L'incontro iniziale è stato un successo, il gruppo di fondazione della missione ha riunito assieme un nucleo iniziale di persone interessate, e ora è tempo di sedersi e riprendere forze, vero?

No, ahimè, il lavoro è appena agli inizi. Per la maggior parte i doveri del gruppo di fondazione della missione sono conclusi (anche se sotto certe circostanze il gruppo può essere chiamato a riunirsi ancora per continuare ulteriormente il lavoro), ma ora è tempo che il prete incaricato e i membri che hanno espresso interesse prendano il posto del gruppo. La missione potenziale inizia ora la fase di consolidamento della sua vita. 

 

Parte II - Consolidamento  

Inizi e costituzione della missione

 

 

Impartire una visione a una nuova missione 

 

Il gruppo di fondazione di una missione opera tenendo in mente una specifica visione nel corso dei propri sforzi iniziali. Il prete della missione e il rappresentante laico dovrebbero essere in accordo con questa visione e sostenerla dopo lo scioglimento del gruppo fondatore. Quando coloro che diventeranno i fondatori e i nuovi membri della missione ne prendono le redini, è essenziale che ereditino anche la visione che ha fatto nascere la loro missione. Possono anche volerla rivedere, ricordando che ogni dichiarazione di intenti di una missione o parrocchia deve essere coerente con i principi della giurisdizione ortodossa che ha iniziato la missione, e in ultima analisi deve avere l'approvazione del vescovo locale.

Dalla visione iniziale, è necessario riassumere e mettere per iscritto una specifica dichiarazione di intenti della missione. Non molto tempo dopo l'inizio della missione, sarebbe saggio che i membri del gruppo dei fondatori e il sacerdote incaricato della missione (o il suo prete permanente, se ne è stato assegnato uno) si riuniscano per una sessione intensiva di confronto e discussione, e preparino in questa occasione la dichiarazione scritta degli intenti della missione.

Nello sviluppo della dichiarazione di una missione, potete rischiare di pensare in grande. Fate progetti a lungo termine, con l'obiettivo di diventare una chiesa pienamente indipendente, con un bel tempio, una crescita con un impatto significativo sulla comunità - e in ultima analisi la fondazione di ulteriori missioni. 

Ispirate i membri a sviluppare, fare propria e compiere questa visione missionaria. Può essere d'aiuto invitare membri di un'altra missione vicina a venire a parlare di come Dio sta operando in quella comunità. Cercate anche di tenere una sessione dedicata al Libro degli Atti, che descrive come le nuove missioni venivano costituite al tempo del Nuovo Testamento. 

 

Il ruolo di guida

 

Assicurarsi un prete residente 

 

Chiunque si prenda in considerazione per il sacerdozio dovrebbe preferibilmente essere stato parte del gruppo dei fondatori della missione. Questo coinvolgimento del futuro prete dagli inizi della missione gli sarà di estrema utilità per assumere un ruolo di autorità e di guida fin dal principio.

Iniziare una missione è una cosa carica di molte, molte difficoltà, così come di circostanze incerte e imprevedibili. San Paolo scrisse al suo apprendista missionario, San Timoteo, "Prendi anche tu la tua parte di sofferenze, come un buon soldato di Gesù Cristo" (II Timoteo 2:3). Tenetelo a mente: la fondazione di missioni è un lavoro duro! Un potenziale prete missionario non dovrebbe essere un uomo che si lascia facilmente scoraggiare. Dovrebbe essere una persona di forte fede, con un'attitudine positiva verso il futuro. Inoltre dovrebbe essere uno che non si fa facilmente minacciare o intimidire, un uomo che crede che Dio lo ha condotto a compiere l'opera che sta compiendo.

Date le circostanze di sfida che circondano la maggior parte delle nuove missioni, il prete dovrebbe essere una persona provvista di esperienza pastorale, e non un giovane appena uscito dal seminario. Idealmente dovrebbe aver servito in un'altra parrocchia ortodossa come prete associato di un parroco più esperto, e avere esperienza liturgica e pastorale di prima mano. Anche un pastore non ortodosso recentemente convertito oppure un diacono ortodosso sono spesso eccellenti candidati al sacerdozio in un ambiente missionario.

Il sostegno finanziario può essere una delle più grandi difficoltà per un prete missionario. Il candidato deve comprendere che può non ricevere uno stipendio a tempo pieno, o uno stipendio di alcun tipo, finché la missione non cresce. Può doversi trovare temporaneamente un lavoro secolare per sostenere se stesso e la sua famiglia. Tuttavia, la crescita del numero dei membri e un contributo finanziario diligente e improntato allo spirito di sacrificio devono essere una priorità principale in qualsiasi missione, con la comprensione che la prima meta di un bilancio è quella di sostenere un prete con un degno e vivibile stipendio a tempo pieno.

Tutte le raccomandazioni per la nomina di preti missionari devono essere valutate dall'autorità episcopale, con l'appoggio di quella del decanato locale e - dove esiste - dell'organismo missionario della diocesi. La meta deve essere quella di un'affinità naturale tra un prete e una parrocchia. 

 

 

Scelta e mobilitazione dei rappresentanti laici 

 

La rappresentanza dei laici e il loro coinvolgimento nell'opera di una parrocchia missionaria è una cosa essenziale e naturale, ma si tratta di un'opera quanto mai critica nei primi stadi di una missione. Molte nuove missioni non sono abbastanza ampie da mantenere un prete, oppure potrebbe non esserci un prete disponibile a prescindere dalla situazione finanziaria. Tuttavia, una missione può tenere funzioni di culto, istruire i suoi membri e provvedere alle loro necessità, evangelizzare la comunità e crescere anche prima dell'arrivo di un prete. Una volta che viene nominato un prete, uno sforzo continuato dei laici sarà di gran sostegno per il prete, e assicurerà il successo della missione. 

Un coordinatore laico sarà nominato di preferenza dal prete incaricato, o in sua assenza dai responsabili della missione a livello decanale o diocesano. Questa persona (uomo o donna) dovrebbe dimostrare una solida conoscenza della teologia ortodossa, ed essere estroversa, competente nelle comunicazioni, rispettata, al di fuori di storie di fazionalismo, e capace di lealtà e obbedienza.

Preferibilmente, il rappresentante dei laici dovrebbe avere una certa influenza nella comunità, ed essere in tal modo in grado di avere a che fare con persone in posti dirigenziali, rappresentanti dei media, pastori e altri leader di comunità.  

 

In assenza di un prete a tempo pieno, le responsabilità primarie del rappresentante laico includono:

(1) organizzare la missione. 

(2) delegare ad altri membri le responsabilità di vari compiti (si veda la lista del "coordinamento delle responsabilità" nell'Appendice C). 

(3) provvedere all'assistenza e all'istruzione spirituale dei fedeli. 

(4) assicurarsi della buona gestione delle finanze.

(5) fare resoconti regolari al decanato locale e al vescovo. 

(6) agire come principale rappresentante pubblico e portavoce della missione. 

Una volta che sia stato assegnato un prete, quest'ultimo può trovare utile e saggio chiedere al coordinatore laico di proseguire in molti dei compiti sopra elencati. 

 

Il culto

 

L'Officio dei Salmi Tipici e altre funzioni tenute da laici 

 

Anche se non è stato assegnato un prete agli inizi di una missione, il vescovo può dare la sua benedizione perché i membri della missione si riuniscano per motivi di culto. Un laico può condurre versioni leggermente abbreviate di vespri, mattutino e compieta. L'Officio dei Salmi Tipici è progettato in modo specifico per una direzione laicale. Questi offici sono benedetti dalla Chiesa, e ogni giurisdizione ha i propri testi approvati.

L'Officio dei Salmi Tipici è una funzione non eucaristica. È prescritto per l'uso al posto della Divina Liturgia quando non vi è un prete disponibile, o quando sono presenti numerose persone non ortodosse. Così possono esserci numerose opportunità per il suo uso, particolarmente nell'ambiente di una piccola missione. L'Officio dei Salmi Tipici può essere guidato da un prete o, con piccole revisioni, da un diacono, suddiacono, lettore o laico designato. In assenza di un prete, è opportuno celebrare questa funzione con la benedizione del vescovo locale (dopo tutto, si tratta della funzione che sostituisce il rito eucaristico). La sua lunghezza è di circa 40 minuti, inclusa l'omelia (opzionale). Assicuratevi che un predicatore laico sia competente nella dottrina ortodossa.

 

La prima Divina Liturgia 

 

Il calcolo dei tempi per la prima Divina Liturgia è importante. Anche se il prete incaricato può voler servire la Liturgia per una volta, per dare ai membri un "gusto delle cose a venire", una buona strategia per la crescita può essere quella di aspettare finché la missione sia estesa a sufficienza - 12 famiglie ortodosse è una buona regola generale (è comunque il vescovo locale a prendere la decisione finale su quando servire la prima Liturgia.) Ritardare l'inizio regolare delle Liturgie dà ai membri un forte incentivo a portare altri fedeli alla missione.

Tutti i preparativi necessari per servire la Divina Liturgia dovrebbero essere riveduti con cura, dando una particolare attenzione a come una funzione che altrimenti è "di routine" debba procedere in circostanze che sono quasi sempre abnormi. Pensate bene a come preparare le prosfore, come trovare un vino adatto, come avere a portata di mano acqua calda, come allestire un appropriato equipaggiamento d'altare, e naturalmente un antimensio fornito dal vescovo, per non menzionare che poche cose. Fate prove dei momenti della funzione con i diaconi, gli accoliti e gli altri assistenti, assicurandovi che ciascuno comprenda il proprio ruolo e sia preparato a svolgere le sue mansioni specifiche.

Potete procurarvi una tavola d'altare permanente oppure mobile a seconda dei casi. Si dovrebbero appoggiare icone in luoghi temporanei, o sistemarle su sostegni appropriati. Cercate di acquistare almeno due icone, una di Cristo e una della Theotokos.  

 

Ecco una lista dei principali oggetti richiesti per servire la Divina Liturgia: 

 

Antimensio

Icona di Cristo

Icona della Theotokos

Candelabri d'altare e candele

Calice e cucchiaio

Disco e Asterisco

Veli per i vasi sacri (Aer, etc.)

Lancetta

Croce manuale 

Pane e Vino (In mancanza di un vino specifico per la Liturgia, può andar bene un vino liquoroso - per esempio Porto o Marsala - di buona qualità)

Veli per la Comunione 

Tovaglie per l'altare

Tagliere di legno 

Coltello da pane 

Tavolo della Protesi

Turibolo

Carboncini e incenso

Pinze

Spugna

Libri della Divina Liturgia

Libri dell’Officio delle Ore

Vassoio o cesto per l'Antidoro

Libro dei Vangeli

Contenitore per l'acqua calda (Si può usare un thermos, oppure qualche attrezzo elettrico per scaldare l'acqua sul momento)

Officiatura del Santo del giorno

Lezionario dell'Apostolo

Testi di musica liturgica

Testi delle innodie variabili 

 

Prima dell'inizio della Liturgia o di altri offici, provate le risposte e gli inni con i fedeli. Lo scopo è quello di rendere culto a Dio, perciò sia il prete che i fedeli dovrebbero fare del loro meglio. All'inizio, non preoccupatevi di avere un coro ufficiale. Nella Chiesa antica, la congregazione faceva spesso da coro. Provare il canto assieme a tutto il gruppo prima dell'inizio della funzione vi aiuterà a esprimere assieme gioia e bellezza alla gloria di Dio. 

Soprattutto in un ambiente missionario, siate consapevoli della presenza di persone non ortodosse e dell'impatto che la Divina Liturgia può avere su di loro. A un certo punto della funzione, per esempio al momento dell'omelia, o prima dell'inizio dell'anafora eucaristica, annunciate che l'Eucaristia è riservata ai cristiani ortodossi che si sono preparati per la comunione. Incoraggiate tutti a venire a ricevere il pane benedetto, o Antidoro ("al posto del Dono"). Dopo la funzione, il prete e il coordinatore laico non dovrebbero trascurare di parlare con i non ortodossi, e chiedere loro se hanno delle domande sulla funzione.

