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  Perché un pastore ha bisogno di un suo sito web?

del sacerdote Konstantin Parkhomenko

da Pravmir

2 settembre 2010

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È necessario per un sacerdote avere il suo sito web? Non per tutti, suppongo. Sappiamo che ci sono diversi carismi nella Chiesa. tra i pastori ci sono quelli ferventi nella preghiera, ottimi amministratori, e coloro che considerano come loro missione la celebrazione dei servizi divini in maniera decorosa, attenta e dignitosa. Inoltre, ci sono catechisti, missionari, predicatori e teologi. A mio parere, sono queste ultime categorie che hanno bisogno di un sito web. "La messe è molta, ma gli operai sono pochi" (Mt 9:37).

L'arcivescovo John (Shakhovskoy) ha scritto mezzo secolo fa: "la letteratura spirituale è una moltiplicazione pressoché infinita di lavoro pastorale, cammino e parole. Davanti a noi e dopo di noi entra in ogni casa, iniziando e continuando il nostro lavoro... Il libro religioso è un'espansione (quasi infinita) dell'amore pastorale, della preoccupazione per l'anima umana e della presenza del pastore in quest'anima. Attraverso la parola stampata il pastore entra nella casa e nel cuore dell'uomo mille volte". Sulla pagina principale del mio sito web ci sono anche queste parole, che appartengono a san Cirillo, pari agli apostoli e maestro degli slavi: "Predicare solo con la parola della bocca è come scrivere sulla sabbia".

Queste parole, in generale, rispondono alla domanda del perché un pastore ha bisogno del suo sito web. Per fare in modo che il lavoro della sua vita, la testimonianza di Dio e della Verità, sia compiuto più ampiamente e con più successo.

Il numero dei visitatori del mio sito ha raggiunto diverse migliaia in appena un anno. Ciò significa che le mie prediche, gli articoli e i pensieri spirituali possono essere ascoltati non solo dalle mie decine di parrocchiani, ma da un numero molto maggiore di persone. E con le lettere e le risposte alla gente vedo che questo lavoro è stato fruttuoso. Non meno di una ventina di persone ha appena varcato la soglia della nostra chiesa. Sono venuti dalla mancanza di fede o dalla vita secolare. E la loro vita nella Chiesa ha avuto inizio.

Alcuni sono stati toccati da un sermone che avevano udito, alcuni sono rimasti impressionati dalle immagini o dagli articoli messi sul sito web. E alcuni hanno considerato molto importante che il sacerdote sia aperto, disponibile e affabile. Questo è ciò che ha rotto l'ultima barriera sulla strada verso la fede.

Le possibilità del mio lavoro nella vigna di Dio possono essere estese enormemente attraverso il sito web.

Tecnologie di comunicazione

Immaginate un prete che vuole predicare e catechizzare. E vuole che il suo lavoro sia il più efficiente possibile. Cosa gli si può consigliare? Di non ignorare i risultati delle tecnologie contemporanee!

Vi siete mai chiesti perché l'influenza di san Giovanni Crisostomo a suo tempo era stata così travolgente ed esplosiva? Perché tutti, dai cuochi e dagli e stallieri fino ai re, lo citano? Proprio perché Crisostomo aveva studiato alla scuola di retorica e, come retore diligente, ne seguiva la regola: tutti i sermoni da lui fatti erano stati trascritti. Poi il santo rivedeva queste trascrizioni, che erano copiate, e chiunque poteva ottenerle in un libro. Crisostomo è conservato in migliaia di trascrizioni, mentre molti eccezionali pastori dei suoi giorni sono conosciuti solo per i loro nomi. La parola di Crisostomo funziona anche oggi; delle parole di molti altri si sono perse le tracce.

Quanto del patrimonio del beato metropolita Antonio di Sourozh sarebbe stato salvato, se le sorelle Maidanovich non lo avessero seguito dalla metà degli anni '60 e non avessero registrato i suoi discorsi e sermoni su un registratore portatile? Il 95% di tutto ciò che abbiamo come preziosa eredità del metropolita Antonio di Sourozh, che ha scavato solchi nelle anime dei russi induriti dai tempi dell'ateismo, negli anni '90 – lo dobbiamo al podvig di queste due ordinarie donne ortodosse (il metropolita Antonio ha confessato che non aveva mai pensato di registrare i suoi sermoni e discorsi, e non ha scritto alcun libro).

L'arciprete Georgij Mitrofanov, uno storico di primo piano e pensatore straordinario, ha tenuto interessanti incontri per alcuni anni a San Pietroburgo. Insieme a un pubblico guardava dei film e poi li commentava, secondo un punto di vista teologico. Bergman, Tarkovskij, Lungin, e altri tra i film più interessanti e controversi dei secoli XX-XXI, commentati dal punto di vista ortodosso!

Una volta stavo andando in macchina con gli organizzatori di questo progetto. Ho chiesto loro se registravano su un dittafono i discorsi di padre Georgij per farceli leggere o semplicemente per ascoltarli. Si sono guardati l'un l'altro: "Non ci avevamo mai pensato..." Che cosa significa...?

