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  "Dio mi ha detto: ti devi convertire all'Ortodossia!"

Intervista del sacerdote Georgij Maksimov al sacerdote Stanislav Rasputin

Pravoslavie.ru, 10 luglio 2015

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Il sacerdote Stanislav Rasputin nella missione indiana

Continuiamo a pubblicare da Spas TV i materiali del programma Il mio cammino verso Dio, dove il sacerdote Georgij Maksimov interviste persone convertite all'Ortodossia da varie confessioni non ortodosse. L'ospite di oggi di padre Georgij è il prete ortodosso missionario Stanislav Rasputin, che è un ex membro dell'Esercito della Salvezza. In questa intervista Padre Stanislav spiega come ha trovato questo percorso verso la Chiesa, cosa può aiutare i protestanti a superare i loro pregiudizi contro l'Ortodossia, e quanto sia importante l'opera missionaria per ogni cristiano ortodosso.

Sacerdote Georgij Maksimov: Buongiorno. State guardando il mio cammino verso Dio. Oggi abbiamo un ospite dalla Carelia [la provincia della Russia che confina con la Finlandia, ed era una volta parte della Finlandia]. Padre Stanislav, anche se, come molti di noi, è stato battezzato da bambino, ha accettato la fede in età adulta. Ci può dire come tutto è cominciato?

Sacerdote Stanislav Rasputin: Tutto è iniziato con il mio battesimo negli anni del declino della perestrojka. Avevo circa quattro anni. Sono stato battezzato in casa. Anche se mia madre e mia zia hanno deciso di farmi battezzare, non hanno veramente capito il motivo che vi stava dietro. Era di moda, ed è per questo che hanno deciso di farlo. Ricordo molto bene che il sacerdote ha detto loro che il bambino doveva ricevere la comunione il giorno successivo dopo il battesimo. Ricordo anche che mi facevano male i piedi quando stavamo in piedi in chiesa e ho detto a mia zia che volevo andare. Lei ha accettato e io non ho ricevuto la Comunione. Dal momento che i miei parenti non frequentavano la chiesa, ho seguito la marea, come si suol dire. Sono cresciuto come un adolescente con una visione atea del mondo. Ho letto molti libri di divulgazione scientifica. Ho amato la biologia, in modo che la teoria dell'evoluzione era il fondamento della mia visione del mondo e la base della mia convinzione. Ho creduto che la scienza potesse rispondere alla maggior parte delle domande della vita, se non a tutte. Ero un adolescente normale che ascoltava musica "heavy metal" e ballava in discoteca. I miei amici erano proprio come me.

Una volta ho notato che uno dei miei amici era improvvisamente cambiato. Aveva smesso di bestemmiare. Era molto evidente perché l'imprecazione era la lingua di comunicazione corrente tra noi. Gli ho chiesto qual era la ragione di tale cambiamento. Mi ha detto: "Io sono una persona religiosa ora; non ho più bisogno di queste cose". Ho pensato che fosse impazzito e si fosse unito a qualche setta, e poiché ero suo amico, ho sentito il bisogno di salvarlo. Così gli ho detto, "Lasciami andare lì con te". Mi ha detto che aveva iniziato a frequentare le riunioni della comunità cristiana dell'Esercito della Salvezza [1] di Petrozavodsk. Era vicino a casa mia. Così ho iniziato a frequentare quegli incontri con lui. Mi ricordo che la prima volta che sono andato lì non mi è piaciuto per niente. Ho visto persone che pensavo fossero di mente gretta e fissate su Dio e sulla religione. "Nella nostra epoca di progresso scientifico, come può la gente perfino pensare e parlare di queste cose ridicole, per non parlare di condurre la propria vita sulla base di queste cose", ho pensato. Anche se non mi piaceva, quello che mi ha colpito è che queste persone erano diverse. Mi guardavano in un modo diverso. Avevano valori diversi. Erano cortesi. Ho cominciato a frequentare le loro riunioni ed eventi vari. La mia intenzione era, naturalmente, discutere con loro e far loro cambiare idea. Ricordo come abbiamo dibattuto per molte ore su creazione ed evoluzione... Ogni volta continuavano a dirmi: "Che cosa ti blocca? Chiedi a Dio se stesso se puoi incontrarlo". Ho detto loro: "Perché dovrei farlo, se sinceramente non credo in lui?" Mi hanno risposto: "Che cosa hai da 'perdere? Se Dio esiste, probabilmente ti risponderà in qualche modo. In caso contrario, non accadrà nulla"- Così ho pensato: "È vero, non ho niente da perdere", e mi sono rivolto a Dio dicendo:" Dio, se ci sei davvero, entra nella mia vita e mostrati". In quel momento mi è sembrato che nulla fosse cambiato, ma letteralmente in una settimana la mia vita e la mia visione del mondo sono radicalmente cambiate.