 

Insegnare la musica liturgica 

 

Un rappresentante qualificato di un coro ortodosso già esistente può visitare la missione per insegnare la musica liturgica. Se una simile risorsa non fosse immediatamente disponibile, qui vi sono alcuni punti da tenere a mente.

Prima di tutto, mantenete la musica semplice. Chaikovskij scriveva per cori professionali di cattedrale con 100 o più membri, non per piccole missioni. Finché siete agli inizi, mantenetevi su melodie semplici non armonizzate, o anche sul retto tono. Sono ormai facilmente disponibili formule di canto bizantino semplificato, che sono un buon punto di partenza. L'aspetto di maggiore importanza è il testo, non la melodia; la principale preoccupazione deve essere quella di presentare il testo in modo chiaro e in spirito di preghiera. È meglio cantare un inno in retto tono piuttosto che tentare in modo povero di duplicare una melodia più complicata.

In una nuova missione, prendetevi dai 5 ai 15 minuti prima dell'inizio della funzione per "rinfrescare" i cantori con i responsori e gli inni. Non è fuori luogo che il prete canti da solo gli inni variabili per le prime settimane, in modo da dare ai parrocchiani il tempo di imparare le melodie.

Mentre una missione è di piccole dimensioni, l'intera congregazione potrebbe - e dovrebbe - fare da coro. Con il tempo, si dovrebbe formare un piccolo coro distinto, e nominare un direttore. Stabilite le pratiche del coro una volta alla settimana, e incoraggiate il coro a sviluppare lentamente e con costanza un repertorio di musica e inni ortodossi. Il canto di congregazione è una meta importante nel culto, così per la maggior parte della Divina Liturgia il coro dovrebbe preparare inni che i fedeli siano in grado di seguire dopo averle ascoltate per qualche volta e dopo avere fatto un poco di pratica. Istruite i fedeli a ricevere direzioni musicali dal coro. Mettete laddove possibile i testi della musica a disposizione dei fedeli che li sanno leggere.

Come minimo, il direttore del coro deve avere un buon orecchio, essere in grado di far mantenere un tono, e sapere insegnare e dirigere altre persone. Preferibilmente, il direttore del coro dovrebbe avere un certo grado di addestramento ed esperienza musicale. 

 

Assegnazione di compiti e istruzione dei membri

 

Persone interessate e catecumeni 

 

Appena arriva un prete, dovrebbe incominciare una classe di catechismo e/o di informazioni per persone interessate. La prima classe dovrebbe includere tutti i catecumeni, i nuovi convertiti e tutte le possibili persone di famiglia ortodossa che frequentano la missione. Tutti i cristiani ortodossi possono essere incoraggiati a partecipare a future classi di catechismo per approfondire la loro fede. Se un prete fa visite regolari (per esempio, a settimane alterne) alla missione, un catechismo del Sabato è sempre una possibilità. Il prete dovrebbe avere colloqui personali con ogni convertito potenziale, e decidere con cura se e quando sia giunto il tempo di ammetterlo alla chiesa.

Se la missione è ben pubblicizzata, attirerà persone in ricerca provenienti da ogni tipo di esperienza, così come altri cristiani insoddisfatti della loro chiesa d'origine. Anche se il pensiero di qualcosa di "nuovo" è attraente, usate molta cautela con le persone che si dirigono verso qualsiasi novità! Ricordate che le luci brillanti attirano anche insetti e parassiti!

L'evangelizzazione e l'istruzione non devono necessariamente restare in sospeso fino all'assegnazione di un prete. I membri laici della missione possono riunirsi per letture bibliche e studi di opere spirituali, invitando amici a partecipare con loro, e possono promuovere la missione tra i non ortodossi della comunità. 

Per i membri potenziali, si dovrebbe studiare un programma di letture ortodosse, con titoli adatti alla loro comprensione linguistica e/o culturale. (Un compito importante, a livello di responsabili delle missioni di una particolare diocesi o decanato, deve essere quello di preparare liste di letture ortodosse consigliate, e distribuire tali liste a tutti quanti ne fanno richiesta)

 

I tavoli dei libri 

 

Sembra che ogni chiesa ortodossa esponga qualche tipo di libri o pubblicazioni. Il tavolo dei libri può essere considerato il predecessore della libreria parrocchiale. Lo scopo di un tavolo dei libri è di rendere disponibile buona letteratura ortodossa, sia gratuitamente (come nel caso di volantini e opuscoli introduttivi) che a pagamento, per i membri della missione e per i visitatori. Tipicamente un tavolo dei libri offre una selezione più limitata rispetto a una libreria parrocchiale, e le sue piccole dimensioni e trasportabilità lo rendono uno strumento ideale per le missioni. 

Si dovrebbe reclutare una persona che abbia un desiderio specifico di gestire il tavolo dei libri. Si può fare un annuncio nei bollettini, oppure apertamente durante le funzioni e gli incontri, chiedendo l'opera di un responsabile del tavolo dei libri. Il magazzino dei libri disponibili andrà costruito lentamente, comprando con il tempo nuovi titoli. 

Iniziate con una selezione di libri introduttivi. Se potete, chiedete a una casa editrice di fornirvi scaffali a compartimenti per pubblicazioni, come quelli usati nelle mostre e fiere dei libri, e anche in molti negozi.

L'idea di un tavolo dei libri non è quella di fare denaro, ma di istruire i fedeli e di fornire strumenti per la missione. All'inizio, bisognerà fornire fondi dal conto generale della missione per comprare e mantenere un inventario di libri, ma ad un certo punto il tavolo dei libri sarà in grado di sostenersi da solo, con l'eccezione della letteratura gratuita da fornire ai visitatori. 

Il tavolo dei libri dovrebbe essere allestito a ogni incontro della missione. Incoraggiate i membri a sostenere le attività del tavolo comprando e ordinando libri attraverso la missione ogniqualvolta possibile. Assegnatevi come priorità l'accompagnamento dei visitatori ai tavoli dei libri, dove potrete invitarli a prendere libri e opuscoli che trattano di questioni di loro interesse. 

 

Il bollettino della missione: un ingrediente chiave per la crescita

 

Un bollettino mensile o bimestrale dovrebbe essere inviato a tutti i membri della missione e a ogni visitatore. Non deve essere lungo o elaborato, ma solo qualcosa che mantenga la gente al corrente di quanto accade nella missione, e susciti il loro interesse. Il bollettino dovrebbe essere progettato e scritto con cura, e può essere usato come strumento di evangelizzazione da consegnare o da spedire ai visitatori. Uno dei più semplici tipi di bollettino è quello costruito con un personal computer, eventualmente con un campo di pagina di copertina che viene automaticamente riempito con un nome del vostro indirizzario.

Includete notizie della missione, date e orari delle prossime funzioni o di incontri, e novità dalle altre parrocchie. Nominate un direttore responsabile della rivista, e qualcuno che lo appoggi con la stampa e le spedizioni. Il bollettino dovrebbe essere approvato dal prete o dal coordinatore laico. 

Una copisteria locale è il miglior posto dove produrre piccole quantità (fino a poche centinaia di copie) del bollettino o di simili stampati. Aprite un conto da pagare su base mensile. Se volete richiedere un abbonamento postale (*), chiedete informazioni all'ufficio postale locale.

 

(*) In Italia, l'abbonamento postale richiede una lunga trafila. Lo si può ottenere solo per un periodico la cui testata è registrata presso il tribunale locale, e se si intesta il periodico a una persona giuridica (per esempio, l'associazione cultuale o culturale della missione), anche questa va registrata con atto notarile o con un atto analogo del Ministero delle Finanze. I tempi sono lunghi e i costi elevati: valutate attentamente il numero degli abbonati, e i tempi in cui il risparmio offerto dall'abbonamento postale riuscirà a pareggiare le spese sostenute.

 

Come trattare i partecipanti nominali

 

Una missione talvolta attrae ex-membri insoddisfatti di altre parrocchie ortodosse. Alcuni possono arrivare rapidamente, mettersi in mostra e agire con autorità. Quando sentite un visitatore ortodosso dire, "Grazie a Dio avete aperto una missione. Io ho fatto parte di tutte le comunità ortodosse nei dintorni, e voi siete la risposta alle mie preghiere," - state in guardia! Ascoltate con cortesia, ma non permettete che tali persone controllino la situazione. I cristiani insoddisfatti o nominali sono benvenuti in una nuova missione, ma non dovrebbe essere dato loro alcun ruolo chiave di guida o di pianificazione. Tutte le forme di appartenenza nominale dovrebbero essere scoraggiate prima che si espandano ai nuovi convertiti o nuovi membri. 

Insegnate e predicate ai fedeli, ma sempre con una porta aperta a nuovi impegni da quanti non vivono una vita spirituale. Lavorate con quanti sembrano avere a cuore l'opera di Dio, ma sono membri nominali per ignoranza. Incontrateli di persona, andate con loro a pranzo o a cena, incoraggiandoli a offrire un impegno più profondo per Cristo e per la sua Chiesa.

 

Come rispondere ai critici della missione

 

È importante in ogni occasione mantenere uno spirito garbato. Ricordate, "una risposta gentile calma la collera" (Proverbi 15:1). Il modo in cui rispondiamo alle critiche nei primi stadi avrà un grande effetto sul modo in cui la comunità circostante vedrà la missione. 

Se la critica è genuina e viene da qualcuno che rappresenta un segmento in buona fede della comunità (per esempio, un pastore o rappresentante laico di un'altra chiesa ortodossa) un incontro personale tra il prete o il rappresentante laico della missione e questi individui è spesso una cosa altamente consigliabile.

Fornite ai critici letteratura appropriata che risponda alle preoccupazioni che possono avere, inclusi testi specifici sulle missioni ortodosse. Spesso, una chiesa ortodossa già formata può pensare che una nuova missione porterà alla diminuzione del numero dei suoi membri. Prendiamo un caso interessante e altamente rappresentativo: dopo avere iniziato dozzine di nuove missioni, il Dipartimento delle Missioni e dell'Evangelizzazione dell'Arcidiocesi Antiochena d'America non è in grado di citare un singolo caso in cui questo fenomeno si sia verificato. Questa paura è immaginaria, non reale. 

Pregate specificamente per quanti sono contrari al vostro lavoro. Se avete sbagliato in qualcosa, trovate il modo di porgere una scusa adeguata e di cambiare quanto era stato fatto in modo errato. Non siate mai ostinati se avete il minimo sospetto di avere sbagliato. E consultate il vostro vescovo o decano, che dovrebbe essere sempre disponibile ad agire come mediatore e come sostegno nella risoluzione di conflitti. 

Amministrazione  

I rapporti 

 

 

Ogni missione deve inviare regolarmente rapporti alle proprie autorità decanali e diocesane. È inutile generalizzare qui i dettagli, poiché ogni giurisdizione ortodossa ha le sue regole; tuttavia, come linee guida generali, si può suggerire di includere nei rapporti le voci seguenti: 

 

(1) entrate e uscite della missione (conteggiate in bilanci periodici);

(2) numero dei frequentatori della missione e dei membri attivi e potenziali;

(3) attività regolari e straordinarie della missione; 

(4) minute delle riunioni del consiglio della missione. 

 

Quando la missione vive un momento speciale, assicuratevi di inviarne un resoconto e/o una fotografia al vescovo, e di darne notizia ai periodici ortodossi. 

 

Integrazione nella diocesi

 

Cercate di visitare quanto più frequentemente possibile le parrocchie vicine della vostra diocesi. Questo è un buon modo per stringere legami con i vostri fratelli e sorelle di fede in altre città, e di imparare gli uni dagli altri. Stabilite "programmi di scambio" formali con le parrocchie vicine.