Il pastore, che vuole servire l'opera della predicazione nel modo più efficiente possibile, deve pensarci bene!

Consigli a confratelli pastori

Vi consiglio di acquistare un registratore digitale e di registrare le vostre prediche. Poi dovreste ascoltarle e analizzarle. Molti sacerdoti sono sicuri di sé. Il popolo di Dio ringrazierà per ogni cosa, ma è per questo che non sarà attento ai sermoni. Ma il livello della predicazione di un pastore deve crescere; il pastore vi deve lavorare sopra, prendendo in considerazione i propri errori. Poi i sermoni felici posso essere messi su un sito web, convertiti in testo, e così via. Consiglio anche di registrare le catechesi e le lezioni che vengono tenute alla scuola domenicale.

Prevedo le obiezioni: "ma non ci troviamo niente di buono". Se è così, questo è proprio perché noi consideriamo il nostro lavoro di predicazione e catechesi come qualcosa di transitorio e insignificante. Ci incontriamo, ci sediamo per un po' a parlare, e ringraziamo Dio. Ma se cambiamo il nostro atteggiamento verso il nostro parlare in pubblico, così come verso ciò che devono ascoltare molte persone, cose che devono rimanere per anni, questo ci spinge a un atteggiamento più responsabile sia verso le lezioni alla scuola domenicale sia verso la predicazione.

Un mio altro consiglio è di acquistare una fotocamera digitale e di mantenere una fotocronaca degli eventi importanti della vita parrocchiale. Anche questa "predicazione visiva" è molto importante per il lavoro di missione e catechesi.

Anche se questo può non essere richiesto oggi, ma solo anni dopo, non bisogna perderlo. (Molto di ciò che ora è sul mio sito era stato raccolto alcuni anni prima e ora è diventato utile).

Dovrei ribadirlo ancora una volta: un sito web è una possibilità di estendere e un vasto pubblico la vostra predicazione e il vostri discorsi pubblici. E non è una questione di ambizione, ma di obiettivi. Io vedo l'obiettivo del mio servizio evangelico nel portare la mia predicazione a quante più persone possibile. E dovrebbe servire a ricordarsi del Signore, dell'eternità e della salvezza, che può essere trovata attraverso la Chiesa, di fronte al mondo che svanisce nell'incredulità.

Non credo che un pastore debba dedicarsi completamente a progetti in Internet. La vita spirituale, compresa la preghiera personale, i servizi divini, e il lavoro pastorale in parrocchia, viene prima di tutto. Io trascorro molto tempo con la mia famiglia e i figli (ho tre figli). Ma la predicazione è il dovere e l'obbligo di un pastore. Facciamo il nostro dovere in modo più efficiente e con successo, se creiamo un sito web e vi mettiamo diverse informazioni.

Supporto tecnico

Un'osservazione importante: io sono profondamente convinto che il pastore non dovrebbe essere molto interessato alla parte tecnica del progetto. Il pastore è responsabile per il concetto e le informazioni. Il lato tecnico è di preoccupazione altrui.

Ho avuto la fortuna di un'offerta di lavoro al portale Azbuka very (l'Abbecedario della fede). È il più grande sito web ortodosso di San Pietroburgo. Offre professionisti, strutture tecniche quasi illimitate, e così via, senza alcun problema. (A proposito, Azbuka Very è pronto a collaborare con tutti i sacerdoti e parrocchie. Il portale offre collaborazione!)

Giovani specialisti di computer, che possono aiutare molto il parroco, si trovano sempre nelle parrocchie.

Possibili difficoltà

La difficoltà principale per me è la mancanza di tempo libero. Per molti sacerdoti la mancanza di tempo è il più forte ostacolo in tutto, ma suppongo che la possibilità di seguire sermoni, conferenze e articoli non solo nella parrocchia, ma in realtà in qualsiasi punto del mondo, valgono i nostri sforzi.

Il problema di una buona gestione del tempo è una preoccupazione per molti pastori.

Spegnere il telefono a volte (dopo tutto, non abbiamo fretta di rispondere al telefono quando preghiamo o siamo impegnati in una celebrazione), non lasciare che cose vane e meschine ci assorbano totalmente, utilizzare tecnologie avanzate (dittafoni), e coinvolgere parrocchiani attivi nella trascrizione di file sonori ci aiuterò almeno a svolgere il servizio di catechesi con più successo e in modo più efficiente.

Si possono trovare un'ora o due al giorno per lettura, scrittura e lavoro creativo. Per me è spesso il momento in cui i bambini sono a letto (22:30-00:30).

Domande e risposte

La categoria delle "risposte alle domande" deve sempre esserci sul sito web di un prete. Non credo sia necessario rispondere a domande alle quali si possono trovare facilmente risposte ("Quali misteri ci sono nell'Ortodossia?", "Cosa significa 'invisibilmente scortato dalle schiere angeliche'?", e così via). Sono certo che sarebbe più utile, per chi fa a un sacerdote domande così basilari, leggere qualcosa e imparare da soli.