Il sacerdote Stanislav Rasputin

In che modo?

Improvvisamente, ho avuto voglia di leggere la Sacra Scrittura. Non sapevo il perché. Ho chiesto una Bibbia. Mi ricordo di avere messo su a volume massimo la musica che a quel tempo mi piaceva e di avere letto la Sacra Scrittura per ore e ore. Improvvisamente mi sono reso conto che volevo bene ai miei genitori. Può sembrare strano, ma anche da adolescente ho improvvisamente capito davvero che i miei genitori mi erano molto cari. Ho iniziato a trattare i miei amici con rispetto. Ho smesso di imprecare e di risolvere i conflitti con la forza. La mia visione del mondo è cambiata. Sono diventato un membro attivo dell'Esercito della Salvezza, ho partecipato agli incontri giovanili e ho anche predicato ai servizi appositamente organizzati per i giovani.

Quindi il problema dell'esistenza di Dio non era più un problema?

Una settimana dopo la mia preghiera, non potevo nemmeno immaginare che non esistesse Dio e di non credere in Lui. Sa, quando si incontra Dio faccia a faccia, non c'è bisogno di alcuna prova logica. La questione si è risolta in modo naturale. Così, sono diventato un membro attivo dell'Esercito della Salvezza. Tutto era grande per me. C'erano conferenze, campi, gite, incontri di preghiera, servizi, sermoni carismatici, ecc. Circa quattro mesi dopo – in quel momento mi era stata offerto la posizione di leader dei giovani nella nostra divisione [2] – Dio improvvisamente mi ha detto, "Ti devi convertire all'Ortodossia". Questo è venuto fuori dal nulla per me. Che cosa significava quella conversione?

Come lo ha detto, specificamente?

Non era una voce che ho sentito o un pensiero che mi è venuto in mente. È molto difficile spiegarlo a chi non lo ha vissuto. Usando l'analogia più appropriata, posso dire che tutta la mia anima capiva che Dio mi stava dicendo questo. Ogni piccola cellula del mio corpo. Capivo che questo pensiero non era mio; capivo che non era un mio desiderio. Avevo molti pregiudizi contro la Chiesa ortodossa. Ci è stato insegnato che era la Chiesa dove Dio è morto, dove la gente prega idoli e non ha alcuna relazione con il Dio vivente. Naturalmente, ho pensato che Dio aveva probabilmente commesso un errore. Mi sentivo così bene con i protestanti – i miei nuovi amici, la mia missione e le mie funzioni erano lì. Perché avevo bisogno di qualche altra Chiesa, soprattutto quella che, come ho pensato allora, era malvagia e morta? Ma Dio ha detto: "Tu devi andare là." Così, la prima cosa che ho fatto è stato di andare in una chiesa. Vi ho incontrato il prete. Mi ricordo, ho avuto una discussione intensa con lui e l'ho chiamato idolatra. Più tardi, quando sono diventato ortodosso, io, naturalmente, sono tornato e mi sono scusato con lui.