Assegnate un'alta priorità alla partecipazione alle riunioni e agli incontri a livello decanale, diocesano e interortodosso. Se durante il primo periodo di vita di una missione i membri partecipano a questi incontri, si sentiranno fin dall'inizio parte di un organismo molto più grande. In America, i congressi ortodossi dedicati alle missioni e all'evangelizzazione hanno luogo ogni anno: si tratta di riunioni ideali per scambi di esperienze in questo campo.

Incoraggiate chiunque possibile a entrare a far parte di gruppi laicali, associazioni culturali e caritatevoli e iniziative di evangelizzazione della Chiesa Ortodossa. 

Una volta che la vostra missione è stata ufficialmente riconosciuta a livello diocesano, proponete subito una visita al vostro vescovo. Se non è possibile una sua visita al fine settimana, chiedetegli di includere la vostra missione nel corso di un viaggio in giorni infrasettimanali verso altre parrocchie o missioni. 

Per integrarvi nella vostra diocesi e per sostenerla, mandate alla diocesi le decime della vostra parrocchia. Il vecchio detto, "Il tuo denaro va dove va il tuo cuore" è molto vero. Per di più, è biblico! 

 

Conformazione alle leggi dello stato

 

Studiate le leggi dello stato riguardanti le chiese. Chiedete specificamente di conoscere le agevolazioni fatte alle chiese e alle associazioni religiose senza scopi di lucro. Se un legale fa parte della missione, chiedetegli di ricercare informazioni e di compilare le domande appropriate.

Prima di tuffarvi nella burocrazia statale, consultate altri membri del clero ortodosso sulle leggi e i requisiti per riconoscimenti legali, matrimoni, funerali, etc. Imparare dalla loro esperienza può risparmiarvi una grande quantità di tempo e di sforzi.

 

Telefono e posta

 

Due dei più importanti strumenti missionari sono un telefono e una voce nelle Pagine Gialle. Il costo è alto, ma fatelo comunque! Con il tempo, i risultati arriveranno a valere la spesa. Installate un numero di telefono della missione, distinto da quello di casa di ciascun membro, appena possibile.

Fate elencare il numero come "Missione cristiana ortodossa". Il numero di telefono dovrebbe suonare a casa del prete (se è stato assegnato un prete permanente), del coordinatore laico, o di qualcuno con l'abilità e il desiderio di prendersi cura di tutte le chiamate in arrivo. Dovrebbe esserci una segreteria telefonica per ricevere le chiamate quando nessuno è in casa. Il messaggio registrato dovrebbe essere qualcosa del tipo, "Avete chiamato la missione cristiana ortodossa di [nome della città]. Vi preghiamo di lasciare un messaggio con il vostro numero: vi richiameremo." 

Cercate di ottenere un numero che si ricordi facilmente.

Assicuratevi che il numero che vi dà la compagnia telefonica sia trasferibile a una nuova sede parrocchiale in futuro. Segnalate questo numero in tutte le pubblicità, volantini, e biglietti da visita. 

La missione dovrebbe avere una casella postale presso il più vicino ufficio postale. Richiedete la casella al più presto possibile, visto che molti uffici hanno una lista di attesa per le caselle. 

Avere il proprio numero di telefono e indirizzo postale darà alla missione un maggior senso di permanenza e di serietà, sia per i membri che per le persone interessate. 

 

La ricerca del primo edificio della chiesa

 

Un gruppo di persone dovrebbe essere scelto e assegnato come comitato al compito di cercare locali potenziali, e gestire il processo dell'acquisizione di un edificio. Come prima cosa, dovrebbero fare un'indagine sul territorio, cercando luoghi di culto non usati, o altri edifici che potrebbero essere trasformati in un tempio. Tutti i membri della missione possono dare un aiuto tenendo d'occhio gli annunci immobiliari sui giornali e andando a vedere i locali segnalati in questi annunci, o altri luoghi che si possono trovare andando in giro per la città.

Anche altre persone in città possono essere d'aiuto. Se avete un agente immobiliare che vi favorisce, chiedetegli di aiutarvi nella ricerca. Ci possono essere chiese evangeliche locali che stanno trasferendosi, e lasciare libero un edificio già usato a fini di culto. La curia cattolica locale può avere un registro che elenca i locali di culto della diocesi che sono inutilizzati o in vendita. Ricordate che il mercato di edifici ecclesiastici è di solito limitato ad altre chiese. Così, una chiesa già esistente è di solito molto meno costosa di un altro locale di simili dimensioni che può essere usato per altri scopi. 

Se non siete sicuri che l'edificio da voi trovato sia adatto, provate a vedere se vi concedono modalità speciali (comodati, o contratti di affitto finalizzati alla vendita, e così via). Se possibile, cercate un edificio in cui l'altare possa essere sistemato a oriente. Prima di fare contratti di affitto, e sempre in caso di acquisto immobiliare, segnalate la cosa alla vostra diocesi, soprattutto nel caso in cui si può o si vuole intestare a quest'ultima la proprietà.

 

Finanze

 

La decima

 

Fin dall'inizio, incoraggiate i membri della missione a offrire la propria decima. La decima non è altro che il 10% dei propri introiti. Questo tipo di offerta ha le sue basi in una lettura ortodossa delle Sacre Scritture, ed è essenziale alla buona salute e alla vitalità di qualsiasi missione o chiesa. 

Spesso i fedeli hanno bisogno di istruzione nelle Scritture, per capire qual'è il loro ruolo nel sostegno della missione. Idealmente, l'istruzione e l'ammonimento sulla decima dovrebbero venire dal rappresentante laico, ma il prete non dovrebbe essere timido nell'esortare i fedeli a pagare la decima. Il pagamento della decima serve sia al bene individuale dei partecipanti, sia al bene generale della missione!

Il miglior modo per imparare è tramite l'esempio, e la decima non è un'eccezione. Pertanto, il prete deve essere il primo a impegnarsi a pagare la decima - anche se non sta ricevendo alcun compenso dalla missione - e il coordinatore laico deve fare altrettanto. Se i capi non si prendono quest'impegno, i fedeli non prenderanno mai tale impegno seriamente!

In modo che la missione possa avere qualche idea di quali entrate regolari aspettarsi dai fedeli, un semplice formulario di impegno può essere fatto circolare durante una riunione dei membri della missione. Chiedete ai membri di pregare e di decidere quale sarà il loro impegno finanziario nei confronti della missione, e di restituire il formulario compilato con la loro risposta alla successiva riunione. 

Talvolta una parrocchia ortodossa vicina può offrire aiuto a sponsorizzare la missione quando questa è ancora giovane e sta appena iniziando a reggersi in piedi, ma è importante che il sostegno basilare venga dalla missione stessa, e non da fonti esterne. 

 

Conti e bilanci

 

Il bilancio dovrebbe essere preparato dalla leadership locale, con l'eventuale appoggio degli esperti di bilancio nella diocesi, basandosi sulle spese anticipate e sulle promesse di aiuto fatte dai membri. Ancora una volta, i fedeli stessi dovrebbero assumersi la responsabilità finanziaria della propria missione. Il prete e il coordinatore laico dovrebbero avere la responsabilità immediata di sorvegliare accuratamente le spese e l'andamento dei conti. 

La parrocchia sponsorizzatrice, se ce n'è una, dovrebbe avere la responsabilità di stendere i bilanci finché viene assegnato un prete alla missione, e/o finché questa non assume una sua autonomia come soggetto fiscale e giuridico. In questo caso, la parrocchia può gestire le entrate delle decime dei membri, e farsi carico dei pagamenti delle spese della missione.

 

Donazioni deducibili dalle tasse

 

Una nuova missione dovrebbe, se possibile, appoggiarsi a un ente (parrocchia, giurisdizione o ente morale) a cui si possano fare donazioni deducibili dalle tasse. In questo caso, tutte le donazioni possono essere fatte all'ente di di appoggio, che a sua volta può usare questi fondi per aiuti specifici alla missione. In tal modo, tutte le decime e altre offerte possono tradursi in un aiuto fiscale per i donatori.

 

Le fondamenta sono state gettate

Congratulazioni! La missione è stata stabilita, per grazia di Dio, su solide fondamenta. Tutti gli elementi di base sono a posto per iniziare l'opera più importante della Chiesa - vale a dire, annunciare alla comunità locale la Buona Novella di Gesù Cristo! 

 

Parte III - Crescita  

Espandere la propria chiesa o missione attraverso l'evangelizzazione

 

 

Organizzazione, pianificazione e addestramento

 

Quale generale ha mai dato battaglia senza prima assicurarsi che le sue truppe siano bene addestrate e organizzate secondo un piano di battaglia? L'evangelizzazione è un impegno in una guerra spirituale, in cui il nemico lavora senza posa per vederci perdere. Come un comandante militare, il prete o il rappresentante laico di una chiesa deve disporre un piano per l'evangelizzazione della comunità locale, e insegnare ai fedeli come usare tutto l'armamento spirituale a loro disposizione.

 

 

Il comitato per l'evangelizzazione

 

Formate un comitato (vale a dire: un'unità di combattimento!) di diverse persone che hanno a cuore l'evangelizzazione. Il comitato programmerà e condurrà gli sforzi di evangelizzazione della parrocchia, ma in nessun modo bisogna aspettarsi che il comitato faccia tutto il lavoro da solo. Reclutate altri aiutanti mentre il piano si sviluppa, e incoraggiate tutti i membri della parrocchia a intraprendere un ruolo attivo nell'evangelizzazione.

Il prete deve avere un ruolo centrale nel comitato per l'evangelizzazione, ma non deve necessariamente esserne il presidente. L'evangelizzazione dovrebbe essere, per quanto possibile, uno sforzo guidato dai laici e portato avanti dai laici. Lasciate che siano i laici a uscire nei campi a cercare lavoratori per la vigna del Signore, e a portarli alla Chiesa, dove il prete e tutto il corpo dei fedeli saranno al loro servizio in un ministero spirituale.

Il comitato dovrebbe dapprima sviluppare un'ampia strategia di evangelizzazione a lungo termine, e quindi preparare un piano più dettagliato per l'anno in corso. Decidete mese per mese quali attività continuative e quali eventi speciali si terranno nella vostra parrocchia. Cercare anche di istruire e di addestrare i fedeli nell'evangelizzazione. Ponetevi queste domande:
I fedeli... 

 

(1) comprendono il loro ruolo nell'evangelizzazione e la sua necessità? 

(2) si avvantaggiano in pieno di tutto quanto offre la Chiesa? 

(3) si adoperano con sincerità per vivere una vita cristiana? 

(4) conoscono la loro fede? 

(5) sanno esprimere agli altri ciò in cui credono? 

 

Probabilmente avrete bisogno di fornire ai vostri parrocchiani qualche tipo di addestramento all'evangelizzazione, prima di "mandarli nel mondo". Possono aver bisogno di rispolverare le basi della fede cristiana ortodossa. Praticamente tutte le parrocchie ortodosse possono trarre beneficio da qualche forma di addestramento all'evangelizzazione.

Il comitato per l'evangelizzazione dovrebbe fare almeno ogni anno una relazione a tutti i fedeli, spiegando le proprie attività e i propri successi. Questo informerà i parrocchiani su quanto avviene, e li incoraggerà negli sforzi di evangelizzazione. Qui di seguito troverete alcuni spunti per un addestramento nell'evangelizzazione.

 

Come far sentire i visitatori a casa propria - e desiderosi di tornare

 

Prima di imbarcarvi in qualsiasi programma di evangelizzazione, dovete assicurarvi che la vostra parrocchia sappia come accogliere i visitatori e farli sentire a proprio agio. Questo è un elemento essenziale per ogni sforzo di successo nel campo dell'evangelizzazione.

