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  Dopo 100 anni: la fine dell'Ortodossia anglicana e la realtà

dal blog del sito Orthodox England

5 giugno 2017

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Nel giro di pochi anni dalla rivoluzione russa del 1917 e dalla conseguente riduzione in schiavitù della Chiesa russa all'interno della Russia, con centro a Mosca, circa 2.000 emigrati russi si erano stabiliti in Inghilterra, soprattutto a Londra. Si divisero in due gruppi ecclesiali, indipendenti da Mosca schiavizzata, un gruppo più ampio di origini varie e un gruppo molto più piccolo, principalmente composto da aristocratici liberali e intellettuali, soprattutto anglofili e soprattutto da San Pietroburgo. Il primo gruppo costituì una parrocchia a Londra sotto la Chiesa ortodossa russa fuori della Russia (ROCOR), stabilita in prima istanza a Mosca, che aveva quattro metropolie, in Cina, in Europa occidentale, in Europa orientale e nelle Americhe, e si occupava di tutti gli emigrati. Anche il secondo gruppo costituì una parrocchia a Londra, ma sotto la piccola giurisdizione separata di Rue Daru, al di fuori della Chiesa russa, sotto il patriarcato di Costantinopoli, allora gestito e finanziato in gran parte dagli anglicani e oggi gestito e finanziato dagli USA.

Dopo la seconda guerra mondiale il primo gruppo, sotto la ROCOR, costituì più parrocchie per diverse migliaia di rifugiati di nazionalità polacca, principalmente ucraini e bielorussi, ma anche alcuni russi che aspettavano la libertà nella Chiesa russa all'interno della Russia. (Questa sarebbe venuta nel 2007, solo dopo che la maggior parte di costoro era morta, portando riconciliazione tra la Chiesa all'interno della Russia e la Chiesa al di fuori della Russia). D'altra parte, dopo la seconda guerra mondiale, anche il secondo gruppo tornò formalmente alla Chiesa ortodossa russa all'interno della Russia, ancora priva di libertà, ma su una base speciale sotto la personalità parigina unica dell'allora padre Antony Bloom, e si sviluppò in un gruppo indipendente di diverse piccole comunità. Dopo la sua morte nel 2003, questo gruppo si è diviso nel 2006: la maggioranza è rimasta sotto Mosca e, di conseguenza, entro il 2007 le maggioranze di questo gruppo e di quello della ROCOR sono entrate nell'unione della comunione canonica l'una con l'altra.

Tuttavia, circa 300 persone, molte di origine anglicana e in piccole comunità sparse, sono tornate nel gruppo parigino separato di Rue Daru nel 2006. Perché hanno evitato la riconciliazione della stragrande maggioranza? Perché l'ideologia che li guidava era quella di un'Ortodossia di lingua inglese, che era in realtà un'ortodossia anglicana russofoba. Questa fu in gran parte inventata da un accademico filo-anglicano di Oxford chiamato Nicholas Zernov. Di fatto, il fenomeno si potrebbe chiamare "zernovismo", anche se in realtà molti individui sono stati coinvolti nella sua formulazione. Questo consisteva in un sogno sociologico, quello di riconciliare una certa Ortodossia russa 'imborghesita', liberale, intellettuale, aristocratico e conformista, con un anglo-cattolicesimo di classe medio-alta. Si trattava di un'ideologia filetista (razzista) che metteva un'Ortodossia russa imborghesita ed esausta, assieme all'istituzione anglicana di 'scuole private e cricket', al di sopra di Cristo e della sua verità. Infatti, quando tutto è compromesso, non c'è posto per la verità...

Coloro che non erano mai stati anglicani si sentivano completamente fuori luogo in questo gruppo, anzi respinti da un concetto sociologico di Chiesa così ristretto e forzato. Oggi il loro sogno (un incubo per gli altri) è finito. È stato reso irrilevante dalla realtà – perché noi non viviamo nel passato. Non è che l'Ortodossia di lingua inglese in sé sia ​​irrilevante, anzi è proprio l'opposto, oggi è molto più importante. Infatti nell'Inghilterra di oggi non ci sono 2.000 o addirittura 5.000 ortodossi russi, ma 300.000 ortodossi russi. Questi vengono principalmente dai paesi baltici, dalla Moldova e dall'Ucraina, per non parlare di 220.000 romeni e 80.000 bulgari, per un totale di 600.000 ortodossi da queste tre aree del mondo ortodosso. Questa recente immigrazione, assieme ai loro figli nati in Inghilterra, sovrasta tutte le emigrazioni ortodosse precedenti, tra cui l'immigrazione greco-cipriota degli anni '50-'60, composta da circa 200.000 persone, che è in gran parte morente dopo un'assimilazione quasi completa.

Con 600.000 nuovi ortodossi e i loro figli, soprattutto in Inghilterra, esiste un'enorme campo di missione per l'Ortodossia di lingua inglese. Tuttavia, la maggior parte di questi immigrati lavora in cantieri, autolavaggi, alberghi e ristoranti, o in agricoltura, orticoltura e fabbriche di trasformazione alimentare. Certamente non hanno alcun interesse per una filosofia da sogno dell'Ortodossia, esausta e intellettuale, ma piuttosto in un'Ortodossia pratica e concreta, che possa rispondere alle loro esigenze semplici e pratiche. Hanno bisogno di un'Ortodossia di lingua inglese per soddisfare le esigenze dei loro figli, che crescono in case popolari e in appartamenti in affitto nell'East End di Londra e negli affollati sobborghi di modesti centri di lavoratori su e giù per l'Inghilterra odierna. Noi chierici saremo giudicati sul modo in cui veniamo incontro alle loro esigenze, mantenendo la fede nell'Ortodossia, ma parlando contemporaneamente nella lingua in cui i loro figli, e sempre più gli immigrati stessi, comunicano e socializzano. La storia prosegue.

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