Quindi per tutto questo tempo Dio mi ha detto di convertirmi all'Ortodossia. Ho iniziato a resistergli. Ho detto che non lo avrei fatto, perché non vi conoscevo nessuno lì e non vi trovavo nulla di interessante per me. Questo è durato circa otto mesi. In tutto quel tempo Dio ha continuato a dirmi fermamente: "Ti devi convertire all'Ortodossia." Ero sul punto di arrendermi, così ho detto: "Va bene, ci andrò" Andavo in chiesa per il servizio serale, stavo lì dall'inizio fino alla fine, pregando sinceramente, ma non capivo niente. La domenica, andavo ancora alle riunioni dell'Esercito della Salvezza. L'unica cosa che ho cominciato a sentire nella Chiesa ortodossa è stata una certa integrità. Ma la mia mente continuava a dirmi: "Che cosa ci fai qui? Non conosci nessuno qui. Parlano una lingua che tu non capisci [lo slavonico ecclesiastico]. Là hai i tuoi amici e tutto è chiaro. Là c'è la strada per il tuo destino e il tuo progresso". Così il giorno dopo andavo all'Esercito della Salvezza. Tutto mi sembrava buono, e mi piaceva la gente. Ma mancava questa sensazione di completezza.

Finalmente, dopo otto mesi di lotta interna, ho detto: "Va bene, Dio, vuoi che mi converta? Lo farò". Questo è stato un atto di fede da parte mia. Un'azione che ha mostrato la mia fiducia in Dio. Questo è successo il 28 luglio del 2000. Ho detto ai pastori in anticipo, "Ho sentito una chiamata a convertirmi all'Ortodossia". Molte persone non mi hanno capito, naturalmente. Hanno detto: "Che cosa? Dove stai andando? Pensaci". Ma i pastori erano saggi e hanno detto: "Se credi davvero che Dio ti stia chiamando, allora vai". Così in quel giorno hanno annunciato nel corso della riunione, "Il nostro fratello si sta convertendo all'Ortodossia". E io li ho lasciati.

Così ha iniziato a vivere come un cristiano ortodosso?

Sì, mi ricordo la mia prima confessione. Ricordo la mia prima comunione. Mi ricordo come ho iniziato a scoprire il mondo dei Padri Apostolici. Prima di allora, purtroppo, non capivo la logica di molte cose nell'Ortodossia. Durante il primo mese, non facevo nemmeno il segno della croce né baciavo le icone. Pensavo: "Perché dovrei farlo?" Ma immergendomi nella vera vita ecclesiale, tutto ha iniziato a divenire sempre più chiaro per me. È stata la mia esperienza di vita ecclesiale che mi ha fatto capire la profondità dell'Ortodossia.

Il sacerdote Stanislav Rasputin

Come definirebbe la differenza tra ciò che sentiva nel protestantesimo e quello che ha ricevuto nell'Ortodossia?

Sa, quando ero protestante, mi sentivo come un'increspatura sul mare – vedi qualche movimento, ma non vedi affatto alcuna profondità. Le parole sono le stesse: Dio, la salvezza, ecc, ma non c'è profondità. Quando quest'increspatura se ne va, si vede la profondità. Così, quando ho iniziato a vivere una vita ecclesiale – a confessarmi, a ricevere la comunione – ho visto la profondità e il tesoro di tutti i benefici dell'Ortodossia. Certo, ho dovuto rompere il mio modo di pensare protestante.

Qual è stata la parte più difficile?

Accettare la venerazione della madre di Dio.

Sì, molti ex protestanti ne parlano.

Sì. Sa, io pregavo onestamente e sinceramente: "Dio, concedimi questa conoscenza. Io non la capisco". Non solo non la capivo, ma non potevo neppure accettarla nella mia mente. E Dio miracolosamente mi ha dato questa comprensione. Mi ricordo che stavo andando in un negozio in un cupo giorno di autunno e improvvisamente  ho provato felicità nella mia anima. Mi sono chiesto, "Perché sono felice?" E mi sono reso conto che ero felice perché ho capito perché noi veneriamo la Madre di Dio. Mi è diventato così inmmediatamente chiaro che ho detto: "Sì! Santissima Madre di Dio, aiutaci!" Ho detto questa preghiera proprio così, d'un tratto. Quella era la mia ultima barriera e ora non c'era più motivo di aggrapparmi al mio passato protestante. Essendo sacerdote e avendo vissuto nell'Ortodossia per 15 anni, ho capito che la profondità che vi ho trovato si può trovare solo nell'Ortodossia.