 

Invitare ospiti

 

Incoraggiate i vostri membri a invitare regolarmente ospiti in chiesa. Suggerite un approccio di questo tipo: "Vi vengo a prendere alle 9:45, staremo assieme alla Liturgia, e poi verrete a pranzo da noi." (Molti ospiti potranno venire solo per amicizia o per curiosità, e potranno non voler mai diventare ortodossi, ma per lo meno faranno l'esperienza della Chiesa; e chissà che cosa Dio può operare in loro in questi momenti!)

Cercate di avere qualche opera introduttiva a disposizione dei parrocchiani (un buon esempio è l'opuscolo "La prima visita a una chiesa ortodossa - Le 12 cose che avrei voluto sapere", della presbitera Frederica Mathewes-Green, disponibile in lingua italiana), in modo che la possano dare ai propri ospiti prima ancora di venire in chiesa.

Non lasciate a casa i bambini e i ragazzi! Molti convertiti adulti e molte persone che hanno rinnovato la propria fede di gioventù possono far risalire la loro nuova vita in Cristo a una decisione presa nell'infanzia, di solito come risultato dell'invito in chiesa da parte di un amico o compagno di scuola.

Ricordatevi che, tra le persone che vi promettono di venire, si faranno vedere mediamente solo un terzo, o se tutto va bene la metà, ma ci saranno il 100% delle persone che voi andrete personalmente a prendere per portarle in chiesa! Questo assioma è valido per i visitatori della prima volta, non solo nelle chiese, ma anche in ogni altro tipo di riunione. Andate a prendere i vostri ospiti ogniqualvolta possibile! 

 

La funzione

 

Assegnate alcuni fedeli al compito di accogliere gli ospiti; queste persone dovrebbero arrivare almeno 15 minuti prima dell'inizio delle funzioni. Dovrebbero accogliere i visitatori, dare loro un bollettino o un testo della funzione, presentarli ai membri che sono nelle vicinanze, e aiutarli a trovare un posto quando la funzione è già iniziata. Potete dare a ogni nuovo visitatore un cartoncino da compilare, se è interessato a sapere di più della chiesa, con il proprio nome e recapito. Potete anche chiedere a ogni persona appena arrivata di firmare un libro dei visitatori. Per questi compiti di accoglienza e di presentazione, scegliete una persona cordiale ed estroversa. 

I parrocchiani dovrebbero essere consapevoli dei visitatori attorno a loro durante le funzioni. Accoglieteli con un sorriso e una parola di benvenuto, anche se normalmente cercate di non parlare agli altri durante le funzioni. Ricordate che il visitatore non ha familiarità con le abitudini e le pratiche ortodosse, perciò potete scommettere che interpreterà un riverente silenzio da parte vostra come la proverbiale doccia fredda. Aiutate i visitatori accanto a voi a seguire le funzioni e i canti.

 

L'ora del rinfresco

 

Dopo la funzione, i fedeli che si occupano di accogliere i visitatori non accompagnati dovrebbero portarli al rinfresco parrocchiale (programmate un momento di rinfresco dopo ogni funzione della domenica), o assicurarsi che qualche altro fedele si prenda il compito di accompagnarli. Presentate il visitatore a varie persone, e soprattutto al prete. Focalizzate la vostra attenzione sul visitatore, cercando di presentargli i fedeli con cui può avere la maggiore affinità - vale a dire, persone della sua stessa età, di simili interessi, di provenienza comune.

Mantenete un occhio sul visitatore, assicurandovi che non sia lasciato solo e neppure intrappolato da vari interlocutori. Fate attenzione a quei parrocchiani che hanno la tendenza a chiudere gli interlocutori in un angolo e a monopolizzare il loro tempo. D'altro canto, non lasciate che altri parrocchiani restino incastrati in conversazioni con un visitatore. Se qualcuno sta già parlando da tempo con un visitatore e sembra che uno dei due abbia bisogno di una pausa, fatevi avanti e presentatevi.

Mantenete leggere le conversazioni con i visitatori alla prima o seconda esperienza. Non iniziate con domande del tipo, "Allora, come vi è sembrata la funzione?" Potrebbero non aver gradito del tutto l'esperienza, e queste domande li mettono in una posizione scomoda. Cercate di iniziare con domande generali su di loro, chiedendo per esempio da dove provengono, e/o che lavoro fanno. Dopo avere rotto il ghiaccio, si possono fare discussioni sulla chiesa, ma di nuovo, ricordatevi di mantenerle leggere. Evitate questioni teologiche o spirituali controverse o profonde fino a quando è il visitatore stesso a decidere di aprire tali discorsi. Ci sono tre domande importanti che potete fare ai visitatori dopo le funzioni, per iniziare una conversazione utile: 

 

(1) Avete mai visitato una chiesa ortodossa? 

(2) Avete mai partecipato prima d'ora a una funzione ortodossa? 

(3) Avete delle domande da fare?

 

 

Il seguito della visita

 

(1) Telefonate - già la domenica sera, se possibile - e ringraziate per la visita. Invitate i visitatori a venire ancora in chiesa. 

(2) Mandate un biglietto personale da parte del prete, con letteratura introduttiva sull'Ortodossia e sulla parrocchia. Invitate i visitatori a partecipare alla prossima sessione della classe di catechismo, o di domande e risposte.

(3) Mettete i visitatori sulla lista delle persone a cui spedire avvisi e informazioni. 

 

Evangelizzazione personale

 

Il cristiano che proclama e difende individualmente la sua fede in Dio e in Gesù Cristo è la chiave di volta dell'evangelizzazione cristiana ortodossa. È dovere di ogni membro del clero e di ogni laico di portare testimonianza alla luce di Cristo, e di essere preparati a sostenere una difesa della speranza che è in noi. Ogni cristiano ortodosso dovrebbe familiarizzarsi con le informazioni presentate in questa sezione, e prepararsi a usarle. Ci sono alcune tecniche di base per condividere la propria fede con un proprio familiare, amico, collega di lavoro, vicino, oppure un nuovo conoscente.

 

La testimonianza personale

 

Gesù disse ai suoi discepoli, "Mi sarete testimoni" (Atti 1:8). Il modo più semplice per condividere la propria fede è attraverso la propria testimonianza personale, o il racconto del proprio itinerario spirituale ("la mia storia"). Dite a qualcun altro come siete divenuti cristiani, o come siete entrati nella Chiesa ortodossa, o ciò che Dio significa per voi. È di enorme aiuto preparare la propria storia in anticipo, e avere le parti chiave memorizzate (anche se non parola per parola, in modo da non farla sembrare artefatta). Trovatevi assieme a un amico per aiutarvi l'un l'altro a preparare e a fare pratica delle vostre testimonianze; potreste perfino dedicare a questo tema una sessione sperimentale della vostra classe di catechismo. Nella maggior parte dei casi una racconto del proprio itinerario personale si fa in un incontro individuale, ma molte persone si sentono a proprio agio a parlarne di fronte a un gruppo, come quando la parrocchia ospita un incontro missionario (vedete più sotto al punto "incontri missionari").

Come cristiani ortodossi, la sappiamo abbastanza lunga da non farci ingannare da chi sostiene che una testimonianza personale di fede cristiana sia un "fenomeno protestante". Pensate ai molti casi nel Nuovo Testamento in cui San Paolo racconta e ri-racconta la sua conversione a Cristo sulla via di Damasco. Una rapida lettura di Atti 20-28 ci rivela anche che egli racconta la propria storia ogni volta in modo abbastanza simile. 

Anche se la preparazione anticipata è importante, non darete mai due volte esattamente la medesima testimonianza. Da una parte, a meno di non averla memorizzata verbalmente, userete naturalmente parole e frasi differenti, lasciando pure fuori certi punti, ogni volta che date la vostra testimonianza. D'altra parte, ogni ascoltatore è differente. Considerate la persona con cui state parlando, e considerate come potete enfatizzare certi punti per avere su questa persona un migliore impatto. 

Vi sono due vantaggi principali nella testimonianza personale. Dapprima, si tratta delle esperienze della vostra vita, che sono facili da ricordare e comode da presentare agli altri. In secondo luogo, è molto difficile che l'ascoltatore si metta a controbattere su quello che dite. Dato che questa è la vostra esperienza personale di Dio, ci sarà ben poco spazio per le obiezioni. 

 

Considerate questi punti mentre preparate la vostra testimonianza:

 

(1) Mantenetela breve - tre minuti vanno bene.

(2) Rendetela personale. Ricordate, si tratta della vostra testimonianza - della vostra storia - non di una predica. 

(3) Mettetela in forma di storia o di dialogo. Per esempio, "Ho iniziato il mio itinerario verso Cristo alle elementari, quando ho chiesto al mio compagno di banco: 'Perché la tua famiglia va in chiesa la domenica?', e la sua risposta è stata, 'Perché vogliamo rendere lode a Dio'." 

(4) Includete elementi che abbiano significato per l'ascoltatore. (Tenete pronti diversi punti collaterali in ogni momento, e "inseriteli" nella vostra testimonianza quando è appropriato.) 

(5) Includete "3 ragioni per cui...". Per esempio, "Ci sono tre ragioni per cui ho scelto l'Ortodossia. La prima..." 

(6) Qual'è stato l'evento o l'influsso più significativo sul vostro cammino? 

(7) Siate sinceri riguardo alle difficoltà che avete incontrato sulla vostra strada. 

 

Approfondimento

 

La propria testimonianza personale susciterà quasi sempre la curiosità degli ascoltatori, e inevitabilmente seguiranno ulteriori domande. Questo è il momento in cui abbiamo bisogno di attingere alla nostra conoscenza della fede, non solo la nostra esperienza personale.

Ogni cristiano ortodosso, chierico o laico, dovrebbe sentirsi tranquillo ed equipaggiato a spiegare a una persona incuriosita almeno gli elementi di base della Fede ortodossa. Se un amico, o magari un visitatore della vostra chiesa, vi fa una domanda, rispondete al meglio che potete... e siate coraggiosi! Se non sapete una risposta, ammettetelo, ma offritevi di trovare informazioni, dicendo, "Mi spiace, non lo so. Ma lasciatemi rivedere la questione, e vi farò avere una risposta prima possibile." 

Se tale conversazione ha luogo in chiesa, portate la persona dal prete, dal diacono o da un laico ben istruito. Non abbiate paura di rispondere al meglio della vostra abilità, ma non abbiate neanche paura di cercare aiuto. La maggior parte dei visitatori delle chiese ortodosse apprezzeranno il sentir dare risposte da parte dei laici; è un buon indicatore che i parrocchiani conoscono la loro fede e la prendono seriamente. Alcuni visitatori alla prima esperienza potrebbero anche sentirsi intimiditi da un confronto con un prete.

Per rispondere alle domande degli altri e difendere la nostra fede, dobbiamo conoscerla bene. La lettura quotidiana delle Scritture e lo studio di libri di teologia, storia della chiesa, liturgia e altre materie inerenti al cristianesimo sono di grande aiuto. L'abbonamento a riviste ortodosse, la partecipazione a congressi e ritiri, le lezioni di catechismo per adulti in parrocchia e i corsi per corrispondenza possono tutti aiutarci a crescere nella conoscenza della Fede. 

Ci sono facoltà e istituti di studi ortodossi che offrono programmi per corrispondenza in teologia ortodossa, diretti a studenti laici e a persone interessate all'Ortodossia.

 

Usare la letteratura 

 

La letteratura è uno strumento missionario molto utile, soprattutto quando viene offerta a una persona interessata nel contesto di una conversazione personale. Idealmente, dopo una conversazione con un potenziale convertito, mettete letteratura nelle sue mani, e quindi fatevi vivi per sentire i suoi commenti e per mantenervi in contatto. 

Familiarizzate i membri della parrocchia con le riviste e pubblicazioni ortodosse che avete a disposizione, e con opere generali di catechesi e di informazione sulla Fede ortodossa. Tenete queste opere, e altri testi di interesse per i visitatori, in vista, nella vostra libreria parrocchiale, al tavolo dei libri, o accanto al luogo dove si tiene il rinfresco parrocchiale, in modo che i visitatori li vedano e vi abbiano facile accesso. 