Se quest'uomo visita siti ortodossi e vuole proprio che il sacerdote che si occupa dei lavori del sito gli dia una risposta distinta e adeguata, quel sacerdote deve avere l'opportunità di farlo.

Ma capita che qualcuno che vive in un altro paese o in un luogo isolato si trovi di fronte a un problema spirituale, una domanda a cui davvero non può ottenere una risposta. E nessuno, nemmeno il prete, lo aiuterà. C'è gente che per anni è tormentata da alcune domande.

San Giovanni Crisostomo, che abbiamo citato prima, e che, bisogna ammettere, non aveva nemmeno lui abbastanza tempo libero, non disprezzava di accogliere la gente e di rispondere alle loro domande personali. Il racconto della sua vita dice che dopo i servizi divini si sedeva sui gradini della chiesa e parlava a tutti quelli che erano venuti alle funzioni. Sia così o no, è indubbio che, a dispetto del suo alto rango, considerava importante parlare con la gente comune.

Naturalmente il parroco non deve sopravvalutare il ruolo della comunicazione su Internet. Ci sono domande che devono essere definite con maggiore precisione, o che possono essere risolte solo in un incontro personale. In tal caso i visitatori del sito devono essere inviati a una chiesa per incontrare un sacerdote.

Nel rispondere a una domanda, il sacerdote dovrebbe ricordare che non è la sua opinione personale che viene chiesta, ma il parere di un pastore competente, che esprime il parere della Chiesa ortodossa. La posizione della Chiesa ortodossa sulla maggior parte delle domande è ora chiara, a causa di molti documenti accettati dai Concili dei vescovi. È per questo che il parroco deve almeno avere dimestichezza con "I fondamenti della concezione sociale della Chiesa ortodossa russa".

Comunicazione su Internet

Naturalmente, molto dipende dalla cultura personale del parroco. Ma io sono profondamente convinto che, per quanto il pastore possa essere aperto e orientato alla missione, non deve abbassarsi al livello dei lettori e dei visitatori dei siti web, ma piuttosto elevarli al livello di una cultura ortodossa e della grande cultura russa.

Un arciprete, divenuto famigerato per la sua lotta contro i codici a barre e molti fatti moderni in generale, ha fatto recentemente una dichiarazione: "Dobbiamo parlare con l'uomo moderno non solo nel linguaggio convenzionale, ma a volte nella lingua di una o di un'altra sottocultura, a cui appartiene la maggior parte della generazione più giovane, che ci piaccia o no".

Io non sono d'accordo con una tale posizione di principio. Il gergo dei giovani e le modalità irresponsabili di comunicazione, che sono perdonabili tra i giovani laici che si oppongono a tutto ciò che è tradizionale e convenzionale a causa della loro età, sono imperdonabili tra noi pastori. Secondo la parola dell'Apostolo, non dobbiamo conformarci a quest'epoca, ma dobbiamo elevare i nostri parrocchiani, lettori e ascoltatori verso una cultura alta. Verso una cultura di fede e di vita.

Interattività

I lettori scrivono tante cose. Ci sono certamente attacchi da parte di alcuni gruppi coesi, probabilmente gruppi di satanisti, che cercano di confondere i lettori con diversi trucchi sporchi e pettegolezzi. Bisogna filtrare tutti i messaggi e cancellare quelli scandalosi (vi ricordo le parole del grande scrittore russo Goncharov, che, lavorando per qualche tempo come censore letterario, ha dichiarato quanto segue circa il compito della sua opera di censore: "non ho voluto concedere agli sciocchi l'ingresso nella letteratura." Il compito dei presenti amministratori ed editori di siti web è simile a questo).

Ci sono lettere di persone la cui sanità mentale è piuttosto discutibile, ma è necessario in modo adeguato e delicato non permettere che vi prendano per il naso. Ma la maggior parte è composta da persone che stanno scoprendo l'Ortodossia. Non è un segreto che alcune persone sono timide nel varcare la soglia della chiesa. Un'occasione per conoscere la fede, per sentire una parola sull'eternità e sull'amore di Dio sulle pagine elettroniche di un sito web si rivela molto importante per loro.

Recentemente ho ricevuto una lettera da una donna. Era da un ospedale per malati di mente. Scriveva che da mezzo anno aveva perso suo figlio. Aveva perso il senno dal dolore, era andata in ospedale, e in preda alla disperazione, aveva deciso di suicidarsi lì. Le avevano dato da leggere il mio libro alla vigilia della notte in cui aveva intenzione di uccidersi. Risposte tipiche a domande semplici.

Lo ha letto per tutta la notte: "... mi sono cadute le scaglie dagli occhi. Ho capito perché e come vivere. Ora tutto quello che voglio è stare meglio, essere dimessa dall'ospedale, e andare in chiesa. "

La vita reale si interseca con quella virtuale? Proprio in questo modo! Ripeto ancora una volta che, a mio forte parere, la stessa vita "virtuale" è necessaria non come passatempo, come modo di auto-realizzazione e di auto-espressione, ma come modo di servizio pastorale, evangelico. Solo per questo!

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