Che dire della comprensione della parola di Dio? Alcuni protestanti e altri che la pensano in questo modo dicono, "Tutti possono interpretare il suo significato e voi siete liberi di farlo, potete sviluppare la vostra mente e ri-vivere la parola di Dio attraverso la vostra comprensione. Nell'Ortodossia, è necessario interpretarla solo basandosi sulle opere dei Padri Apostolici, in modo che la vostra mente è legata e limitata..." Così, alcuni hanno la sensazione di perdere qualcosa, una sorta di libertà di auto-espressione. Per che cosa? Solo perché alcuni nell'antichità hanno detto così? Come può questo aiutarci a capire la Bibbia? Se ha già sentito queste obiezioni, come si fa di solito a rispondere?

Certo, le ho già sentite. Inoltre, all'inizio sentivo io stesso una specie di vincolo. Ma questo è solo un'illusione. Come lei ha detto, nel protestantesimo ognuno può costruire il proprio castello sulle proprie fondamenta. Tuttavia, immagini questo: a ognuno di noi è chiesto di costruire una casa, anche se non siamo costruttori professionisti. Naturalmente, faremo del nostro meglio... Ma la casa che costruiremo...

Sarà una baracca, nella migliore delle ipotesi (ride).

Certo, sarà una baracca. Inoltre, un solo filo di vento potrebbe farla crollare. Quando i lavoratori edili costruiscono una casa, usano metodi e modelli sviluppati da professionisti prima di loro. Se i lavoratori non si fidano dei professionisti e si considerano superiori, i risultati saranno poveri. La situazione è la stessa nel protestantesimo: ognuno è un piccolo papa. I cattolici hanno un dogma che il Papa ha un potere superiore nelle questioni di fede, mentre nel protestantesimo ogni pastore e ogni parrocchiano pensno di avere lo stesso potere. Questo naturalmente è basato sull'orgoglio e quest'orgoglio non può dare la vera comprensione della Scrittura. Quando ho iniziato a studiare le opere dei Padri Apostolici, ho capito la Sacra Scrittura in un modo così profondo che non era umanamente possibile per me capirlo per conto mio. In precedenza, sembrava che avessi la libertà, ma non c'era nessuna profondità, e non produceva risultati. Ora ti sembra di dover vivere entro certi limiti, ma questi confini sono così infinitamente lontano dalla tua comprensione che non li raggiungerai mai. Non potrai mai sentirti soffocato da questi confini. Qui è dove risiede la differenza principale.

Come hanno reagito alla sua scelta i suoi amici e conoscenti dell'Esercito della Salvezza? Qualcuno ha seguito il suo esempio? Mantiene i contatti con qualcuno di loro?

Ho ancora buoni rapporti con quasi tutti i miei amici di un tempo. Mi fanno domande, e, naturalmente, vedono i cambiamenti in me. Non posso dire che molti mi abbiano seguito. Più tardi, alcuni di quelli che avevano saputo della mia conversione all'Ortodossia hanno parlato con me e seguendo il mio esempio sono diventati anche loro ortodossi. Ma in pratica nessuna delle persone che mi circondavano si è convertita. Forse è perché in quel periodo non ho avuto il tempo o la voglia di tornare indietro e parlare della mia conversione. Lo faccio oggi, come capo del dipartimento missionario. Sto cercando mantenere l'amicizia con i protestanti, perché sono persone veramente sincere che vogliono cambiare il loro modo di vita. Attraverso parole e opere, molti di loro imparano che l'Ortodossia non è ciò che pensano che sia. Purtroppo, incontriamo spesso una situazione in cui i protestanti hanno la loro comprensione dell'Ortodossia. Essi non discutono con la vera Ortodossia, ma con una sorta di caricatura che esiste solo nelle loro teste. Così, quando vedono la vera vita dei cristiani ortodossi, sono spesso sorpresi: "Davvero? Pensavamo che fosse tutto diverso".

Il sacerdote Stanislav Rasputin

Quelli dei nostri telespettatori che sono vicini alla prima fase della sua esperienza potrebbero avere domande riguardanti la teoria dell'evoluzione. Inizialmente, era il fondamento del suo ateismo. Come ha fatto a risolvere questo problema? Molti pensano, "Non c'è niente di cui parlare. Gli scienziati hanno dimostrato che gli esseri umani si sono evoluti dalle scimmie, o meglio da un antenato comune. Qui è tutto è chiaro e non è necessario alcun Dio". Come ha fatto a gestire questo problema?