Incoraggiate i membri a comprare e a tenere a portata di mano pubblicazioni da passare ai membri potenziali. Una buona tattica è prestare un libro o un opuscolo, piuttosto che regalarlo - in tal modo avrete una scusa per sentire ancora una volta quella persona. Potete studiare un "pacchetto di letteratura ortodossa" mirato in modo specifico ai visitatori. 

Non c'è niente come il riconoscimento di una terza parte per dare credibilità alla vostra missione o chiesa. Se il giornale locale porta un articolo sulla parrocchia, fatene un certo numero di fotocopie chiare e nitide e distribuitelo ai membri potenziali.

Quando visitate persone interessate o membri potenziali a casa loro, lasciate opuscoli semplici o altro materiale introduttivo. Distribuite la letteratura in modo saggio. Siate selettivi; date letteratura appropriata alle necessità della persona interessata, e non datene troppa nello stesso tempo.

 

Come presentare il Vangelo ai non cristiani

 

Quando parlate a qualcuno, ma specialmente a un non cristiano, della fede cristiana ortodossa, cercate di vedere come Dio stia già operando nella vita di questa persona. L'ha portata a vedere la vita di questo mondo come qualcosa di vuoto e privo di speranza? Si tratta di una persona di carattere buono che sta cercando la verità? Se la persona aderisce a qualche religione, imparate tutto quanto potete della sua fede e delle sue pratiche. Che cosa c'è, nel sistema di fede di quella persona, che è in accordo con l'Ortodossia? Iniziate da lì, e aiutate la persona a comprendere come il cristianesimo ortodosso completa e realizza ciò che essa già conosce di Dio.

Un testo introduttivo sulla Fede ortodossa è un buon inizio per parlare con un non cristiano. Anche una lettura comune della Bibbia può avere un profondo impatto - forse quando meno lo si aspetta. Sottolineate i passi chiave dell'Antico Testamento che profetizzano sulla venuta del Messia, e fate notare come queste profezie si siano compiute in Gesù Cristo. Spesso sono utili libri come i Racconti di un Pellegrino, o le opere apologetiche di C.S.Lewis.

Abbiamo già parlato dell'efficacia della vostra storia personale, o della confessione di come siete giunti alla fede in Cristo. Se avete vissuto una conversione in un dato momento come San Paolo, parlatene. Se invece siete stati istruiti a credere fin dalla fanciullezza come San Timoteo, parlate di quell'ambiente.. 

Piuttosto che limitarvi a invitare una persona a fare una visita, andate a prenderla e portatela in chiesa coi stessi; fate in modo che sperimentino il culto ortodosso. Spesso un officio come il Vespro è la migliore introduzione iniziale alle funzioni ortodosse. Portate gli amici a una sessione di studio biblico ortodosso, ad ascoltare un conferenziere ortodosso, a un raduno ortodosso... e infine dal prete per il catechismo. 

 

Come presentare l'Ortodossia ai cristiani non ortodossi

 

La maggior parte dei visitatori della vostra chiesa saranno cristiani non ortodossi, sia fedeli praticanti che nominali. Anche se possono credere nella Trinità e nella divinità di Cristo come fanno gli ortodossi, avranno bisogno di essere istruiti sulla Chiesa e su vari punti di teologia ortodossa. Molti oggi hanno una vaga conoscenza di quello che si può definire "cristianesimo a buon mercato". 

Un numero sempre crescente di pubblicazioni ortodosse è orientato verso i cristiani non ortodossi, così come lo sono alcune delle più diffuse introduzioni generali all'Ortodossia (come The Orthodox Church di Timothy Ware).

Quasi tutti i protestanti che fanno domande sull'Ortodossia hanno una buona conoscenza e una forte riverenza per la Bibbia. Perciò, è importante che l'ortodosso abbia una solida preparazione scritturale. Il modo più efficace per convincere i cristiani evangelici della verità dell'Ortodossia è dimostrare loro che la Bibbia è d'accordo con le nostre tesi, e le sostiene.

Diverse opere (soprattutto tra quelle pubblicate dall'Arcidiocesi Antiochena d'America) danno risposte specifiche alle domande che fanno comunemente i protestanti che stanno esplorando l'Ortodossia. Ricordare queste risposte, oltre a ricordare a memoria i versi biblici chiave, vi aiuterà a mostrare dove la Bibbia è in accordo con le argomentazioni ortodosse. Questa memorizzazione delle Scritture fa una buona impressione sulla maggior parte dei protestanti, e dà credibilità generale al vostro messaggio.

 

Mantenere l'entusiasmo e l'impegno nella parrocchia

 

La pietra angolare dell'evangelizzazione personale è il nostro impegno nei confronti di Colui che predichiamo. Senza questo impegno, le nostre parole suoneranno vuote e parleranno a orecchie sorde. 

Nelle omelie, il prete deve spesso incoraggiare un rinnovato impegno per Cristo e per la Chiesa. Dopo tutto, la maggior parte delle nostre litanie termina con, "...noi stessi gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio affidiamo." Noi non predichiamo solo per istruire, ma anche per aiutare a decidere. Sottolineate (1) la nostra unione con Cristo e (2) i temi centrali della fede. Incoraggiate con la parola e l'esempio la piena partecipazione al ritmo ortodosso di preghiera - quotidiano, settimanale, annuale. Evidenziate e mantenete con zelo i digiuni e le feste. Predicate e insegnate a intermittenza sul significato della Divina Liturgia, i sacramenti e le altre funzioni - così i fedeli apprezzeranno e comprenderanno perché noi preghiamo in questo modo.

È difficile esagerare l'importanza di studiare le Sacre Scritture, sia personalmente che il uno studio biblico sponsorizzato dalla parrocchia. Nei paesi di lingua inglese esiste già un ottimo strumento didattico, The Orthodox Study Bible, un Nuovo Testamento con commenti ortodossi.

Stabilite un ritiro parrocchiale annuale, con una serie di conferenzieri e oratori ospiti. I temi del ritiro e le persone degli oratori dovrebbero essere studiati in modo da portare nuove profondità di fede e di entusiasmo ai parrocchiani; i ritiri possono anche essere usati come incontri missionari. (Si veda più sotto, alla voce "incontri missionari".) 

L'entusiasmo per la Chiesa significa entusiasmo gli uni per gli altri, che cresce sia attraverso l'interazione sociale, sia con il lavoro in comune. Assicuratevi di tenere periodicamente incontri sociali, gite, pellegrinaggi e altri eventi che possono portare i fedeli a divenire sinceri amici gli uni degli altri. Date ai parrocchiani l'opportunità di lavorare al servizio della comunità con opere per i bisognosi, evangelizzazione, studi biblici, programmi per i bambini e altre vie di servizio cristiano. La vostra parrocchia può iniziare da sola alcuni di questi tipi di programmi, o altrimenti i parrocchiani possono partecipare assieme a programmi tenuti da altre istituzioni della comunità locale. 

Infine, invitate i fedeli a partecipare, laddove possibile, agli incontri inter-ortodossi. Qui incontreranno altri cristiani ortodossi interessati all'evangelizzazione e alle missioni: ne ritorneranno arricchiti di nuove idee per la crescita delle parrocchie, e meglio equipaggiati per diffondere il Vangelo di Gesù Cristo! 

 

Le riunioni nelle case  

Un grande modo per crescere

 

Le riunioni nelle case sono uno dei modi migliori per coinvolgere nuovi membri nella parrocchia. Una famiglia o un membro della parrocchia invita amici, vicini, colleghi di lavoro e altri conoscenti a casa propria, per ascoltare una persona che parla della fede cristiana ortodossa e della chiesa ortodossa locale. L'ambiente raccolto e intimo delle riunioni in una casa mette di solito i visitatori a proprio agio, molto di più di una visita a una funzione di culto in un edificio ecclesiastico. 

Tipicamente i partecipanti faranno più domande, si fermeranno più a lungo a parlare, e si sentiranno più a casa propria. L'obiettivo, naturalmente, resta quello di invitarli prima o poi a venire in chiesa. 

 

Ispirare le persone

 

Insegnate e predicate l'importanza e il valore delle riunioni nelle case. Fate notare che la Chiesa primitiva ebbe i suoi inizi nelle case (Atti 20:20; Romani 16:3-5). Parlando nelle omelie, scrivendo nel bollettino parrocchiale o negli avvisi in chiesa, e nelle conversazioni personali, fate sapere che si cercano famiglie o individui che possano ospitare riunioni nelle case. Chiedete agli interessati di mettersi in contatto con un coordinatore appositamente nominato, che si prende cura di organizzare le riunioni domestiche. 

 

Addestramento

 

Invitate le persone che pensano di poter tenere riunioni nelle loro case a un incontro speciale, spiegando il programma e addestrandoli a ospitare una riunione in casa propria. 

Istruiteli su come invitare amici, parenti, vicini, colleghi, etc. 

Per esempio, "Giovedì sera mia moglie e io ospitiamo un gruppo di amici a casa nostra, per sentire una presentazione della fede cristiana ortodossa. Possiamo contare anche sulla vostra presenza?" 

 

Insegnate come preparare un locale per una riunione domestica: 

(1) sedie in semicerchio;

(2) TV e videoregistratore (se si proietta qualcosa);

(3) spuntini;

(4) pubblicazioni su un tavolo.

 

Terminate la riunione con una richiesta di impegni per ospitare una riunione. Usate moduli che i fedeli possono compilare, indicando le loro preferenze per giorno della settimana e per un orario in cui tenere riunioni a casa loro.

 

Preparazione per la riunione

 

Programmate le riunioni e pubblicizzate le date. Invitate altri parrocchiani a partecipare, come osservatori, a queste riunioni. Suggerite loro di portare a loro volta altri amici. Alcuni dei parrocchiani che verranno come osservatori prima o poi si offriranno volontari per tenere riunioni anche a casa loro. 

Circa due o tre settimane prima della riunione, i padroni di casa dovrebbero invitare i loro vicini, parenti e amici. Non sono necessari inviti scritti - di fatto, è meglio fare una telefonata o un invito informale di persona. Tra gli ospiti che si possono invitare, ci sono quelli che hanno mostrato qualche genere di interesse per la missione, o che hanno qualche bisogno spirituale.

 

Come condurre la riunione

 

Se possibile, invitate un conferenziere esterno alla missione. Altrimenti, dovrebbe parlare alla riunione il prete della parrocchia o un laico ben informato. Il suo compito è quello di tenere il discorso centrale, spiegando la storia dell'Ortodossia, il suo impatto nel passato, le sue potenzialità per il futuro, e la sua risposta ai nostri bisogni odierni. Quindi porterà il discorso sulla parrocchia locale e sulla sua visione. Il padrone di casa e una o due altre persone dovrebbero contribuire con note personali di ciò che Cristo e la Chiesa significano per loro. 

Se la vostra parrocchia ha una propria presentazione su videocassetta, mostratela. Altrimenti, considerate l'idea di presentare un documentario o altro video breve e interessante sulla Chiesa ortodossa.

Incoraggiate gli ospiti a fare domande. Offrite sempre un "passo successivo" a quanti sono interessati ad approfondire la conoscenza del cristianesimo ortodosso, o a entrare a far parte della parrocchia. Invitate la gente a partecipare a una funzione di culto (preferibilmente una funzione non eucaristica, se si tratta della prima esperienza di culto ortodosso), a una classe di domande e risposte, o a visitare una classe di catechismo per adulti. 

Quanti guidano riunioni domestiche dovrebbero assicurarsi di avere a disposizione letteratura che gli ospiti possano portare a casa con loro. Se gli ospiti sono d'accordo, si possono mettere i loro nomi sull'indirizzario della parrocchia, per ricevere il bollettino e altri avvisi. 

Il padrone di casa dovrebbe servire da mangiare e da bere dopo la riunione, mentre gli ospiti si fermano a parlare e a fare domande. 