In effetti, questo è stato uno degli ostacoli nella mia esperienza cristiana. Nei primi mesi dopo la mia conversione al cristianesimo, proprio all'inizio del mio viaggio ho iniziato a studiare la questione per conto mio. Quando leggiamo i libri sulla teoria dell'evoluzione scritti dagli evoluzionisti, non vediamo alternative, per cui non vediamo il quadro generale. Ho iniziato a cercare fonti alternative di informazioni sullo stesso argomento, cercando in particolare informazioni scientifiche. Quando ho iniziato a studiare e confrontare questi argomenti, mi sono reso conto che molte cose nella teoria dell'evoluzione non reggono. La teoria stessa è così barcollante che non si può nemmeno chiamare una teoria scientifica. L'ho studiata per anni e di recente ho iniziato a concentrarmi su un confronto approfondito della religione e della scienza. Più studio questo problema, più mi rendo conto che un'immagine del mondo basata su un approccio evoluzionista materialista non regge alla critica. Anche da un punto di vista scientifico, per non parlare delle questioni di fede.

So che sta facendo lavoro missionario sia in Carelia sia all'estero. Ha visitato l'India e le Filippine. La sua esperienza l'aiuta a esprimere il messaggio dell'Ortodossia ad altre persone?

Certo, aiuta. Inoltre, ringrazio Dio per avermi lasciato essere un protestante per un breve periodo della mia vita spirituale, perché mi ha fatto capire il modo in cui le persone dall'altra parte vedono questo mondo. Così ora quando vado nelle Filippine o l'India e parlo con i protestanti, è più facile per me capirli. Conosco le domande che stanno bruciando nelle loro menti quando mi vedono. Capisco quello che stanno cercando. Ogni cristiano è sempre in missione per raggiungere la pienezza di comunicazione con Dio. Loro non riescono ad arrivarci nella loro fede. La questione della vita ascetica non è affatto presa in considerazione nel protestantesimo, ma io so come gettare luce su questo tema. Lo stesso vale per la vita liturgica. Il concetto dei sacramenti in molte denominazioni protestanti è assente o molto vago. Di recente, ho chiesto a un pastore di una chiesa battista, "Che cosa è l'eucaristia? Credi che sia il vero corpo di Cristo?" Lui ha risposto: "No, è solo un simbolo". Più tardi ho fatto ai suoi parrocchiani la stessa domanda e hanno risposto, "Crediamo che questo sia il vero corpo di Cristo". Così, ho detto: 'Come si può vivere, come si può esistere come chiesa, se voi parrocchiani credete in una cosa, mentre il vostro pastore predica una cosa totalmente diversa?" Io so come mostrare loro la pienezza della vita liturgica. Grazie a Dio, che mi ha benedetto e mi ha fatto pastore, ministro e sacerdote, così posso farlo per la grazia di Dio. Sulla base della mia esperienza passata, posso mostrare aspetti della vita che sono irraggiungibili dal modo protestante di pensare.

Parliamo della sua ordinazione. Penso che alcuni dei nostri telespettatori sarebbero interessati a sapere come una persona decide di diventare sacerdote. Come ha fatto a prendere questa decisione e cosa significa per lei essere sacerdote?

Quando sono diventato credente, anche quando ero protestante, ho capito che l'unico senso della vita poteva essere il servizio di Dio. Così ho onestamente cercato modi in cui poter servire Dio, e quando mi sono convertito all'Ortodossia, la mia intenzione è stata rafforzata dalla grazia di Dio. Il mio background secolare era nella teoria del diritto. Insegnavo alla facoltà di legge e mi piaceva essere professore perché ciò comportava una comunicazione diretta con gli studenti. Volendo servire Dio, ho preso su di me alcuni doveri in parrocchia. In un primo momento, abbiamo avuto incontri giovanili, fornito servizi sociali, e studiato la Sacra Scrittura. Questo si è evoluto gradualmente nel mondo del lavoro missionario. Guardando molti sacerdoti missionari che erano intorno a me, ho visto come questo cambiava la vita delle persone. Ho capito che volevo servire Dio, non importa come. Il mio vescovo, vedendo le mie intenzioni, mi ha suggerito di diventare sacerdote. Ne ho parlato con mia moglie. Tra l'altro, anche lei si è convertita all'Ortodossia dopo essere stata battista per un tempo molto lungo. Dopo averne discusso, abbiamo deciso che nel servizio sacerdotale si può ottenere la pienezza del servizio a Dio. Questa è stata una decisione consapevole, coerente con gli obiettivi e la comprensione della vita che avevamo nella nostra famiglia. Non mi pento affatto di questa decisione.

Cosa è cambiato nel suo rapporto con Dio, il mondo e la gente dopo l'ordinazione?

Prima comunione. Dintorni di Chandapur, India

Prima di tutto, ho iniziato a sentire la responsabilità per la gente che Dio mi manda. E, naturalmente, la gioia della celebrazione della Liturgia, la gioia stare presso l'altare, nulla in questa vita può essere paragonata ad esso. Questa è la differenza principale.

Dal momento che ha citato il lavoro missionario, vorrei chiederle: "Quando incontra la gente, sia questo in Carelia o in India, come fa a comunicare con coloro che non pensano di aver bisogno di qualcosa?"

Seguo sempre il principio di san Paolo, mi sono fatto Giudeo con i Giudei..., con coloro che sono sotto la legge sono diventato come uno che è sotto la legge... mi sono fatto tutto a tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. (1 Cor 9:20-22). Seleziono sempre i temi di discussione individualmente. Con i protestanti, inizialmente parlo di comprendere l'Ortodossia e la Sacra Scrittura. Poi li conduco a capire che la Chiesa deve essere unificata, altrimenti non è la Chiesa. E che la Scrittura deve essere intesa come la Chiesa la spiega, e non nel modo in cui la vede qualche individuo. Come missionario, quando parlo con i seguaci di una religione diversa, devo conoscere le persone che visito. Ad esempio, è difficile discutere l'eternità con un indù. Quando si parla agli indù dell'eternità, si immaginano il loro karma, il ciclo delle reincarnazioni, il samsara. Quando si parla con loro della vita eterna, pensano che li stiamo invitando all'inferno. Ecco perché dobbiamo scegliere le nostre parole con molta attenzione quando parliamo a persone di culture diverse. Abbiamo bisogno di trovare un approccio individuale per ogni persona. E ce n'è uno per ogni persona. Non ho mai visto una persona che non avesse una sete spirituale. La gente vuole semplicemente placare quella sete in modi diversi. Tuttavia, il vuoto nel cuore di un uomo non può essere riempito da qualcosa, ma da Dio. Quei surrogati che l'uomo cerca di trovare nella vita, come la falsa religiosità, le ambizioni intellettuali o i piaceri sensuali o fisici, creano l'illusione di una pienezza di vita, ma tale pienezza è solo superficiale. Quando le persone sono sole con se stesse e non devono impressionare nessuno, capiscono che non hanno ottenuto alcuna pienezza di vita spirituale. Come missionario, cerco di mostrare ad ogni persona che tale pienezza è possibile e che si può ottenere in una Chiesa unificata, in Dio. Non da soli, come i buddisti alla ricerca del nirvana, ma stando insieme con tutti in Cristo.

Come si fa a trasmettere l'importanza della Chiesa ai protestanti? Tutti i protestanti che ho incontrato hanno una comprensione distorta della Chiesa. A loro parere, se qualche persona si raduna, diventa la Chiesa. Di fatto sarà proprio come un club, ma questo è il modo in cui pensano la Chiesa.

Prima di tutto, comincio con la questione se la struttura che si chiama Chiesa è benedetta o meno dalla grazia di Dio. Prendiamo l'eucaristia, per esempio. Se la vostra eucaristia non è un sacramento, un vero contatto con Dio, dove vi porta il vostro simbolo? Se vi offro un simbolo di una tazza di tè, questo vi placherà la sete? Se scrivo H2O, la formula dell'acqua, questo vi aiuterà se avete sete? Certo che no. Ecco perché, quando parlo con i protestanti dell'unità e della completezza della Chiesa, cerco di mostrare loro l'aspetto liturgico.

Nella missione indiana

Devo dire che i credenti, per non parlare dei non credenti, a volte mettono in dubbio la necessità del lavoro missionario. Perché non interessarsi del proprio sviluppo spirituale interiore o, se si è un prete, limitare le attività alla propria parrocchia? Che cosa fa venire voglia di essere un missionario?