 

Ecco un esempio di programma di riunione domestica: 

 

(1) Saluto da parte del padrone di casa, che presenta l'oratore.

(2) L'oratore parla concisamente (30-40 minuti) della storia del cristianesimo ortodosso. 

(3) Proiezione di un video sull'Ortodossia. 

(4) Domande e risposte

(5) Conclusione e invito a partecipare ai Vespri o alla Liturgia. Annuncio della data di inizio presso la parrocchia della prossima classe di domande e risposte. 

(6) Un momento di rinfresco. 

 

Il giorno successivo all'incontro il padrone di casa o il prete dovrebbe ringraziare per telefono ciascun ospite per essere venuto, chiedendo se ci sono altre domande, e facendo un invito a una specifica funzione in chiesa.

 

Incontri missionari 

 

Gli incontri speciali di orientamento missionario danno tre tipi di benefici alla chiesa. Primo, possono interessare tutti, da chi è appena curioso al serio nuovo membro potenziale della comunità. Secondo, questi eventi sono un buon mezzo perché la parrocchia abbia pubblicità gratuita nei media locali. Terzo, gli incontri missionari forniscono un buon addestramento e un grande incoraggiamento morale per i nostri fedeli ortodossi.

Il vantaggio di un grande incontro è che getta un'ampia rete, che potenzialmente può attrarre un gran numero di partecipanti. Lo svantaggio è che quest'ampia rete ha grandi buchi che lasciano scappare tante opportunità, e il risultato è un mare di lavoro e di spesa per un guadagno relativamente piccolo. Una chiave per il successo di un evento missionario è l'ampia partecipazione personale da parte dei laici e la loro abilità di invitare altra gente. Ogni parrocchiano dovrebbe invitare quante più persone possibile - sia ortodossi che non ortodossi.

Per esempio, se state ospitando un conferenziere, potreste scegliere un uditorio ragionevolmente specifico invece dell'intera comunità. Fate preparare al conferenziere il proprio intervento tenendo in mente il gruppo selezionato, e pubblicizzate l'incontro con una presentazione che risulti interessante a tale gruppo specifico.

Ci sono molti generi di incontri che la vostra parrocchia può tenere per attirare visitatori e nuovi membri. Le festività culturali etniche sono un buon esempio di eventi che molte parrocchie ortodosse sanno gestire bene, e che possono facilmente essere trasformate in incontri missionari. Quelle che seguono sono due altre idee che la vostra parrocchia può voler tenere in considerazione.

 

Una serie di conferenze

 

Lo scopo di questo tipo di incontri è duplice:

(1) rafforzare la fede dei cristiani ortodossi, e

(2) evangelizzazione - raggiungere i non ortodossi, chiamandoli a Cristo e alla sua Chiesa.

Scegliete una settimana o un fine settimana per questa serie. Se intendete fissare la serie di conferenze come un evento annuale, scegliete ogni anno lo stesso periodo. 

Tenete le conferenze nell'edificio della chiesa, o in un altro luogo adatto nelle vicinanze. Tenere gli incontri nell'edificio della chiesa aiuta a far giungere quei visitatori che altrimenti non metterebbero piede a una funzione di culto. Tuttavia, vi sono persone che si sentono più a proprio agio a partecipare a un evento tenuto in terreno "neutro".

Scegliete un tema di interesse ampio e avvincente. Scegliete un conferenziere che sia un bravo comunicatore, che conosca il tema, e che attiri la gente a partecipare all'incontro. Potete anche scegliere prima il conferenziere, e quindi decidere l'argomento. Prenotate il conferenziere per quanti più impegni possibile - discorsi in sedi di club e associazioni, visite alle università, incontri nelle scuole, altre chiese. Programmate accuratamente gli incontri per avere una partecipazione ottimale. 

Assicuratevi che la serie sia ben pubblicizzata. Anche se il tema è abbastanza ampio, gestite la pubblicità tenendo in mente settori specifici di pubblico. Per esempio, una conferenza sugli angeli può interessare sia gli evangelici che gli appassionati al New Age, ma per ragioni radicalmente differenti.

Come per le visite alla chiesa o molti altri tipi di incontro, l'invito personale ha la maggior efficacia. E ricordate: passateli a prendere! Invitate anche altre congregazioni in città, sia ortodosse che non ortodosse.

 

Ritiri

 

Lo scopo di un ritiro è (1) il nutrimento spirituale e (2) la fraternizzazione sociale - in quest'ordine! Si tratta di un incontro studiato per l'edificazione dei fedeli, ma a seconda dell'argomento, si possono invitare anche le persone seriamente interessate e che hanno già una certa familiarità con l'Ortodossia e/o con la vostra parrocchia. 

Stabilite ogni anno un fine settimana regolare e conveniente per un ritiro parrocchiale annuale. 

Cercate nelle vicinanze un albergo con tariffe speciali per week-end o un centro di congressi. 

Molte parrocchie usano gli stessi locali ogni anno. Talvolta i ritiri fuori città - in campeggi o case attrezzate - sono una buona idea, ma tenete in mente chi finirà per essere escluso in tali circostanza. Pochi hanno problemi a stare una notte o due in un albergo, ma molti hanno problemi con i campeggi. 

Scegliete un conferenziere che sappia comunicare la Fede ortodossa, e un tema che abbia rilevanza con le necessità dei fedeli. Preparate un programma che compia i vostri propositi, ma che non sovraccarichi di attività i partecipanti. Tenete in considerazione le limitazioni di tempo dei fedeli e i loro altri impegni. Se il 70% dei vostri parrocchiani sono disposti a partecipare al ritiro di un giorno, ma solo il 10% verrebbero a un ritiro di più giorni, può essere saggio iniziare con il primo.

 

Il programma del ritiro di un fine settimana può risultare come segue:

 

VENERDÌ

16-17:00 Arrivo e registrazioni 

18:00 Vespro

18:45: Cena

19.30: Sessione introduttiva, con momento di fraternizzazione

 

SABATO

8:00 Mattutino

9:00 Colazione

9:30 Seconda Sessione

10:30 Pausa caffè

11:00 Terza Sessione

12:00 Pranzo

13:00 Tempo libero e attività organizzate (passeggiate, sport, etc.). 

17:00 Veglia

19:30 Cena

20:30 Quarta sessione, con un momento di spettacolo parrocchiale

 

DOMENICA

10:00 Divina Liturgia

12:00 Pranzo

13:00 Breve incontro finale e congedo

 

Qualche altro punto: 

(1) Assicuratevi che si provveda con cura ai bambini e ai ragazzi, che hanno bisogno di trovare cose che li interessano alla fede e li facciano divertire. 

(2) Se il luogo di ritiro è vicino alla sede della parrocchia, vi si può trasferire la Liturgia domenicale, estendendo a tutta la parrocchia e ai visitatori un invito alla domenica mattina.

 

Come far presa sulla comunità locale  

Pubblicità continua

 

Un coordinatore appositamente nominato dovrebbe sviluppare una buona collaborazione con i redattori degli affari religiosi nei giornali locali, o nelle emittenti radio e TV. Incontratevi con loro occasionalmente, e chiedete loro di che cosa hanno bisogno in termini di storie e articoli. Offritevi come risorse locali sul cristianesimo ortodosso, sulla storia della Chiesa, sull'arte sacra, e su ogni soggetto correlato in cui voi o qualcuno della congregazione sia preparato a fare commenti autorevoli, se ne sorgesse la necessità. Manteneteli al corrente degli sviluppi che potrebbero essere di un certo interesse, sia nella vostra parrocchia che nel mondo ortodosso.

Pubblicizzate sempre le visite episcopali, le visite di conferenzieri e autori provenienti da fuori città, gli sforzi missionari, le visite di funzionari e autorità locali, gli eventi pasquali e natalizi e gli incontri musicali. Il ciclo cultuale annuale della Chiesa offre una gamma incredibile di attività insolite per interessare i media - sfruttate questa ricchezza!

Fate pubblicità periodiche anche quando non avete qualche evento speciale in corso. Annunciate dov'è la vostra chiesa e quando si tengono i Vespri e la Liturgia. Evidenziate una frase chiave per catturare l'attenzione del lettore, e lasciate a tale frase la maggior parte dello spazio pubblicitario.

È importante che la vostra missione o parrocchia sia contrassegnata in modo attraente (vale a dire, un riquadro speciale a pagamento) nelle Pagine Gialle sotto la voce delle chiese. Questo può sembrare piuttosto costoso, ma molte persone hanno scoperto l'Ortodossia proprio in questo modo!

Il coordinatore dei media e tutti quanti sono coinvolti nella pubblicità della parrocchia dovrebbero studiare accuratamente la Parte IV di questo manuale, "Lavorare con i Media".

 

Club e associazioni civiche

 

La maggior parte dei club e delle associazioni di servizio è interessata a presentare incontri e conferenze. Visitate queste associazioni incontrando i loro direttori incaricati dei programmi, e offrite la disponibilità di un conferenziere ortodosso.

Un tema che il prete di una nuova missione può rendere interessante è "Il contributo che una nuova chiesa può dare alla nostra città". Potete scegliere un tema più generale, tipo "Cristo e la cultura" o "Che cosa significa essere cristiani". Talvolta un tema speciale può essere gradito per un programma incentrato su una stagione particolare dell'anno, come il Natale o la Pasqua.

 

Un ministero universitario

 

Le università offrono opportunità senza pari per l'evangelizzazione e l'aiuto alla costruzione di una missione o chiesa. In questo campo, è bene avvalersi dei consigli di persone che hanno già un'esperienza diretta.
Si dovrebbe mettere in forma scritta un piano d'azione preciso, che può includere incontri e discorsi presso gruppi e associazioni universitarie, la formazione di un gruppo e il lavoro per il suo riconoscimento nell'ambiente universitario, l'offerta di letteratura e altri materiali per diffondere la parola, la gestione di un tavolo dei libri in punti strategici, i legami con gruppi studenteschi. Una volta che il ministero universitario ha preso forma, si dovrebbe nominare un coordinatore - di solito un laico.

 

Come consigliare i membri del clero non ortodosso che desiderano l'ordinazione

 

Un membro del clero non ortodosso che esprima un ragionevole impegno a entrare nella Chiesa dovrebbe essere messo in comunicazione con la più vicina parrocchia ortodossa. Assicuratevi che legga o che abbia letto testi che lo guidano nella Fede ortodossa. Può essere utile una presentazione e un incontro con altri membri del clero eterodossi che sono diventati ortodossi.

In questi casi, le situazioni personali sono gestite a livello episcopale (oltre al vescovo locale, spesso deve pronunciarsi anche l'autorità sinodale della Chiesa). È bene dunque, dopo i primi contatti locali, incoraggiare i potenziali candidati a entrare in corrispondenza con il vescovo. In alcuni casi una parte del gregge del ministro eterodosso può entrare assieme a lui nella Chiesa, gettando le basi si una possibile nuova missione ortodossa. Tuttavia, è bene ricordare che un uomo dovrebbe cercare l'ingresso nella Chiesa solo per essere ortodosso, senza pretendere garanzie di essere ordinato prete.

 

Come ricevere congregazioni non ortodosse già esistenti

 

Vi sono casi (numerosi ormai in America) di congregazioni cristiane non ortodosse che sono sempre più insoddisfatte della loro situazione. In generale, se i loro pastori hanno fatto uno studio serio della Chiesa storica, sono abbastanza disposti a discutere dell'Ortodossia. È importante che in questi casi si possa stabilire un dialogo con questi pastori e congregazioni, valutando l'importanza dei primi scritti cristiani, a cominciare dai Padri Apostolici: si possono organizzare riunioni periodiche e programmi di letture e studio sull'Ortodossia, fornendo tutta la letteratura che la congregazione interessata è in grado di assimilare.