Il Vangelo. Esso contiene la specifica chiamata di Gesù Cristo, il nostro Signore, che ci dice di andare e predicare. In effetti, soprattutto nei miei primi anni da ortodosso, molti pensavano che le mie intenzioni fossero una sorta di capriccio protestante. Tuttavia, predicare la propria fede è una necessità naturale per le persone. La predicazione non deve sempre essere in forma di parole. Anche compiere atti e azioni di misericordia è predicazione. Penso che ogni cristiano ortodosso debba essere un missionario. Tutti noi abbiamo delle famiglie, ma non tutti i nostri parenti sono credenti. Chi rivelerà Cristo alle persone attorno a noi al lavoro o a scuola? Chi darà loro una testimonianza viva? Questo non sarebbe lavoro missionario? Se ne siamo imbarazzati e seppelliamo questo talento, ne saremo ritenuti responsabili al giorno del giudizio, quando Dio dirà qualcosa come, "Potevi parlare di me a questa persona, perché non l'hai fatto?" È non è una questione di simpatia o antipatia per qualcosa, si tratta di avere o no la vita eterna. Il lavoro missionario è sempre una questione di salvare le anime della gente. La posta in gioco è molto alta.

Molti non lo fanno perché pensano: "Come reagirebbero i miei parenti, se ne parlassi con loro? E se non lo gradiscono? Che cosa succede se questo rovina il nostro rapporto? E se pensano che sto forzando la mia opinione su di loro?" Ha avuto preoccupazioni del genere?

Praticamente no. La mia convinzione dell'esistenza di Dio ha superato tutti gli ostacoli che la mia mente creava.

Si è sentito in apprensione quando si doveva predicare?

Mai. Inoltre, la prima cosa che ho fatto quando sono arrivato a scuola dopo la mia conversione è stato di dire alla mia classe di studi sociali, "Ho bisogno di pregare". E pregavo pubblicamente davanti a tutta la classe, cosa che, naturalmente, sembrava strana a molti studenti. Spesso le persone si preoccupano: "Cosa penserebbe la gente di me, come mi guarderebbero? E se si fermano a parlare con me?" Ma, si sa, tutto dipende da quanto sono importanti le informazioni che state cercando di trasmettere. Se sapete che qualcuno ha una malattia grave e potete aiutare quella persona, sarebbe un delitto non dire qualcosa, anche se quella persona può non gradire ciò che avete da dire. Tuttavia, alla fine questo porterà la guarigione di questa persona. Molte volte sono venute da me persone con problemi e dipendenze varie, problemi familiari, ecc., – e la prima cosa che dicevo loro era: "Sto per dirvi la verità. Siete pronti per questo?" Quando la gente va a uno strizzacervelli le viene detto quello che vuole sentire, e sembra che questo risolve il problema, perché la gente vuole sempre evitare disagi. Quello che dico alla gente è che dirò loro la verità, che lo vogliano o no. Dopo di che, possono prendere le proprie decisioni. Questa è la libertà della volontà. Se si vuole, si può vivere la propria vita come vuole Dio. Se non si vuole, allora non c'è bisogno di farlo. Ma io avverto la gente su tutte le conseguenze della loro scelta. Allora non saranno in grado di dire: "Nessuno mi ha avvertito."

Certo, se vediamo che qualcuno si sta avvicinando al bordo di una scogliera, ci avviciniamo e gridiamo: "Attenzione!", forse afferriamo anche la mano della persona per non farla cadere. Quando comprendiamo che si tratta di una questione di vita o di morte – vita eterna o morte eterna – quando la scelta è così importante, vale la pena di rischiare. Grazie mille per questa intervista, Padre Stanislav. Le auguro l'aiuto di Dio nel suo lavoro pastorale e missionario.

Note

[1] L'Esercito della Salvezza è una denominazione protestante fondata nel 1865 a Londra dal metodista W. Booth, e strutturata in maniera quasi militare – il leader si chiama "Generale", i membri minori sono chiamati "soldati", i membri indossano uniformi, ecc.

[2] Le filiali locali dell'Esercito della Salvezza sono chiamate divisioni.

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