Invitate il pastore a una funzione di culto ortodosso. Tenendo conto dei suoi impegni domenicali, invitatelo ai Vespri o ad altri offici feriali. Per una esperienza della Divina Liturgia, scegliete una festività che cada in giorno feriale. Incoraggiate il pastore a portare con sé tutti i membri interessati della propria congregazione.

Offrite aiuto al pastore nel condurre incontri e sessioni di studio sull'Ortodossia. Portate con voi in questi incontri qualche convertito adulto che abbia già fatto lo stesso passo che attende di fare la congregazione.

Al momento opportuno, si potrà inviare al vescovo una lettera con una descrizione e una richiesta di accoglimento della congregazione.

 

Parte IV - Lavorare con i media

 

I media sono vostri amici

 

I giornali, la radio e la televisione vogliono includere anche voi tra le loro notizie. Dopo avere inondato il loro pubblico con la carneficina di notizie negative del giorno, i media hanno bisogno di offrire qualcosa che dia speranza e sollievo. I giornalisti sono alla ricerca di buone notizie su eventi e sviluppi nella comunità, come quelli che possono fornire i gruppi religiosi. Voi li potete aiutare, ed essi a loro volta possono aiutare voi. 

La copertura dei media è essenziale per il successo negli inizi di una missione, e per l'espansione di una parrocchia già fondata. Molti convertiti all'Ortodossia hanno avuto il loro primo contatto con la Chiesa come risultato diretto della pubblicità sui media. E cosa migliore è che è gratis! La copertura dei media è il risultato di buoni rapporti con i media - ovvero la capacità di edificare relazioni con giornalisti, redattori, produttori ed editori, e di comunicare idee specifiche di possibili notizie per assicurarsi la copertura. Questa sezione tratta principalmente di relazioni con i media, e di un altro aspetto importante del lavoro con i media, la pubblicità, si parla al termine della sezione.

 

Una strategia per il lavoro con i media

 

Il coordinatore dei media nella parrocchia

 

Nominate tra i parrocchiani qualcuno che diriga le relazioni con i media. Questa persona può voler formare un comitato che lo aiuti nel suo lavoro. Il coordinatore dei media dovrebbe essere una persona ben organizzata, capace di esprimersi e di scrivere bene, di lavorare bene e di fare una buona impressione sugli altri, e soprattutto deve essere devoto alla Fede cristiana ortodossa e all'espansione della parrocchia. Per mantenere un messaggio pubblico coerente, tutti i contatti con i media dovrebbero provenire dal coordinatore dei media o essere approvati da lui, e dal parroco. 

 

Calendario

 

Durante la fase iniziale di una missione, è relativamente facile ottenere interviste e copertura sui media. È probabile che questo diventi più difficile dopo che la chiesa si è affermata da un certo tempo e diventa una "storia vecchia". Tuttavia, non scoraggiatevi. La Chiesa Ortodossa ha nel proprio bagaglio una grande quantità di attività e di eventi insoliti (per la maggioranza del pubblico italiano). Senza andare al di là del regolare ciclo liturgico, la più piccola missione ortodossa ha dozzine di "agganci" con i quali catturare l'attenzione dei media. Tutto quanto abbiamo bisogno di associare a queste risorse è un poco di sana immaginazione. 

All'inizio di ogni anno mettete assieme un calendario degli eventi dell'anno, e indicate come attirerete l'attenzione dei media per ciascun evento. Inviate comunicati stampa (vedete più sotto) per tutti gli eventi e le occasioni speciali. Cercate di inviare comunicati stampa abbastanza regolarmente, ma solo per quegli eventi che sembrano davvero degno di rilievo. Se i giornalisti e i redattori continuano a ricevere da parte vostra comunicati su cose che per loro non sono di alcun interesse, allora impareranno presto a ignorare tutto quanto arriva dalla vostra parrocchia sulla loro scrivania. 

 

Relazioni con i media

 

Quando prendete contatto con un giornale o una stazione radiotelevisiva, è sempre utile conoscere in anticipo qualcuno che vi lavora. Avere stabilito un legame con figure chiave dei media locali vi aiuterà a ottenere la loro attenzione e a dare credibilità alle vostre idee e notizie. Cercate tracce di contatti con i media attraverso membri del clero o altri amici locali.

Se non conoscete qualcuno che conosce qualcuno... allora stabilite voi stessi un contatto.

Senza alcuna richiesta specifica di copertura in mente, il prete e il coordinatore dei media dovrebbero prendere contatti con giornalisti e redattori di tutti i giornali, radio e stazioni TV in città, dai quali la parrocchia vorrebbe ricevere copertura in futuro. Ai giornali focalizzatevi sul redattore delle notizie religiose o locali, alle stazioni televisive sul responsabile dell'assegnazione degli spazi, e alle stazioni radio sul direttore dei notiziari. Cercare anche di sapere chi sono i giornalisti individuali che si occupano del vostro tipo di notizie. Fatevi dare i loro nomi, e inviate loro una lettera personalizzata che faccia loro sapere chi siete e come vorreste che essi vi aiutassero. Fate seguire alla lettera una telefonata. Potete anche invitarli a pranzo per un incontro personale, ma non fatevi scoraggiare se questa vostra richiesta non viene accolta - la gente dei media è sempre occupata! 

Questa sezione dedicata al lavoro con i media vi offre consigli per stabilire buoni rapporti con i giornalisti. Leggete questi consigli, imparateli, e viveteli!

 

Consigli per assicurarvi interviste e articoli

 

I "dignitari in visita" sono buoni soggetti per le interviste. Assicuratevi di fare in modo che la gente dei giornali e della TV sappia quando arriva in visita in città il vostro vescovo o qualche altro personaggio importante della Chiesa Ortodossa. 

I giornalisti amano gli scrittori! Il sogno ultimo di ogni giornalista è di scrivere un libro, e una intervista a uno scrittore è sempre gradita. Se invitate uno scrittore da fuori città, ricordatevi di menzionarlo ai media.

Quando cercare ottenere un'intervista radio, cercate di far andare d'accordo la stazione con la persona che intervistate. Per esempio, nel caso di una stazione sponsorizzata da cristiani evangelici, una persona che dal Protestantesimo ha scelto di passare all'Ortodossia sarebbe un eccellente candidato per un'intervista.

Per aiutarvi ad assicurare le interviste, distribuite copie di articoli precedenti di giornali e riviste a rappresentanti delle stazioni. Se la persona che volete far intervistare è uno scrittore che ha fatto pubblicare dei libri, portate con voi copie di tali libri.

Gli articoli e le interviste sui giornali sono generalmente meglio della copertura televisiva per attrarre nuovi visitatori. I giornali offrono molte più informazioni e mantengono più a lungo l'attenzione dei lettori rispetto alla TV. Molti articoli di giornale hanno attirato l'attenzione di lettori che in seguito hanno visitato chiese ortodosse divenendone membri. 

Se siete invitati a prendere parte a interviste televisive in studio, cercate di arrivare per tempo, in modo da stabilire un contatto amichevole con gli intervistatori. Prima dell'inizio dell'intervista, cercate di fornire agli intervistatori informazioni biografiche su di voi e dati sulla nuova missione che si sta formando. Non vestitevi di bianco; qualsiasi altro colore va bene. 

Siate quanto possibile rilassati. Mantenete le vostre risposte quanto più brevi potete, e cercate di focalizzare le vostre osservazioni su Cristo e la Chiesa, evitando questioni periferiche. Siate preparati a fornire i nomi e i telefoni delle persone di riferimento della missione.

 

Come scrivere un comunicato stampa

 

Un comunicato stampa è lo strumento primario con cui comunicare l'idea di una storia specifica ai media. Per essere efficaci, i comunicati stampa devono essere scritti bene. Si possono fare in uno dei seguenti formati generali: "Solo i fatti" e "Pronto da stampare". 

"Solo i fatti" è un formato molto breve e conciso. Come suggerisce il nome, contiene i semplici fatti relativi all'evento o al caso in questione. Dovrebbe includere tutti i punti chiave, e contenere sufficienti informazioni da catturare l'attenzione di un redattore, giornalista o conduttore di trasmissione. Questo tipo di comunicato stampa dovrebbe essere diretto alle TV, alle radio e ai grandi giornali, con un ampio personale di giornalisti. 

"Pronto da stampare" è il formato scritto in tal modo da essere potenzialmente pubblicabile così com'è, con punto o poco lavoro redazionale. Pertanto, assicuratevi che il comunicato includa tutte le informazioni che vorreste vedere apparire in un articolo di giornale. Si dovrebbe impiegare questo stile quando si invia un comunicato stampa al giornale di una piccola comunità, in cui lavorano pochi giornalisti. Questi piccoli giornali non hanno le risorse per scrivere molti dei loro articoli, e perciò sono felici di ricevere comunicati stampa già strutturati come articoli di giornale. Controllate in anticipo lo stile degli articoli del giornale su cui volete apparire, e telefonate al giornale per sapere se ci sono parametri di cui dovreste tenere conto, e quindi preparate il vostro comunicato in modo che venga incontro a tali criteri.

Il paragrafo di apertura del comunicato stampa è il più importante. Deve rispondere alle cinque domande di base del giornalismo: Chi, Cosa, Quando, Dove e Perché. Le redazioni ricevono centinaia di comunicati stampa al giorno, e i redattori hanno solo pochi secondi per guardare ciascun comunicato prima di decidere se l'idea della storia è degna di considerazione o no. Perciò è cruciale che il comunicato stampa attiri l'attenzione del lettore e gli dia fin dal primo paragrafo un'idea chiara di che cosa parla la storia. 

Un comunicato stampa dovrebbe essere interessante, oltre che informativo. Usate parole di azione che richiamano attenzione, quali "primo", "esperto", e "senza precedenti". Va bene includere citazioni, anche se il comunicato non intende essere un articolo "pronto da stampare". 

Potete anche iniziare il comunicato stampa con un titolo o testata attraente. 

Vi sono un certo numero di considerazioni tecniche per preparare un comunicato stampa. In cima dovrebbe apparire la dicitura "Per pubblicazione immediata" e la data in cui inviate il comunicato, o se preferite fissare una data specifica prima della quale l'informazione non dovrebbe essere pubblicata o messa in onda: "Per pubblicazione a partire da [data]". Al di sotto scrivete, "Per ulteriori informazioni contattare:", e includete il nome del coordinatore dei media della parrocchia/missione, o del referente laico o del prete, e un numero di telefono al quale la persona può essere rintracciata. Al termine di una pagina, al centro, mettere la parola "continua" circondata da segni di minore e maggiore (<continua>) per indicare che il comunicato stampa prosegue in un'altra pagina. Alla fine, centrate la parola "fine" nello stesso modo (<fine>), oppure cinque simboli di cancello (#####). Tenete il corpo del comunicato stampa a spaziatura doppia. Un esempio di comunicato stampa è incluso nell'Appendice A, ma il contenuto e i requisiti tecnici e stilistici di un comunicato stampa possono variare considerevolmente da un tipo di media a un altro. È meglio fare un poco di lavoro preparatorio; chiamate tutti i giornali e le stazioni radio e TV che contate di avvicinare per chiedere quali sono i loro requisiti e le loro preferenze. 

 

Distribuire il comunicato stampa 

 

Spedite i comunicati ai giornali e ai conduttori di dibattiti radiotelevisivi da tre a quattro settimane prima di un certo evento. La maggior parte dei notiziari radio e TV, invece, non decidono che cosa coprire in una data trasmissione fino al giorno precedente, o persino al mattino stesso, così possono ricevere comunicati stampa molto più vicini alla data dell'evento - anche due o tre giorni prima. Determinate la persona giusta a cui inviare il comunicato stampa, e cercate di farvi dare il suo nome. 

 

Seguire il comunicato stampa 

 

Seguire un comunicato stampa con una telefonata è un grande aiuto per ottenere l'attenzione dei media e la copertura che desiderate. Per quanto siate bravi a scrivere, date sempre per scontato che il comunicato stampa che avete così diligentemente spedito tre settimane prima sia stato archiviato in mezzo alle notizie di secondaria importanza. Siate preparati se la persona con cui parlate vi chiede di spedire per fax una copia del comunicato stampa, anche se ne avete già mandata una per posta.

Valutate i tempi in modo adeguato. I giornali hanno bisogno di più tempo per produrre una storia, almeno una settimana prima dell'evento in questione, mentre i notiziari radio e TV possono richiedere solo il preavviso di un giorno. Ricordate che tutta la gente che lavora nei media è molto impegnata e sovraffaticata. Perciò, un ottimo modo per iniziare la vostra conversazione telefonica è chiedere, "Ha 30 secondi per ascoltare l'idea di una storia?" Questo segnala all'interlocutore che voi capite i loro limiti di tempo, e che ne sapete abbastanza di relazioni coi media da avere probabilmente un'idea ben pensata, che può verosimilmente evolversi in un pezzo interessante 

Raccontate la vostra idea per una storia con i semplici fatti (Chi, Cosa, Quando, Dove e Perché) ed evidenziate "l'angolazione". I media vogliono vedere nella vostra storia qualcosa di significativo, di importante e unico - l'angolazione, o il punto di vista - che interesserà i lettori. Sottolineate gli aspetti della storia che saranno di maggior interesse al tipo particolare di redazione alla quale state parlando. Per esempio, i notiziari televisivi vogliono buone immagini visive. Scene di una funzione ortodossa, bambini che corrono nel giardino di una chiesa, o danzatori in costume alla festa etnica sono tutte immagini meravigliose per la TV. La radio, d'altro canto, vorrebbe suoni interessanti, come il canto di un coro. 

Cosa molto importante, non chiedete se copriranno la vostra storia. Limitatevi a dar loro le informazioni e a far sapere che siete disponibili a dare ulteriori informazioni se sono interessati. Non supplicate; siate fiduciosi ed entusiasti! Voi e la vostra parrocchia/missione avete qualcosa che i media vogliono - se non questa storia particolare, allora qualcosa in futuro. Ricordate, anche il rifiuto di una vostra idea aiuta a costruire le vostre relazioni con i media in modo positivo, soprattutto quando trattate con i rappresentanti dei media con garbo e senza aspettative di copertura. 

 

Pubblicità 

 

La pubblicità può essere molto costosa, ma il bello è che avete un totale controllo sui contenuti e sulla sistemazione. La pubblicità tende ad avere sul pubblico un impatto meno positivo di quello di un pezzo giornalistico, dato che gli articoli sono considerati più imparziali. Tuttavia tenete a mente questo consiglio: facendovi pubblicità regolare, o anche occasionale, nei giornali locali, cresceranno molto le probabilità di farvi pubblicare anche buoni articoli sulla vostra parrocchia! 

Sperimentate annunci pubblicitari nei giornali locali (potete provare anche le riviste e rubriche di annunci).

Cercate di tenere traccia di quante persone rispondono agli annunci per determinare la loro efficacia. Poche persone possono rispondere direttamente a un annuncio, per esempio venire a un appuntamento di cui hanno visto l'annuncio sul giornale. Tuttavia, un annuncio può aiutare a costruire una notorietà al vostro nome e produrre benevolenza verso la parrocchia/missione da parte di molte più persone - alcune delle quali potrebbero visitarvi un giorno.

 

 

Appendice A 

Modello di comunicato stampa, su carta intestata della parrocchia

 

Per pubblicazione immediata: [data] 

Per ulteriori informazioni chiamare: 

[nome] 

[telefono]

Testimonianza di un sacerdote ortodosso italiano

Il panorama religioso del cristianesimo orientale in Italia si è progressivamente arricchito negli ultimi anni acquistando un carattere sempre più locale. Molti italiani sono entrati nella Chiesa ortodossa, e alcuni vi occupano posti di responsabilità.

Una di queste persone è Padre Dimitri, il parroco della Chiesa ortodossa dei santi Sergio, Serafino e Vincenzo a Milano. Padre Dimitri (al secolo G. Fantini), venuto all'Ortodossia dal mondo protestante, è monaco e sacerdote ortodosso da oltre trent'anni. Nell'incontro programmato dalla locale missione ortodossa, presenterà la testimonianza del suo itinerario spirituale.

Padre Dimitri parlerà nella città di (...), il giorno (...), presso [luogo dell'incontro].

Per ulteriori informazioni, si prega di chiamare Padre (...) [il prete sponsorizzatore] al numero (...). 

L'incontro è aperto al pubblico, e l'ingresso è libero.

 

Appendice B

Schema per la fondazione di missioni ortodosse in Nord America

 

(Questo è lo schema approvato per il Dipartimento delle Missioni ed Evangelizzazione dell'Arcidiocesi Ortodossa Antiochena d'America)

 

Strategia di base per le missioni

 

A. Il Dipartimento delle Missioni ed Evangelizzazione seguirà questi programmi di base per iniziare nuove parrocchie missionarie.

 

1. Cercare di costituire nuove missioni in città degli Stati Uniti con popolazione di oltre 100.000 abitanti, prive di chiese ortodosse di qualsiasi giurisdizione.

2. Rispondere a inviti di gruppi laicali di cristiani ortodossi che desiderano una parrocchia di lingua inglese.

3. Coltivare relazioni con comunità indipendenti (generalmente protestanti) che desiderano diventare ortodosse.

4. Lavorare con i pastori non ortodossi che desiderano essere ortodossi. 

5. Cooperare con il Dipartimento dei Ministeri Universitari per sviluppare parrocchie missionarie a fianco dei maggiori campus universitari privi di chiese ortodosse di lingua inglese nelle vicinanze.

6. Addestrare e incoraggiare preti e direttori laici di chiese antiochene a iniziare nuove missioni in località vicine. 

 

B. Si possono consultare le seguenti fonti di nuovi contatti nella costituzione delle missioni: 

1. Liste di nomi e di indirizzi già preparate

2. Referenze da preti e laici delle vicinanze

3. Università locali

4. Elenchi telefonici

5. Seminari introduttivi sul cristianesimo ortodosso

6. Discorsi presso organizzazioni comunitarie e di servizio

7. Studi biblici nel vicinato

8. Avvisi sui giornali o nelle bacheche universitarie

9. Interviste alla radio, alla TV e sui giornali

10. Pubblicità nei luoghi di ritrovo e nei centri culturali etnici

 

C. Nel caso di clero non ortodosso che desidera entrare nella Chiesa Ortodossa, seguiremo queste linee guida stabilite dal nostro Metropolita.

 

1. Tutti questi membri del clero devono iscriversi alla Casa di Studi Antiochena (nota anche come "St. Stephen's Correspondence Course") per espandere il proprio bagaglio teologico e ottenere una migliore conoscenza della Fede ortodossa. Per l'iscrizione, entrate in contatto con la sede dell'Arcidiocesi.

2. I membri del clero che portano con sé la propria congregazione nella Chiesa Ortodossa, dopo lo studio e l'addestramento prescritto, possono essere considerati per l'ordinazione e l'assegnazione immediata per continuare come rettori della stessa parrocchia. 

Tale assegnazione e ordinazione può avvenire nello stesso periodo dell'iscrizione alla Casa di Studi, a discrezione del Metropolita. 

3. I membri del clero non ortodosso che sono interessati ad abbracciare l'Ortodossia senza portare con loro le proprie parrocchie, dovrebbero cercare impieghi secolari in un'altra area in cui abbiamo una parrocchia, e procedere più lentamente.

4. In ogni situazione, ogni persona deve fornire le proprie credenziali all'Arcidiocesi Ortodossa Antiochena, che le sottoporrà alla considerazione della Tavola dei Revisori. 

 

 

Un piano in tre fasi per lo sviluppo di nuove missioni

 

Fase I - Stabilire una presenza missionaria (meno di 25 famiglie) 

 

A. Il Metropolita, con il consiglio del presidente del Dipartimento delle Missioni ed Evangelizzazione e del vescovo ausiliare della regione, e con il sostegno dei membri stessi, prenderà la decisione di stabilire una presenza missionaria.

B. Una congregazione non ortodossa già stabilita che si converte all'Ortodossia sarà incorporata nell'Arcidiocesi come presenza missionaria se ha meno di venticinque famiglie che pagano la decima. 

C. Caratteristiche di una presenza missionaria

1. Sorveglianza di un parroco vicino

2. Un luogo dove condurre le funzioni

3. Nomina di un coordinatore laico da parte del prete incaricato

4. Rapporti mensili di progresso al Metropolita

5. Revisione semestrale da parte del Metropolita

6. La presenza missionaria è sostenuta dalle decime e dalle offerte dei fedeli

 

Fase II - Lo status di Missione

 

A. Lo status di Missione è concesso dal Metropolita, con il consiglio del presidente del Dipartimento delle Missioni ed Evangelizzazione e del vescovo ausiliare della regione, e con il pieno sostegno dei membri della missione stessa.

B. Caratteristiche di una Missione

1. Venticinque o più famiglie che si impegnano a pagare la decima

2. Viene assegnato un prete (che opera a tempo pieno, oppure si mantiene con i propri mezzi). 

3. La missione riceve un nome. 

4. Si spediscono l'antimensio, il crisma e i libri delle officiature. 

5. Anche se sostenuta principalmente dai propri mezzi, una missione in cui si pagano le decime è autorizzata a ricevere aiuti mensili da parte dell'Arcidiocesi, come pure materiale educativo, testi liturgici e musicali senza alcuna spesa. 

6. Il prete spedisce rapporti mensili al Metropolita, al direttore del Dipartimento delle Missioni ed Evangelizzazione, e al decano locale. 

7. Un consiglio della missione, diretto dal prete, si forma per servire la missione. 

8. Si stabilisce il luogo dove tenere le funzioni, e si avvia un fondo per la costruzione di una chiesa.

9. La missione viene elencata negli elenchi dell'Arcidiocesi e può inviare un delegato con diritto di voto all'Assemblea Generale. 

 

Fase III - Lo status di Parrocchia

 

A. Lo status di Parrocchia è concesso dal Metropolita, con il consiglio del presidente del Dipartimento delle Missioni ed Evangelizzazione e del vescovo ausiliare della regione, e con il pieno sostegno dei membri della parrocchia stessa.

B. Caratteristiche di una parrocchia

1. Cinquanta o più famiglie che pagano la decima.

2. Prete a tempo pieno.

3. Luogo di culto permanente.

4. Autosufficienza finanziaria attraverso i fondi parrocchiali, con cessazione di tutti gli aiuti esterni. 

5. Partecipazione alle offerte annuali richieste dall'Arcidiocesi Cristiana Ortodossa Antiochena. 

6. La parrocchia viene elencata negli elenchi dell'Arcidiocesi e ha pieno diritto di voto all'Assemblea Generale.

7. Non si spedisce più il rapporto mensile. 

 

Appendice C

 

Un esempio di coordinazione delle responsabilità dei laici

 

La lista seguente elenca alcune funzioni che i laici possono seguire (sia per chiamata che per offerta volontaria). Questo non significa che la stessa persona sia tenuta a compiere la stessa funzione in tutti i momenti, ma significa che tale persona si assicurerà che quanto si deve fare in quel campo venga fatto, anche da altre persone, da volontari, attraverso telefonate, etc.

- Preparazione della chiesa alla domenica

- Assistenza al prete durante la Liturgia

- Servizio all'altare

- Preparazione dei pani eucaristici

- Rinfresco dopo la Liturgia

- Cura di fiori e piante

- Vendita di oggetti religiosi

- Musica, letture, canto corale

- Realizzazione del bollettino della chiesa 

- Bilancio e rapporti finanziari

- Indirizzario e archivi

- Tavolo delle candele

- Ospitalità e accoglienza in chiesa

- Segreteria e gestione appuntamenti

- Spedizioni postali (bollettino, etc)

- Istruzione religiosa

- Attività per i giovani

- Sito Internet della chiesa

 

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